lunedì 28 marzo 2016

LE RICCHEZZE DELLA CHIESA



“San Pietro non aveva conto in banca” ha detto papa Francesco I.

Un conto in banca sembrano averlo però molti sotto la mano di Santa romana Chiesa. E anche bello cospicuo, senza contare le proprietà e i beni.

Nell'ultimo conto economico del Vaticano la somma delle quattro realtà principali (Curia, Carità, Città del Vaticano e Santa Sede Pastorale) vale un aggregato di poco inferiore ai 900 milioni di euro in termini di ricavi. Questo include le donazioni dell'Obolo di San Pietro, i pellegrinaggi, i musei e le gestioni immobiliari e finanziarie. Eppure, soltanto dall'8 per mille nel 2013 è arrivato oltre un miliardo di euro con riferimento ai redditi del 2010 (1,15 miliardi nel 2012). Ma l'8 per mille è deconsolidato perché spetta alla Cei, cioè ai vescovi italiani.

Anche lo Ior, si è sempre detto, è una realtà a parte. I paladini più accesi dell'istituto hanno persino negato che lo Ior fosse davvero una banca. Eppure la consistenza complessiva dei depositi su oltre 30 mila conti è stimata in circa otto miliardi di dollari. Quanto allo stato patrimoniale del Soglio, la tenebra si è infittita da quando si pretende che gli immobili ecclesiastici non destinati al culto paghino l'Imu. Dieci anni fa, il cardinale statunitense Edmund Szoka, che al tempo presiedeva il governatorato dello Stato vaticano dopo avere guidato la Prefettura affari economici, si era avventurato in una valutazione autocertificata di cinque miliardi di dollari, ma la modestia è virtù cristiana per eccellenza e gli asset della Santa Sede, pur intaccati dai risarcimenti miliardari ai processi per pedofilia, sembrano di molto superiori.

Ma è più facile che lo Ior passi dalla cruna dell'antiriciclaggio che si arrivi mai a un consolidato del patrimonio pontificio. Gesù pagava le tasse (Matteo, 17, 24). La Chiesa, se può, allontana l'amaro calice.



I Patti Lateranensi comprendevano un Concordato e un Trattato che regolava anche i rapporti finanziari. Il Trattato ristabiliva il principio di "rimborso" per la confisca dello Stato Pontificio e dei beni ecclesiastici che lo stesso governo italiano del 1870 aveva giudicato necessario. Si stabilì così che l’Italia avrebbe versato 750 milioni in contanti e che si sarebbe accollata alcuni oneri come quello di uno stipendio ai sacerdoti "in cura d’anime". Quello stipendio, in parte era fondato sui crediti che la Chiesa vantava verso lo Stato italiano, in parte derivava dalle nuove funzioni pubbliche - come la celebrazione e la registrazione dei matrimoni con rito religioso, aventi però anche validità civile che i Patti attribuivano alla Chiesa. Dunque, le concessioni economiche del 1929, motivo di tanto scandalo per la polemica anticlericale, non erano un "regalo", il frutto di qualche favore "costantiniano", ma la copertura (seppure, solo parziale) di un debito determinato dalle spoliazioni del XIX secolo. È in questa prospettiva storica che andrebbe giudicata la recente revisione dei Patti Lateranensi ad opera del governo non di un democristiano ma di un socialista come Bettino Craxi. In quella revisione, tra l’altro, si supera il concetto, pur del tutto legittimo alla luce del diritto internazionale, di "rimborso" e si instaura quello della contribuzione volontaria della quale lo Stato si limita a fare da esattore.
La Pietà di Michelangelo che è in San Pietro il valore non potrebbe essere inferiore al miliardo di dollari. Solo un consorzio di banche o di multinazionali americane o giapponesi potrebbe permettersi un simile acquisto. Come primo risultato, quel capolavoro eccelso lascerebbe di certo l’Italia. E poi, quell’opera che è ora esposta, gratis, all’emozione di tutti, cadrebbe sotto l’arbitrio di un padrone privato - società o collezionista straricco - che potrebbe anche decidere di tenere per sé, vietandola alla vista di altri, tanta bellezza. Bellezza, poi, che - cessando di dar gloria a Dio in San Pietro - darebbe gloria, in qualche bunker blindato, al potere della finanza, cioè a ciò che la Scrittura chiama "Mammona". Il mondo avrebbe, forse, un ospedale in più nel Terzo Mondo: ma sarebbe davvero più ricco e più umano?



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sabato 26 marzo 2016

I PRELIMINARI



I preliminari sessuali sono tutte le forme di intimità fisica che, all'inizio di un incontro sessuale, servono a suscitare l'eccitamento sessuale propedeutico alla penetrazione o ad altre pratiche finalizzate a raggiungere l'orgasmo.

I preliminari sessuali variano a seconda delle culture e delle psicologie individuali: possono essere considerati preliminari sessuali il bacio (specialmente il bacio alla francese e quelli sul corpo), le coccole e le carezze (soprattutto sulle zone erogene), toccare i genitali, la masturbazione reciproca, il sesso orale, l'interpretazione di ruoli sessuali e le pratiche fetish o BDSM.

Il ruolo dei preliminari nella sessualità è stato compreso e sottolineato soltanto negli ultimi decenni, in particolare in seguito alla liberazione sessuale e al femminismo, in conseguenza dei quali si è avuta una rivendicazione del diritto della donna al proprio piacere sessuale. Per la maggior parte delle donne, infatti, lo sviluppo dell'eccitazione richiede un tempo maggiore rispetto a quanto accade nell'uomo; allo stesso tempo, per la maggior parte delle donne, la penetrazione, laddove non sia preceduta dai preliminari, può comportare fastidio fisico (se non propriamente dolore) e/o disagio psicologico, proprio per effetto di una ridotta eccitazione e carente lubrificazione vaginale.

Sono perciò soprattutto le donne a richiedere o desiderare una maggiore attenzione del partner ai preliminari, che possono anche prolungarsi a lungo e comprendere non solo pratiche e comportamenti di tipo sessuale, ma anche forme di relazione di tipo più romantico e sentimentale.

La cosa più sbagliata che si possa fare è considerare i preliminari come un semplice meccanismo di causa ed effetto, necessario per far scattare le condizioni fisiche necessarie. E dunque: affinché ci sia un rapporto sessuale, deve verificarsi un´erezione; per favorire il rapporto sessuale, la vagina deve lubrificarsi.
Il fatto è che, specialmente negli uomini, l´importanza dei preliminari si comincia a capire solo dopo i 30 anni. Prima, infatti, è l´esuberanza adolescenziale e giovanile a imporre i tempi (impetuosi e ultrarapidi) e a trascurare le esigenze della partner. Quando l´uomo presterà più attenzione ai preliminari, la donna sarà infinitamente più soddisfatta e vorrà fare l´amore più spesso.

La chiave dei preliminari del rapporto amoroso è senza dubbio rappresentata dalle zone erogene, quelle parti del corpo più sensibili e capaci di trasmettere e aumentare l'eccitazione.
La natura erogena di queste parti del corpo deriva da una caratteristica tutta particolare: la presenza di terminazioni nervose, che le rende più sensibili alla stimolazione.



Conoscerle e saperle trattare con la dovuta attenzione è una vera arte, che può rivelarsi determinante. E per quanto si possa pensare di sapere già tutto, su questo aspetto, in realtà c´è sempre molto da imparare.
Qualche volta, per esempio, le sensazioni piacevoli non dipendono da dove, ma da come si è toccati. Individuare queste zone è fondamentale perché permette di conoscere meglio il proprio corpo, quello del partner e quello dei partner che verranno in futuro. Perché ciascun individuo ha questa o quella zona erogena più sensibile, o quantomeno sensibile in modo diverso, rispetto agli altri.
Nei preliminari, lo scopo principale è eccitarsi a vicenda, dunque ciascuno dei due partner dovrà impegnarsi per fare ciò che maggiormente piace al suo lui o alla sua lei.

Una volta individuate le parti del corpo che più piacciono sentire stimolate dal vostro partner, tutto starà a provare i modi con cui stimolarle: carezze, baci, massaggi, pizzicotti, usando tutte le parti del corpo (a cominciare ovviamente dalle labbra e dalla lingua).

Le donne hanno di solito bisogno di più tempo, rispetto all´uomo, per raggiungere l'orgasmo. La ragione di questa differenza sta nel fatto che la loro fonte del piacere è il clitoride. Per la maggior parte delle donne è necessario un contatto fisico diretto con quest´organo per raggiungere l´orgasmo e di solito il solo rapporto sessuale non stimola il clitoride abbastanza da provocarlo. Ecco perché, tra le varie soluzioni possibili, una delle più efficaci è in genere la stimolazione da parte dell´uomo, prima del rapporto sessuale. Durante, appunto, i preliminari.
Alcune donne si eccitano a sufficienza, durante i preliminari, dunque riescono a raggiungere l´orgasmo quando fanno l´amore, senza ulteriori stimolazioni dirette del clitoride. Altre invece ne hanno bisogno e per questo potrebbero raggiungere il piacere prima o dopo il rapporto; in alternativa, possono assumere una posizione – durante l'amplesso – tale che ne permetta la stimolazione diretta.
Esistono comunque altre parti del corpo femminile che, se stimolate, possono far raggiungere l´eccitazione alla donna.
La parte fondamentale dei preliminari visti dal lato maschile consiste nel raggiungere l'erezione. Che può variare a seconda dell´età di lui e verificarsi dunque senza troppi problemi, in caso di adolescenti o comunque giovani adulti, o con qualche difficoltà in più in caso di maschi più maturi.
In molti casi sarà la partner a scoprire che tipo di carezze eccita di più il suo compagno, mentre in altri, specie nei soggetti che si sono masturbati molto, l´uomo ha sviluppato un suo sistema per raggiungere un´erezione, cosicché solo lui è in grado di ottenerla: in questi casi, è possibile che l´uomo preferisca cominciare da solo a toccarsi, fino a raggiungere l´erezione. Per poi lasciare continuare alla donna.
La stimolazione del sesso maschile può avvenire in diversi modi. Oltre alle carezze, anche per via orale.

Quale sia la giusta durata dei preliminari sessuali nessuno può dirlo con certezza. La verità che emerge da un recente studio inglese però rivela dati contraddittori rispetto alla tradizione. Fino ad ora si è sempre pensato che le donne amassero i preliminari mentre gli uomini preferissero andare subito al sodo. Ora invece sembra che le donne siano più interessate alla durata ed alla qualità del rapporto sessuale che non hai preliminari veri e propri.
Se vi siete appartati per fare sesso in un luogo insolito o scomodo, magari nella camera accanto a quella in cui dormono i vostri figli, forse è preferibile non dedicare troppo tempo ai preliminari. La maggior parte di voi probabilmente in questi casi preferirà un rapporto sessuale veloce ma molto passionale ed adrenalinico.
Se invece potete concedervi di fare l’amore senza fretta ci si può dedicare ai preliminari tutto il tempo necessario.




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venerdì 25 marzo 2016

SESSO E RELIGIONI



Nei riguardi del sesso si è rimasti in una posizione ibrida e paralizzante: il pregiudizio moralistico nei riguardi della sessualità, anzi una specie di “odio teologico” per essa, la stretta relazione fra sessualità e peccato è una caratteristica mai perduta nella religione venuta a predominare in Occidente, la quale la mette in contrasto con le altre religioni creazionistiche. 

Spesso la funzione procreatrice fu da esse glorificata come un riflesso nell’uomo del potere creatore divino. Cosa che per ogni cristiano apparirebbe blasfema, l’Islam contempla invocazioni divine durante l’atto sessuale, l’antico Iran giunse a promettere grazie divine a che desse il massimo ardore nell’amplesso, note formule indù nell’unione dei sessi fanno intervenire simboli cosmici e sacri, e via dicendo. E ciò, a tacere di correnti, come il dionisismo, che all’estasi del sesso riconobbero possibilità mistiche. Si sa che lo stesso Platone mise il trasporto eros vicino a specie varie di entusiasmo divino, profetico e iniziatico.

Se dicessimo che di tutto ciò nel cristianesimo non si trova traccia, udremmo solo ribattere che esso conosce il matrimonio come sacramento.Il matrimonio come sacramento è cosa tardiva, nella tradizione cattolica. Prese questa forma solo verso il XIII secolo e fu obbligatorio come tale solo col Concilio di Trento. Ma, in più, il matrimonio è concepito dal cristianesimo come un pis aller, come un ripiego dovuto alla fragilità umana, perché come dice San Paolo, “è meglio prender moglie che ardere”. Se no, è la castità, l’astinenza, che è l’ideale: non il “Sacro connubio” ma il “casto connubio”. Che non si sa più che connubio sarebbe.

Ciò si conferma nell’idea, che l’unico fine del matrimonio sarebbe la procreazione, ossia quel di più naturalistico e di biologico presenta la sessualità: indulgere a questa per altro scopo, perfino fra coniugi, sarebbe peccato. Si vede perciò che il carattere di sacramento conferito al matrimonio non porta a nessun mutamento di piano, non dà dimensioni diverse, spirituali, all’esperienza sessuale presa in se stessa, la lascia tale e quale come una mera necessità della natura e ha alla fine, una portata sociale: sancisce il regime di una società trovatasi ad essere monogamica, cercando di rafforzarlo attraverso il principio della indissolubilità del matrimonio.

La consegna di tutto ciò è stato, nel mondo cristiano, un inselvatichimento per repressione di tutto quanto è proprio al sesso, con molta ipocrisia, finchè lo sbarramento è saltato. Così oggi si assiste ad una specie di scatenamento di tutto ciò che si lega a sesso e a donna, nel senso più primitivistico, pandemico e pericoloso. Per questo, delle revisioni dei rapporti fra spiritualità e sesso si impongono.

Il partner che prevale sull'altro, imponendogli una sessualità egocentrica, che non rispetta la sua dignità e non è un'espressione d'amore. Il coniuge non è uno strumento per sfogare la propria libidine, ma è una persona con la quale si condivide il sentiero della vita. 

Il letto coniugale deve esprimere anche la pulizia da pensieri di peccato. Se, per esempio, un marito desidera avere un rapporto sessuale con sua moglie solo perché è stato eccitato dalla visione di un film erotico, la sua motivazione non è onesta, perché sfrutta la moglie per soddisfare un suo personale bisogno nato da una fonte diversa. In quel caso, il rapporto sessuale non esprime più la comunione fisica, affettiva ed emotiva tra marito e moglie, ma – sotto sotto – è un adulterio mentale.

Una ricerca mette sotto la lente 3 principali comportamenti sessuali: il sesso fuori dal matrimonio, quello che definiremmo dei “single”; quello extraconiugale, cioè di chi ha rapporti sessuali con terzi pur essendo coniugato; e i rapporti prematrimoniali, quelli che riguardano principalmente i giovani  e giovani adulti.
La prima osservazione  dello studio è che la maggior parte delle grandi religioni scoraggiano il sesso fuori dal matrimonio ma alcune religioni appaiono più efficaci di altre a limitare questo comportamento.

I musulmani, per esempio, emergono come  i più conservatori in  fatto di comportamento sessuali. Insieme agli indù hanno  il 45% delle probabilità in meno  di cristiani ed ebrei di praticare sesso prima del matrimoni ed hanno anche meno probabilità di  avere rapporti extraconiugali di tutte le altre religioni tranne i buddisti.
Diversamente dai fedeli dell’Islam, i buddisti non hanno regole rigide su specifici comportamenti sessuali anche se osservazione di 4 precetti etici del Buddismo precluderebbe il sesso fuori del matrimonio.
La ricerca mette in evidenza che i buddisti sono più propensi  dei musulmani ai rapporti  sessuali fuori dal matrimonio, ma sono simili a questi ultimi per l’ostilità al sesso extraconiugale e prematrimoniale.
Infine, i cristiani e gli ebrei emergono dallo studio come più tolleranti e aperti ai rapporto sessuali pre e fuori matrimonio e extraconiugali.
I ricercatori  concludono che  la cultura religiosa islamica nazionale influisce sui comportamenti sessuali prematrimoniali  i quali non sono riconducibili  a credenze individuali dei musulmani,  e ciò spiega chiaramente il potere che la cultura può avere nel plasmare i comportamenti degli individui.



Un’analisi molto puntuale ed approfondita del comportamento sessuale in relazione alla religione cattolica è stato compiuto da un’altra ricerca “La sessualità degli italiani” condotta da Giampiero Della Zuanna, docente all’Università di Padova, dalla quale emerge  chiaramente che l’intensità della fede religiosa  influisce fortemente sulla  libertà dei comportamenti sessuali. Dalla ricerca per esempio emerge che  le percentuali più alte di coloro che propendono per una relazione stabile ed esclusiva (97%) è tra  i credenti attivi e che questa cala al 77% per  gli atei.
L’affermazione che per le donne conta più il sentimento che il sesso è condivisa dal 64% delle donne credenti attive ma solo dal 54% dagli atei; che sia meglio sposare una donna vergine, lo pensano il 24% dei credenti e solo il 6% degli atei. Che sia possibile fare sesso senza essere sposati lo pensa il 64% dei credenti attivi ed il 95% degli atei; infine che sia ammissibile la masturbazione quando non si ha un partner lo ammettono il 50% dei credenti attivi  e l’87% degli atei.
In sintesi: più le religioni sono tradizionaliste e dense di divieti e meno accettano la libertà nei comportamenti sessuali; ed i comportamenti sessuali sono tanto più liberi quanto più ci si allontana dalle religioni per diventare massime in chi è ateo.

Per i cattolici:
Il sesso consentito nel matrimonio: penetrare solo per procreare.
Quando il marito penetra nella vagina della sua donna e vi abbia versato dentro il seme, il matrimonio si reputa consumato.

L'amore tra fidanzati: non fare sesso prima del matrimonio. 
Il giovane che fa sedere una ragazza sulle sue ginocchia e la trattiene, o abbracciandola la preme su se stesso ordinariamente, commette peccato mortale e la donna non va immune dallo stesso peccato se volontariamente a tutto ciò acconsente.
È peccato mortale dilettarsi deliberatamente in emozioni carnali, ancorché eccitate casualmente.

Vi è una specie di sodomia, che può accadere anche fra persone di sesso diverso, quando la relazione carnale avviene all'infuori dell'accoppiamento delle parti genitali; per esempio, quando si mettono in  opera le natiche, la bocca, le mammelle, le cosce, ecc. Benché questo genere d'infamia non sia punito egualmente come la sodomia propriamente detta, è certo ch'esso è sempre una grande ignominia contro natura.

Nel caso dell'uomo passivo e della donna attiva, l'invertimento della natura sarebbe ancor più grave.
Peccano mortalmente i coniugi… se si accoppiano carnalmente usando di una parte del loro corpo che non è quella voluta dalla natura, per esempio, se la moglie prende in bocca il membro virile del marito, ecc.
È severamente da biasimare, specialmente il marito, se per sentire maggiore piacere s'introduce nella vagina della moglie facendosi volgere da lei il didietro come usano le bestie, oppure mettendosi sotto di lei, giacché queste strane posizioni corporali sono spesso segni di passionalità moralmente cattiva in coloro che non si accontentano delle posizioni naturali.

Anche a letto deve comandare l'uomo.
La donna non può prendere l'iniziativa.

Il palparsi fra coniugi è peccato mortale quando ne risulti un prossimo pericolo di eiaculazione, perché la polluzione non è lecita né ai coniugati né ai liberi, e non si può ammettere scusa alcuna ad esporsi volontariamente al pericolo di essa.

Il concubinato è il rapporto fra un uomo libero e una donna libera, i quali convivono come se fossero in matrimonio, o sotto lo stesso tetto, o in separate abitazioni. È certo che il concubinato, inteso così, è un peccato molto più grave della semplice fornicazione, perché c'è l'abituale disposizione dello spirito a peccare.

La fornicazione con persona eretica o infedele, è peccato ancor più grave, in quantoché ridonda in obbrobrio alla vera religione.

Anche i fornicatori, gli adulteri, ecc. non possono opporsi alla generazione, lasciando volontariamente cadere il seme fuori della vagina della donna, perché questa è sempre una cosa contro natura.

I baci in parti inconsuete del corpo, per esempio, sul petto, sulle mammelle o, come usano i colombi, introducendo la lingua nella altrui bocca, stimansi fatti con intendimenti libidinosi, o almeno inducono nel grave pericolo della libidine, e perciò non vanno esenti  da peccato mortale.

È certo che i baci, anche se onesti, che inducono nel prossimo pericolo di eiaculazione o di veementi commozioni di libidine, sono da reputarsi peccati mortali.

Se qualcuno, per ragioni di sua particolare debolezza, è solito provare eiaculazione guardando eroticamente una donna in qualche parte sensuale del corpo, o toccandole una mano, premendole le dita, conversando con lei, abbracciandola onestamente, ma senza una ragione, assistendo a balli, ecc. deve astenersi da tutti codesti atti sotto pena di peccato mortale.



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Per l’uomo (senza eiaculazione precoce) potrebbero essere sufficienti pochi minuti, una donna raggiunge l’orgasmo in media dopo 10-20 minuti dall’inizio del rapporto sessuale.

Ecco perché è così importante che l’uomo si concentri sul rapporto durante tutte le sue fasi, a partire dai preliminari e non solo sul raggiungimento dell’orgasmo, e che controlli la sua eccitazione per il tempo necessario a consentire alla donna di raggiungere il piacere.

Secondo uno studio condotto negli USA e nel Canada, un rapporto sessuale soddisfacente dura tra i 3 e i 13 minuti. Tuttavia, è la qualità delle relazioni sessuali, e non la velocità, che rappresenta l’unico indiscutibile valore in un rapporto di coppia.

La durata media di un rapporto sessuale sarebbe di 20 minuti circa (Sexual Wellbeing Global Survey di Durex, indagine condotta su un campione di 26.032 persone in 26 Paesi) nel quale si includono i giovanissimi con i loro amplessi velocissimi, gli adulti dall’affinata complicità con la compagna, le coppie occasionali prive di intesa e di complicità, le persone che non riescono a raggiungere l’orgasmo, ecc.

I tempi espressi dall'indagine comprenderebbero anche i preliminari oltre ai tempi della penetrazione il che riporta il dato ad una dimensione più accettabile.

Normalmente infatti il rapporto sessuale in senso stretto, cioè il tempo dedicato alla penetrazione, è dichiaratamente più basso, all’incirca in media intorno ai 6 minuti.

Non manca chi dichiara di controllare l’eiaculazione per ore, salvo restando la voglia della sua compagna di dedicare lo stesso tempo al rapporto sessuale.

Giovanissimi, chi è in “astinenza” da un po’ e chi ha particolari condizioni fisiche proprie o provocate da sostanze possono durare pochi secondi o meno di due minuti.

Gran parte degli uomini non riescono a controllare l’eiaculazione come vorrebbero. Gli studi dicono che la percentuale varia dal 30 al 70 percento dei maschi.



La differenza tra 30 e 70 è spiegata dal fatto che non tutti definiscono l’eiaculazione precoce allo stesso modo.

Alcuni studi misurano il numero di secondi trascorsi dalla penetrazione, altri il numero di spinte pelviche e altri la soddisfazione della partner.

Si parla di eiaculazione precoce grave, quando l'uomo eiacula dopo tre movimenti coitali o ancor prima della penetrazione. Può essere dovuta a deficit organici, riguardanti l'attività prostatica, tiroidea, uretrale; ma anche l'azione masturbatoria, in determinati contesti, può favorire l'evoluzione di una particolare muscolatura a discapito della capacità di raggiungere l'orgasmo in tempi idonei al soddisfacimento della coppia. Spesso l'handicap sessuale è di origine nervosa, psicosomatica.
Per Freud era riconducibile a «pulsioni sadiche inconsce dell'uomo nei confronti della donna». Molto più prosaicamente la psicologia riconduce il problema all'ansia da prestazione, ossia la difficoltà di molti maschi di affrontare in modo maturo e consapevole un'esperienza sessuale. Qualunque sia la causa, assicurano gli esperti, l'eiaculazione precoce può essere sconfitta: con l'ausilio di antidepressivi, la circoncisione, l'impiego di creme anestetiche, la fitoterapia, la terapia cognitivo-comportamentale.

Inoltre bisogna considerare che la capacità di controllo eiaculatorio è più scarsa dopo lunghi periodi di astinenza, che è di norma scarsa nei giovanissimi ma che migliora col tempo grazie all’aumento dell’intimità con la partner e alla maggiore frequenza dei rapporti.

Gli abitanti del Belpaese sono i migliori a letto. Sarà vero? Non proprio, stando a uno studio condotto da DoxaPharma. Emerge, infatti, un dato che lascia qualche dubbio: nel 25 per cento dei casi la durata media di un rapporto sessuale in Italia è meno di due minuti; mentre un famoso studio condotto dalla Society for Sex Therapy and Research di Washington ritiene che, per essere veramente appagante, dovrebbe essere compreso fra i 7 e i 13 minuti. È vero che la qualità ha più importanza della durata, ma psicologi e andrologi concordano nel dire che sotto i due minuti non c'è nemmeno il tempo «fisiologico» per provare vero piacere. Sono gli italiani stessi a lamentarsi, pur ammettendo in media di fare l'amore nove volte al mese (per un totale di 108 rapporti all'anno), più dello standard mondiale.

Altri dati confermano un certo malcontento: il 70 per cento degli abitanti dello Stivale lamenta una generale insoddisfazione fra le lenzuola, e almeno 800mila coppie rischiano «il patatrac» proprio per questi motivi.



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giovedì 24 marzo 2016

IL TURISMO SESSUALE



Il turismo sessuale è un fenomeno che comprende viaggi volti a ottenere prestazioni sessuali da prostitute e "gigolò". Il viaggio è tipicamente intrapreso da turisti e turiste dei paesi benestanti verso i paesi in via di sviluppo e può implicare pagamenti in contanti o in natura.

L'Organizzazione Mondiale del Turismo definisce il turismo sessuale come «viaggi organizzati dagli operatori del settore turistico, o da esterni che usano le proprie strutture e reti, con l'intento primario di far intraprendere ai turisti una relazione sessuale a sfondo commerciale con i residenti del luogo di destinazione».

Questo tipo di turismo ha, secondo l'ONU, conseguenze sociali e culturali sia per i paesi d'origine sia per quelli di destinazione, particolarmente in quelle situazioni ove si sfruttano le diseguaglianze di sesso, età, condizione sociale ed economica delle popolazioni delle mete turistiche.

Motivo di ulteriore attrazione per chi pratica turismo sessuale possono essere anche ridotti costi dei servizi nei paesi di destinazione e (cosa tendente a favorire un incremento potenziale della criminalità):

prostituzione, sia legale sia soggetta a differenti applicazioni della legge;
riduzione dell'età del consenso, o indifferenza delle leggi verso questo aspetto;
accesso alla prostituzione minorile dove le proibizioni legali sono deboli o dove è più probabile che non siano fatte rispettare.

Il fenomeno, secondo una ricerca di Ecpat e dell'Università di Parma, è presente a livello planetario: Bangladesh, Brasile, Colombia, Nepal, Thailandia, Ucraina, Kenya, Europa e Africa.
Tali mete sono in continua evoluzione a seguito della spinta che anche l'informatica ha contribuito a dare nell'organizzazione dei viaggi e dei servizi. Questo aspetto, unito alla diminuzione del prezzo delle tecnologie digitali, ha dato l'opportunità ai turisti sessuali di veicolare con più velocità immagini o filmati delle loro vacanze, contribuendo in tal modo ad alimentare anche la diffusione del fenomeno pedopornografia, il che ha fatto sì che anche il legislatore italiano si adeguasse, prevedendo delle norme ad hoc.

Una singola città o regione può avere una particolare reputazione come meta del turismo sessuale. Molte di queste coincidono con i maggiori distretti a luci rosse, e ne fanno parte Amsterdam nei Paesi Bassi; Bangkok, Pattaya e Phuket in Thailandia; e Angeles, l'area della prima base militare delle Forze armate degli Stati Uniti nella provincia di Pampanga, Filippine.

Negli Stati Uniti la prostituzione è quasi dappertutto illegale, con l'eccezione delle aree rurali dello Stato del Nevada; queste sono diventate una destinazione di turismo sessuale per alcuni americani. Su un confine più stretto, anche molte altre grandi città degli USA sono destinazione per turisti sessuali domestici, nonostante siano previste multe per chi si prostituisce. Al contrario, la prostituzione è un'attività legale in un numero crescente di altri stati del mondo, in molti dei quali sono comprese le destinazioni.

La primaria destinazione del turismo sessuale femminile è l'Europa meridionale (principalmente ex Jugoslavia, Turchia, e Spagna), i Caraibi (principalmente Giamaica, Barbados e Repubblica Dominicana), parte dell'Africa, le Filippine e Thailandia. Tra le destinazioni minori ci sono Nepal, Marocco, Figi, Ecuador e Costa Rica.

Secondo un rapporto di Ecpat Italia (organizzazione che si batte contro lo sfruttamento sessuale dei bambini) salta fuori che gli italiani (per lo più uomini) sono ai primi posti come clienti di bambini fatti prostituire in Paesi del Terzo Mondo.

“Questa tendenza è molto allarmante”, spiega Marco Scarpati, presidente della sezione italiana dell’organizzazione. “Queste persone non sono pedofili. I pedofili abituali sono il 5 per cento, la maggioranza invece dei turisti sessuali è composta da persone che vanno all’estero per provare un’esperienza trasgressiva”, spiega Scarpati. L’organizzazione ha stimato che nel mondo ogni anno ci sono un milione di turisti sessuali che rivolgono le loro attenzioni a minori tra i 12 e 14 anni, e a volte anche più piccoli. I turisti che si rivolgono alla prostituzione minorile sono un terzo del totale.

A parlare del rapporto è anche il Daily Telegraph, che indica come le mete preferite dai turisti sessuali italiani siano il Kenya, Santo Domingo, la Colombia e il Brasile. Il turismo sessuale e la pornografia sono spesso gestiti da reti criminali internazionali e quindi l’unico modo per combatterli è quello di coordinare le attività della polizia a livello internazionale. Dopo l’Italia i turisti sessuali vengono da Germania, Giappone, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e recentemente anche Cina.

Il Kenya è tra i paesi più a rischio: da 10.000 a 15.000 bambine che vivono nelle aree costiere di Malindi, Mombasa, Kalifi e Diani sono coinvolte nella prostituzione occasionale – fino al 30% di tutte le bambine fra i 12 e i 18 anni che vivono in quelle zone. Fra 2.000 o 3.000 bambine e bambini sono inoltre coinvolti nel mercato del sesso a tempo pieno.

Secondo l’identikit del turista che va in cerca di sesso con minori realizzato da Ecpat l’età media si è abbassata (tra i 20 e i 40 anni); possono essere sposati o single, maschi o femmine (anche se la maggioranza sono maschi) stranieri o locali, ricchi o turisti con budget limitato. Possono avere un alto livello socio-economico o provenire da un ambiente svantaggiato. Lo studio distingue i turisti sessuali in tre distinte categorie: quelli occasionali (spesso in quel Paese per lavoro) sono la maggioranza ; poi ci sono i turisti abitudinari che acquistano residenze che abitano in alcuni periodi dell’anno; e i pedofili.

I motivi che inducono un turista sessuale ad andare alla ricerca di sesso da bambini e adolescenti sono diversi: tra questi “l’anonimato e l’impunità”, ma anche la ricerca di nuove esperienze: classico di un “consumismo sessuale”; la discriminazione che sconfina nel razzismo; la difficoltà nello stabilire rapporti paritari con le donne; la falsa credenza che fare sesso con bambini sia a minor rischio Aids”. Secondo stime dell’Organizzazione mondiale del turismo ogni anno almeno 3 milioni di persone partono per viaggi a scopo ‘sessuale’. Un sesto di loro, tra quelli che arrivano in America Latina e nei Caraibi, è a caccia di bambini o adolescenti.



Oltre seicentomila donne occidentali, tra cui 30mila italiane, allo scoccar delle ferie smettono gli abiti delle brave ragazze e si trasformano in vere predatrici sessuali.
Parliamo delle predatrici occidentali che ogni anno partono per vivere un’avventura con un gigolò.
Il fenomeno però per via della reticenza delle donne ad ammettere che il loro sia un turismo prettamente a scopo sessuale è difficile da calcolare. Questo anche a dispetto del fatto che per andare a letto con loro questi uomini o ragazzi vogliono essere pagati.

Ovviamente al momento di prenotare il viaggio, nessuna di loro (a volte anche madri separate con figlie) richiede viaggio con “avventura sessuale all inclusive”. Ma le stesse agenzie ormai hanno raffinato, in modo molto discreto, la scelta degli alberghi adatti da proporre.

Un viaggio nel deserto infatti, seppur con tutte le incognite del caso, può offrire l’occasione giusta per vivere una notte di passione con un affascinante tuareg o con una guida turistica ben predisposta “agli straordinari”.

E come è ormai risaputo da tempo in Giamaica non c’è neanche bisogno di farsi consigliare i luoghi o alberghi adatti dove poter trovare la preda giusta. Lì sono i ragazzi stessi a cercare donne attempate o giovani benestanti per uno scambio “culturale”. Si possono incontrarli al bar, sulla spiaggia o per strada. Basta uno sguardo e da entrambe le parti si sa già quel che si vuole.

Ma le donne sono conosciute per complicarsi la vita. E molte volte, si innamorano di questi uomini che se ne approfittano solo per avere un permesso di soggiorno permanente nelle città di origine delle sprovvedute turiste. E non mancano i commenti degli stessi gigolò di colore che nei vari forum presenti sul web, si vantano del loro successo e della propria superiorità e prestanza rispetto al maschio bianco.

Alcuni di loro hanno agende dove calendarizzano gli incontri. C’è l’amante vacanziera che torna ogni anno, ma anche quella per una sola notte. Il tariffario varia a seconda della prestazione. Come anche la forma di pagamento. A volte non c’è una vera e propria tariffa come al contrario accade per la prostituzione femminile. La prestazione può essere riscattata da una o più cene, vestiti, scarpe o gioielli.

Il più delle donne però non vuole, né ricerca alcun coinvolgimento affettivo. Vogliono viversi a 360° la loro sfera sessuale al pari di come farebbe un uomo. Insomma, per il semplice e puro piacere di farlo. Rivoluzione al femminile o semplice paura del tempo che passa?



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domenica 20 marzo 2016

LO SCAMBISMO



Coppie cosiddette "normali", con figli, scelgono lo scambismo per unire la vita sociale a quella trasgressiva… ed in questo caso, gli incontri possono avvenire ad esempio, durante una cena, per proseguire, se i "commensali" si piacciono, nel gioco erotico. Se invece l’attrazione non scatta, avranno trascorso comunque una serata in compagnia.
Ci sono poi gli scambisti "convinti", molti dei quali si incontrano in parcheggi utilizzati come veri e propri luoghi di esibizionismo, spiagge per nudisti e nei club privè.

Il termine scambismo designa una classe piuttosto ampia di comportamenti sessuali, che taluni dei cui adepti definiscono anche col termine più generico trasgressione e con l'aggettivo trasgressivo.
Il denominatore comune di tale gamma di comportamenti può essere considerato una attenuazione più o meno forte della monogamia della coppia, i cui membri, o uno di essi, possono trarre eccitazione o soddisfacimento da voyeurismo (guardare), esibizionismo (essere guardati) o da vari atti sessuali condotti con una o più persone o coppie.

Tali pratiche investono quindi la vita di coppie e di individui, sia maschi che femmine. Gli adepti normalmente combinano incontri coppia-coppia, coppia-maschio o coppia-femmina al di fuori delle loro proprie consuete relazioni amicali e sociali, ricorrendo a vari centri di aggregazione mediatici o fisici. Gli atti consumati presentano una rilevante aliquota di comportamenti bisessuali femminili espliciti. Il ruolo della bisessualità maschile resta più sfumato e comunque raramente agito.

Quella dello scambismo è una pratica sessuale spesso adottata per uscire dalla routine sessuale di coppia, come gioco erotico volto a contrastare il calo del desiderio.

Lo scambismo, o swinging, consiste, per l'appunto, nello scambiare o incrociare le coppie; è un gioco sessuale quasi esclusivo delle coppie eterosessuali, che ha luogo in case private o in club appositi; ci possono essere varianti nella partecipazione, a seconda che tutti partecipino all'atto sessuale oppure che alcuni si limitino a guardare, eventualmente con pratiche onanistiche.

Lo "swinging" si nutre, infatti, di forme di parafilia, come il voyerismo che trae piacere dal guardare gli altri in intimità, in modo particolare molti trovano eccitante vedere il partner soddisfatto da un altro; di contro, anche l'esibizionismo sessuale ha un ruolo fondamentale. Inoltre, al di fuori dell'ambito delle parafilie, spesso completa il quadro una latente curiosità bisessuale, soddisfatta dalla partecipazione, generalmente non omoerotica, di entrambi i sessi al rapporto sessuale.

Le piccole perversioni e trasgressioni sono necessarie perché permettono ai partecipanti di superare imbarazzi e remore morali; spesso l'aspetto più profondamente eccitante è proprio la consapevolezza di infrangere le regole sociali: la donna educata al pudore e alla riservatezza si compiace di essere guardata, desiderata e soddisfatta da altri; l'uomo, dal canto suo, trova gratificante il misto di gelosia della propria partner ed eccitazione di possedere un'altra donna sotto gli occhi dei rispettivi partner, nella pratica di ciò che viene definito un "tradimento simmetrico e codificato".

In realtà non si tratta in nessun modo di tradimento perché mancano aspetti basilari come la clandestinità, la segretezza e il divieto; le coppie scambiste sono consenzienti e consapevoli. La consensualità insieme alla mancanza di coinvolgimento affettivo, all'assenza di gelosie, al divieto di forzature e violenza, fa parte delle regole dello scambismo, una specie di "swing/etiquette".

Si tratta di regole di buon senso, più o meno sottintese, ma indispensabili alla buona riuscita del gioco, perché se è vero che i partecipanti sostengono la "fedeltà del cuore", il "cambiare partner per non cambiare coniuge" e l'innocuità dello scambismo in quanto gioco sessuale, è altrettanto vero che il pericolo della gelosia e del sentimento è sempre in agguato.

I rischi sono alti: uno dei partner può innamorarsi, e forse è proprio per questo che, in genere, le coppie scambiste tendono a non essere fisse; possono insorgere gelosia, senso di inadeguatezza e frustrazione e uno spiacevole stato di insoddisfazione che spinge a volere sempre di più perché l'euforia della trasgressione può diventare una sorta di droga.

Se mai il vostro uomo o la vostra donna dovessero alludere ad una loro fantasia scambista, tenete presente quanto detto: se sta davvero cercando di rivitalizzare la vostra vita di coppia, potete proporgli delle alternative divertenti ed eccitanti senza contattare altre coppie; nel caso in cui l'idea piaccia ad entrambi, siate ben consapevoli dell'azzardo che un'esperienza simile può costituire.



Lo scambio di coppia è una pratica sessuale molto diffusa (sono oltre due milioni di italiani a praticarlo)  che si pone al centro tra il piacere e la trasgressione, per sfuggire alla noia e alla routine sessuale della coppia attraverso esperienze sessuali allargate e consensuali che possono avvenire all’aperto, privatamente, oppure in club privè e locali notturni.
Una pratica, quella dello scambismo, che apporterebbe persino benefici alle coppie in quanto, vivere il sesso trasgressivo migliorerebbe, secondo chi lo pratica, la qualità di quello "tradizionale", quello fatto, per intenderci, tra le mura domestiche. Inoltre, i ricordi e l’esperienza vissuta fuori dalla coppia, alimentano la fantasia ed il desiderio all’interno della stessa.
I partner che decidono di "scambiarsi" si proclamano emancipati, liberi dagli schemi tradizionalisti e da costrizioni legate alla monogamia. Nulla a che vedere, però, con il tradimento, che in tal caso diventa “consensuale” perché differente dal suo senso classico, quello che vede invece il partner, fare sesso con un'altra persona nascondendo la relazione al proprio compagno/a.
Gli scambisti non si tradiscono, perché la coppia fa sesso con altri consensualmente, e senza nascondersi dal partner. Lo scambio di coppia è una sorta di tradimento consapevole, consensuale, soprattutto perché l’elemento più importante è la volontarietà di entrambi, senza gelosia o rancore, che altrimenti rovinerebbero la relazione sentimentale.

Tra le motivazioni che spingono una coppia a praticare lo scambismo, la prima potrebbe essere la voglia di mettersi alla prova, e non solo il mero desiderio di fare sesso. Spesso, è l’uomo ad avere il desiderio di mostrare la propria compagna, la sua bellezza e sensualità, per rafforzare il concetto: “Guardatela sì, ma è mia”.
Dal canto suo, la donna prova piacere nel sentirsi adulata e fatta oggetto di attenzioni, perché questo la fa sentire femminile, desiderata e sensuale.
Lo scambismo però, deve rimanere un gioco e per quanto consensuale, non deve  sconvolgere la vita sessuale ed emotiva e non deve creare dipendenza in uno dei partner.
Altra motivazione, infine, è quella legata al potersi relazionare con altre persone e comunque ad “appartenere” ad una comunità ristretta, all’interno della quale si da e si riceve.

 Si chiama car sex o car parking sex ed è l’ultima moda in fatto di trasgressione, la nuova frontiera dello scambio di coppia che si svolge nei parcheggi, nelle macchine.
Sono circa 1400 le aree in Italia dove le coppie scambiste si incontrano, in un via vai di auto che procedono lentamente in una sorta di rituale comune: giochi di fari, segnali di riconoscimento e poi gli scambi. Donne e uomini scendono da una macchina per salire a bordo di un’altra. Sesso on the road che si svolge in più di 650 comuni italiani.
Le regioni dove è più diffuso il fenomeno sono Lombardia, Sicilia, Campania, Calabria e Lazio, e soprattutto la Puglia, con Lecce in testa, ma il fenomeno si sta velocemente allargando in tutta Italia.
La pratica del car sex inizia con un sopralluogo nella zona per capire se è frequentata da persone che hanno voglia di incontrare altre coppie e poi scattano i segnali: abbaglianti, 4 frecce accese e c’è anche chi mostra sull’auto, magari sullo specchietto del lato guida lustrini rossi o neri. Poi ci si avvicina, si apre il finestrino e dopo un  incrocio di sguardi ammiccanti si da il via al trasgressivo gioco. Incontrarsi nei parcheggi non è sinonimo di mancanza di possibilità economiche ma è una modalità per rimanere nell’anonimato e tenere alta l’adrenalina e la voglia di trasgredire che provoca maggiore eccitazione.



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I CRUCCHI



Il termine “crucco” deriva dal termine serbocroato kruh, che significa pane e che è stato italianizzato in “crucco”.

La parola risale alla prima guerra mondiale, quando i soldati italiani la utilizzarono per soprannominare i prigionieri austriaci di nazionalità croata. I prigionieri croati e sloveni affamati, infatti, domandavano insistentemente "kruh", cioè pane, ai loro carcerieri. Per questo motivo, quella terra veniva chiamata anche "terra crucca".

In seguito il vocabolo, anche nella variante “cruco”, venne usato dai soldati che combattevano in Russia e poi dai partigiani italiani per designare i militari tedeschi, e rimase così come aggettivo dispregiativo, da affibbiare a tutto ciò che era tedesco.



Il termine è ripreso con frequenza nei film e nei videogiochi, come nella serie di Call of Duty e Brothers in Arms ambientati nel periodo delle due guerre mondiali come termine dispregiativo nei confronti delle truppe tedesche.

Quale sostantivo o aggettivo, il termine "crucco" è attualmente usato per definire le persone e le cose riconducibili a paesi o regioni di lingua tedesca, con connotazione dispregiativa, ironica o scherzosa.

Un equivalente di "crucco" nella lingua inglese è kraut, chiaro riferimento ai crauti, anch'esso con significato dispregiativo e derivante dalle due guerre mondiali.
Ora è sinonimo anche di persona testarda.



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sabato 19 marzo 2016

SUPERSTIZIONI ITALIANE


In Italia la superstizione è collegata agli oggetti più comuni, qualsiasi cosa può trasformarsi in segno di cattivo augurio.

Mai aprire un ombrello in casa, pioverà sfortuna. Anche la scopa è un pericolo per le ragazze: se qualcuno spazza loro i piedi, non si sposeranno mai. Un gatto nero può essere positivo se attraversa la strada da sinistra a destra, negativo se lo fa nell’altro senso, perché significa che dal Bene è passato al Male. A tavola, mai rovesciare il sale, e il pane deve essere dritto, per evitare guai.

Far cadere sale a terra o sulla tavola. In tempi antichi il sale era un bene più prezioso dello stesso oro e perderne anche pochissimo, significava perdere denaro.
Essere tredici a tavola. Il numero tredici a tavola ricorderebbe l’ultima cena di Gesù prima della sua morte.
Posare il cappello sul letto. In passato, i dottori che visitavano gli ammalati posavano il cappello sul letto, in quanto la camera da letto era la prima stanza in cui si dirigevano. Per questo, posare il cappello sul letto porterebbe sfortuna per la propria salute.

Porta fortuna mettere un anello con la pietra di nascita.
Se la fede nuziale viene persa, per evitare che l’infelicità piombi sulla coppia, va riacquistata immediatamente un’altra vera che dovrà essere infilata all’anulare dal partner, come durante il rito nuziale.
Non adoperate lo stesso asciugamano in due: litigherete sicuramente.
Porta male la goccia di cera che cade lungo il lato della candela.
Gli sposi di Crana (Novara), terminato il rito nuziale, soffiano insieme per spegnere due candele. Se le spengono nello stesso momento, vivranno a lungo insieme, altrimenti è segno di vedovanza.
L'ululato del cane è presagio di morte.
Se volete evitare la calvizie tagliate i capelli durante la luna nuova.
Un capello sulla spalla preannuncia l’arrivo di una lettera.

Porta fortuna incontrare una persona di sesso opposto la mattina di capodanno ed è presagio di guai vedere invece un cavallo bianco.
Si gettano oggetti vecchi dalla finestra per liberarsi di preoccupazioni e affanni, e per auspicarsi fortuna e mangiare lenticchie, uva o datteri, la notte di San Silvestro, vuole dire propiziarsi certamente la fortuna economica durante l’anno.

Il cucchiaio porta sfortuna tenerlo con la mano sinistra.

Se udite il canto del cuculo, afferrate in fretta tutto ciò che in quel momento è ai vostri piedi e portatelo addosso per un po’ di tempo: vi porterà fortuna.

Il fagiolo nell’antichità simboleggiava l’immortalità per la sua proprietà di conservare a lungo la forza vitale e di riacquistare freschezza se immerso in acqua.
Le fanciulle greche e le matrone romane indossavano collane o bracciali con ciondoli a forma di fagiolo. Si riteneva che questo piccolo oggetto fosse sufficiente per ottenere ricchezze e amore.

Porta sfortuna utilizzare in tre lo stesso fiammifero.

Se vedete un covone di fieno, prendetene un filo ed esprimete un desiderio: si avvererà,

Le forbici se cadono a terra, prima di raccoglierle, posatevi il piede sopra per annullare il cattivo presagio.
Se cadendo, una delle lame si conficca nel terreno è presagio di morte.
Portano, invece buono se tenute appese al muro.

Porta sfortuna ucciderne un gabbiano.

Il gallo se canta prima di mezzanotte preannuncia cattivo tempo.

Porta male vedere al mattino a digiuno una gazza.
Vedendo uno stormo di gazze piegare verso sinistra la giornata sarà felicissima, se lo stormo va a destra il giorno sarà negativo.
Un innamorato che dovesse vedere una gazza ha poche possibilità di successo con la sua ragazza.
Porterebbe male appoggiare le grucce sul letto

Incrociare scarpe, posate o altri oggetti porta sfortuna, perchè, in epoca medioevale, erano considerate un’offesa alla Croce di Cristo.

Porta male scendere dalla parte sinistra del letto, in quanto ritenuta la parte di Satana satana.
In Sicilia si dice che se tre persone rifanno un letto insieme (nel senso che ne sistemano le lenzuola), quella più giovane d’età muore.

La notte dell’Epifania devono lanciare le scarpe verso l’uscio di casa: se le punte sono rivolte verso l’uscio, si sposeranno entro l’anno.
Una sarta che sia ancora in attesa dell’anima gemella, potrà mettere due o tre capelli della sua chioma nell’orlo dell’abito da sposa che le capiterà di cucire: si sposerà anch’ella entro l’anno.

Versare l'olio è segno di malaugurio. Diciamo come stanno le cose: tanti secoli fa olio e sale erano materiale prezioso, e quindi rovesciarli e perderne era un danno economico e una perdita: per questo “saltavano all’occhio”.

Il pettine se vi cade di mano mentre vi state pettinando, qualcuno che vi vuole bene vi sta pensando.

Porta fortuna camminare sotto la pioggia. Un vecchio proverbio dice: “Sposa bagnata, sposa fortunata”.

I piselli sono il simbolo della felicità e della fortuna. Nell’antichità, con i loro fiori si intrecciavano coroncine da offrire alle spose.

Non andrebbero mai appesi alle pareti quadri raffiguranti uccelli: portano sventura.
E’ di malaugurio un quadro che cade.

Il quadrifoglio arreca fortuna e felicità ma non lo si deve cogliere, basta guardarlo e toccarlo.

Vedere un ragno di sera è segno di bel tempo.
Porta sfortuna uccidere un ragno di notte o al mattino.

Porta sventura passare sotto una scala perchè, formando un triangolo, è simbolo della Trinità e passarci sotto è una grave mancanza di rispetto.
Se una nubile passa sotto una scala aperta o appoggiata al muro non si sposerà.
Se inciampa, invece sui gradini di una scala, convolerà presto a nozze.
Se si inciampa scendendo, è presagio di perdita di denaro.

E’ segno infausto spazzare il pavimento prima dell’alba e dopo il tramonto.

Negli orti dei Greci e dei Romani il sedano non mancava mai. La pianta di sedano, infatti, aveva la funzione di allontanare le potenze del male.

Trovare una moneta porta fortuna: conservatela.
Sono di felice augurio i soldi bucati, le monete coniate negli anni bisestili e quella vaticane che portano l’anno del Giubileo.

Se a Natale o a fine anno ti pagano, devi dare almeno una monetina di resto, altrimenti niente soldi nell’anno nuovo.

Se ricevete in regalo una spilla, un temperino o qualsiasi oggetto appuntito, pungete con essi il vostro donatore pazzo, oppure regalategli una simbolica monetina. Se non lo fate, rischierete di troncare il rapporto di amicizia.

Se vedete uno spillo per terra, raccoglietelo, la fortuna vi sorriderà per tutto il giorno.
Non chinatevi però mai a raccogliere gli aghi, portano sfortuna.

Anticamente si aveva l’abitudine di sputarsi tre volte sul petto per allontanare qualsiasi maleficio.
Ancora oggi, i corridori si fanno sputare sulla schiena dai loro meccanici, prima dell’inizio della corsa.

Pare che vederne tre o quattro unite porti male.

Non gettate mai il guscio intero di un uovo, ma spezzatelo per evitare che il demonio vi si annidi.

“Nè di Venere nè di Marte, non si sposa non si parte, nè si dà principio all’arte” consiglia un proverbio.
Mai uscire di casa il venerdì notte: streghe e diavoli sono in agguato. Ma se proprio dovete farlo, strappate un pelo (possibilmente rosso) a una cane e conservatelo nel taschino.

La superstizione più comune è quella del gatto nero: guai a incontrarlo, vederlo attraversare la strada o entrare in casa.

La triste fama dei gatti neri ha origini antiche: dal ‘500 in poi, infatti, a questo felino venne attribuita la colpa di essere servo del diavolo e dei demoni, nonché il più frequente travestimento delle streghe.

Sui gatti si dice pure che abbiano nove vite e muoiano solo se sbattono forte il muso, che sentirli miagolare sia di buon augurio e che mangiare la loro carne porti fortuna, ricchezza e felicità.

Guai, invece, ucciderli, chi lo fa patirà una lunga agonia, sette anni di guai o tredici disgrazie.

Altre superstizioni sul gatto sono: mai imprestare gatte ad amici e parenti, non tornerebbero più a casa; se a un gatto vengono tagliati i baffi, o la punta della coda, non diventerà mai un buon cacciatore di topi; per fare in modo che un gatto (anche rubato o trovato) non abbandoni mai il padrone, bisogna farlo girare intorno alla catena del camino per tre volte, attirandolo con un pezzo di lardo.

Quando si cambia casa, affinché il gatto non subisca traumi, si raccoglie una pietra della vecchia dimora e la si porta nella nuova, oppure, gli si lega un pezzetto di mattone della vecchia casa al collo.

Queste usanze sono legate alla credenza che i gatti si affezionino più al luogo che alle persone con cui abitano. Uccidere un gatto soriano, specie se grigio e tigrato, è un atto sacrilego e di cattivo auspicio, dato che la tradizione narra che di questa razza fosse il gatto della Madonna a Nazareth.

Nel Senese, si crede che i gatti avvertano la morte in anticipo e scappino di casa prima di spirare. Si dice che quelli nati in marzo siano grandi cacciatori di topi, mentre quelli nati prima dell’Ascensione, no.

Sognarli è presagio di tradimento. Se un gatto dorme con il sedere rivolto al fuoco, la neve cadrà presto, mentre se fa passare ripetutamente la zampa dietro l’orecchio, il tempo volge al peggio e farà freddo. I gatti rossi pare siano i migliori per tenere lontani da casa stregonerie e malefici.



La festa cristiana nella quale si celebra la nascita del Battista, san Giovanni deve la sua straordinaria popolarità alla coincidenza calendariale con il solstizio d’estate.

Prima ancora che la Chiesa stabilisse il 24, quale probabile data di nascita del Precursore di Cristo, questa ricorrenza era già popolarissima in tutte le civiltà pagane.

L’origine appare evidente analizzando le principali superstizioni connesse alla festa, chiaramente ispirate al sole solstiziale.

Coi fuochi accesi sui poggi si cerca di evocare questa forza, l’energia del sole giunto al massimo splendore. Ai falò sono attribuiti poteri straordinari: garantiscono la protezione dal malocchio e dalle streghe, sanano gli animali, proteggono dal mal di testa e da numerose altre malattie.

Ancora più grandi virtù sono attribuite alla rugiada e alle piante che da essa vengono sfiorate durante questa magica notte. Bagnarsi con la rugiada protegge dalle principali malattie della pelle, dalla scabbia, dalle emorroidi, dalla lebbra, dalle malattie veneree, dalle infezioni, dalla rogna, dalle rughe precoci, dalla caduta dei capelli e dai dolori addominali.

Portentosa, inoltre, per gli occhi: sia per renderli belli, sia per curare infiammazioni e lesioni. Sempre la rugiada si dice sia in grado di preservare i panni dalle tignole, di mantenere in salute gli animali, di far sparire le lentiggini, di rendere biondi e ricci i capelli dei bambini, di facilitare la lievitazione del pane, di dar forza ai bambini anemici e di conservare a lungo il burro.

Le stesse virtù taumaturgiche della rugiada sono attribuite anche all’acqua raccolta in questa notte, a quella dei fiumi, dei laghi e del mare. È tradizione fare il bagno in mare per restare in buona salute e, con l’acqua attinta a mezzanotte, si possono curare le malattie cutanee dei bambini e restare immuni dal male di testa.

Il potere taumaturgico della rugiada e dell’acqua raccolta nella notte di san Giovanni, è strettamente connesso al racconto evangelico del battezzatore di Gesù Cristo. Alcuni sostengono, invece, che tali poteri siano dovuti alla particolare posizione del sole, che dona alla rugiada e alle erbe effetti benefici e salutari.

Diffuso in tutta Italia il sistema delle tre fave per prevedere il futuro in amore. Alla vigilia di san Giovanni, si mettono tre fave sotto il guanciale: una intera, una sbucciata per metà e una sbucciata completamente. Alla mattina se ne prende una senza guardare: se è pelata, presagio di una vita felice; se pelata a metà, gioie e dolori; se integra, unione infelice e sfortunata.

Sempre riguardo a questa festa, si credeva che nascervi rendesse immuni dal malocchio. Altre credenze sono: la camomilla bagnata di rugiada ha la capacità di calmare gli attacchi nervosi e, se bruciata in vista dei temporali, il potere di scongiurare il pericolo della grandine. Le foglie di alloro raccolte in questa notte hanno il potere di tenere lontani i rapaci e le formiche dalle case.

In base al mese di nascita si fanno previsioni sulle future caratteristiche dei neonati.

I nati in gennaio saranno collerici, forti, tenaci e avranno vita lunga, seppur poco felice.
I nati in febbraio avranno vita breve, saranno volubili e assillati da sciagure e malattie; saranno pericolosi gli anni dodici, ventotto, trentasei e quarantuno della loro vita.
I nati in marzo saranno superbi, amanti della musica e del denaro e, se studieranno, avranno grandi successi; sono per loro pericolosi il quattordicesimo, il ventiduesimo, il trentesimo e il cinquantasettesimo anno d’età.
Chi nasce in aprile sarà debole, dal carattere mutabile e crudele; avrà nemici ma sarà ricco e girerà il mondo. Sono pericolosi per lui i dodici, i ventidue, i trentatré, i quarantuno e i settantaquattro anni.
Chi nasce in maggio sarà fortunato, allegro e ben disposto verso il prossimo; correrà pericoli a uno, a sei, a dieci, a quindici, a venticinque, a trentadue, a quaranta o a sessantotto anni.
I nati in giugno saranno taciturni, dissipatori e di buona salute; ameranno molto e avranno guai all’età di ventiquattro, trenta e settantadue anni.
I nati in luglio saranno forti e arditi, volubili e voluttuosi; gli anni pericolosi saranno il diciannovesimo, il trentaquattresimo e il settantunesimo.
I nati in agosto avranno una vita mediocre, costellata di malattie e pericoli; affabili e di poche parole, dovranno guardarsi dagli anni quindici, ventotto, quarantadue e ottantasei.
I nati in settembre avranno vita lunga e fortunata, carattere allegro e saranno acuti d’ingegno; certamente il mese più propizio per nascere.
I nati in ottobre saranno falsi, gelosi e vendicativi, e anche se avranno successo, non ne potranno godere.
I nati in novembre saranno tristi e sfortunati e, benché amati dalla famiglia, proveranno molti dispiaceri.
I nati in dicembre saranno amabili, allegri e ben disposti alla religione; se traditi, sapranno essere vendicativi.

Oltre al mese di nascita, per il futuro è importante anche il giorno. Nascere di sabato è generalmente di cattivo augurio, in quanto giorno dedicato al sabba delle streghe. Di buon augurio nascere di mercoledì.

Di buon auspicio anche nascere settimini o con la camicia (con la placenta avvolta intorno al corpicino). È invece di cattivo auspicio tagliare ai neonati le unghie e i capelli (diventerebbero ladri, miopi o balbuzienti), nonché pesarli, misurarli o fotografarli, perché altrimenti non crescono, stentano a parlare o muoiono presto.

Chi nasce dopo un brevissimo travaglio, andrà di fretta tutta la vita. I nati di venerdì, hanno la virtù di guarire la febbre, i maschi nati dopo sei sorelle possiedono la grande virtù di sanare le malattie e chi nasce con la camicia avrà una vita avventurosa.

Per evitare il malocchio, è consigliabile, quando una vecchia ne chiede l’età, rispondere sempre dicendo un mese in più o in meno a quelli giusti. I bambini nati con la camicia sono ritenuti invincibili, tanto che nelle risse, spesso, gli avversari scappano senza colpo ferire. La camicia viene anche detta "camicia della Madonna", perché le pieghe del sacco amniotico formano una caratteristica M sul corpicino del neonato.

Le superstizioni sulla luna sono innumerevoli e riguardano soprattutto la presunta influenza che esercita sugli esseri viventi.

Il folclore è ricchissimo di ubbie, pregiudizi e credenze sulla luna: il variare del suo ciclo può determinare il bello e il cattivo tempo, stabilire il sesso dei nascituri, fare crescere i capelli, le unghie, le piante e i frutti.

Durante plenilunio, la fase nella quale la luna raggiunge l’intensità massima e tutta la faccia visibile dalla terra appare illuminata, si dice che tagliare i capelli crescano poi belli e abbondanti.

Altre credenze sulla luna nuova sono: i granchi e le aragoste sono più pieni e polposi; i meloni e i cocomeri seminati in quella di marzo crescono più dolci; si imbottiglia il vino; è più facile sognare che in altre fasi ed è possibile curare verruche, calli, ernia e gozzo toccandosi la parte malata con la mano.

Durante il novilunio, momento nel quale la luna è invisibile, perché volge alla Terra la faccia non illuminata dal Sole, si dice che i capelli ricrescano molto più rapidamente; che i parti siano più frequenti e facili; che il tempo atmosferico che lo caratterizza non muti per tutto il mese lunare; che le macchie ostinate sulla biancheria non resistano al bucato fatto in quello di marzo e che sia il momento propizio per tosare le pecore, lavorare e lavare la lana, affinché non si riempia di tignole. In luna mancante è consigliato eseguire la pulizia dei campi, il taglio del legname e la raccolta della paglia.

La maggior parte delle superstizioni riguarda la fase crescente della luna, il momento compreso tra il novilunio e il plenilunio. Questo periodo pare sia propizio a tutte le azioni che riguardano ciò che deve crescere e prosperare. La semina e l’accoppiamento degli animali domestici sono positivamente influenzati in questa fase.

Con la luna crescente si dice pure che i capelli e le unghie crescano più in fretta, si seminano i foraggi, si potano le piante e si mostrano i denari appena è visibile in cielo, credendo così di raddoppiarli. Vietato travasare il vino altrimenti diventa acido o si guasta. Si raccolgono con buoni profitti i funghi e gli asparagi. Male invece per le malattie della pelle, che con la luna crescente peggiorano.

Con la luna calante (vecchia), la fase compresa tra il plenilunio e il novilunio, si compiono le azioni che riguardano tutto ciò che deve morire ed essere distrutto.

Si miete il grano, si raccoglie il granoturco, si potano la vite e gli alberi da frutto, si raccoglie la frutta, gli ortaggi, si mettono sotto conserva peperoni, pomodori e zucchine. Si tagliano le unghie e i capelli per fare in modo che non crescano rapidamente.

Guai invece a fare il bucato. Si vendemmia per avere vino leggero e poco corposo, si taglia la legna da ardere e quella da lavoro, si seminano gli ortaggi perché vengano gustosi, i fiori perché vengano doppi, si innestano gli alberi perché attecchiscano e si seminano le patate.

Indicato anche eseguire la vendemmia, la pigiatura e la svinatura, affinché il vino si conservi in estate senza fermentare. Si raccolgono le erbe per preparare filtri amorosi e medicinali; si mettono a covare le uova e si tosano le pecore perché la lana si conservi nel tempo.

Sulla luna esistono anche credenze slegate alle fasi. Si crede, ad esempio, che piccoli gingilli in metallo pregiato (argento e oro), raffiguranti la luna falcata, portino fortuna, o che dormire al chiaro di luna sia nocivo (le conseguenze: reumatismi, pazzia, sonnambulismo, malattie o perdita delle forze).

In quasi tutta Italia si crede che la luce lunare causi la putrefazione della carne. Un altro pregiudizio molto comune, è che le lune che iniziano di mercoledì o sabato siano foriere di rovina e disgrazie.

L’amuleto più efficace contro il malocchio è il corallo grezzo. Il suo colore rosso smagliante è in grado di spezzare e rendere inattivo il raggio malefico dell’occhio iettatore e per questo va sempre portato in vista.

Altri validi amuleti sono: il ferro di cavallo, le corna (con infilato sulla punta uno spicchio d’aglio), la doppia mandorla e la chiave maschia.

Per proteggere i bambini, si usano pezze di panno di colore rosso. Per scoprire se un bambino malato è stato colpito dal malocchio, si fanno cadere alcune gocce d’olio in un piatto colmo d’acqua: se l’olio si spande, il male è causato dal malocchio; se invece l’olio resta ben distinto dall’acqua, la fattura non c’entra, ed è meglio chiamare il medico.

Per allontanare il malocchio, altri sistemi utili sono: invocare i numeri 8 e 9 (che rappresentano una raffigurazione simbolica del fallo), facendo nel contempo le corna; indossare le mutande rovesciate, per gli uomini, e la gonna rovesciata, per le donne.

Gli scongiuri più caratteristici sono invece: toccarsi i testicoli; far battere la mano sinistra sull’avambraccio destro, facendolo scattare in avanti con significato fallico; toccare ferro; fare le corna con la mano; tenere in tasca un dente di maiale, una noce a tre canti o una castagna d’India.

Altri sistemi sono: fare l’atto di rigirare il cappello in testa; tenere i pantaloni a mezza gamba; portare un braccialetto di perline rosse; una collanina di corallo; tenere in tasca del lievito; indossare mazzetti di oggetti d’oro in numero di 16, 24 o 32 pezzi, appesi a una catenina.

Tra questi, i più frequenti sono: la scarpina, il cornetto, la calamita, l’elefante, la leonessa, il gallo, il gobbino, il n.13, la mano, il mandolino, il pesce, il teschio, il binocolo, le forbici, il cane, il panierino, la rivoltella, la pipa, la chitarra, il porco, la rete, le campanelle, il granchio e la lucertola.


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LA FUITINA



La fuitina, dialettismo estratto dal siciliano con il significato di "piccola fuga", identifica l'allontanamento di una coppia di giovani aspiranti coniugi dai rispettivi nuclei familiari di appartenenza, allo scopo di rendere esplicita (o far presumere) l'avvenuta consumazione di un atto sessuale completo, in modo da porre le famiglie di fronte al "fatto compiuto" inducendole a concedere il consenso per le nozze dei fuggitivi.

Tale fuga prematrimoniale, precedentemente in uso nelle regioni del sud Italia, veniva sovente compiuta in accordo con una o entrambe le famiglie dei transfughi le quali, in tale frangente, erano giustificate alla celebrazione di immediate nozze riparatrici, prive dei rituali e dei costosi ricevimenti di un matrimonio in piena regola.

Fino all’inizio degli anni Novanta, in tutto il Sud d’Italia prese piede il cosiddetto fenomeno della ‘fuitina’.

Più anticamente però, questo fenomeno di costume riguardava anche i ceti più abbienti, e, soprattutto, non era una pratica che veniva portata avanti di nascosto, bensì molto spesso organizzata in concerto, con parenti e genitori. Questo perché una volta, le famiglie erano notevolmente più numerose; le prime a sposarsi erano le figlie, poi i maschi, in ordine d’età.

Anticamente il matrimonio veniva organizzato con un grande dispendio di energie e di denaro. Una tradizione, che ove possibile continua a rimanere viva e presente in tutto il Sud, Sicilia compresa. Quello che però non è più uso preparare, è la dote: spesso biancheria finissima oppure mobili, che gli sposi dovevano portare come offerta il giorno del matrimonio; era una sorta di contributo, che ognuna delle due famiglie coinvolte nel contratto, si doveva preparare a rispettare, pena il non compimento del matrimonio.

Non tutti però se lo potevano permettere, specialmente dopo aver sposato altri 5 figli. Ed ecco che entrava in campo la ‘fuitina’, una maniera ben accordata e articolata, di permettere alle proprie figlie femmine una posizione, e mettere a tacere i pettegolezzi di paese.
Una volta infatti era parte del costume delle celebrazioni, dare bella mostra della ricchezza e dello sfarzo, di cui era capace la propria famiglia; la ‘fuitina’ avrebbe eliminato ogni dubbio circa l’eventuale povertà dei ragazzi e dei loro genitori, che con la forza del sentimento avrebbero potuto giustificare la loro fuga agli occhi indiscreti dei compaesani.

Ecco quindi la messinscena, che veniva organizzata con grande dispiego di forze: prima, un rapido rapido di messaggi tra i due amanti, che attestava il luogo dell’incontro preposto al viaggio, solitamente breve; poi, il coinvolgimento di parenti prossimi, coloro i quali offrivano alla giovane coppia il luogo in cui rifugiarsi, molto spesso vicino casa.
Normalmente, alla ‘fuitina’ occorrevano solo poche ore. Una volta consumato il matrimonio, infatti, i giovani avvisavano casa, confermando i finti sospetti che serpeggiavano in famiglia sulla loro ‘fuga d’amore’.

Tornati a casa dopo lo ‘sdillinchio’ del padre della ragazza, a volte ‘con pagnotta già nel forno’, i due giovani erano ora tenuti a sposarsi. Solo così infatti il ragazzo avrebbe ‘protetto il buon onore’ della di lei, che altrimenti non avrebbe voluto più nessuno, in quanto già ‘fuiuta’. Dopo i dovuti complimenti
di rito, anche da parte degli altri abitanti della città o del paese, il matrimonio poteva essere celebrato.



La fuitina sembrerebbe trovare spiegazione non tanto nel carattere romantico che in genere viene attribuito all’azione, ma in ragioni prettamente sociali che affondano le ragioni in meccanismi di gestione dei rapporti umani all’interno di un gruppo. La fuga d’amore è un modo per dirimere conflitti sociali attraverso la messa in atto di un evento che interrompe il corso consueto degli rapporti contrastanti tra due famiglie.

Per questo nel suo carattere intrinseco la fuitina è un evento”straordinario”, che esula dal consueto e si oppone ad esso. Ma fa anche di più: riesce a rivedere il consueto e a modificarlo, applicando ad esso un altro corso, che differisce da quello seguito fino a quel momento. Con la fuitina anche le famiglie rivedranno i loro schemi di interazione, apportando ad essi sostanziali cambiamenti.

Vi sono stati casi in cui si è cercato di adombrare l'ipotesi della fuitina al fine di nascondere una più grave circostanza di rilievo penale. Nel 1966, ad esempio, durante il processo per il caso Franca Viola, la difesa del rapitore tentò invano di screditare l'immagine della ragazza, sostenendo che avesse acconsentito ad una fuitina. Franca Viola aveva invece rifiutato il matrimonio riparatore previsto dalle leggi dell'epoca dopo il rapimento e lo stupro.

Va aggiunto che, nel caso in cui uno dei fuggitivi sia minorenne, verrebbe a configurarsi il reato di sottrazione di minorenne consenziente, previsto dall'art. 573 del Codice penale.

Le responsabilità penali e civili derivanti da tale disposto sono state applicate ad esempio da una sentenza del Tribunale di Ancona, confermata dalla sentenza n. 43191/04 della Corte di Cassazione. Detta sentenza è stata emessa, nonostante lo stesso sostituto procuratore generale della Cassazione avesse denunciato l'incostituzionalità della norma contenuta nell'art. 573. In merito, la VI sezione penale non ha ritenuto di interpellare la Consulta, affermando che la fuitina coinvolgente un minore è tuttora da considerare validamente un atto penalmente illecito.



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