venerdì 11 marzo 2016

FARMACI E SESSO



La terapia contro l’ipertensione e una vita sessuale soddisfacente possono coesistere, a patto che affrontiate apertamente il problema e siate disponibili ad un lavoro di squadra con il vostro medico.

Una pressione alta spesso non presenta segni e sintomi visibili od immediatamente riconoscibili, ma ovviamente può avere un impatto negativo durante i rapporti sessuali: è altamente improbabile che l’attività sessuale causi una minaccia immediata per la vostra salute, ad esempio un infarto, però l’ipertensione può influire negativamente sulla soddisfazione sessuale.

La connessione tra l’ipertensione e le disfunzioni sessuali finora è stata dimostrata solo per negli uomini, per le donne che hanno problemi nel raggiungimento di una soddisfacente vita sessuale, non è ancora stato dimostrato che la responsabilità sia da attribuire all’ipertensione, però i ricercatori stanno indagando su un eventuale collegamento.

Con il passare del tempo l’ipertensione danneggia le pareti dei vasi sanguigni e fa indurire e restringere le arterie (aterosclerosi), diminuendo il flusso sanguigno, quindi l’afflusso di sangue al pene diminuisce. In alcuni uomini l’afflusso ridotto di sangue crea problemi nel raggiungimento e nel mantenimento di un’erezione sufficiente a permette il corretto svolgersi del rapporto sessuale: questo problema spesso è detto disfunzione erettile, ed è abbastanza frequente soprattutto tra gli uomini che non seguono alcuna terapia contro l’ipertensione.

Anche un episodio singolo di disfunzione erettile può causare ansia. La paura che possa ripetersi potrebbe portarvi a evitare i rapporti sessuali e quindi peggiorare la qualità della relazione con il partner.

L’ipertensione può anche interferire con l’eiaculazione e far diminuire il desiderio: in alcuni casi anche i farmaci usati per la terapia contro l’ipertensione hanno effetti collaterali di questo genere.

Le conseguenze dell’ipertensione sulla salute sessuale femminile non sono ancora note con esattezza, ma è possibile che una pressione alta abbia ricadute negative sulla vita sessuale femminile.

L’ipertensione può far diminuire l’afflusso di sangue alla vagina, in alcune donne questo potrebbe causare una diminuzione del desiderio o dell’eccitazione, secchezza vaginale o difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo. Può essere utile aumentare l’eccitazione ed usare un lubrificante. Esattamente come gli uomini le donne possono soffrire di ansia e di problemi di relazione a causa delle disfunzioni sessuali.

I diuretici possono far diminuire l’afflusso di sangue al pene, causando problemi di erezione. Possono anche far diminuire la quantità di zinco presente nell’organismo: questo minerale è necessario per la fabbricazione del testosterone, l’ormone sessuale maschile.
I betabloccanti possono avere ripercussioni sulla meccanismo nervoso che provoca l’erezione. I betabloccanti possono anche rendere difficile la dilatazione delle arterie nel pene, quindi l’afflusso di sangue può essere insufficiente per causare un’erezione.

Ci sono altri farmaci incriminati.

Anticolinergici, utilizzati come broncodilatatori per migliorare i sintomi dell’asma.

Alfa e betabloccanti per abbassare la pressione e combattere i disturbi del cuore e, spesso, anche l’asma.

Neurolettici ai quali si ricorre per curare disturbi psichici, come ansia, deliri e allucinazioni.



Ansiolitici, come le benzodiazepine, che agiscono come tranquillanti nel trattamento dell’ansia.

Farmaci endocrini, utilizzati per disturbi legati alla tiroide o a disfunzioni ormonali (per es.irregolarità del ciclo mestruale).

Vanno incontro a un calo del desiderio anche gli uomini che assumono anabolizzanti per aumentare la massa muscolare e farmaci per curare la prostata a base di finasteride, che incide sull’attività del didrosterone, un ormone simile al testosterone. Una volta sospesa la terapia, tutto torna alla normalità.

Tra i medicinali responsabili del calo del desiderio troviamo anche gli antistaminici, farmaci capaci di combattere l’azione dell’ istamina, la sostanza responsabile delle reazioni allergiche e anafilattiche.
Sono numerose le persone che, soprattutto in prossimità della primavera, fanno uso di antistaminici. L'effetto non è immediato, ma dura anche molte ore. Principale effetto collaterale e la sonnolenza, il calo della libido avviene in caso di alti dosaggi e, in particolare, si verifica in soggetti che hanno già impulsi deboli perché già colpiti da qualche malattia.

Grazie alla similarità di strutture chimiche, prendono il posto dell’istamina sui recettori H1 e H2 della membrana cellulare ostacolandone l’azione.
Si suddividono in:

antistaminici anti H-1 che agiscono sulla muscolatura dei bronchi, vengono impiegati normalmente per la cura delle allergie delle vie respiratorie;

antistaminici anti-H2 bloccano l’azione dell’istamina sulla secrezione gastrica, vengono utilizzati soltanto per i disturbi a carico dello stomaco e dell’intestino.
I principi attivi più comuni degli antistaminici sono la difenidramina e la prometazina che agiscono sul sistema nervoso centrale, inibendo l’attività di alcuni neurotrasmettitori (i recettori H1 e H2).

Oltre che per le allergie, i farmaci antistaminici si utilizzano anche in caso di: punture di insetti, chinetosi, anoressia, vomito, vertigini, sinusite, ulcera.

Uno dei principali e più precoci effetti collaterali dei farmaci antidepressivi è la riduzione del desiderio sessuale. Molti studi testimoniano che tale effetto si manifesta con la maggior parte di questi farmaci, anche se in misura diversa.

Gli antidepressivi sia triciclici che anti-MAO sono colpevoli spesso di alcuni disturbi della sessualità, come riduzione della libido o ritardi sia dell’erezione che della eiaculazione. Fenomeni simili sono stati riscontrati pure dopo la somministrazione di antidepressivi della classe degli inibitori selettivi della serotonina. Sono proprio questi ultimi quelli che inducono sonnolenza, vengono prescritti quando la persona è molto ansiosa o ha problemi d’insonnia.
I farmaci di più recente preparazione sembrano discostarsi da questa tendenza.

Gli antidepressivi riducono il desiderio per l’effetto sedativo indotto. Altre volte perché incidono direttamente sui neurotrasmettitori coinvolti nel controllo dell’attività sessuale a livello del sistema nervoso centrale.
Gli antidepressivi bloccano l’azione dei recettori cerebrali, soprattutto della noradrenalina e della serotonina che trasmettono al cervello un diversa percezione del dolore che provoca la depressione.

Il calo del desiderio sessuale può essere sintomo della depressione, pertanto non è facile stabilire se il disturbo è dovuto al medicinale che si sta assumendo o alla malattia.
Se il calo è dovuto ai farmaci, il primo passo da fare è la riduzione sotto controllo medico del dosaggio dei farmaci impiegati.


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