sabato 28 novembre 2015

Separazione SI Separazione NO



In un rapporto in crisi, separazione e  divorzio potrebbero sembrare l’unica soluzione.

Ci sono sempre pro e contro in ogni decisione.

Dal punto di vista dei rapporti patrimoniali, la separazione legale produce molteplici e rilevanti effetti, sia per i coniugi stessi che per i terzi che intrattengono rapporti giuridici con almeno uno di essi. La prima conseguenza della separazione, sia di tipo giudiziale che di tipo consensuale, è lo scioglimento del regime di comunione legale dei beni (sempre che i coniugi non abbiano già optato per il regime di separazione dei beni, al momento della celebrazione del matrimonio oppure in qualunque momento successivo), con rilevanti ricadute, ad esempio, sulla garanzia reale su cui fanno affidamento gli eventuali creditori di ciascuno dei coniugi.

Altra inevitabile questione da regolamentare, data la cessazione della convivenza, è quella relativa all’assegnazione della casa familiare. Rinviando la trattazione per l’ipotesi in cui la coppia abbia figli, se non ne ha, la casa familiare non può venire assegnata esclusivamente al marito o alla moglie, a meno che entrambi non raggiungano un accordo sul punto in tal senso. Si dovrà, invece, effettuare un distinguo tra due situazioni: qualora sia di proprietà comune, si potrà richiedere la divisione giudiziale dell'immobile, qualora sia di proprietà esclusiva, rientrerà nella sfera di disponibilità esclusiva del coniuge proprietario. Rimanendo inalterato lo status di coniuge, inoltre, ciascuno di essi avrà diritto a una quota della pensione di reversibilità e, salvo il caso di separazione giudiziale con addebito pronunciata con sentenza definitiva, resterà titolare, altresì, dei diritti successori in caso di sopravvenuto decesso del consorte durante tale fase transitoria del rapporto.

Per quanto concerne, più in generale, la gestione dei rapporti economici tra i coniugi, infine, è necessario trattare separatamente le due forme di separazione legale: in caso di separazione consensuale, i coniugi stipulano autonomamente un accordo da sottoporre successivamente al vaglio dell’autorità giudiziaria tramite l’omologazione. Il contenuto dell’accordo medesimo sarà la disciplina dei loro reciproci rapporti patrimoniali e, in particolare, potrà avere ad oggetto: la divisione di beni comuni, l'assegnazione ad uno dei coniugi di beni di proprietà comune o esclusiva dell'altro coniuge, il riconoscimento di un assegno di mantenimento a favore del coniuge debole.

Qualora si addivenga, invece, a una separazione giudiziale, l’effetto immediato è solo quello dello scioglimento dell'eventuale regime di comunione legale, mentre i beni restano di proprietà comune ovvero esclusiva dei coniugi, a seconda dei casi e sulla base della disciplina ex art. 179 e ss. del codice civile. Ai sensi di tale norma, ad esempio, i beni da considerarsi “personali” (secondo i criteri delineati dalla disposizione in commento) e i beni il cui acquisto è stato precedente al matrimonio rimangono di proprietà esclusiva del coniuge intestatario. Medesima soluzione si ha, altresì, per l’ipotesi in cui sia stato scelto il regime di separazione legale dei beni, già nel momento delle nozze oppure in un qualunque tempo successivo.

Un particolare aspetto di un evento critico come la separazione, riguarda le situazioni nelle quali, per motivi di carattere economico ed organizzativo non è possibile interrompere la coabitazione contemporaneamente alla separazione.

Ci si ritrova così nella condizione di separati in casa, che può essere vissuta dalla famiglia con modalità differenti e con conseguenze sull’adattamento dei suoi membri molto diverse, a seconda che la decisione di separarsi sia stata maturata in maniera consensuale oppure unilaterale.

Nel caso di separazione consensuale non è detto che la prosecuzione provvisoria della coabitazione corrisponda all’accentuazione della conflittualità all’interno della coppia. Questo aspetto infatti generalmente emerge in corso della separazione legale, nel momento in cui cioè vengono definiti ufficialmente gli accordi economici, abitativi ed inerenti alla frequentazione dei figli. E’ in quest’occasione infatti che si evidenziano le difficoltà da parte degli ex-coniugi di rispettare e di mettere in pratica questi accordi, con il rischio di un aumento della conflittualità. Prima di questo momento la situazione coabitativa, se gestita nel rispetto reciproco non è necessariamente una condizione che accentua il malessere emotivo scatenato dalla separazione.



Purtroppo però questa situazione non è la più verificata. Nella maggior parte dei casi la coabitazione forzata, in caso di separazione non consensuale, è fonte di numerosi conflitti e di aggravio delle tensioni e del malessere emotivo di tutto il nucleo familiare. L’elevata conflittualità tra i coniugi è riconosciuta in diverse ricerche in letteratura come uno dei fattori di rischio più pericolosi ai fini della gestione dell’adattamento familiare all’evento separazione-divorzio. Essa è una potente fonte di stress che può determinare una sorta di logoramento psico-fisico, anche a carico dei figli.

E’ in queste situazioni in fatti che i bambini rischiano più spesso di diventare pretesti per lanciare accuse contro il partner, di essere oggetto di ricatti, di essere coinvolti in dinamiche relazionali disfunzionali e rischiose per il loro benessere emotivo.
Nelle situazioni in cui ci si ritrova ad essere separati in casa è pertanto necessario cercare il più possibile di limitare le occasioni di conflitto, cercando di accordarsi almeno sugli aspetti che riguardano la convivenza e soprattutto evitando di intraprendere discussioni in presenza dei figli.

Se nonostante gli sforzi intrapresi non si riesce in nessun modo a non cadere in argomenti bomba e non è nemmeno possibile trovare nessuna soluzione logistica migliore è opportuno prendere in considerazione l’idea di rivolgersi ad un Centro per le famiglie. Questi servizi diurni, generalmente aperti anche nei giorni feriali, sono finalizzati alla gestione del conflitto intrafamiliare, al fine di assicurare la continuazione del rapporto con entrambi i genitori da parte del bambino, qualsiasi sia la relazione di coppia.



Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

domenica 22 novembre 2015

ISISFOBIA



Milano non è Parigi, ma i suoi nervi sono abbastanza a fior di pelle. Una tensione che al momento sfoga al massimo in scritte a pennarello (compresa una, offensiva nei confronti dei musulmani, spuntata su due cassette della posta in via Moscova). Ma è nell’aria. Così, sabato sera dopo le 21, quando su un vagone del metrò rosso tre ragazzotti nordafricani sui vent’anni si sono messi a bulleggiare parlando ad alta voce, e gli altri passeggeri, dal loro discorso in arabo, hanno distinto chiaramente e più volte la parola «Isis», a bordo si è prodotto un certo allarme. Al punto che un uomo della sicurezza dell’Atm, quando sono scesi alla fermata Duomo, li ha seguiti e ripresi, spiegando loro che comportandosi così stavano spaventando la gente.

I tre hanno reagito con arroganza, minacciandolo. Uno ha anche mimato un gesto passandosi il pollice sul collo, a significare «ti taglio la gola»: così ha riferito il vigilante alla polizia, che prudentemente ha pensato di avvertire appena il gruppo si è allontanato. Poco dopo, nei pressi della Loggia dei Mercanti, una volante ha intercettato uno dei tre: sui vent’anni e faccia nota alla polizia, per piccoli precedenti accumulati anche da minorenne. Il profilo del bullo, non dell’islamista radicalizzato. È in Italia da molti anni, vive nell’hinterland e frequenta un fast food in zona Colonne di San Lorenzo. I poliziotti l’hanno comunque portato in questura per fare tutti gli accertamenti; dopo l’identificazione è stato denunciato a piede libero per minacce aggravate e procurato allarme.

Per circa mezz'ora le udienze e il resto delle attività sono state sospese poi magistrati, impiegati e personale degli uffici è stato fatto rientrare. Lunghe code si sono formate all'esterno con le guardie giurate che hanno controllato una a una con il metal detector le persone in attesa di raggiungere aule e uffici giudiziari. Secondo gli inquirenti potrebbe essersi trattato di un gesto compiuto da un mitomane.

A far scattare il panico ad Agrigento sono stati invece quattro borsoni abbandonati in piazza Stazione e sulla ringhiera che si affaccia su via Acrone. Il metal detector avvicinato ai borsoni dà segnale d'allarme e per questo motivo è stato richiesto l'intervento degli artificieri di Palermo. In via precauzionale, la polizia municipale e i carabinieri hanno transennato l'area, deviando il traffico su vie limitrofe.



Titoli dei giornali: Allarme in Italia: San Pietro, Duomo di Milano e Teatro alla Scala i prossimi obiettivi dell'Isis; A Sait Denis sparati 5mila colpi, uccisa la mente degli attentati di Parigi; Professore ebreo accoltellato a Marsiglia: c'entra l'Isis; Aereo caduto nel Sinai: l'Isis aveva nascosto una bomba in una lattina; Isis annuncia: uccisi due ostaggi; Studentesse musulmane a Varese saltano il minuto di silenzio per Parigi, il Preside "Non dirigo un centro per il reclutamento di cellule per lo stato islamico".
Potremmo andare avanti, ma ci fermiamo, con il consiglio di riflettere bene su quello che si prende per vero dall'informazione. L'onda anomala dell'Isis, se davvero tutto quello che si legge è ad opera dello Stato Islamico, sta sortendo perfettamente il suo effetto: disseminare una paura fottuta, insieme all'odio per chiunque porti fede islamica, estremizzare la xenofobia europea, gettare benzina sul fuoco di un'Europa - e un Occidente - già in fiamme. Dovremmo  riflettere. Quanti umani conta l'unione europea? Quanti invece lo Stato Islamico? Davvero è ancora possibile che tutto questo non si riesca a fermare? Perché le fonti che dichiaravano gli attacchi alle basi su Raqqa pienamente riusciti sono stati smentiti dallo stesso Stato Islamico che ha dichiarato che la Francia ha bombardato solo luoghi deserti? Che guerra si sta combattendo? Quella di una informazione fallimentare, da tutte le parti, senza dubbio. E che mette al centro del fallimento di politiche di espansione e non solo il comune cittadino.

L’impressione è che alle capacità organizzative e alla determinazione dell’aspirante Califfo Al-Baghdadi corrisponda una ricettività emozionale da parte dell’Occidente, una sensibilità estremamente elevata e tuttavia approssimativa, al limite della psicosi. Un atteggiamento che per orientarsi nella comprensione di un fenomeno – per quanto esso sia oggettivamente serio e preoccupante – tende a enfatizzarne i lineamenti. Insomma, ormai tutto è IS, tutto è Stato Islamico.

Ci conferma questo clima di alienazione il doppio standard con il quale vengono diffusi i video macabri delle esecuzioni, o quelli anche solo disturbanti della distruzione di opere d’arte, e a pochi giorni di distanza la notizia in tono minore che alcuni di quei video sono molto probabilmente dei falsi, e le opere d’arte solo delle copie.

Senza scomodare la sociologia e la psicologia di massa, è ovvio che a questo punto le armate del Califfato sono ormai penetrate nel quotidiano di molti cittadini nonostante il Califfato non disponga, ad esempio, di vere e proprie armate, ma semmai di milizie o singole cellule spesso composte da uno o due elementi. Infatti, uno dei segreti – che poi segreto non è – della rapida diffusione territoriale dell’ISIS è stata la sua capacità di assorbire e annettere realtà e sigle minori già presenti nei vari scenari di guerra.

La strategia di Abu Bakr al-Baghdadi è stata molto lucida: ha iniziato prendendo il controllo dell’organizzazione nella quale militava (una formazione che l’antiterrorismo statunitense era riuscito a decapitare uccidendo il fondatore e i due successivi leader nel 2010) costruendo poi con metodi draconiani la sua leadership, soprattutto incorporando nei nuovi ranghi i membri dell’ex partito baath iracheno che avevano servito sotto Saddam. Ha quindi annesso al nucleo originario piccole cellule jihadiste che già operavano in alcuni teatri: è il caso della Libia, dove a Derna esisteva una formazione che ha adottato la bandiera nera dell’ISIS e da quella testa di ponte tenta ora di estendere la sua minaccia sul territorio che, come si diceva, per convenzione continuiamo a chiamare Libia. Oggi la linea di confine si è spostata più a ovest, ed è a Sirte.

Sotto la guida di Al-Baghdadi l’ISIS ha lanciato, per dirla con linguaggio economico, una OPA sulla jihad globale: il che non significa che i suoi battaglioni conquistino terreno in una guerra convenzionale e simmetrica, quanto piuttosto che suoi agenti e leader locali riescono ad acquisire, come franchising, gruppi armati già attivi e li convertano, o tentino di farlo, sotto le proprie bandiere. Il caso più emblematico è quello siriano, dove l’ISIS di Al-Baghdadi annuncia come la principale fazione ribelle, Al-Nusra, sia da considerarsi in futuro una parte integrante di ISIS e non viceversa. Allo stato attuale, Al-Nusra si ritiene invece una forza indipendente e legata solo alla casa madre Al-Qaeda. Tuttavia, la capitale dell’autoproclamato Califfato è proprio in Siria, ad Al-Raqqa.



Insomma la peculiare ideologia del Califfato, che la stragrande maggioranza del mondo musulmano in primis considera ormai materia per i libri di storia, torna prepotentemente d’attualità dove trova terreno fertile: e cioè nella galassia di piccole sigle che vengono accorpate da una mano più forte sotto un’unica bandiera, e in un Occidente che orfano di Bin Laden e della sua estetica (le grotte, l’Afghanistan, i videomessaggi sobri) enfatizza l’identikit del nuovo Califfo del terrore – ma sarebbe meglio dire emiro – e con esso una nuova estetica (il deserto, la predicazione in moschea, i video in stile hollywoodiano).

Ora l’ISIS potrebbe essere riuscito ad estendere la sua minaccia anche in Tunisia, dove come abbiamo visto è già attivo un gruppo salafita ben organizzato ma dove parimenti lo Stato tunisino è una realtà apprezzabile. Si tratta infatti dell’unico Paese che abbia realmente compiuto un percorso di Primavera araba, dalla cacciata del dittatore alla nuova costituzione.

Ma vedremo anche se in futuro toccherà alla triplice sigla – IS, ISIS, ISIL – il medesimo destino che è capitato alle sigle ad esempio siriane, che al principio della guerra civile erano costantemente evocate e sembravano destinate ad avere voce e ruolo nel futuro del Paese, oppure se si affermerà sempre più come il marchio globale della futura jihad.

Al-Baghdadi è considerato l’erede, per così dire “evoluto”, di Abu Musab al-Zarqawi, il capo jihadista giordano (originario della città di Zarqa) che fondò l’ISIS nel 2004 per poi venir ucciso dagli americani nel 2006. Chiediamoci: l’eventuale soluzione dei conflitti in Siria e in Libia finirebbero per ridimensionare lo Stato Islamico al solo teatro iracheno? Da questa domanda emerge come l’Occidente in particolare, e se vogliamo la comunità internazionale, abbiano una responsabilità nell’ascesa del Califfato immaginario: per avergli permesso di giocare la partita in Siria e Libia; per la palese incapacità, o mancata volontà, di risolvere i problemi dopo averli creati (vedi Libia soprattutto); e infine nel non volersi dare regole deontologiche nel campo dell’informazione, lasciando così l’opinione pubblica in balia della propaganda dell’ISIS che mischia sapientemente verità e finzione.

Il Califfato, in altre parole, è sì sedicente e autoproclamato, ma approfitta dell’imbarazzante vuoto statuale causato dalle lente e contradditorie transizioni di Iraq, Siria e Libia e del palese fallimento delle Primavere arabe o del loro fragile equilibrio, come la Tunisia dimostra.

In conclusione: il Califfato sarà anche posticcio ma la comunità internazionale, su questo dossier, è stata sinora totalmente fallimentare.





Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

sabato 21 novembre 2015

il Tifo dei Genitori per i Propri Figli



Sfogare le proprie frustrazioni sui figli, trattati come alter ego in grado di restituire l’immagine ideale che non si è riusciti a raggiungere da giovani, contribuisce al capovolgimento della realtà. È profondamente contro natura oltreché immorale caricare di responsabilità un bambino di dieci anni. Che il calcio, almeno in ambito professionistico, sia soltanto una questione di rispetto e fair play è ormai una banalità assodata. Siamo i primi a inveire contro l’arbitro o chiunque ci capiti sotto tiro se qualcuno osa mettere in discussione un principio che riteniamo intoccabile. Siamo i primi a professare eterno amore alla squadra per la quale facciamo il tifo, ma ci sentiamo incompleti se non lo bilanciamo con la necessaria dose di odio. Tornano alle mente striscioni deplorevoli, inneggianti a tragedie del passato, irrimediabilmente sventolati nella loro totale crudeltà davanti agli occhi di un bambino, che non sa e chiede. Invitiamo la negazione della civiltà – impossibile da estirpare perché va a braccetto con l’uomo – a non presentarsi prima del dovuto. L’inalienabile diritto al divertimento deve fungere da prerogativa a discapito della competizione, i settori giovanili sono centri di formazione che hanno come obiettivo la crescita – non solo atletica – della persona. L’ambizione dell’adulto non può agire da scudo contro il momento dell’aggregazione, il bambino va lasciato libero di giocare, di sbagliare, di farsi un’idea personale su ciò che gli ruota intorno senza dover passare dallo stato d’animo del genitore.

I bambini dovrebbero essere lasciati liberi di giocare senza alcuna pressione, con un numero assai esiguo di norme delle quali tenere conto:  rispettare gli altri (compagni, avversari, allenatori, arbitri);  rispettare le regole;  divertirsi. Al riguardo, anche il regolamento dei campionati non è affatto casuale: fino alla categoria Esordienti, undici anni di età, c’è l’obbligo di far giocare tutti i bambini, bravi o scarsi che siano, e non ci sono classifiche ufficiali per determinare chi è forte e chi lo è di meno.

Questo non basta a frenare le ambizioni degli adulti. Ci sono genitori che se la prendono furiosamente con l’allenatore, colpevole di non comprendere quanto sia abile il loro pargolo; altri che offendono e insultano arbitri-ragazzini; altri ancora che scatenano baruffe e perfino risse con papà e mamme avversari. I ragazzi, quasi sempre molto più ragionevoli e maturi, si vergognano per loro. E’ il volto triste del calcio giovanile.

In un campo della periferia romana, accanto alla porta d’ingresso, un dirigente esasperato ha appeso un cartello grande così, scritto con un bel pennarello blu: “Chi ha un figlio campione è pregato di portarlo a giocare da un’altra parte”. Chissà se papà e mamme dei fuoriclasse del futuro lo leggono e, soprattutto, lo capiscono.




Ecco cosa scrive la Figc: “L’approccio educativo del mondo del calcio è troppo spesso uno specchio attraverso cui si riflettono comportamenti ed atteggiamenti degli adulti. Quindi, competitività esasperata, esclusione dei più deboli e dei meno dotati, accentuazione dell’aspetto fisico ed agonistico. Questa Carta, tra i suoi diversi principi, ci ricorda invece quanto sia importante assumere il punto di vista dei bambini. Non solo prestazioni e ansia di vittoria, ma divertimento, partecipazione, festa. E il calcio è il tipico gioco di squadra che può anche far sviluppare il confronto, la cooperazione, lo scambio” .

Chi iscrive il proprio figlio a una scuola di calcio pensando che sia come un qualsiasi corso di nuoto, tennis o qualunque altro sport si rende conto ben presto che è tutta un’altra storia.
I bambini in campo giocano. I genitori ogni sabato e a volte pure la domenica vivono le partite dei figli come fossero squadre di Serie A.  Incitano i propri figli come fossero macchine da guerra. Ognuno dei papà  pensa di avere in campo il talento (inespresso per molteplici motivi…) Educazione, rispetto sportività non sono la regola.  E non sul campo, dove addirittura fino a una certa età non c’è neppure l’arbitro perché i bambini devono fare da soli. Paradossalmente proprio tra coloro che insegnano con il loro comportamento.

I genitori di squadre opposte si guardano in cagnesco (spesso),  Le urla rimbalzano sui piccoli giocatori che:  non possono sbagliare, perdere la palla (peggio) non fare gol portando la vittoria alla loro squadretta.

Andate a vedere un torneo under 10 di tennis. Fanno spavento. Sono alti poco più della rete e tirano certe botte impressionanti, per potenza e precisione. Se di là ci fosse Peppa Pig la vorrebbero morta. Sono prodigiosi in modo tenero e sconcertante. Non sorridono mai. Si allenano fino a sedici ore alla settimana, in quarta o quinta elementare, per quella partita del weekend. E se sbagliano un colpo, spesso vedrete questi Federer e Sharapova miniaturizzati guardare subito papà o mamma. Seduti su quelle tribune dove tanti genitori fanno molto più spavento di loro. "La mia squadra ideale è una squadra di orfani" è la vecchia battuta che gira tra allenatori. Un paradosso, ovviamente, come sono paradossali i casi di genitori aguzzini, disposti a tutto pur di vedere un figlio campione, che finiscono sui giornali. Ma la normalità che non fa più notizia è fatta di risse a bordocampo alle partite dei ragazzini, arbitri insultati e aggrediti, allenatori contestati. Ogni maledetta domenica, e il sabato pure. Qualsiasi istruttore giovanile, di qualsiasi sport, sa che una parte importante e difficile del suo lavoro è "allenare" i genitori.

La linea di campo tra gioco e stress per il bambino è sottile, quanto quella tra il buon genitore che si limita a far capire l'importanza formativa della disciplina e dell'impegno e quello che invece invade, soffoca, s'arrabbia, giustifica, pretende. "L'influenza negativa della famiglia è il nocciolo del problema" dice il pedagogo Emanuele Isidori, docente di etica e filosofia dello sport. "Troppi genitori proiettano sui loro figli le proprie frustrazioni e aspettative, caricandoli di ansie deleterie. Da una nostra ricerca del 2009 risulta che tra gli 8 e i 12 anni la maggioranza dei bambini pratica sport per vincere, come principale motivazione: questo è grave". Il caso Agassi ha fatto letteratura: il suo best seller Open ha alzato un velo sulle torture psicologiche subite dal padre. Lui però almeno è diventato Agassi. Uno su quanti? Nel calcio, in serie A arriva uno su cinquemila. "I genitori più pericolosi e invadenti sono quelli che non si sentono realizzati e hanno meno cose da fare nella vita" sostiene Isabella Gasperini, psicoterapeuta dell'età evolutiva che collabora con varie squadre di calcio. "E in dieci anni la situazione è peggiorata di pari passo con l'aberrazione del calcio professionistico. Senti questi genitori parlare delle partite dei figli come se fosse serie A: la tattica, il mister... Purtroppo avvertire che questi comportamenti fanno solo danni è inutile: sono meccanismi involontari. Quello che cerco di far capire è che i bisogni dei bambini sono diversi dai loro. I bambini accettano l'errore e il fatto che un altro sia più bravo come una cosa naturale, e invece li vedi costretti a impegnarsi per realizzare i sogni dei genitori dietro la rete secondo un loro tacito e insano accordo. Vanno invece lasciati liberi: di sbagliare, di creare, di calciare come gli viene, di sdraiarsi a guardare il cielo se non hanno voglia di correre, di seguire l'istinto. Liberi anche di assumere le proprie responsabilità e di cavarsela da soli, se un compagno gli ha messo le scarpette sotto la doccia ".

Giordano Consolini, responsabile del settore giovanile della Virtus Bologna, uno dei più titolati vivai del basket italiano, osserva: "Ci sono famiglie che combinano disastri. Un esempio: siamo andati a giocare le finali nazionali under 17 con due ragazzi, amici d'infanzia, che non si parlavano più e non si passavano neanche più la palla per questioni di invidie tra famiglie. Roba di convocazioni in Nazionale e premi che uno aveva ricevuto e l'altro no. I due ragazzi li ho messi in camera assieme, ci ho parlato, ho ottenuto che almeno si rispettassero in campo e abbiamo vinto quello scudetto. Ma con le famiglie i risultati sono stati scarsi, non hanno cambiato atteggiamento. Figurarsi quando subentrano anche i procuratori. Purtroppo molti genitori provocano la cosiddetta "sindrome da campione": il ragazzo viene sopravvalutato, si sente già arrivato e si blocca il processo di crescita. Considera che sia tutto scontato e dovuto, pensa solo che gli basti far passare il tempo e andrà nella Nba. È come se entrasse in una realtà virtuale e non considera più l'opzione dell'insuccesso: se arriva una sconfitta la vive come un fattore imprevedibile, non trova una via d'uscita, resta disarmato perché è stato programmato solo per vincere. Ed è difficile a quel punto farsi ascoltare. Perché è più comodo dar retta a chi ti regala un alibi dando la colpa a un altro: all'ambiente, al tecnico, ai compagni, agli arbitri. Il talento non basta per diventare giocatori".

La mala educación tocca l'apoteosi intorno al campo da calcio, dove rispetto ad altri sport il miraggio di ricchezza è più abbacinante. "Quando i genitori vedono il bambino solo come una possibile fonte di guadagno, è finita - dice Devis Mangia, ex ct dell'Under 21 - . Tutti pensano di avere il campione in casa. Quando un ragazzino si comporta male costa meno fatica etichettarlo come piantagrane e abbandonarlo al suo destino, mentre parlandoci si scoprono spesso situazioni famigliari alle spalle che spiegano gli atteggiamenti deviati. Ma, al contrario di quanto si possa credere, non è detto che subisca maggiori pressioni chi viene da contesti culturali e sociali inferiori, dove un contratto da professionista potrebbe rappresentare una svolta per tutta la famiglia". Lo conferma anche Roberto Meneschincheri, responsabile dell'attività agonistica under 16 dello storico Tennis Club Parioli di Roma, il circolo che ha sfornato Pietrangeli, Panatta e Barazzutti: ultimo titolo vinto, il campionato italiano under 12 femminile. "È questione di istinto e carattere, non di denaro o laurea: i genitori troppo pressanti che chiedono ai figli solo il risultato sono molto diffusi. Col dialogo di solito si riesce a ottenere collaborazione, a far capire che non va data troppa importanza alla partita e a evitare così interferenze o intemperanze durante il gioco".

Molte società fissano un decalogo dell'ovvio. Sdrammatizzate, incoraggiate, esaltate i risultati positivi e alleggerite le sconfitte, non entrate in campo e negli spogliatoi, lasciate che la borsa se la portino da soli, non discutete con l'allenatore di schemi e ruoli, rispettate gli arbitri, non parlate male al ragazzo del suo allenatore e dei suoi compagni. Eccetera. Ma il pedagogo Isidori non assolve nemmeno le società: "Dicono pensate a divertirvi ma il messaggio che di fatto viene trasmesso implicitamente dal sistema è un altro: conta solo vincere. Accade perché è completamente sbagliato il modello del Coni: le federazioni per avere soldi devono portare risultati. In Italia manca educazione sportiva perché non esiste lo sport per tutti: gratuito".





Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

venerdì 20 novembre 2015

IL SESSO ORALE



Entro certi limiti, la pratica del sesso orale era generalmente accettata in quelle culture in cui la balneazione (terme, bagni pubblici) era un costume sociale diffuso. Nella Grecia antica, nella quale l'omosessualità era tollerata e il ruolo della donna nella società generalmente non era di spicco, la persona che eseguiva il sesso orale era considerata attiva e quella che lo riceveva era considerata passiva.

Nell'antica Roma pagana il sesso orale era generalmente visto in un'ottica di sottomissione e controllo, evidenziata da due parole latine che descrivono l'atto: irrumare (penetrare oralmente) e fellare (succhiare). "Eseguire" qualsiasi pratica di sesso orale era considerato un atto passivo (ovvero riflesso di un'attività "sottomettente"), mentre "ricevere" il sesso orale era considerato un atto attivo (ovvero riflesso di un'attività "controllante").

In questa logica, eseguire la fellatio e il cunnilingus era considerato deplorevole per un uomo: in particolare era considerata un'aberrazione per un uomo essere penetrato (o controllato) da un'altra persona di classe sociale inferiore. Questa stessa logica però permetteva a un uomo di ricevere la fellatio da una donna o da un altro uomo di una classe sociale inferiore (come uno schiavo o un debitore), perché avrebbe espresso la sottomissione della persona di classe inferiore di cui avrebbe diretto le azioni. Il sesso orale tra membri di classi sociali basse era considerato un atteggiamento ancor più vizioso.

I Romani consideravano comunque il sesso orale una pratica molto più deplorevole rispetto, per esempio, al sesso anale: si diceva che chi era solito praticarlo soffrisse di alito pesante ed era spesso un ospite sgradito a tavola. Si pensava che fossero state le donne di Lesbo ad aver introdotto la pratica della fellatio, e si diceva che usassero tingere di bianco le labbra con il seme. Vi contribuivano anche ragioni di igiene: si riteneva che il sesso orale rendesse la bocca sporca e costituisse un potenziale rischio per la salute.

Con il Medioevo, il sesso orale fu considerato un tabù in gran parte dell'Occidente, in particolare a causa dello stretto ed esclusivo nesso fra sessualità e procreazione posto dal Cristianesimo di quell'epoca. In funzione di questa connessione, ogni pratica o atto sessuale non collegati alla riproduzione risultavano impuri ed erano perciò severamente proibiti.

Le disposizioni religiose, specialmente del Cristianesimo, in materia di atti sessuali non direttamente finalizzati alla procreazione hanno reso di fatto questa pratica poco accettata in Europa. Tutti i grandi regimi totalitari del Novecento, come il nazismo e il comunismo, spesso accusavano nemici politici di "atti immorali che minavano la cultura e la tradizione popolare" per poter eliminare dalla scena sociale persone ritenute sgradite al regime.

Sviluppi alla pratica erotica, li hanno portati le teorie di Sigmund Freud: il contatto tra le zone erogene, la mucosa labiale e i genitali, Freud la chiama perversione, deviazione dall'oggetto sessuale vero e proprio, l'organo genitale del sesso opposto, non una pratica adatta al raggiungimento del coito, inoltre, nell'uomo, il contatto tra la bocca della donna e l'organo genitale maschile, la fellatio, è l'atto di potere sul proprio oggetto sessuale, secondo il più antico istinto di dominio proprio all'uomo, mentre, per la donna, non ci sono precise indicazioni al riguardo.



La liberalizzazione dei costumi sessuali e l'avvento della pornografia cinematografica (a partire dai filmati erotici degli anni trenta) hanno fatto sì che il sesso orale terminasse di essere un tabù e lo hanno in un certo senso "legittimato". Il sesso orale è diventato una pratica (sia attiva, sia passiva) complementare o alternativa al rapporto sessuale completo, spesso praticata nell'ambito dei preliminari al rapporto vero e proprio, ovvero come forma di petting.

Ciò ha avuto riflessi sul costume, tanto che anche alcuni film non pornografici presentano alcune scene esplicite di sesso orale.

Diverso il discorso per il film muto di Andy Warhol del 1964 Blow Job che, contrariamente al titolo esplicito e provocatorio, mostra esclusivamente l'espressione del volto del giovane protagonista che, si deduce, è il soggetto passivo di un rapporto orale che, invece, non viene mostrato.

Questo aspetto dell’intimità è molto sensuale, se ci pensa bene può essere facilmente interpretato inconsciamente come un atto di “totale devozione”: la donna si cura completamente e totalmente del piacere dell’uomo. La donna è attiva, in posizione inferiore rispetto all’uomo e dedita al piacere maschile, ma lui può prendere il controllo della situazione, dando il ritmo.

Oppure l’uomo puo’ lasciarsi andare alla bravura della donna nel procurargli piacere. Tutto questo piace al lato inconscio maschile, quello ancestrale della dominanza. Sente la donna sua, nel senso “possessivo” del termine.

Il piacere più grande procurato dal sesso orale è sicuramente il piacere fisico, dovuto al fatto che le parti intime dell’uomo non sono stimolate passivamente come nella intimità vera e propria, ma in modo attivo, con cambi di stimolazione e modalità. Non è un semplice movimento su e giù come nella carezze o nella masturbazione manuale. Durante il sesso orale bisogna usare saliva, labbra, ritmo e lingua.

Agli uomini piace se la donna si dimostra disinvolta, non occorre atteggiarsi ad essere troppo disinibite, ma bastano pochi semplice accorgimenti, come guardare con malizia e dare l’impressione che dare baci intimi sia un’esperienza che piace.

Deve dare l’impressione che sia lei stessa coinvolta e che non sta facendo un favore. E’ anche importante come consiglio “pratico” quello di alternare tecniche molto stimolanti a tecniche che stuzzicano in maniera più lieve, come dare colpi di lingua sul glande, che è la parte più sensibile. L’importante quando si pratica sesso orale è fare attenzione ed essere molto “delicate” dato che si tratta di una parte molto sensibile, e si puo’ passare facilmente dall’eccitazione al fastidio.

L’importante è sapere che NON esistono i baci “perfetti” o ideali: anche se l’intimità maschile é abbastanza “ condivisa” , le variabili in campo sono tantissime e i movimenti o le tecniche che possono far impazzire un uomo potrebbero non essere così entusiasmanti per un altro.



Ogni persona ama stimolazioni diverse, quindi l’unico modo per capirlo è fare esperienza e aumentare il feeling reciproco, quindi è bene sviluppare soprattutto l’intesa intima di coppia. Per questo le coppie migliori, che hanno anche i migliori rapporti, sono quelle rodate dal tempo e che sono legate da una forte complicità, piuttosto che dalla passione momentanea di una notte. E’ vero, può essere difficoltoso il primo approccio, ma sono limiti che si possono superare per un affiatamento di coppia maggiore.
Il sesso orale da sempre fa parte della coppia e del buon appagamento dei sensi sia femminile sia maschile. Carezze, rapporti orogenitali detti anche cunnilungus e fellatio partecipano al buon svolgimento del rapporto intimo di coppia.

Queste pratiche erano già presenti in india e in oriente molti secoli prima di cristo. Lo ritroviamo nel Kamasutra a cui è dedicato un intero capitolo, lo si ritrova negli scritti cinesi.
 Statistiche ci dicono che la fellatio è utilizzata da 8 donne su 10 e la cunnilungus da 8 uomini su 10.

La rilevanza penale del sesso orale dipende dalla particolare considerazione che questo tipo di pratica sessuale riveste in alcune culture e di riflesso negli ordinamenti giuridici: in alcuni di essi il sesso orale non configura un vero e proprio rapporto sessuale, ma una forma di contatto "improprio", che non comporta lo stabilirsi di una relazione sessuale a tutti gli effetti.

Il sesso orale è al centro della vicenda che riguarda un caso di violenza sessuale di una donna su un uomo, avvenuto in Norvegia. Nel gennaio del 2005, un ragazzo, rimasto a dormire in casa di amici dopo una festa, è stato svegliato da una sua amica che gli stava praticando del sesso orale, mentre il compagno della ragazza si era assunto il compito di fotografare la fellatio. Durante il processo, il ragazzo sottoposto al rapporto orale ha dichiarato di non avere prestato il suo consenso a esso, contro quanto affermato dalla ragazza e dal suo compagno. La fellatrice è stata condannata a 9 mesi di carcere e cinquemila euro di multa.

Nel 2006 a Taiwan una donna ha denunciato il marito, reo di averla tradita facendo sesso orale con un'altra donna, ma l'Alta Corte taiwanese ha decretato che un rapporto orale fuori dal matrimonio non costituisce adulterio. La legislazione taiwanese in vigore, infatti, non equiparava il sesso orale a un rapporto sessuale completo, che consisteva esclusivamente nel contatto dei genitali di entrambi i partner. De iure condendo, quarantanove giuristi si sono riuniti per esaminare la materia e valutare l'opportunità di modificare la legislazione pertinente, giungendo però all'identica conclusione dell'autorità giudiziaria, ossia che il sesso orale extramatrimoniale non configura un adulterio, per cui la legge non è stata modificata.

Il sesso orale era illegale in 22 Stati degli Stati Uniti d'America. Spesso le leggi che ne dichiaravano l'illegalità proibivano anche la sodomia ed erano sovente dirette solo a coppie omosessuali, o per lo meno applicate solo in riferimento a tali coppie. Nel 2003 queste leggi sono state dichiarate illegittime dalla Corte Suprema e sia i rapporti omosessuali sia il sesso orale tra adulti consenzienti sono stati decriminalizzati.

La questione se il sesso orale configuri un rapporto sessuale è diventata preminente negli Stati Uniti nel 1998, con il cosiddetto Sexgate: il presidente statunitense Bill Clinton dichiarò davanti a una corte di non avere avuto una relazione sessuale con la stagista Monica Lewinsky, nonostante avesse ripetutamente ricevuto da lei sesso orale. Egli stesso successivamente definì il sesso orale un "rapporto improprio", per scagionarsi dall'accusa di aver mentito davanti alla corte.

Il sesso orale è praticato sia come alternativa al rapporto sessuale completo, sia come suo preliminare o complementare. Va tuttavia ribadito che il sesso orale non è un metodo di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, ma semplicemente un atto sessuale in cui non c'è contatto diretto dello sperma con la vagina, mentre può esserci contatto diretto dello sperma con la lingua e la mucosa della bocca.

In rapporto alle diverse culture e psicologie, gli individui hanno un rapporto variabile con il sesso orale, che può andare dal disgusto al solo pensiero, al desiderio come atto molto piacevole, fino al preferirlo alla penetrazione genitale o anale.

Gli organi sessuali non sono le uniche parti anatomiche del corpo umano a essere molto sensibili e ricche di terminazioni nervose: anche la bocca, la lingua e le labbra lo sono. Per questo motivo il piacere del sesso orale non si limita unicamente alla persona che lo riceve. Il piacere del partner che lo offre, peraltro, può essere incentivato dal fatto di trovare piacevole ed eccitante il sapore e/o l'odore dell'apparato genitale del ricevente.

Il sesso orale può anche agevolare la successiva eventuale penetrazione, in particolare laddove l'eccitazione che esso produce nella donna che lo riceve, ne migliora la lubrificazione vaginale, agevolando l'ingresso del pene o di sex toy. La pratica del sesso orale sul pene, inoltre, ne favorisce l'erezione e può essere utilmente adottata per risolvere temporanei deficit erettili, dovuti ad esempio a cause psicologiche transitorie.


La fellatio, che può portare all'orgasmo e all'eiaculazione, non è, come si può pensare, necessariamente dovuto alla suzione (che è, etimologicamente, la "fellatio" in senso stretto), bensì, più sovente, allo stesso meccanismo del coito genitale: il partner stimola il glande con labbra e lingua (praticando quindi un vero e proprio "penilingus"), in genere tenendo fermo il pene con la mano o accarezzandolo, coinvolgendo eventualmente nell'azione anche i testicoli. A questo si aggiunge il profondo coinvolgimento psicoemozionale.

L'ingestione (colloquialmente detta "ingoio") dello sperma eiaculato è naturalmente solo eventuale, dato che la fellatio può non culminare comunque nell'eiaculazione (ad esempio perché utilizzata solo come preliminare al coito, ossia come "heavy petting") oppure quest'ultima può aver luogo fuori dal cavo orale del(la) partner.

Il Deepthroating è una tecnica, definita in inglese deep throating ("gola profonda" - dal celebre film omonimo) e in italiano comunemente chiamata "soffocone", è quella in cui l'intero pene eretto viene introdotto nella bocca del partner. Poiché di solito il pene eretto è più lungo del cavo orale, questa tecnica richiede di "inghiottirne" una parte; ciò è possibile solo sopprimendo il riflesso istintivo a vomitare che si genera, ad esempio, quando ci si infila un dito in gola; per eseguire il deep throating chi lo offre deve avere padronanza nel rilassare i muscoli faringei mentre viene gradualmente inserito il pene eretto. La posizione più favorevole da assumere per eseguirlo è quella inversa al partner (la pratica altrimenti nota come "69") poiché il pene eretto ha un andamento obliquo e ascendente con un'angolazione di 45 gradi che risulta incompatibile con quello della gola che invece ha un andamento discendente e verticale. Qualora si praticasse la fellatio in posizione stante (per esempio inginocchiati), è indispensabile flettere il pene eretto del partner per portarlo almeno in una posizione orizzontale.

La pratica dell'irrumatio è simile alla fellatio, ma comporta la penetrazione della bocca come orifizio passivo anziché attivo, spostando il controllo prevalente del rapporto dalla persona che riceve il pene in bocca a quella che ve lo introduce. Nell'accezione latina, il termine indicava probabilmente soltanto la penetrazione orale di un partner maschile.

Con il cunnilingus la vulva, in particolar modo la clitoride, viene baciata, leccata o succhiata. Anche l'ingresso della vagina può essere stimolato con la lingua. Per alcune donne il cunnilingus, specialmente se eseguito da un partner allenato, risulterebbe molto più efficace della penetrazione nel portarle al raggiungimento dell'orgasmo.

Alcune persone ritengono che mormorare durante il cunnilingus (o anche durante la fellatio) aumenti la soddisfazione della partner. Il comico Sam Kinison suggerì in un numero di cabaret di disegnare con la lingua lettere dell'alfabeto durante il cunnilingus. Lo spunto ironico è stato utilizzato nel film Cruel Intentions nel quale Ryan Phillippe seduce e inizia al sesso una giovanissima Selma Blair recitandole l'alfabeto.

L'odore, a volte pungente, del sesso della partner può risultare gradito ad alcuni (una pratica consiste nel respirare tali odori) e infastidire altri. Una corretta e tempestiva igiene intima, in ogni caso, del resto suggerita dal buon senso in qualsiasi tipo di rapporto sessuale, può evitare la formazione di odori sgradevoli, che in generale sono da attribuirsi alla presenza di batteri, normalmente presenti sugli orifizi.

Praticando il cunnilingus può capitare che dell'aria entri nella vulva, e che la stessa fuoriesca, sempre durante la pratica, dando vita a una sorta di flatulenza vaginale assolutamente involontaria e inodore.

Il facesitting (letteralmente "sedersi sulla faccia") è una forma di cunnilingus o anilingus in cui chi lo riceve ha un ruolo attivo e si siede sul viso della persona che lo offre, premendolo coi propri genitali o con il proprio sedere. Come nell'irrumatio, la persona che offre il sesso orale durante il facesitting ha un ruolo quasi esclusivamente passivo.

Il sesso orale può essere eseguito da entrambi i partner allo stesso momento, nella posizione del 69. La posizione è così chiamata perché il numero sessantanove richiama da un lato la forma delle cifre 6 e 9 simili a persone stilizzate, e dall'altro suggerisce una loro posizione affrontata e reciprocamente inversa.

Le posizioni che si possono assumere durante un 69 sono: quella in cui entrambi i partner sono l'uno di fronte all'altro distesi su di un fianco; oppure quella in cui uno dei due si dispone sopra l'altro.

Nella posizione distesi sul fianco, il sesso orale può avvenire in modo statico (nel qual caso la stimolazione reciproca avviene soprattutto con la lingua o con le labbra); oppure in modo dinamico, quando i movimenti ritmici del bacino dell'uno o di entrambi i partner rendono il rapporto orale simile a un coito (nel qual caso la stimolazione è data soprattutto dal fondo della bocca e dalla gola).
Nella posizione in cui uno si pone sopra l'altro, è possibile scegliere fra quella distanziata e quella ravvicinata. In entrambe è necessaria una buona intesa fra i due partner e una grande attenzione dell'uno verso l'altro.
Nella posizione distanziata, un partner (in genere l'uomo) si pone in ginocchio poggiando le mani a terra ("alla caprina"), mentre l'altra persona gli si distende al di sotto supina. Se non vi è una sufficiente intesa fra le due persone, la suzione del pene da parte della persona supina risulterà alquanto faticosa e spiacevole, tanto per l'eccessiva altezza a cui esso si troverà situato, quanto per lo spazio troppo angusto esistente fra le gambe, obbligandola a uno sforzo supplementare di sollevamento della testa, sia che voglia avvicinarsi in modo statico sia in maniera ritmica.

Un'intesa perfetta fra le due parti è invece indispensabile nella posizione ravvicinata. Infatti, mentre la persona supina è immobilizzata dal corpo del partner che le è disteso sopra, essa rischia di venire soffocata dall'immissione del pene nella sua bocca che le ostruirà ogni via di respirazione. Diversamente, una grande soddisfazione vi può essere in questa posizione per entrambi i partner quando la grande attenzione verso l'altro e una piena intesa reciproca porterà dapprima la persona in posizione dominante a farsi guidare dal partner sottostante sia nel ritmo di penetrazione da assumere (che dovrà tenere conto del ritmo di respirazione della persona sottostante), sia riguardo alla profondità massima possibile di immissione del pene (oltre la quale vi sarebbe l'istintivo riflesso faringeo di rigetto).

Il Tea Bag (letteralmente bustina di tè) è un termine gergale del linguaggio giovanile della cultura anglosassone che indica l'atto compiuto dal maschio nell'inserire il suo scroto all'interno della bocca del partner. In questa pratica erotica il partner può stimolare i testicoli baciandoli o leccandoli per aumentare il piacere della persona coinvolta. Le origini del nome attribuito a tale pratica sono dovute alla somiglianza con il gesto di immergere una busta di tè all'interno di una tazza, con il tipico movimento ripetitivo. Data l'assenza di penetrazione è un atto praticabile per puro erotismo e durante i preliminari.

L'anilingus, detto anche rimming o rimjob, consiste nello stimolare l'ano con la bocca e la lingua. Tale pratica può essere gradita sia dagli uomini sia dalle donne, in considerazione della identica sensibilità dell'ano in entrambi i generi sessuali.



L'auto-stimolazione orale è il sesso orale praticato da un uomo su sé stesso: una forma di masturbazione che consiste nello stimolare il proprio pene con la propria bocca e lingua. In realtà, è un atto che alla stragrande maggioranza degli uomini risulta impossibile; infatti non riesce se non vi è la giusta combinazione di un corpo snello, di una notevole flessibilità della spina dorsale, e di una sufficiente lunghezza del pene, necessari per compiere questo atto. L'auto-fellatio, laddove ricorrano questi requisiti, può essere eseguita in diverse posizioni: stando in piedi, stando in ginocchio, da seduti, oppure distesi supini. Di fatto si distinguono sostanzialmente due posizioni: la posizione "a C", e la posizione "a X".

La posizione "a C" è la più frequente, e consiste semplicemente nel flettere il torso in avanti, fino a raggiungere il proprio pene con la bocca. Raramente essa viene eseguita stando in ginocchio (per la consistenza delle cosce che urtano contro le costole inferiori), e ancora meno stando in piedi (postura più faticosa). La maggior parte delle persone capaci di auto-fellatio la eseguono stando seduti su di una superficie piana (a terra o su di un letto) e divaricando le gambe; stando seduti su di una postazione rialzata (una sedia, uno sgabello, ecc.) nel qual caso vi è il vantaggio della spinta dei piedi che permette un ulteriore avvicinamento del bacino; e infine da una posizione supina, stando sdraiati a terra o su di un letto e buttando all'indietro le gambe come a voler fare una capriola all'inverso.
La posizione "a X" è la più difficile di tutte e richiede un'estrema flessibilità, da veri e propri artisti circensi. È una posizione "a C" dove però il corpo viene ulteriormente flesso (diremmo oltre i 180 gradi), da risultare come arrotolato su sé stesso. È possibile eseguirla solo stando supini e buttando le gambe all'indietro, facendo emergere fra le cosce prima la testa e poi tutto quanto il torso e le braccia, e infine bloccando le gambe rivoltate indietro facendole passare sotto le proprie ascelle. In questa posizione il mento viene a trovarsi ad altezza dei testicoli.
Esistono, sparse nel mondo, associazioni di cultori dell'auto-fellatio (molte delle quali rintracciabili su internet). In genere esse invitano a una grande prudenza e cautela nell'eseguire questa pratica, poiché per chi non è predisposto, tentativi frettolosi e maldestri potrebbero portare a gravi danni alla colonna vertebrale.

Una leggenda metropolitana, probabilmente fondata sulla notoria intensa attività erotica del poeta Gabriele D'Annunzio, ha attribuito a questo personaggio il ricorso all'auto-fellatio, resa possibile da un'operazione chirurgica con cui egli si sarebbe fatto asportare due costole. Ovviamente non solo è una leggenda che il poeta si sia fatto togliere le costole, ma è altrettanto priva di fondamento l'idea che l'asportazione delle costole possa poi consentire l'auto-fellatio.
Sull'isola di Bali gli indigeni vendono ai turisti delle sculture in legno scuro (in genere piccole come una castagna; ma ve ne sono anche di dimensioni più grandi che raggiungono un'altezza fino a 20–30 cm circa) che ritraggono un uomo corpulento a torso nudo vestito solo di un perizoma, seduto con le gambe incrociate, e con la testa abbassata fino a nascondere il viso nel suo grembo; il viso è incorniciato da una zigrinatura di dieci tacche, che quindi dovrebbero corrispondere alle dieci dita con le quali si coprirebbe gli occhi. Per alcuni il personaggio sarebbe una specie di falso Buddha, secondo altri invece una divinità indù o malese. Quando si interrogano i locali al riguardo, le persone non vogliono pronunciarsi, forse per pudore oppure perché riguarda un loro aspetto religioso.
Il finlandese suedofono Ior Bock sosteneva che i maschi della sua linea familiare (Boxström) avessero preservato per generazioni l'antica pratica rituale autofellatio, legata ai culti pagani della fertilità.
L'auto-cunnilingus è l'auto-stimolazione orale della clitoride. Solo una piccolissima parte delle donne riesce a eseguire questa pratica sessuale.
L'auto-anilingus è l'auto-stimolazione orale dell'ano. Pochissimi uomini e donne riescono a eseguirlo.

Cum swapping, snowballing o spermutation è la pratica sessuale in cui un partner accoglie nella sua bocca lo sperma di un'altra persona e lo passa (swap) nella bocca di un'altra, solitamente tramite un bacio o facendolo colare.
L'utilizzo del termine snowballing deriva dal cosiddetto "effetto palla di neve", ossia dall'aumento della quantità di liquido contenente sperma e saliva in proporzione a quanti sono i passaggi impiegati.

Siccome queste pratiche prevedono uno scambio di liquidi biologici senza nessun tipo di protezione, non sono considerate una forma di sesso sicuro. I rischi, pertanto, sono gli stessi del sesso orale non protetto.

Più intime e dolci sono queste tecniche più i partner proveranno piacere. Le carezze lungo il corpo, l'uso della bocca e della lingua sul tronco e sui genitali e, per la donna, sulle coscie portano ad avere dei rapporti intimi estremamente appaganti. Nella fellatio i maggiori punti di piacere sono il glande in quanto è ricco di terminazioni nervose e la regione anale tra lo scroto e l'ano.
Nel cunnilingus quello che fa impazzire la donna è la regione clitoridea ( bottoncino presente e in alcuni casi sviluppato tanto da poterlo prendere tra le labbra, all'intersezione superiore delle grandi labbra) e la zona anale, cioè la terminazione delle grandi labbra fino alla regione anale ( il punto G è situato verso l'interno della parte terminale delle grandi labbra quindi all'intersezione inferiore).

Per il 20% circa delle coppie, il sesso orale è disgustoso perchè i genitali, per retaggi culturali, vengono considerati sporchi e quindi da non avere pratiche orali. Inoltre, emettendo secrezioni, a maggior ragione vengono considerate impuri.
Altre persone vedono il sesso orale come atto umiliante e sottomissione del partner. Le donne temono di lasciarsi andare ed avere un orgasmo ( per una certa parte di popolazione femminile l'orgasmo è qualcosa da evitare o da non far vedere) oppure di far eaiculare improvvisamente il partner. Se questi blocchi ci sono e non si riesce a rimuoverli, provare a parlarne all'interno della coppia e con azioni progressive e l'utilizzo di olii essenziali profumati e gustosi, oltre che lavaggi frequenti, superare questa fase per godere appieno della intimità. Queste pratiche vanno utilizzate in condizioni normali.

Esistono alcune donne a cui l’idea di ricevere del sesso orale non fa impazzire per questioni psicologiche (può creare imbarazzo specialmente se non c’è ancora totale affinità nella coppia) o igieniche (è comunque da lì che viene l’urina), ma le statistiche dimostrano che l’80% degli uomini pratica il cunnilingus con grande piacere delle proprie compagne.
La stimolazione clitoridea effettuata con baci e carezze della lingua e il calore del proprio compagno che in modo sempre più deciso insiste nei punti più sensibili può infatti provocare un crescendo di piacere in grado di sfociare nell’orgasmo, grazie anche alle piccole penetrazioni che in alcuni casi l’uomo può tentare con la lingua o al piacere che può indurre utilizzando insieme ad essa anche le mani.

La prima regola è di natura strettamente relazionale; gli organi genitali (in particolar modo quelli femminili), costretti in slip spesso di materiale sintetico, collant, leggins o pantaloni possono assumere anche in breve tempo un odore intenso e particolare che non tutti gradiscono. Per rispetto e correttezza e soprattutto per poter godere appieno delle accortezze che un uomo può riservare alla propria partner è sempre consigliabile porre attenzione particolare alla propria igiene intima, magari approfittando per farsi un bel bagno profumato insieme.
La seconda regola da tenere presente è invece molto più importante ed è fondamentale che chiunque la tenga bene a mente: i rapporti orali non sono esenti dalla possibilità di contagio delle malattie sessualmente trasmissibili. Se il contagio del virus HIV non è il più frequente (ma è comunque possibile) durante un cunnilingus, condilomi o herpes sono invece facilmente trasmissibili; se quindi ci si accinge ad avere un rapporto orale a rischio è opportuno l’uso del dental dam, un sottile foglio di tessuto impermeabile che impedisce il passaggio delle secrezioni vaginali e degli eventuali virus.

Il liquido seminale contiene acqua, piccole quantità di sali minerali, proteine e zuccheri. Essendo una sostanza leggermente basica, può avere un gusto aspro o salmastro a seconda dell'alimentazione; tuttavia, come tutti i fluidi sessuali maschili e femminili, non è dannoso per chi sugge, se non per quanto riguarda eventuali malattie sessualmente trasmissibili. Non è vero che il liquido seminale sia nutriente e ricco di proteine, dato che solitamente la quantità di liquido seminale eiaculata è modesta e contiene meno del 5% di proteine.

Nel praticare il sesso orale, alcuni esagerano nel mordere i genitali o nel graffiarli coi denti. Se il sesso orale viene eseguito con molta veemenza è possibile provocare danni o abrasioni sia agli organi genitali sia alle mucose orali.

Vi sono molte malattie trasmissibili attraverso i rapporti orali:

il virus dell'immunodeficienza umana HIV (di cui esistono due tipologie: la più diffusa è l'HIV-1, mentre l'HIV-2 è prevalente in Africa) è trasmissibile attraverso le secrezioni (vaginali o lattee) ed eventuali tagli nella bocca o in prossimità di essa;
il virus del papilloma umano genera il condiloma acuminato, cioè verruche che si localizzano sul pene, nell'ano, o nelle mucose vaginali, dove possono causare il carcinoma della cervice;
sull'herpes simplex o labialis (di cui si conoscono due tipi di virus: l'HSV-1, che produce un'infezione non genitale e l'HSV-2, che è la causa principale dell'infezione genitale e neonatale), i pareri non sono univoci, ma diversi studiosi ammettono che il virus può essere trasmesso dalle regioni orali a quelle genitali e viceversa, durante il sesso orale;
il virus di Epstein-Barr, può trasmettere la mononucleosi infettiva tramite la saliva;
il cytomegalovirus è un altro sierotipo della famiglia dei virus herpes;
l'epatite virale C e l'epatite virale B.
Anche alcuni parassiti possono generare patologie trasmissibili attraverso il sesso orale, come:
il trichomonas vaginalis, un protozoo flagellato, è trasmissibile durante l'atto sessuale ed è in grado di colonizzare le pareti vaginali;
tra i batteri, il più diffuso, soprattutto a livello maschile, è il neisseria gonorrhoeae o gonococco, che provoca la gonorrea quando infetta le pareti dell'uretra, generando una risposta infiammatoria e secrezioni purulente, associate a dolori o bruciori durante la minzione;
altri batteri collegati a patologie trasmissibili sono i treponemi, tra cui l'agente eziologico della sifilide, con penetrazione della mucosa e formazione di ulcere non doloranti; e nelle fasi tardive provoca rash cutaneo e papule diffuse dovute alla risposta infiammatoria e immunitaria.
L'uso costante e diligente del preservativo (di lattice o di poliuretano), sia quello tradizionale, sia quelli appositamente progettati per il cunnilingus, può prevenire la trasmissione di queste malattie. Il preservativo può essere sostituito dall'uso di una qualsiasi barriera in lattice (come un preservativo tagliato) o anche da una semplice pellicola trasparente, frapposta fra la bocca e i genitali femminili. Sono facilmente reperibili in commercio preservativi aromatizzati per evitare il gusto sgradevole del lattice o del poliuretano. Alcune precauzioni alternative possono diminuire, ma non annullare, i rischi d'infezione.






Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

martedì 17 novembre 2015

IL DESIDERIO NEI NONNI



La sessualità rappresenta una energia vitale che accompagna, evolvendosi continuamente, l’uomo per tutto l’arco della sua esistenza. La fase degli over 65/70  non e’ asessuata. Il climaterio maschile e femminile non segna assolutamente il termine dell’attività sessuale.

Una percentuale significativa di persone over 65/70, nonostante la repressione, i condizionamenti, la censura morale, le difficoltà obiettive continua ad avere rapporti sessuali regolari e soddisfacenti. I veri, autentici e sofferti motivi di cessazione dell’attività sessuale sono per la maggior parte di natura PSICOLOGICA e SOCIALE.

La popolazione italiana di ogni livello di età e condizione socio-culturale spesso non ha informazioni corrette sulla fisiologia, la patologia, i bisogni, i desideri e le attese sessuali degli over60. In ogni fase della vita esistono pregiudizi e stereotipi rigidi che hanno un significato, un valore ed un effetto repressivo ed inibitorio nei confronti dell’attività sessuale degli anziani. Negli over60 esiste spesso una immagine deformata e deformante per quanto riguarda le proprie esigenze, bisogni e rapporti.

Negli over 65/70  si mette spesso in atto un MECCANISMO SUBLIMATORIO, perchè risulta troppo grande, per effetto dei condizionamenti socio- culturali, morali, religiosi, la distanza tra la realtà dell’impulso libico e la fiducia nelle proprie capacità sessuali. Non va inoltre dimenticata una connotazione tipica della società odierna: in ogni età della vita esistono due differenti modelli comportamentali, quello MASCHILE e quello FEMMINILE. Il primo relativamente più permissivo rispetto al secondo, entro cui si perpetuano limitazioni e repressioni ancestrali. E’ tradizione culturale considerare la vecchiaia come periodo di rimpianto e di decadenza, tanto a livello di interesse quanto a livello di attività sessuale vera e propria. In questo processo di negazione sociale della sessualità gli over60 trovano poi spazio alcuni stereotipi molto diffusi e cioè la convinzione che:
l’attrazione erotica possa essere suscitata esclusivamente da un corpo giovane ed esteticamente perfetto;
la funzionalità degli organi genitali sia sottoposta alla usura del tempo e vada quindi incontro ad un decadimento in termini di qualità oltre che di quantità;
l’assenza della capacità o di un fine procreativo generi una caduta della pulsione sessuale;
il piacere sessuale rappresenti dopo una certa età più una “perversione” che una sana e naturale esigenza psicofisica, atta anche a contrastare il processo di invecchiamento psicofisico dell’organismo.
Da queste e da altre false credenze deriva spesso una auto-esclusione dell’anziano, che si trova a rifiutare la propria sessualità o a considerarla in maniera clandestina, come se il desiderio o l’attività sessuale fossero debolezze da nascondere o colpe di cui vergognarsi….. da cui le ritirate “strategiche” dall’universo della eroticità.

Dietro il comune ritornello “ormai sono vecchio“, traspare la seduzione della rinuncia, del disimpegno progressivo, che consente di evitare ogni timore di insuccesso o di frustrazione, una vera e propria autocastrazione preventiva.

Per cui la funzione sex (più che dal rallentamento biologico) può essere frenata da come il singolo anziano si percepisce ed inconsciamente si condiziona.

Le difficoltà sono inerenti al problema del cambiamento e pertanto ad una modificata rappresentazione del sé del proprio corpo-involucro cioè quello che viene percepito dall’altro e del proprio vissuto corporeo in quanto oggetto di desiderio ed in quanto soggetto che può ancora desiderare e godere.

E’ evidente che in questa fascia d’età le condizioni fisiologiche dell’organismo sono cambiate sia dal punto di vista emodinamico che metabolico (per esempio frequenza cardiaca, tono muscolare, equilibrio ormonale). Cosi come a livello muscolare le prestazioni fisiche sono in evidente diminuzione, analogamente le performance sessuali risentono delle variazioni fisiologiche della terza età.

Per esempio, alla ipotonia muscolare e riduzione della gettata cardiaca, che determina evidente diminuzione delle prestazioni fisiche, si associa una ipotonia del sistema venocclusivo erettile ed una diminuzione del flusso ematico cavernoso, che creano alterazioni della capacità erettile e della capacità di mantenere l’erezione.



La fase di eccitamento risulta più prolungata e questo in relazione alle diverse condizioni emodinamiche, infatti si nota un significativo ritardo ad ottenere l’erezione (diminuzione flusso ematico cavernoso ed ipotonia venocclusiva); questa puo’ essere parziale o venire perduta facilmente: la risposta erettiva subisce pertanto un rallentamento globale.

Se l’anziano non fosse a conoscenza di questa normale condizione fisiologica, potrebbe essere portato a pensare di essere affetto da impotenza, alimentando il circuito dell’ansia, con la possibilità di uno scatenamento di impotenza secondaria. Per questo motivo i successivi tentativi di forzare la situazione attraverso un controllo cosciente e i reiterati insuccessi portano l’anziano ad esperire l’ansia della prestazione, precludendogli la possibilità di recepire le stimolazioni in modo adeguato. Si riduce così il “potenziale erotico” che lascia spazio ad un “potenziale inibitorio”.

Nella fase di Plateau si notano varianti meno spiccate ma particolarmente significative in quanto sono in grado di rendere vantaggiosi alcuni aspetti dell’invecchiamento.

La durata d questa fase tende a prolungarsi e ciò in relazione ad un rallentamento della conduzione nervosa nei circuiti di controllo erezione/eiaculazione e si osserva un allungamento del tempo di inevitabilità eiaculatoria, che in giovane età costituisce un aspetto preoccupante per la sua precocità: spesso si verifica addirittura una correzione spontanea di una pregressa eiaculazione precoce. L’anziano ha, una volta raggiunta la fase di plateau, delle erezioni più prolungate nel tempo, spesso impara ad avere rapporti sessuali soddisfacenti senza che questi terminino necessariamente ogni volta con l’eiaculazione.

La terza fase , l’esperienza orgasmica, si effettua in un periodo di tempo più breve. Questo fenomeno è da mettere in relazione alle patologie prostatiche, che in questa fascia di età sono la regola (ipertrofia prostatica benigna, prostatite, tumore della prostata). In questi casi l’inevitabilità eiaculatoria può ridursi, fino a scomparire, per cui la durata dell’orgasmo può essere abbreviato o prolungato mentre il volume del fluido seminale si riduce notevolmente, per ipotrofia delle vescichette seminali.

La quarta fase (di risoluzione) si caratterizza per la rapidità della detumescenza dopo l’eiaculazione e per il prolungamento del periodo refrattario. Dobbiamo ricordare che questi fenomeni sono anche innescati dal diminuito trofismo e tono del tessuto erettile, che risente della variazioni ormonali correlati all’età.



Per la donna l’inizio dell’invecchiamento sessuale può coincidere con la menopausa che presenta segni clinici e biologici specifici: la caduta degli estrogeni , perdita della capacità riproduttiva , riduzione significativa del tasso degli ormoni sessuali presenti nel sangue.

Analogamente a quanto succede per le sue prestazioni fisiche che risentono della ipotonia muscolare (pensiamo alla incontinenza urinaria da sforzo, espressione di cedimento della muscolatura perineale) anche dal punto di vista sessuale assistiamo a dei cambiamenti.

La donna va incontro ad un rallentamento ed indebolimento della risposta sessuale, infatti durante le quattro fasi del ciclo sessuale riduce sia l’intensità della reazione fisiologica che la durata della risposta alla stimolazione sessuale.

Nella fase di eccitamento la lubrificazione della regione vaginale richiede per prodursi tempi più lunghi e la quantità di lubrificazione è minore rispetto alla donna più giovane (ciò in relazione alla carenza estrogenica della menopausa). Queste difficoltà possono essere mitigate allungando i tempi di stimolazione clitoridea antecedenti alla penetrazione o attraverso l’utilizzo di creme o liquidi lubrificanti o sostitutivi ormonali.

Nella fase di Plateau l’intensità della vasocongestione locale del terzo esterno della vagina si riduce notevolmente per il diminuito trofismo tissutale dovuto alla carenza ormonale che determina anche una fibrosi delle pareti vaginali ed il il restringimento del lume .

La diminuzione di spessore della mucosa e la diminuita elasticità dei tessuti in questa area (attraversata dall’uretra e dal collo vescicale) può determinare, durante il rapporto sessuale, una irritazione della vescica e dell’uretra, provocando eventuali uretrocistiti. Queste reazioni fisiologiche possono essere attenuate o eliminate con cure ormonali sostitutive, anche naturali, a base di estrogeni sia per os , sia per applicazioni locali sotto forma di creme.

La fase orgasmica risulta abbreviata, le contrazione della piattaforma orgasmica nel terzo esterno della vagina sono meno frequenti , spesso la risposta contrattile ritmica dell’utero è sostituita da una contrazione spastica percepita dalla donna anziana come dolore riflesso nell’addome inferiore. Il dolore può essere alleviato con opportune tecniche di sostituzioni degli steroidi sessuali

Sostanzialmente nella donna la capacità orgasmica resta invariata fino a tarda età, è soprattutto l’elaborazione a posteriore dell’ esperienza vissuta che favorisce o frena il desiderio.

Nella fase di risoluzione si ha un collasso rapido della vasocongestione dell’intero condotto vaginale (a differenza delle giovani, nelle quali si ha una depressione graduale e normale), attribuita alla minore entità della risposta vasocongestizia pelvica e alla minore elasticità dei tessuti.

La sessualità dell’anziano è arricchita di sfumature sessuali ed erotiche più complete.
La terza età può offrire l’occasione di vivere una sessualità diversa, maggiormente eccitante, in quanto diversa dalla quotidianità, svincolata da impegni stressanti.
Una sessualità più ricca perfezionata dalle esperienze passate e presenti condivise da un lessico comune e costruito nel tempo.

L’ansia da prestazione accomuna tutti gli uomini di tutte le età, ma colpisce soprattutto i maschi anziani: “Chissà se riuscirò”. Numerosi fattori, infatti, possono influire in maniera diversa sui problemi sessuali dell’uomo anziano.

Nella vecchiaia si verificano due importanti categorie di fenomeni: il cambiamento corporeo e le modificazioni fisiologiche e psicologiche.

Il corpo cambia nelle proporzioni, nell’elasticità della pelle e nella tonicità muscolare. E’ chiaro come l’uomo che faccia costantemente attività fisica, senza ansia da prestazione, che curi la sua salute, che mangi in modo sano…. limiti notevolmente i danni del decadimento fisico.

A ciò si aggiunge una diminuzione delle capacità sensoriali, che però possono oggigiorno venire ovviate, vedi occhiali da vista ed eventuali apparecchi acustici molto funzionali. Se la persona mantiene attiva la mente, mostrandosi aperta, flessibile e continuando ad apprendere e a cercare di migliorare se stessa, questi stessi cambiamenti sensoriali vengono ad essere meno percepiti.

Le convinzioni psicologiche sono le più deleterie e colpiscono negativamente gli anziani, soprattutto gli uomini nella sfera sessuale, ad esempio: la paura di invecchiare, di perdere la memoria, di non essere più attraenti, di perdere la capacità erettile, ecc.

L’attuale generazione di anziani ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale. Inoltre hanno subito l’influsso di costumi sessuali molto conservatori. Potrebbe però anche essere che più la persona invecchi più diventi conservatrice e in tale direzione sussistono specifiche ricerche longitudinali, pertanto la prossima generazione potrebbe subire altri tipi di condizionamenti.

E’ chiaro come più un anziano rimanga mentalmente aperto e flessibile più risulterà in grado di contrastare anche gli effetti coorte.

Gli anziani possono vedersi ridurre le opportunità di avere una vita sessuale, perché magari vivono con i figli oppure vivono in case di riposo e non vivono più da soli.

Molti fanno una vita casalinga perché hanno paura di uscire da soli, perché sono vissuti per troppo tempo isolati tra casa e lavoro ed hanno trascurato hobbies ed amicizie. Da qui l’importanza di non isolarsi nella coppia, ma di rimanere aperti alle proprie amicizie e passatempi in tutte le età della vita. La condivisione sconfigge la solitudine e l’isolamento ed aiuta la crescita intellettuale e personale.



Nella terza età si assiste frequentemente ad una scissione tra mente e corpo, con una conseguente focalizzazione dell'attenzione sulle funzioni somatiche, che in alcuni casi può arrivare ad ipocondria, cioè ad un'eccessiva e patologica preoccupazione per le proprie condizioni di salute. Alla base di questa eccessiva preoccupazione c'è molto spesso la perdita d'interesse per il mondo esterno, un dispiacere in campo affettivo o la ridotta attività.Uno dei disturbi più comuni tra le persone anziane è la depressione, che molto spesso non viene riconosciuta perché si manifesta con sintomi molto diversi. Oltre a tristezza e malinconia, altri sintomi depressivi sono: nervosismo, ansia, facile irritabilità, perdita di appetito, sonno irregolare, incapacità di prendere decisioni, senso di colpa e di inutilità, riduzione del desiderio sessuale e rallentamento verbale e psico-motorio. Tali disturbi psichici e in particolare la depressione comportano gravi problemi sessuali nell'anziano, e molto spesso l'uso di farmaci (antidepressivi) può causare disfunzioni sessuali, creando un circolo vizioso. Vi sono persone che in questi casi rifiutano di curarsi.
Anche i fattori socio culturali svolgono un ruolo determinante sul comportamento sessuale. Processi di socializzazione influenzano notevolmente la sessualità delle persone, il loro ruolo sessuale all'interno di un gruppo, come anche le norme e i valori del gruppo ai quali aderiscono.Anche se i ruoli sessuali sono cambiati e abbiamo assistito sin dagli anni '60 ad una maggior libertà nell'espressione sessuale, continuano ad esistere vari stereotipi sulle persone anziane che le descrivono come non attraenti, incapaci di raggiungere piacere sessuale e soprattutto non interessate al sesso. Molto spesso gli anziani interiorizzano tali stereotipi e vivono la sessualità come riprovevole da un punto di vista morale e sociale. In molti casi queste motivazioni spingono la coppia a non esporre i propri problemi sessuali al medico di famiglia o allo specialista.

Quando sia radicato che gli anziani non ricorranno all'attività sessuale o che per lo meno non ne necessitano è testimoniato dal fatto che le stesse organizzazioni o strutture sociali che si sono sviluppate a tutela degli anziani non hanno predisposto spazi che favoriscano le relazioni sociali intese in senso lato, né hanno adeguatamente riconosciuto le necessità sessuali o relazionali che indirettamente o direttamente possono favorire le relazioni sociali e quindi l'attività sessuale dei loro clienti.I differenti ruoli sociali che l'uomo e la donna hanno avuto si riflette sulla loro sessualità. Gli uomini anziani hanno più probabilità rispetto alle donne di sposarsi e di risposarsi in caso di divorzio o di morte del partner. Ruoli convenzionali enfatizzano l'iniziativa, la prestazione, nel lavoro e nelle relazioni sociali. Dopo il pensionamento e le naturali variazioni fisiologiche che accompagnano l'invecchiamento gli uomini possono sperimentare una perdita di autostima.





Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

lunedì 16 novembre 2015

CHI ARMA L'ISIS?



Le armi più comuni usate contro la coalizione multinazionale in Iraq durante la guerriglia irachena tra il 2003 e il 2011 erano quelle prese dalle riserve di armi di Saddam Hussein distribuite per il Paese; queste comprendevano i fucili d'assalto AKM, mitragliatrici PK e lanciarazzi RPG-7.

L'ISIS è stata in grado di rafforzare le sue capacità militari catturando una grande quantità di armi di diverse tipologie durante la Guerra civile siriana e nella guerriglia irachena scatenatasi dopo il ritiro delle truppe statunitensi. Queste razzie di armi hanno migliorato le capacità del gruppo di portare a termine le operazioni successive e ottenere ulteriori equipaggiamenti.

Le armi che ISIS ha ottenuto e impiegato comprendono: missili terra-aria Strela-2 e FIM-92 Stinger; Missili anticarro M-79 Osa, HJ-8 e AT-4 Spigot; artiglieria 130mm M-46 e obici M198; carri armati T-54/55, T-72, e M1 Abrams; autoblindo Humvee e M1117; camion muniti di mitragliatrici DShK cannoni antiaerei ZU-23-2; lanciarazzi multipli BM-21; almeno un missile Scud.

Quando l'ISIS ha preso l'aeroporto di Mosul nel giugno del 2014 ha sottratto degli elicotteri Sikorsky UH-60 Black Hawk e alcuni aerei da trasporto che stazionavano lì. Secondo Peter Beaumont del The Guardian sembra difficile che ISIS sarà in grado di schierarli.

L'ISIS si è anche impossessata di materiale nucleare dall'università di Mosul nel luglio del 2014. In una lettera al segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon l'ambasciatore ONU in Iraq, Muhammad 'Ali al-Hakim, ha detto che il materiale presente nell'università “può essere utilizzato per creare armi di distruzione di massa”. Esperti nucleari considerano però la minaccia insignificante. Il portavoce dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica Gill Tudor scrive che il materiale rubato era “di bassa qualità e non presenta un rischio significativo per la sicurezza o proliferazione nucleare”.

Nel luglio del 2014 la BBC ha riportato le parole dell'investigatore capo delle Nazioni Unite che dichiara: “I combattenti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (ISIL) potrebbero essere aggiunti alla lista dei sospettati per crimini di guerra in Siria.” Nell'agosto del 2014 le Nazioni Unite hanno accusato lo Stato Islamico di commettere “atrocità di massa” e crimini di guerra.

In politica estera l’America ha sempre sbagliato tutto. Propaganda di un gruppo radicale anti-Usa? No, parole pronunciate da un candidato repubblicano alla Casa Bianca per le presidenziali 2016. Rand Paul, senatore, libertario, non-intervenzionista, è sicuro che dietro l’ascesa dell’Isis ci sono gli americani, anzi, “un paio di  repubblicani esperti di affari esteri” – Lindsey Graham e John McCain (quest’ultimo sconfitto da Obama nel 2008 e oggi guerrafondaio n.1). “Isis è sempre più forte perché i falchi nel nostro partito hanno fornito indiscriminatamente armi agli estremisti”, ha detto a Morning Joe su Msnbc il senatore. “Volevano far fuori Assad e bombardare la Siria. Sono stati loro a creare questa gente”. E poi: “Tutto quel che i falchi hanno fatto e detto in politica estera negli ultimi 20 anni riguardo a Iraq, Siria e Libia, lo hanno sempre sbagliato”.

La tesi non è inedita. Anzi è storia. L’11 settembre ha cambiato il  corso degli eventi in quanto risultato degli errori di Washington, che in Afghanistan e Pakistan per anni ha finanziato gruppi di insorti per rovesciare i governi locali.



In un discorso tenuto  all’Università di Harvard, in Massachusetts, Biden (notoriamente incline alle gaffe) ha accusato i paesi alleati Usa nel Golfo – Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar – di non fare abbastanza per combattere Isis e, peggio, di essere loro i finanziatori del gruppo che ha preso il posto di Al-Qaeda (surclassando in un anno i seguaci di Osama bin Laden per brutalità, strategia,  soldi e marketing mediatico).

Basta rileggere il trascript di un programma andato in onda su Cnn il 7 ottobre 2014 per averne conferma – Joe Biden: “Hanno fatto piovere centinaia di  milioni di dollari e decine di migliaia di tonnellate di armi nelle mani di chiunque fosse in grado di combattere contro Assad, peccato che chi ha ricevuto i rifornimenti erano… al Nusra, al Qaeda e gli elementi estremisti della Jihad provenienti da altre parti del mondo”.

L’amministrazione Obama ha presentato scuse formali e ritrattazioni. Ma in privato, funzionari della Casa Bianca ammettono che “mentre il vice-presidente è stato poco diplomatico, la sua posizione non è errata quando dice che soldi e armi sono finiti nelle mani di estremisti”. Corollario: le frasi dell’unico “uomo onesto a Washington” (come è stato definito Biden) unite alla dichiarazione di Rand Paul sul ruolo dei falchi repubblicani, in pratica ufficializzano l’asserzione secondo cui dietro Isis ci sono i paesi arabi alleati dell’America con la regia del governo di Washington.

Il gruppo conservatore americano “Judicial Watch” ha reso pubblico un rapporto ‘top secret’ della Dia (Defense Intelligence Agency), i servizi segreti del Pentagono. Il documento, 7 pagine, datato 12 agosto 2012, espone il solito errore geopolitico di sempre. La Dia prevede e convalida la creazione di uno Stato islamico per sbarazzarsi del presidente siriano Bashar al-Assad, la cui dittatura – oggi sappiamo – ha causato il  massacro di oltre 200.000 vittime nella guerra civile siriana. Ma la nascita di un “principato salafita” che “unifichi l’estremismo jihad tra sunniti in Iraq e in Siria” non impedisce un’altra accurata previsione: “Assad rimarrà al potere”.

Diventa lecito mettere in dubbio gli sforzi che ampliano i poteri statali anti-terrorismo, cioè il monitoraggio di Cia e Nsa da parte del governo Usa, e dei servizi in Uk e altri paesi alleati (anche in Italia per il Giubileo). L’Occidente combatte contro un nemico comune che però è nato in laboratorio come il mostro di Frankenstein, grazie a maneggi ed alchimie degli stessi suoi creatori per fini geopolitici inconfessabili. Ecco perché non ha senso continuare a fare gli stessi errori  degli ultimi 20 anni, come dice l’ottimo Rand Paul.

Dall’abbattimento di un aereo britannico in Iraq, viene allo scoperto il “doppio gioco” delle forze anglo Americane in Iraq ed in Siria.

Forze irachene hanno comunicato di aver abbattuto  due aerei britannici che rifornivano di armi il gruppo terrorista dello Stato Islamico (ISIS). Lo ha annunciato il parlamentare iracheno Hakem al-Zameli.

L’abbattimento dei due aerei britannici ha avuto luogo nella provincia occidentale di Al.Anbar, una zona che gli USA preferiscono mantenere come un cortile secondario del conflitto nelle vicinanze della capitale irachena, Bagdad.

L’esponente parlamentare iracheno ha dichiarato da questa zona, che è caratterizzata  da  ampi spazi aperti, arrivano informazioni ogni giorno dalla popolazione locale che ha denunciato il sorvolo di aerei del Regno Unito e degli USA che portano armamento destinato ai gruppi dello Stato Islamico..

Lo stesso A-Zameli ha anche assicurato che la sua commissione parlamentare dispone di immagini di questi aerei britannici abbattuti ed ha richiesto alle autorità di Londra spiegazioni in merito.

Il ministro della Difesa Iracheno, Jaled al-Obeidi, aveva avvisato che l’Esercito dell’Iraq avrebbe abbattuto gli aerei che forniranno aiuti all’ISIS. “Qualsiasi aeronave che cerchi di aiutare o rifornire lo Stato Islamico sarà un obiettivo legittimo per le forze irachene. Non importa a quale paese appartenga”, ha sottolineato.  

Gli USA ed i loro alleati della coalizione anti ISIS ,avevano iniziato gli attacchi aerei in Iraq, con l’obiettivo di annientare questo gruppo terrorista. Successivamente hanno esteso le operazioni anche in Siria.

In ripetute occasioni gli aerei da combattimento della coalizione capeggiata dagli USA hanno lanciato grandi quantità di armi e munizioni ad elementi dell’ISIS in Iraq ed in Siria, giustificando poi che si era trattato di un errore.

In altre occasioni sono stati visti aerei della coalizione atterrare in zone controllate dall’ISIS, come ad esempio nella città di Samara, e scaricare armi ed equipaggiamenti destinati ai terroristi.

Gli analisti politici mettono in questione gli obiettivi di Washington in questa nuova lotta contro il terrorismo in Medio Oriente, ci ricordano che i gruppi estremisti come l’ISIS sono nati grazie all’aiuto finanziario ed al sostegno  di paesi come gli USA, la Turchia, l’Arabia Saudita ed il Qatar.

Il doppio gioco di Washington e dei suoi alleati con lo Stato Islamico è stato messo in evidenza ultimamente anche dalle dichiarazioni dell’ex generale USA Wesley Clark, già comandante in capo delle forze NATO, il quale ha dichiarato che” il gruppo terrorista dell’ISIS è stato creato dagli amici ed alleati degli Stati Uniti per combattere contro il Movimento di Resistenza Islamica del Libano (Hezbollah)”.

Nel frattempo stanno arrivando accuse circonstanziate anche da parte di altri esponenti di paesi arabi ed africani, come dall’inviato speciale dell’ONU e della Lega Araba in Siria, Lajdar Brahimi, che ha accusato gli USA di essere iresponsabili della creazione dei gruppi terroristi che stanno sconvolgendo il Medio Oriente. Oltre a questi anche il presidente del Sudán, Omar Hasán Al-Bashi, due giorni fa ha lanciato le sue accuse contro i servizi di intelligence degli USA di essere dietro alle organizzazioni terroristiche e di averne le prove.

In pratica la macchinazione statunitense di utilizzare questi gruppi terroristi dello Stato Islamico come pretesto per un loro nuovo intervento in Iraq ed in Siria, per istallarsi nella zona, rovesciare i regimi a loro ostili (Bashar al-Assad in Siria), combattere il movimento Hezbollah, filo iraniano e ridisegnare la mappa dei confini in Medio Oriente, è ormai venuta allo scoperto ed alla pretesa” lotta al terrorismo” di Obama non crede più nessuno, ad eccezione dei media (giornali e TV occidentali) che riferiscono di una “decisa lotta” intrapresa dalla coalizione internazionale contro lo stato Islamico, ignorando che alcuni paesi che compongono la coalizione (Arabia Saudita, Qatar, Emirati Uniti) sono fra i principali finanziatori ed ispiratori del terrorismo di marca wahabita e salafita dello Stato Islamico.



I terroristi e gli armamenti rimasti in Libia dopo l’intervento della NATO nel 2011 sono state inviati di corsa in Turchia e da qui in Siria, il tutto coordinato da rappresentanti del Dipartimento di Stato Americano e dalle agenzie di intelligence a Bengasi, covo di terroristi da decenni.

Il “London Telegraph” in un articolo del 2013 intitolato “Unità della CIA dedite al contrabbando delle armi a Bengasi durante l’attacco all’ambasciata”, riporta che:

(la CNN) ha asserito che una squadra della CIA era al lavoro in un edificio di fianco al consolato per rifornire i ribelli siriani di missili provenienti dai depositi libici.

Le armi sono arrivate anche dall’Europa dell’Est, con il New York Times, che in un suo articolo del 2013, intitolato:” Il ponte aereo per le armi ai ribelli siriani si intensifica con l’aiuto della CIA”, scrive:

Da uffici in località segrete, rappresentanti dei Servizi Segreti americani hanno aiutato i governanti arabi ad acquistare armi, incluso un grosso stock dalla Croazia, ed hanno accuratamente valutato i vari comandanti dei ribelli e i rispettivi gruppi di appartenenza per determinare chi dovesse ricevere le armi man mano che arrivavano, questo secondo rappresentanti americani che lo hanno riferito in condizioni di anonimato.

Mentre le fonti giornalistiche occidentali fanno riferimento all’ISIS ed alle altre bande che operano con il simbolo di Al Qaeda, chiamandoli “ribelli” o “moderati”, è chiaro che, se tutti quei miliardi di dollari in armi andassero veramente ai “moderati”, sarebbero loro, e non l’ISIS a dominare il campo di battaglia.

Recenti rivelazioni hanno messo in luce che già nel 2012, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti non solo aveva anticipato la creazione di un “Principato Salafita” che occupasse parte della della Siria e dell’Iraq, esattamente dove ora si trova l’ISIS, ma gli aveva dato un entusiamante benvenuto e un concreto contributo alla sua formazione.

Per quanto molti in Occidente ci mettano tanta buona volontà a fingersi ignoranti su come faccia l’ISIS a procurarsi i rifornimenti atti a mantenere le sue impressionanti capacità offensive, alcuni giornalisti hanno viaggiato nella regione e hanno videoregistrato e fatto articoli sugli infiniti convogli di autocarri che riforniscono l’esercito dei terroristi.

Questi camion, stavano per caso viaggiando avanti e indietro dai luoghi di produzione nel territorio conquistato dall’ISIS, ben all’interno di Siria ed Iraq? No. Venivano dall’interno della Turchia, passavano il confine siriano con assoluta impunità e se ne andavano per la loro strada sotto la tacita protezione delle vicine forze militari turche. Tutti i tentativi della Siria di attaccare questi convogli e i terroristi che entravano nel Paese con loro, si sono sempre scontrati con le difese antiaeree turche.

La rete televisiva internazionale tedesca Deutsche Welle (DW), ha trasmesso quello che è stato il primo videoservizio di un grosso organo di informazione occidentale inteso a documentare come le fonti di sostentamenro dell’ISIS non siano il “mercato nero del petrolio” o i “rapimenti a scopo di riscatto”, ma i rifornimenti del valore di miloni di dollari trasportati quotidianamente all’interno della Siria da centinaia di autocarri provenienti dai confini della Turchia, Stato membro della NATO.

Il servizio intitolato “Le vie di rifornimento dell’ISIS attraverso la Turchia” conferma quanto già detto da analisti geopolitici almeno fin dall’inizio del 2011, che l’ISIS si basa su una immensa sponsorizzazione statale multi nazionale, che include, naturalmente, la stessa Turchia.
Guardando le mappe del territorio conquistato dall’ISIS e leggendo i resoconti delle sue manovre offensive attraverso la regione ed anche oltre, ci si immagina che per mantenere questo livello di capacità bellica siano necessari (i rifornimenti) di centinaia di autocarri al giorno. Si possono immaginare questi convogli che entrano in Iraq dalla Giordania e dall’Arabia Saudita. Altri convogli è probabile che entrino in Siria dalla Giordania.

Riassumendo, considerando la realtà della logistica e la sua costante importanza in tutte le campagne militari della storia dell’umanità, non esiste nessun’altra spiegazione plausibile della capacità dell’ISIS di portare la guerra all’interno della Siria e dell’Iraq, se non attraverso massicce risorse provenienti dall’estero.

Se un esercito marcia con il suo stomaco e gli stomaci dell’ISIS sono pieni di rifornimenti dalla NATO e degli stati del Golfo Persico, allora l’ISIS continuerà a marciare a lungo e con successo. Il segreto per spezzare la schiena all’ISIS sta nello spezzare le sue linee di rifornimento. Per fare ciò, ed è per questo che il conflitto si trascina così da tanto tempo, Siria, Iraq, Iran e gli altri dovrebbero per prima cosa assicurarsi il controllo dei confini e costringere l’ISIS a combattere all’interno dei territori di Turchia, Giordania e Arabia Saudita, uno scenario difficile da realizzare in quanto nazioni come la Turchia hanno creato di fatto zone tampone all’interno della Siria, zone che non è possibile eliminare senza un intervento militare diretto contro la Turchia stessa.

Con l’Iran che si unisce alla lotta, con un ipotetico dispiegamento di migliaia di truppe per sostenere le operazioni militari siriane, i basilari principi di deterrenza potrebbero impedire alla Turchia di rafforzare le sue zone tampone.

In pratica, quello che succede è che la NATO tiene letteralmente in ostaggio tutta l’area tramite la prospettiva di una catastrofica guerra regionale e lo sforzo di difendere e perpetuare il carnaio fatto dall’ISIS in Siria, il tutto con la copertura di una immensa rete logistica che fuoriesce dal territorio stesso della NATO.





Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

Elenco blog AMICI

  • REDDITO di INCLUSIONE - *REDDITO di INCLUSIONE: * *CHE COSA E’ e a CHI SPETTA* *Approvata una misura di sostegno alle famiglie sotto la soglia* *di povertà. A ciascun nucleo aven...
    3 settimane fa
  • dal Biglietto da Visita alla Insegna luminosa - *Sono Web Designer , Web Master e Blogger . * *Creo il Vostro Sito Internet: * *Leggero e Responsive , **Visibile e Dinamico , * *disegno Loghi e Marchi A...
    4 giorni fa
  • M'illumino di meno 2017 - Il 24 febbraio 2017 torna M’illumino di Meno, tredicesima edizione. Caterpillar è in diretta dalle 18.00 alle 20.00 - RADIO RAI2 per seguire gli spegniment...
    2 mesi fa
  • Totò conobbe Pasolini - *Totò conobbe Pasolini* Roma, la città eterna, era il fondale dell’incontro tra Totò e Pasolini. Totò, o meglio, Antonio De Curtis (l’attore sarà semp...
    2 settimane fa
  • Meglio https per il Tuo Url - *ATTENZIONE! * *Mentre sei su FB, guarda il tuo indirizzo URL in alto. * *Se vedi "http:"invece di "https:" allora tu NON hai una sessione protetta e può ...
    2 settimane fa
  • Perché l'olio di palma fa male - Leggere tra gli ingredienti di un alimento confezionato il nome di un olio vegetale rassicura e lascia che l'assonanza vegetale-naturale-salutare faccia ...
    2 settimane fa