mercoledì 3 febbraio 2016

CHATTIAMO E .........?



Una volta se non si poteva stare vicini e si desiderava aggiungere un pizzico di trasgressione alla relazione bastava alzare la cornetta e lasciare che il sesso corresse sul filo, ma in tempi di iPhone il caro vecchio telefono è ormai superato! Oggi possiamo concederci qualcosa di più delle semplici frasi hot mormorate alla cornetta, basta sapere come usare queste risorse in maniera corretta.
Il sexting, divenuto una vera e propria moda fra i giovani, consiste principalmente nello scambio di messaggi sessualmente espliciti e di foto e video a sfondo sessuale, spesso realizzate con il telefono cellulare, o nella pubblicazione tramite via telematica, come chat, social network e internet in generale, oppure nell’invio di semplici MMS. Tali immagini, anche se inviate a una stretta cerchia di persone, spesso si diffondono in modo incontrollabile e possono creare seri problemi alla persona ritratta nei supporti foto e video.

Negli USA, paese in cui il fenomeno ha avuto origine, il sexting è una pratica molto diffusa: secondo un sondaggio, infatti, lo pratica il 20% dei ragazzi tra i 16 e i 19 anni. Secondo una ricerca inglese, hanno avuto a che fare con il fenomeno, nel Paese, più di un terzo dei ragazzi tra gli 11 e i 18 anni.

Il fenomeno del sexting ha iniziato a diffondersi anche in Italia: dall’Indagine nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza condotta da Telefono Azzurro ed Eurispes su un campione di 1.496 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 anni, emerge che circa un ragazzo su dieci (10,2%) ha ricevuto messaggi o video a sfondo sessuale con il cellulare, mentre il 6,7% ne ha inviati ad amici, fidanzati, adulti, o altre persone, anche sconosciute. Dall’indagine nazionale emerge inoltre che il fenomeno del sexting interessa sia maschi che femmine, seppur con qualche differenza: sono prevalentemente i maschi a inviare sms o mms a sfondo sessuale (contro il 3,6% delle femmine), e a riceverli (15,5% contro il 7,1% delle femmine). Al crescere dell’età, prevedibilmente, aumenta l’interesse dei giovani per il sesso e questo si riflette anche nella pratica del sexting: l’8,1% del ragazzi di 16-18 anni ha inviato un sms o mms a sfondo sessuale, contro il 5,6% dei ragazzi di 12-15 anni. Analoghe considerazioni valgono per la ricezione di sms o mms a sfondo sessuale: il 7,3% dei ragazzi di 12-15 ne ha ricevuto almeno uno, contro il 14,9% dei ragazzi di 16-18 anni. In diversi casi, l’invio e la pubblicazione on line di tali materiali è legata ad atti di bullismo e mira a ferire il protagonista delle immagini stesse. I ragazzi, inoltre, non sembrano essere consapevoli di scambiare materiale pedopornografico, che può arrivare nelle mani sbagliate, anche in questo caso con gravi conseguenze emotive per i protagonisti delle immagini e dei video, favorendo fenomeni come l’adescamento on line.

Il sexting, in alcuni casi, è accompagnato dalla microprostituzione. Alle volte, infatti, le foto e i video osé servono come presentazione ai clienti che possono disporre, oltre alle immagini, anche prestazioni sessuali vere e proprie. L’ambiente in cui si svolgono tali incontri è nella stragrande maggioranza dei casi la scuola.

Il fenomeno del sexting giunge spesso alla ribalta mediatica per casi di cronaca eclatanti. Celebre è il caso di Vanessa Hudgens, di cui è circolata una foto che la ritrae completamente nuda. Anche Chiara Fantoni, Miss Modena 2008, fu scartata nelle selezioni di Miss Italia poiché apparsa in foto in pose sconvenienti.
Nel 2009, un giudice della Pennsylvania ha respinto l’accusa di pedopornografia per tre ragazze che avevano compiuto sexting. Nell’opinione pubblica è aperto un dibattito su questo fenomeno.

Il ‘sexting’ è una pratica più diffusa di quanto si possa pensare anche tra gli adulti, e non è detto che sia negativa.



È quanto emerge da una ricerca presentata alla 123/ma convention annuale dell’American Psychological Association, secondo cui negli Stati Uniti otto persone su 10 inviano e ricevono messaggi osé.

L’indagine ha preso in esame 870 uomini e donne tra i 18 e gli 82 anni per “capire che ruolo gioca il sexting nelle attuali relazioni romantiche e sessuali, viste le possibili implicazioni sia positive che negative per la salute sessuale”, ha spiegato Emily Stasko della Drexel University. L’88% degli intervistati ha ammesso di aver ricevuto messaggi espliciti nell’ultimo anno, l’82% di averli inviati. Al 75% è capitato all’interno di una relazione stabile, mentre al 43% in un rapporto occasionale.

I ricercatori hanno scoperto che più alti livelli di sexting sono collegati a un maggior livello di soddisfazione sia sessuale, sia del rapporto di coppia. Chi è più incline a mandare questi messaggi, li considera come una pratica divertente e spensierata.

Il sexting, ha osservato Stasko, ha ricevuto un’attenzione crescente come attività pericolosa, associata a numerosi altri comportamenti sessuali a rischio come il sesso non protetto, e a conseguenze negative per la salute quali le malattie trasmesse sessualmente. Tuttavia questo punto di vista, ha evidenziato l’autrice della ricerca, non riesce a dar conto degli effetti potenzialmente positivi di una comunicazione sessuale aperta con il partner.

II cybersesso è una forma di sessualità vissuta attraverso internet: utilizza chat, webcam, siti pornografici, messaggi di posta elettronica. Anche il sesso telefonico attraverso le hot line, o tramite l'uso di messaggi SMS e MMS, è una forma di sesso virtuale.

Si tende a fare una distinzione tra la ChatSex Addiction e CyberPorn Addiction. Infatti la ChatSex Addiction (dipendenza da chat erotiche) è relazionale, nel senso che le fantasie erotiche vengono scambiate simultaneamente con un’altra persona. Manca però il contatto reale ed emotivo tra i soggetti coinvolti e vi è un bisogno continuo di connettersi ad internet per scopi sessuali.

La CyberPorn Addiction invece si consuma da soli: la fantasia sessuale in questo caso si appiattisce di fronte alle immagini stereotipate della pornografia. La persona è dominata da un bisogno continuo di ottenere piacere sessuale attraverso la visione di filmati pornografici, a cui talvolta segue un’attività compulsiva di tipo masturbatorio.

Le Dipendenze dal sesso virtuale (CyberSex Addiction) si sviluppano prevalentemente, ma non solo, in soggetti con tratti di tipo ossessivo-compulsivo, ansiosi, insicuri, che non riescono a gestire le relazioni della vita reale e si rifugiano nel mondo virtuale.

La CyberSex – CyberPorn Addiction è caratterizzata dai seguenti sintomi:
Navigazione prolungata alla ricerca di materiale pornografico o contatti sessuali;
Aspettative di gratificazione sessuale legate alle connessioni successive;
Masturbazione compulsiva prolungata di fronte alle immagini erotiche;
Eiaculazione finale (uomini) / orgasmo (donne) vissuto come scarica liberatoria. Spesso è l’unica possibilità per interrompere la connessione;
Senso di vergogna e senso di colpa;
Calo del desiderio sessuale verso il partner, calo del desiderio per il sesso reale;
Disfunzione erettile
La componente emotivo-affettiva della sessualità si riduce, o viene eliminata;
Ansia, nervosismo, agitazione, sbalzi d’umore quando non si riesce ad accedere ad internet per scopi sessuali;
Tentativi fallimentari di controllare, limitare e sospendere l’utilizzo della pornografica  o del sesso virtuale;
Continuare con il consumo di materiale pornografico e sesso virtuale, nonostante le serie conseguenze a livello familiare, sociale, lavorativo ed economico.
Spesso si tendono a sottovalutare le dipendenze virtuali, che invece creano effetti disastrosi sul sistema psichico e nella vita sociale della persona dipendente. Attraverso un percorso di tipo psicoterapeutico cognitivo-comportamentale è possibile scardinare i meccanismi compulsivi che stanno alla base dei comportamenti di dipendenza, per riappropriarsi della propria vita sociale e relazionale e liberarsi dalla dipendenza.



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