martedì 6 ottobre 2015

LA SOLITUDINE



« "la solitudine è qualcosa di più che un'esperienza diffusa. Sotto certi aspetti è un'esperienza necessaria, ineluttabilmente connessa alla condizione umana. È la nostra stessa individualità a imporci la solitudine; non è possibile sfuggirle se non a costo di perdere la nostra identità" »
È universalmente riconosciuta come la principale causa di depressione favorita da un'urbanizzazione mal gestita; non a caso le abitazioni di maggior valore sono allocate dentro o in prossimità ad aree di aggregazione sociale per il riconoscimento offerto alla dignità degli individui.

Maria Miceli (Sentirsi soli, 2003).

La solitudine è una condizione e un sentimento umano nella quale l'individuo si isola per scelta propria (se di indole solitaria), per vicende personali e accidentali di vita, o perché isolato o ostracizzato dagli altri esseri umani, generando un rapporto (non sempre) privilegiato con sé stesso. Animale sociale per definizione, l'uomo anche in condizione di solitudine è coinvolto sempre in un intimo dialogo con gli altri. Quindi, più che alla socialità la solitudine si oppone alla socievolezza. Talvolta è il prodotto della timidezza e/o dell'apatia, talaltra di una scelta consapevole.

Un fatto è certo: la solitudine ci fa paura. L’epoca in cui viviamo, del resto, associa automaticamente la solitudine all’isolamento; non sorprende pertanto che stare soli abbia assunto un’accezione negativa, è diventato sinonimo di sconfitta e di incertezza. Ma nel profondo tutti sappiamo perfettamente che anche il partner, i figli, il lavoro, le cose che possediamo non sono stabili, ma che tutto è in divenire. Ad esempio, se confondi l’amore con l’attaccamento, quando qualcosa incomincia a non funzionare, vai in ansia e ti impaurisci perché temi di rimanere solo. Per molti stare soli rappresenta quindi soltanto una chiusura nei confronti del mondo: “Non desidero più nulla, non ho più progetti, mi rintano in un luogo che sia al riparo da tutto e da tutti”.

La maggior parte di noi fatica a cogliere la bellezza e la straordinaria forza della solitudine. “Essere solo” non significa che ci manca qualcosa, al contrario significa essere completo. Se hai la consapevolezza della pienezza che è in te, percepisci nel profondo uno stato di calma e di tranquillità che ti fa vivere bene. Una persona consapevole della propria solitudine sente il bisogno di creare dei veri legami con amici o con un partner, solo che non cerca in essi un appoggio, un rifugio o una consolazione. Solitudine non vuol dire “stare da solo con i propri pensieri”, perché sono proprio questi che devono essere eliminati per vivere nello stato contemplativo di cui ha bisogno il nostro cervello: stare soli vuol dire farsi abbracciare dal silenzio, lasciarsi andare, fino ad approdare a quel vuoto che i Saggi chiamano “sostanza suprema dell’Essere”. Le strade per vivere bene la solitudine sono molte, e ognuno deve trovare la propria. È possibile ad esempio trovarla perdendosi in un’attività che si ama, nello sport o nel contatto con la natura: i pensieri sfumano, la mente diventa tutt’uno con le cose e tutto fluisce in modo perfetto.



Ognuno di noi ha bisogno di un luogo in cui potersi riposare, sottrarsi dai continui stimoli dell’ambiente e prendersi cura di sé. Stando soli con noi stessi, nel buio, siamo vicini a quella che Jung definisce “l’Ombra”, ovvero l’aspetto più nascosto e segreto del nostro essere. Più creiamo un rapporto positivo con questa profondità, più avvertiamo una sensazione di pienezza e di benessere psicologico che derivano dalla percezione che non siamo soli perché sostenuti dai contenuti del nostro mondo interiore.

Certamente l’Ombra può avere anche un aspetto meno positivo e minaccioso, quando ci si trova da soli ad affrontare le proprie paure, i propri fantasmi e le proprie frustrazioni, ma è essenziale per crescere e mettere in campo le nostre capacità nascoste.

Per molti una relazione amorosa è l’antidoto più potente alla solitudine. Poi accade qualcosa: un tradimento, un abbandono, una malattia… E nel dolore compare quella sensazione di essere davvero soli. Attenzione: l’altro non deve essere la stampella cui appoggiarci perché ciò significa tradire il significato profondo della vita di coppia, che è un’occasione irripetibile di esprimere se stessi! La cosa migliore da fare è sapersi ritagliare uno spazio tutto per noi, in cui continuare a vivere momenti d’autonomia. Chi non lo fa è destinato a soffrire. Solitudine, calma, silenzio: ecco gli ingredienti necessari per ritrovare la propria interiorità che spesso, nel rapporto di coppia, viene sacrificata.

Seneca affermava che “La solitudine è per lo spirito ciò che il cibo è per il corpo”, Pier Paolo Pasolini diceva “bisogna essere molto forti per amare la solitudine” e  Francesca Michielin canta “ Sei sola, sola, sola. Ti senti sola, sola sola.”. Tuttavia c’è differenza fra l’essere soli e il sentirsi soli. Come è diverso percepire la solitudine ed essere depressi. Se nella prima possiamo parlare di condizione umana in cui ci si isola o si è isolati dagli altri, la seconda invece costituisce una vera e propria psicopatologia da trattare con molta cura e con l’aiuto di professionisti quali psicologi e psichiatri.

Molte persone non hanno affetti con i quali condividere la vita, altri non si riconoscono nei valori degli altri e si isolano volontariamente. Bisogna però comprendere che la solitudine è nociva all’uomo nel momento in cui diventa eccessiva.
Fin da quando si è bambini ci viene insegnato a stare un po’ da soli ed è proprio lo stato della noia e dell’inattività che porta alla creatività ed alla fantasia nei piccoli.

Per quanto riguarda gli adulti invece è importante prendere in considerazione che stare da soli ogni tanto è piacevole, fa ragionare e ci porta a una maggiore riflessione e introspezione. La solitudine però è deleteria sia quando viene eccessivamente ricercata, sia quando diventa un’arma di difesa contro un mondo che fa paura.
Chi si sente solo ha idea di non interessare a nessuno, di non essere voluto, di non voler disturbare, ha paura a chiamare o anche solo mandare un messaggio. Sono persone che non chiedono aiuto e fanno fatica ad ammettere di avere un problema, la maggior parte delle volte affermano che la solitudine è una loro scelta e stanno bene, la verità è che mentono a se stessi. Un conto è prendersi del tempo per se stessi, un conto è essere sempre soli.




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