sabato 25 giugno 2016

LE PALLINE VAGINALI


Si ritiene che le palline siano originarie del Giappone, dove sono chiamate rin no tama ('campanelline tintinnanti') e che agli inizi fossero costruite in metallo o avorio. Alla fine del sedicesimo secolo, vi si imbatté il viaggiatore inglese Ralph Fitch nello Stato di Shan, in Birmania (Myanmar), descrivendone l'utilizzo da parte della popolazione maschile. A meno di una decina di anni di distanza, anche il mercante fiorentino Francesco Carletti racconta del loro utilizzo in Thailandia. "Ben Wa" è un marchio di fabbrica. Originalmente era un singola sfera sistemata nella vagina, utilizzata per incrementare il piacere durante l'atto del coito, ma poco dopo evolse in una serie di molteplici sfere coperte da metallo unite da un cordone di seta che consentiva la facile rimozione.

Le palline vaginali, specie se separate l'una dall'altra e libere di muoversi, sono in grado di roteare all'interno della vagina.

Basta introdurle nell'orefizio e camminare: il movimento del corpo farà urtare i pesi interni contro le pareti delle sfere provocando la risposta dei muscoli. Un altro utilizzo prevede la contrazione della vagina cercando far muovere le sfere per poi rilasciarle.

Esistono varianti di molteplice aspetto e materiale: ad esempio palline di gomma, con piccoli rilievi in superficie, oppure palline disposte in fila, unite tra loro, come una sorta di collana (anal beads), di diametro uniforme oppure progressivo, che, come giocattolo sessuale, possono essere più facilmente manipolate per la stimolazione interna anale e del muscolo dello sfintere.

Alcune possono essere totalmente solide, o contenere campanule all'interno, altre versioni in plastica con all'interno palline più piccole in metallo sono note come palline duotone.

L'uso delle palline crea una delicata stimolazione. È possibile lasciare le palline nella vagina per tempo prolungato o per alcuni minuti.

Servono per allenare il pavimento pelvico, prevenire disturbi come le perdite di urina ma anche per migliorare i rapporti sessuali.
L'allenamento dei muscoli migliora la irrigazione sanguina e la lubrificazione della vagina aumentando la sensibilità e in più permette di giocare con il partner durante la penetrazione aumentando l'intensità degli orgasmi per noi ma anche per lui.

Ben presto le donne si accorsero che le palline da geisha potevano essere utilizzate per il piacere personale, e iniziarono anche a legarle tra loro con fili di seta o catene per agevolarne la rimozione.
In Occidente, le palline cinesi sono arrivate alla fine del XVI secolo grazie al viaggiatore inglese Ralph Fitch, e oggi sono apprezzate e utilizzate in tutto il mondo, tanto che è piuttosto facile trovarne in commercio di tutti i tipi e materiali.



L’utilizzo delle palline cinesi si fonda sui principi della forza di gravità. Ciò significa che per evitare che le palline da geisha “cadano” sarà necessario contrarre adeguatamente la muscolatura pelvica. A molte donne piace muoversi o camminare con le palline vaginali inserite: queste, infatti, iniziano a vibrare procurando piacere e stimolando la muscolatura.
Almeno per le prime volte, può risultare utile un normale lubrificante vaginale a base acquosa. La procedura di inserimento delle palline cinesi è molto simile a quella di un assorbente interno: si solleva leggermente una gamba, si prendono le palline da geisha tra pollice e indice e con l’altra mano si divaricha le labbra vaginali. Si inizia  a far penetrare delicatamente le palline del piacere spingendole pian piano sempre più in profondità, lasciando all’esterno l’ultima parte del cordoncino;
Per estrarre le palline cinesi è sufficiente rilassarsi e divaricare le gambe: afferrare il cordoncino e tirare con delicatezza. Se l’operazione risultasse più difficile del previsto, proviamo a contrarre i muscoli del ventre;
Al termine dell’utilizzo, lavare bene le palline da geisha con sapone neutro o antibatterico, lasciandole asciugare all’aria.
Le palline cinesi sono un ottimo strumento per la masturbazione femminile, magari unite all’utilizzo di un vibratore con cui sfiorare delicatamente il clitoride. Tuttavia, le palline da geisha possono rendere più piccante anche il sesso col partner: si può lasciare inserite le palline cinesi durante la penetrazione, con un effetto stimolante reciproco. Inoltre, i modelli di palline del piacere con cordicella possono essere utilizzati anche per il sesso anale, perché non rischiano di “perdersi”.

Tra gli esercizi che si possono fare con le sfere cinesi figurano la camminata, la corsa leggera, lo step (ma non la cyclette) o la marcia.
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Ciò che pochi sanno è che le palline da geisha dovrebbero essere utilizzate anche dagli uomini per allenare la muscolatura pelvica. Tuttavia, nonostante quella anale sia una zona erogena maschile, l’uomo non di rado incontra tabù.



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