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giovedì 5 gennaio 2017

SIRENE E CANI



L’ululato è una vocalizzazione che ricorda all’essere umano il lupo che ulula alla luna e che, in un certo senso, mantiene il legame tra il cane e questo suo antenato selvaggio.

Succede spesso che i cani emettano questo suono quando sentono le sirene di un’ambulanza o il fischiare di un treno, ma in realtà gli stimoli che possono suscitare questa reazione possono essere anche altri, come la suoneria di un cellulare o il suono delle campane o di alcuni strumenti musicali. Analizzato nel suo significato profondo, l’ululato è un richiamo, il richiamo di un animale solo che sta cercando altri simili. Molto probabilmente, quindi, l’ululato emesso dal cane al passaggio di un’ambulanza a sirene spiegate deve essere interpretato come una sorta di risposta ad un segnale sonoro che esso interpreta come il richiamo di un suo simile, tenendo presente che l’animale percepisce un suono in uno spettro di frequenze molto più ampio di quando non faccia un essere umano, e può quindi trovare similitudini in rumori che al nostro orecchio sembrano molto diversi. Un’altra spiegazione a questo comportamento è che il fischio della sirena possa essere fastidioso per il cane, che quindi esprime ululando questo suo malessere fisico. Si tratta comunque di un segnale di disagio ed un padrone attento deve sempre cercare di risolverlo, soprattutto rassicurando il cane, ricordando che questo suono può essere emesso anche se l’animale si trova in un ambiente troppo piccolo o non salutare.

A volte un cane che ulula lo fa “ a catena” rispetto ad un altro suono che ha sentito e che non gli è piaciuto, anzi, gli ha dato fastidio. Potrebbe essere la suoneria di un telefono, il campanello di casa o il citofono. Anche dall’esterno suoni “cattivi” possono aver raggiunto il nostro cane che ulula, come il rumore di treni o elicotteri, le tante sirene che si sentono, per chi abita in città, dalla strada, per non parlare degli allarmi di appartamento o automobile, che in estate sembrano particolarmente accaniti sul nostro sonno, umano e canino.

Non per forza ad un altro cane, magari anche ad un essere umano, ma il cane che ulula spesso sta rispondendo ad un verso che ha individuato come primo ululato. Le sirene possono essergli sembrate un ululato, ma anche altri suoni in apparenza più distanti e che per questione di frequenze, destano il cane che ulula, anche se ultrasuoni.

E’ spesso questo il caso dei cani che rispondono con l’ululato ad una sirena che ascoltano in lontananza. Alcune sirene difatti possono avere frequenze di emissione simili all’ululato, e cani particolarmente sensibili e desiderosi di contatto sociale possono rispondere con una simile vocalizzazione, così come appunto i lupi fanno per riunire e consolidare il branco di un grande territorio. A volte il rispondere a stimoli sonori diversi come appunto sirene, campane, suonerie di cellulari potrebbe però avere un significato da ricercarsi nell’apprendimento che i cuccioli hanno avuto nei primi mesi di vita da parte del genitore che, a tali stimoli usa abbaiare o replicare con l’ululato.

Un cane che ulula quando cantiamo o suoniamo non è un atto di protesta per la scelta della melodia o per le eventuali stonature. Si tratta di un atto sociale, per il cane che ulula. Il significato in questo caso è quello più evidente: il cane che ulula intende cantare con noi. Unire le voci, per lui, è occasione di aggregazione, e avrebbe molto da insegnarci il cane che ulula, se avesse anche la parola, spiegando quanto è semplice ma intriso di significato questo gesto .

Un animale che sta senza nessuno con cui interagire per molto tempo, a volte anche per poco ulula. Può essere il desiderio di compagnia o di una specifica persona, un amante o una amante, o anche di una cosa. E lì si sfiora anche il capriccio: dipende che cosa è questo qualcosa. A volte è anche bisogno di compagnia per sentirsi protetto, come il lupo che ulula perchè non sente vicino il capobranco, il cane che ulula non sente vicino il padrone.



Se il cane è spesso chiuso in un ambiente troppo stretto, con poca aria, poca luce, o in un posto troppo caldo o troppo freddo, è un cane che ulula per questo motivo.

Quando un cane che ulula è perché è troppo rinchiuso è bene che ripensiamo al suo ambiente guardando che sia innanzitutto salubre, ben areato e pulito. Se teniamo il cane in un appartamento, cerchiamo di portalo spesso fuori, in spazi aperti: ha la necessità, comprensibile, di sfogare la sua energia e ulula per dirlo.

Secondo un’antica credenza popolare, un cane che ulula è il segnale inequivocabile di morte, come se l’animale avesse poteri particolari, da preveggente. Quando poi lo fa in modo insolito e improvviso, secondo molto antichi, ma anche per qualche moderno credulone, il cane che ulula “chiama” la morte, avvisa che il pericolo è alle porte, saluta l’anima che se ne sta andando e che solo lui vede.

Un’altra leggenda sul cane che ulula, se lo fa per tre giorni, è che l’animale stia avvisando che in famiglia sta per arrivare un lutto. Il cane che ulula nella smorfia napoletana, è il 62.



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domenica 13 novembre 2016

HALLELUJA



Now I’ve heard there was a secret chord
That David played, and it pleased the Lord
But you don’t really care for music, do you?
It goes like this
The fourth, the fifth
The minor fall, the major lift
The baffled king composing Hallelujah

Hallelujah (x4)

Your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrew you
She tied you
To a kitchen chair
She broke your throne, and she cut your hair
And from your lips she drew the Hallelujah

Hallelujah (x4)

You say I took the name in vain
I don’t even know the name
But if I did, well really, what’s it to you?
There’s a blaze of light
In every word
It doesn’t matter which you heard
The holy or the broken Hallelujah

Hallelujah (x4)

I did my best, it wasn’t much
I couldn’t feel, so I tried to touch
I’ve told the truth, I didn’t come to fool you
And even though
It all went wrong
I’ll stand before the Lord of Song
With nothing on my tongue but Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah…


Ho sentito di un accordo segreto
Suonato da David e gradito al Signore 
Ma a te della musica non importa poi molto, vero?
Beh, fa così:
La quarta, la quinta
La minore scende, la maggiore sale
Il re perplesso compone l’Alleluja 

Alleluja 

La tua fede era salda ma avevi bisogno di una prova
La vedesti fare il bagno dalla terrazza 
La sua bellezza e il chiaro di luna ti vinsero
Lei ti legò
Alla sedia della cucina
Ti spaccò il trono, ti rase i capelli
E dalle labbra ti strappò l’Alleluja. 

Alleluja (x4)

Dici che ho pronunciato il Nome invano
Ma se non lo conosco nemmeno il Nome
Ma anche se fosse, a te poi cosa importa? 
C’è un’esplosione di luce
In ogni parola
E non importa se tu abbia sentito
La sacra o la disperata Alleluja 

Alleluja (x4)

Ho fatto del mio meglio, non era granché
Non provavo nulla, così ho provato a toccare
Ho detto il vero, non sono venuto per prenderti in giro
E anche se
è andato tutto storto
Mi ergerò davanti al Dio della Canzone
E dalle mie labbra altro non uscirà che Alleluja (11)

Alleluja…

Secondo quanto spiegato da Cohen il significato del brano è questo: La canzone spiega che diversi tipi di alleluia esistono, e tutte le alleluia perfette e infrante hanno lo stesso valore. È un desiderio di affermazione della vita, non in un qualche significato religioso formale, ma con entusiasmo, con emozione. So che c’è un occhio che ci sta guardando tutti. C’è un giudizio che valuta ogni cosa che facciamo.

La canzone è, naturalmente, intrisa di riferimenti biblici, ma non meno importanti sono le allusioni erotiche e – in genere – i sentimenti contrastanti di ribellione e sottomissione che permeano la canzone, caratterizzata da una violenza – non solo interiore – continua.
Si noti anche il continuo ‘saliscendi’ emotivo e di fortuna dei personaggi, sottolineato anche dalla struttura musicale che sale, sale, sale fino al climax, poi d’improvviso scende per risolversi nell’Alleluja.



Cohen non ha mai parlato molto del significato dei versi di Hallelujah, anche se in questo passo (‘scovato’ grazie ai magnifici siti http://www.leonardcohenfiles.com e http://www.drhguy.com) sembra dare una chiave di lettura molto evidente:
«Finally there’s no conflict between things, finally everything is reconciled but not where we live. This world is full of conflicts and full of things that cannot be reconciled but there are moments when we can transcend the dualistic system and reconcile and embrace the whole mess and that’s what I mean by Hallelujah. That regardless of what the impossibility of the situation is, there is a moment when you open your mouth and you throw open your arms and you embrace the thing and you just say ‘Hallelujah! Blessed is the name.’ And you can’t reconcile it in any other way except in that position of total surrender, total affirmation.» Leonard Cohen (How The Heart Approaches What It Yearns – Interview With Leonard Cohen presented by John Mckenna. RTE Ireland, May 9 & 12, 1988) (Infine non c'è alcun conflitto tra le cose, finalmente tutto si riconcilia ma non dove viviamo. Questo mondo è pieno di conflitti e pieno di cose che non possono essere riconciliate, ma ci sono momenti in cui siamo in grado di trascendere il sistema dualistico e riconciliare e abbracciare tutto il casino e questo è ciò che intendo per Hallelujah. Questo indipendentemente da ciò che l'impossibilità della situazione è, c'è un momento in cui si apre la bocca e spalancare le braccia e si abbracciano la cosa e basta dire 'Alleluia! .. Beato il nome 'e non si può conciliare in altro modo se non in quella posizione di resa totale, affermazione totale »Leonard Cohen (come il cuore Approcci Che anela -. Intervista a Leonard Cohen presentato da John Mckenna RTE Irlanda 9 maggio e 12, 1988))

Le strofe che Cohen ha reso pubbliche nei suoi concerti. Il testo varia leggermente, di volta in volta, ma i versi che riportiamo sono un buon compendio di quanto Cohen ha cantato negli anni.

Baby, I’ve been here before.
I know this room, I’ve walked this floor.
I used to live alone before I knew you.
I’ve seen your flag on the marble arch,
but (listen) love is not some kind of victory march,
no, it’s a cold and it’s a very broken Hallelujah!

There was a time you let me know
What’s really going on below
But now you never show it to me, do you?
I remember when I moved in you,
And the holy dove she was moving too,
And every single breath that we drew was Hallelujah!
Maybe there’s a God above,
As for me, all I’ve ever seemed to learn from love
Is how to shoot at someone who outdrew you.
Yeah but it’s not a complaint that you hear tonight,
It’s not the laughter of someone who claims to have seen the light
No it’s a cold and it’s a very lonely Hallelujah.

Bambino, sono stato qui prima.
So che questa stanza, ho camminato questo piano.
Ho usato per vivere da solo prima di conoscerti.
Ho visto la tua bandiera sull'arco di marmo,
ma (ascoltare) l'amore non è una sorta di vittoria marcia,
no, è un freddo ed è un Hallelujah molto rotto!

C'è stato un tempo fammi sapere
Che cosa sta realmente accadendo qui sotto
Ma ora non mostri a me, vero?
Mi ricordo quando mi sono trasferito in te,
E la santa colomba che si muoveva troppo,
E ogni singolo respiro che abbiamo disegnato era Hallelujah!
Forse c'è un Dio al di sopra,
Quanto a me, tutto quello che ho mai sembrato di imparare da amore
E 'come sparare a qualcuno che ti outdrew.
Sì, ma non è una lamentela che si sente questa sera,
Non è la risata di qualcuno che sostiene di aver visto la luce
No, è un freddo ed è un Hallelujah molto solo.




Il brano è l'esito di un processo compositivo lungo e complesso. Bob Dylan affermò in un'intervista che, nel backstage di un concerto, Leonard Cohen gli aveva confidato di aver impiegato circa due anni per completare la scrittura di Hallelujah. Lo stesso Cohen confermò l'episodio, aggiungendo però di aver mentito, perché si vergognava di rivelare che in realtà aveva impiegato un tempo ancora più lungo di quanto dichiarato. Cohen aggiunse di aver scritto oltre 80 strofe per il brano, tra le quali scelse poi le sei che rientrarono nella versione iniziale della canzone, incisa per l'album del 1984 Various Positions. Cohen descrisse le difficoltà nella composizione citando un episodio in particolare:

« Avevo riempito due blocchi degli appunti e ricordo che ero al Royalton Hotel (a New York), seduto in mutande sul tappeto, mentre sbattevo la testa sul pavimento dicendomi "Non riesco a finire questa canzone". »
Il brano fu poi registrato nello studio Metropole di Manhattan, nella città di New York, insieme al produttore John Lissauer, che collaborò all'intero album da cui il singolo è tratto, occupandosi anche degli arrangiamenti.

Nel 2009, durante un'intervista rilasciata al Guardian, Cohen affermò che anche la pubblicazione del brano, così come quella dell'intero album Various Positions, fu piuttosto complessa, in quanto la casa discografica Sony Music riteneva che il materiale non fosse abbastanza buono. Cohen aggiunse così di considerare la popolarità ottenuta da Hallelujah attraverso i suoi molti interpreti come una sorta di piccola rivincita nei confronti dell'iniziale diffidenza dimostrata dalla casa discografica.

"Hallelujah", nella sua versione originale, è in 6/8, che evoca sia valzer che tempo gospel. È stato scritto nella tonalità di do maggiore, la progressione di accordi corrisponde ai versi della canzone: "goes like this, the fourth, the fifth, the minor fall, and the major lift": C, F, G, La minore, F.

La versione iniziale del brano contiene molti riferimenti ai testi biblici dell'Antico Testamento. Una seconda versione della canzone fu incisa dal vivo nel 1988 e in seguito pubblicata nell'album Cohen Live del 1994. I versi utilizzati in questa occasione furono privati della maggior parte dei rimandi al testo sacro, dando origine così ad una versione con un finale molto più oscuro rispetto a quello della precedente.

Il tema religioso non è però l'unico argomento attorno al quale ruota il brano, che tratta anche di una storia d'amore finita male e di esperienze di vita non proprio felici. Secondo Alan Connor della BBC, le due diverse versioni di Hallelujah realizzate da Cohen, «una biblica e una secolare, ci portano attraverso un immenso spettro di luoghi emozionali, con le diverse alleluia ad esprimere disperazione, estasi sessuale e devozione religiosa».

Dorian Lynskey del Guardian scrisse che i versi del brano «abbracciano in modo criptico i temi dell'amore, del sesso, della violenza, della religione e dell'atto stesso di scrivere canzoni». Cercando di spiegare il significato del brano, Cohen dichiarò che:

« Questo mondo è pieno di conflitti e pieno di cose che non possono essere unite ma ci sono momenti nei quali possiamo trascendere il sistema dualistico e riunirci e abbracciare tutto il disordine, questo è quello che io intendo per alleluia. La canzone spiega che diversi tipi di alleluia esistono, e tutte le alleluia perfette e infrante hanno lo stesso valore. È un desiderio di affermazione della vita, non in un qualche significato religioso formale, ma con entusiasmo, con emozione. So che c'è un occhio che ci sta guardando tutti. C'è un giudizio che valuta ogni cosa che facciamo. »
Il tema del sesso assume un ruolo fondamentale nel brano, ulteriormente accentuato nella versione del 1988. Anche l'interpretazione di Buckley fa leva soprattutto su questo aspetto, omettendo le due strofe della versione originale che si riferiscono invece al tema della redenzione. Lo stesso Buckley dichiarò in un'intervista che «chiunque ascolti chiaramente Hallelujah scoprirà che è una canzone che parla di sesso, di amore, della vita sulla terra. L'alleluia non è un omaggio a una persona adorata, a un idolo o a Dio, ma è l'alleluia dell'orgasmo. È un'ode alla vita e all'amore».

La prima strofa della canzone si apre citando David, secondo re d'Israele. La canzone fa riferimento a quanto raccontato nel Libro di Samuele, nel quale si narra che David, suonando l'arpa, riuscisse a calmare lo spirito malvagio sceso sul suo predecessore Saul. I versi successivi riprendono anche l'episodio in cui David, dopo aver visto Betsabea, moglie di Uria l'Ittita, farsi il bagno sulla terrazza del suo palazzo, intraprese una relazione con lei. Il rapporto tra i due portò alla gravidanza della donna e si concluse con la morte di Uria, spinto in prima fila durante una battaglia dallo stesso Davide.


La strofa successiva fa riferimento invece a Sansone e all'innamoramento con Dalila, che lo convinse a rivelarle il segreto della sua forza, che risiedeva nei suoi capelli. La donna rivelò così il segreto ai Filistei, i quali tagliarono i capelli a Sansone, portandolo verso la sua fine, che si sarebbe poi compiuta con la distruzione per vendetta di un tempio pagano nella quale lui stesso perse la vita insieme ad altre 3.000 persone.




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martedì 2 agosto 2016

L'ANELLO AL MIGNOLO



L’anello al mignolo ha una storia molto lunga, anche se molto spesso viene associato esclusivamente allo chevalier, che ne rappresenta uno specifico modello.

Sin dai tempi degli antichi Egizi, lo chevalier veniva usato come segno di riconoscimento della famiglia a cui si apparteneva. Proprio per questo motivo la caratteristica principale di questo anello è avere la parte superiore piatta sulla quale storicamente veniva inciso – o scavato- lo stemma o il sigillo di famiglia.

In passato lo chevalier rientrava tra i gioielli per uomini, ma oggigiorno è molto probabile vederlo indossato da una donna.



Viene usato dai mafiosi italo-americani per distinguersi.
Un anello nel dito mignolo sinistro era segno distintivo, per secoli anche delle famiglie inglesi.

Il mignolo è il simbolo di qualità artistiche e creative, di eloquenza e capacità di persuasione, di astuzia e intraprendenza. Un anello al mignolo yin indica un’indole comunicativa e manipolatrice, su quello yang l’abilità di saper cogliere tutto ciò che gli altri cercano di dire.


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sabato 5 marzo 2016

AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO



Il capitolo 12 del Vangelo di Marco riporta una serie di quesiti che scribi, farisei e sadducei fanno a Gesù. Farisei ed erodiani obiettano a Gesù se si debbano pagare i tributi ai conquistatori romani; i sadducei se esiste la risurrezione dei morti e infine gli scribi per interrogarlo su quale sia il primo di tutti i comandamenti. A quest’ultima domanda il Signore cita i testi del Deuteronomio e del Levitico: “Gesù rispose: “Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c'è altro comandamento più grande di questi”.

Il Comandamento dell'amore è un insegnamento lasciato da Gesù Cristo che costituisce il fulcro dell'etica cristiana. Ha un ruolo centrale nel Nuovo Testamento, dove il comandamento viene ribadito e declinato più volte e in formule diverse.

Molte persone fondano la loro vita sulla citata massima cristiana, modificandola in non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

Tutti sanno che nel Terzo Mondo migliaia di bambini muoiono di fame. Tutti coloro che hanno un lavoro riuscirebbero a vivere devolvendo metà del loro stipendio a favore di questi bambini. Certo la vita sarebbe più dura: una carcassa d’auto, una casa grande la metà dell’attuale, vestiti vecchi e sempre uguali, niente vacanze, solo il cibo indispensabile ecc. Nessuno lo fa. Eppure molti sono anche cristiani praticanti (mettono a tacere la loro coscienza con qualche offerta ogni tanto) oppure, senza essere credenti, sono impegnati nel sociale.

La massima evangelica richiama inevitabilmente il concetto di altruismo.





L’Amore che a noi interessa non necessita di autorizzazioni, di divieti sociali, non richiede la benedizione delle autorità costituite, perché esso è comunicazione coscienziale silenziosa che si ha con il non formulato.., con l’assoluto, attraverso l’infinito, come quando si è soli di fronte al mare, in una notte serena d’estate.., quando si ammira la natura, così come si manifesta ai nostri occhi….,come quando gli occhi di un bambino o lo sguardo di un mendicante penetrano nel nostro profondo …, al pari di quando pronunciamo la frase “Ti Amo” alla nostra polarità contraria..

Spesso affermiamo di amare coloro che appartengono al nostro stesso ambiente, cioè i nostri pari; ma non vi è vero amore, in questo tipo di relazione, perché il rapporto d’amore presuppone innanzi tutto l’accettazione dell’altro come estraneo, cioè sapere che è unico, che non può mai essere assimilato a un elemento di “un gruppo” e che, quindi, non è possibile “incollargli un’etichetta”, come se si trattasse di qualcuno che non possiede la propria identità.

E’ del tutto ininfluente che l’Altro sia bianco, nero o giallo, che la sua religione abbia o meno dei punti in comune con mia e che le sue opinioni politiche divergano o meno dalle mie: questo Altro è, innanzi tutto, per me, un Estraneo, un essere unico in cui nulla, del suo e nel suo comportamento è stato calibrato secondo la scala dei miei valori; certo, io ho il diritto a questa scala dei valori, ma essa non è mai un assoluto per giudicare gli altri, perché la stessa esiste solo per venire messa in discussione nel contatto con gli Altri; è ricchezza spirituale che si esprime nel rapporto d’Amore autentico. Ecco perché, in fondo, la nostra vera ricchezza sono gli altri.





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giovedì 31 dicembre 2015

BUON 2016



Saturno viene spesso considerato un pianeta che porta con sè danni, un pianeta malevolo, il contrario di Giove. Ma Saturno è in realtà indispensabile nella vita di tutti noi per la nostra crescita personale, per la nostra maturazione. Certamente il suo modo di agire è duro, concreto, a volte terribile e può portarci in situazioni difficili ma comunque situazioni che era necessario affrontare. Saturno è il tempo, cronos, Saturno taglia via i rami secchi, le cose non pù utili alla nostra vita lavorativa, affettiva e sentimentale. Dopo i suoi passaggi possiamo sentirci più grandi, più forti e più consapevoli delle nostre qualità. Sacrificio chiede a noi questo pianeta.

Ma cosa porterà Saturno che il 29 dicembre 2014 entra nel segno di fuoco del sagittario e ci resterà fino al 2016 ? Quali saranno i segni più colpiti dai raggi di questo pianeta cosiddetto malevolo ?  Saturno in sagittario favorirà il segno del leone e dell'ariete con cui formerà un aspetto di trigono. Inoltre anche bilancia e acquario beneficeranno dei suoi raggi positivi perchè il pianeta andrà in aspetto di sestile rispetto a questi due segni. Saturno sarà invece in opposizione al segno dei gemelli ed in quadratura al segno della vergine e dei pesci. Il segno del sagittario entro cui passerà Saturno non sarà molto favorito. Il toro non vedrà più la sua opposizione finalmente e lo scorpione non vedrà più la sua congiunzione. Ricordatevi però che stiamo valutando questo passaggio in senso generale e non tenendo conto della posizione degli altri pianeti nel tema natale personale che ciascuno di noi possiede e del transito in contemporanea di altri pianeti come Saturno. Prendete queste informazioni quindi con estrema calma. Ecco cosa porterà Saturno ai 12 segni dello zodiaco :

Saturno in sagittario 2015 2016 - significato per il segno ariete e leone : questi due segni saranno beneficiati dall'influsso di Saturno. È molto probabile che diversi progetti troveranno soluzioni. Riuscirete a concretizzare molte idee ed a trovare gli appoggi necessari e questo soprattutto nel lavoro. Però ci vorrà molto impegno da parte vostra perchè Saturno davvero non regala nulla a nessuno. Durante questo passaggio tenderete a preferire la compagnia di persone serie, poco divertenti. Amerete fare infatti discorsi seri, concreti e forse tenderete a frequentare molto meno le feste. Diventerete quindi più maturi.
Significato per il segno sagittario : questo periodo che dura circa due anni ed oltre, richiederà molti sforzi da parte vostra. Non riuscirete ad ottenere le cose che volete così facilmente ma anzi i risultati saranno anche al di sotto di quelli che avevate sperato. Insomma tantissimo sacrificio vi aspetta, molto lavoro duro e pochi risultati e soddisfazioni. Evitate di fare investimenti in questo periodo e non date denaro in prestito a nessuno. Possibili riacutizzazioni di malattie che non si facevano più sentire. La salute potrà essere cagionevole forse a livello delle ossa.
Significato per il segno bilancia e acquario : finalmente la quadratura di questo pianeta finisce per il segno acquario che ritroverà pace e serenità ed inizierà a concretizzare diversi progetti rimasti in sospeso. Anche la bilancia respirerà una nuova aria e si sentirà meglio. Sono favoriti investimenti immobiliari ed anche cambi di lavoro che potrebbero portare ad avere uno stipendio maggiore e consistenti guadagni. Questo aspetto vi farà maturare tantissimo.

Il segno toro, cancro, capricorno e scorpione : tutti voi non sarete colpiti da alcuni aspetti di Saturno. Nessun aspetto di opposizione, trigono, quadratura per voi e quindi continuerete per la vostra strada. Lo scorpione ed il toro usciranno finalmente da un periodo difficile. Forse voi del segno dello scorpione e del toro avete subito diverse sconfitte, avete chiuso diverse cose nella vostra vita ma doveva andare così ed ora raccoglierete i frutti dei vostri sacrifici. Vi sentire più anziani, saggi e più forti. Cancro e capricorno non saranno influenzati quasi per nulla dal passaggio di Saturno anche se bisognerà controllare in che casa del proprio tema natale esso transiterà.
Per il segno gemelli inizia il transito più difficile. L'opposizione di Saturno andrà avanti per oltre due anni e sarete messi alla prova in diverse situazioni di vita. A cominciare dall'amore e dal lavoro. Situazioni che non stanno più in piedi dovranno essere chiuse, terminate, finite altrimenti negli anni a venire le cose potranno solo peggiorare. Vi sentirete demotivati, stanchi, sfiduciati e forse cadrete nel baratro del pessimismo ma questo dipende molto dal tipo di carattere che avete. Non investite in nulla e non prestate denaro. Lavoro in calo e non provate a lasciare quello che avete anche se forse sarà possibile essere licenziati. Guadagni in netto calo. Problemi a 360 gradi e noie anche a livello di salute. State attenti alle ossa.
La quadratura di Saturno ora tocca al segno della Vergine e dei Pesci. Essa può essere pesante anche quanto l'opposizione e quindi valgono le stesse cose dette per il segno dei gemelli. Evitate investimenti di qualsiasi natura, non prestate denaro, non chiedete denaro in prestito che poi non potrete ridare indietro. Controllate la salute e tagliate le cose che non servono più nella vostra vita. Se la storia con il vostro partner d'amore si trascina da molto tempo e non è buona allora chiudete la storia, separatevi. Litigi e noie anche sul lavoro con colleghi.



Se secondo Paolo Fox il 2016 potrà  essere l'anno della rivincita per i Leone, per Antonio Capitani sarà l'anno della metamorfosi per gli Scorpione. Mentre per Branko il Sagittario dovrà fare ancora i conti con Saturno. Il giro dell'anno in 12 segni", sarà  un'annata importante per i Capricorno che, finalmente, dopo sette anni, torneranno ad avere il "vento in poppa". Rob Brezsny, invece, lancia i suoi soliti enigmi e arriva a preannunciare alla Vergine che "entro il prossimo anno potrebbe essere così nuova da non riconoscersi". Insomma, che ci crediate o meno, ecco cosa dicono le previsioni stellari, segno per segno.

Sarà un anno da "risveglio della forza" per l'Ariete, con qualche piccolo intoppo qua e là. Secondo Paolo Fox, la prima parte dell'anno è la migliore, con mesi interessanti per le coppie ma anche per le nuove storie d'amore. Entro l'estate dovranno essere prese tutte le scelte più importanti perché poi, da ottobre, c'è il rischio che le opportunità diminuiscano. Sarà comunque un anno ricco di energia anche per Branko: "Marte, il vostro pianeta, farà i capricci solo un mese. Poi però porterà rinnovamento, passionalità, viaggi, carriera, ma soprattutto amore". Per Antonio Capitani, il segno potrà beneficiare della forza pacificante di Saturno, in stabilizzante trigono per tutto l’anno: "Ogni tanto - scrive - qualche mattata la farete, certo, perché l’Ariete looses the pel but not the viz, però meno di sempre. Urano fa intanto irrompere l’energia buona dell’innovazione, dello svecchiamento, della genialità". Simon & the Stars si rivolge così agli Ariete: "C'è una chiamata a rompere l’incantesimo che ti ha tenuto in stasi per diverso tempo e a riappropriarti del tuo potere personale, decisionale e della tua capacità d’iniziativa. Libero dall’ansia di dimostrare il tuo valore, nel 2016 torni al timone delle tue scelte: decidi tu la rotta". L'astrologo Brezsny, invece, è convinto che, nonostante qualche limitazione, non ci sarà ostacolo che terrà: "Nel tuo ventaglio di opzioni troverai tutte le opportunità che ti servono. Anzi, le limitazioni potrebbero stimolare la tua creatività come non sarebbe mai potuto succedere se avessi avuto più scelte".

Grazie al Sole e a Giove, il 2016 sarà un anno molto interessante per il Toro. Nonostante l'amore nell'ultimo periodo non sia stato così vivace, la passione torna ad infiammare il cuore nel 2016. Secondo Paolo Fox, contratti, accordi o situazioni in fase di stallo si sbloccheranno nei primi mesi e, dopo due anni di ristrettezze economiche, finalmente ci saranno anche meno spese e più risorse. Anche secondo Branko, nonostante "un inizio pesante", sarà un anno fortunato. E Antonio Capitani spiega, nel suo linguaggio particolare: "V’avviluppa in un abbraccio pieno di calore e d’accoglienza, Giove paterno e opulento. Fino alla mattina del 9 settembre. Così voi, rinfrancati nello spirito e nel portafogli, oltre che un cicinìn meno cocciuti e più ecumenicamente aperti agli altri (suinally too) vi godrete un anno di recuperi, soddisfazioni, espansioni megagalattiche". Anche Simon & the Stars riprende il discorso sugli "altri": "Negli ultimi anni - scrive - sono stati spesso gli altri, persone o eventi esterni, a indicarti la strada e a fornirti una prova del tuo valore: le collaborazioni e i contratti nel lavoro, o il partner in campo affettivo. Dal nuovo anno, il riconoscimento del tuo valore personale non passerà più attraverso uno 'scambio', un compromesso, ma nascerà da dentro di te, da un’auto-consapevolezza più forte e un senso d’identità messo più a fuoco. Il 2016 rappresenta un capitolo fondamentale nella tua storia personale, che premia l’impegno degli ultimi anni con traguardi e ricompense importanti". Brezsny, invece, dice che il 2016 porterà molta creatività e gli effetti di questa dureranno nel tempo.

Il 2016, per i Gemelli, inizia con qualche difficoltà economica: magari un'attività non funziona come dovrebbe e occorre prendere importanti decisioni. Secondo Paolo Fox, però, dopo l'estate le preoccupazioni saranno superate anche se a farne le spese sarà l'amore, che risentirà di un po' di stress. Anche per Branko il 2016 sarà un anno tumultuoso per i Gemelli che, però, hanno ormai dimestichezza con Saturno in opposizione e sapranno reagire. Antonio Capitani è ottimista e scrive: "La forza benevola di Urano il demiurgo è con voi. Ed elettrizza il vostro anno, determina svolte, porta l’appoggio di amici opportuni. Certo, Giove, Saturno e Nettuno storti potrebbero gonfiarvi gli zebedei e farli volare nello spazio intergalattico perché lasciare (talvolta forzatamente) la strada vecchia per quella nuova non sarà semplice, ma dal 9 settembre il risveglio di Giove premierà tutto il sedere materassé che vi sarete fatti nei mesi precedenti". Anche Simon & the Stars vede il 2016 come un'importante battaglia per i Gemelli: "Disciplina e concentrazione saranno le armi per vincere il 'torneo' di questo nuovo anno. In palio c’è un importante salto di qualità nella vita professionale e affettiva, fatto di riconoscimenti o progetti a due che moltiplicano le responsabilità ma che possono realmente farti diventare 'grande'". Il consiglio di Brezsny, invece, è quello di dare retta ai sentimenti, "sintonizzandoti con loro, incoraggiandoli a diventare più profondi e scoprendo il modo di usarli come fonte di saggezza".

Sarà un vero e proprio ritorno alla vita e all'equilibrio per i Cancro. Secondo Paolo Fox, Marte premia subito, già a gennaio: si aprirà la possibilità di portare avanti nuovi progetti o di tornare sui propri passi, qualora siano state prese in passato decisioni "sbagliate". Tra giugno e settembre, però, le priorità cambieranno e chi non si sente a proprio agio o compreso e accettato potrebbe prendere decisioni drastiche. Per Branko, sarà l'estate il momento più bello e le coppie che stanno insieme da tempo si riscopriranno, anche dal punto di vista sessuale. Antonio Capitani scrive: "La spensieratezza apre gli occhi su uno zodiaco rinnovato, si stiracchia e s’impossessa della vostra vita, pilotandola per almeno otto mesi verso piaceri, sollievi e soddisfazioni. Se tuttavia siete nati dal 7 al 17 luglio non concedete troppo a cuor leggero la vostra fiducia. Dal 9 settembre l’energia buona potrebbe affievolirsi e gli zebedei incartapecorirsi: l’ottimismo dovrà essere un must". Grinta, creatività, spirito d'iniziativa saranno tutte componenti fondamentali nel nuovo anno, secondo Simon & the Stars, "dopo qualche anno giocato in rimessa, tra fatiche, incertezze e senso di rinuncia". "Siete specialisti nell’intrecciare la fantasia con la vita reale, e il 2016 ti offrirà opportunità senza precedenti di sviluppare ulteriormente questa capacità", scrive Brezsny.

Il 2016 per i Leone sarà l'anno che premia: importante per definire una posizione lavorativa, con possibilità anche di vincere un premio o di avere una soddisfazione, e importante per l'amore, per chi vuole sposarsi o cerca di concretizzare il rapporto. Insomma, si torna a vincere, dopo aver superato momenti non semplici. Anche Branko ne è sicuro: "Avete superato anni difficili, oramai chi vi butta giù dal trono? Finalmente un bell’anno". Pure Antonio Capitani tira in ballo la forza: "Forti lo siete sempre. Ma quest’anno lo sarete in modo particolare, visti Marte, Saturno, Urano e Giove alleati". Della stessa opinione Simon & the Stars: "Dopo tre anni di faticosi allenamenti e prove di pazienza e determinazione, giunge il momento di salire su quel ring e di conquistare il trofeo. Quello del 2016 è un Leone con i piedi saldamente ancorati a terra, armato di concretezza e di realismo, che con passo costante è in grado di arrivare lontano". Brezsny, invece, dà una serie di consigli di cui il Leone potrebbe aver bisogno: "Evita il dolore e cerca il piacere. Cerca di essere gentile, non crudele. Astieniti dall’autocommiserazione e chiedi l’aiuto che ti serve. Evita le perdite di tempo e fa’ le cose importanti per te".

La Vergine avrà Giove dalla sua parte, nel 2016. Questo significa che i progetti lavorativi procederanno abbastanza bene e, visto che dal 17 di settembre, il pianeta sarà nel settore della famiglia, sarete più presenti che mai. Paolo Fox mette in guardia contro alcuni problemini di salute, soprattutto una stanchezza dovuta ad un notevole stress, da non trascurare. Sarà un buon anno anche per l'amore e agosto sarà uno dei mesi più interessanti per fare nuove conoscenze. Per Branko, sarà letteralmente "un'estate d'amore". Anche Antonio Capitani parla del potere benefico di Giove: "Come una cometa luminosa, irradia il vostro cuore d’ottimismo e v’infonde energia buona, utile anche ad annullare certi moti sfigocupi che talvolta, al vostro confronto, rendono la Piccola Fiammiferaia la ragazza immagine dei casinò di Las Vegas". "Giove nel segno - scrive Simon & the Stars - accende grinta e voglia di fare, occasioni dove puoi mettere a terra le tue idee ed esprimere i tuoi talenti. Saturno in quadratura invece, oltre a rimandare temporaneamente qualche progetto, ti spinge a lavorare su una nuova sicurezza personale e a riportare l’ordine e l’armonia tra le mura domestiche, anche del lavoro", L'oroscopo di Brezsny, invece, è curioso: "Molti degli atomi che oggi compongono la tua carne e il tuo sangue dodici mesi fa non erano nel tuo corpo. Il 98 per cento di te si rinnova ogni anno - scrive - Questo vale per tutti, naturalmente. Ma nel 2016 avrai qualcosa di unico: la tua anima seguirà le rapide trasformazioni del tuo corpo. Anzi, il ricambio è già cominciato. Entro il tuo prossimo compleanno, potresti essere così nuova da non riconoscerti".

Dopo anni non proprio positivi, finalmente il sole torna a splendere per la Bilancia. Giove sarà nel segno negli ultimi mesi dell'anno e porterà un po' di fortuna: tutto ciò che verrà seminato nella prima parte del 2016, verrà raccolto nella seconda, secondo Paolo Fox. Tempo di decisioni per le coppie in crisi o per quelle in attesa del grande passo. Per Branko, sarà un anno accompagnato dalla buona sorte, ma anche "logica e severità". Antonio Capitani parla di forza: "La trarrete da un po’ di beato, reiterato isolamento. Nel quale produrrete le idee migliori, creerete, evolverete. E magari troverete anche tempo da dedicare ad attività sociali e benefiche. Unico rischio: la selettività estrema". Da evitare, dunque. Simon & the Stars, invece, spiega così il periodo che si ritroveranno a vivere i Bilancia: "Esci finalmente da un’impasse di sfiducia nella quale eri scivolato, senza accorgertene sin dal 2011, per approdare in un anno che riporta grinta e coraggio nel modo di rapportarti alle cose e alle persone". Brezsny rassicura: "Incontrerai resistenze quando cercherai di far accettare un aspetto che è parte integrante della tua vita ma è considerato non convenzionale". La buona notizia, secondo l'astrologo, è che le probabilità di riuscita sono più che buone.

Ricostruire, riemergere. Sono queste le parole chiave del 2016 per lo Scorpione, un anno in cui, finalmente libero da pesi del passato, si avvia alla rinascita. Secondo Paolo Fox, le nuove attività prenderanno il volo, dopo mesi di difficoltà economiche. Marte transiterà nel segno fino alla fine di luglio e questo porterà alti e bassi che, però, avranno l'effetto di spingere ancora di più alla lotta. Fondamentali saranno le amicizie, mentre da metà giugno potrà nascere un amore passionale. Per Branko, anche l'aspetto fisico ne guadagna: i nati del segno sembreranno più giovani. Antonio Capitani scrive che si risveglierà "la forza dell'ottimismo, della metamorfosi e del carisma. Determinata da Giove, Nettuno e Plutone, che vi portano anche gli amici giusti, realizzano le aspettative e trasformano il curaro del codino in una sorta di rosolio". "Saturno nel segno per quasi tre anni ti ha spinto a illuminare paure e angoli bui - spiega Simon & the Stars - ha tolto alla tua vita alcuni punti fermi per spingerti a costruire un nuovo centro di gravità permanente fatto di punti di riferimento che partono da dentro e non provengono più dall’esterno. Hai tagliato rami secchi, interrotto amicizie nelle quali non ti rispecchiavi più, cambiato pelle come un serpente. Sei una fenice che volge alla rinascita. Ora che Saturno è andato via, è tempo di iniziare a ricostruire, a direzionare il proprio sguardo verso un futuro concreto e costruttivo". Per Brezsny, sarà molto importante la scelta dei tempi giusti.

I primi sei mesi dell'anno non saranno proprio facilissimi, secondo Paolo Fox: responsabilità in aumento, difficoltà economiche potranno infastidire i Sagittario. Ma da settembre tutto migliorerà e a ottobre arriveranno buone notizie per gli innamorati. Saturno continuerà ad essere nel segno e agirà da giudice, secondo Branko: non resta che mostrargli i progressi già fatti e continuare a tagliare qualche ramo di troppo. "La forza di Marte sia con voi - scrive Antonio Capitani - Insieme a quella di Urano e di Giove (vostro alleato dal 9 settembre). Insomma, nonostante Saturno chez vous vi costringa a farvi un sedere mongolfieriforme, a crescere e selezionare, oltre che a prendervi impegni e responsabilità significative, pure non vostre, stravincerete. E fra un’innovazione e una conferma, potrebbe scapparci l’occasionona della vostra vita, ad ogni livello". Simon & the Stars dice, invece, che è arrivato il momento di smettere di concedere troppa fiducia agli altri: "Ora è tempo di rimettere in pari la bilancia, di riprenderti ciò che ti spetta e di rimandare al mittente ciò che non ti spetta. Un anno d’impegno e di prove che ti consente davvero di rimettere a posto le cose, sanare squilibri, rimpolpare le finanze e liberarti definitivamente da preoccupazioni che rallentano. Nuovi orizzonti, nel lavoro e negli affetti, si profilano ad aprile, mentre dall'autunno tutto riparte con maggiore entusiasmo". Per Brezsny sarà un anno di nuovi acquisti, non soltanto dal punto di vista materiale.

I progetti avanzano, dopo anni di fatica e di stallo. E le cose iniziano a girare già da gennaio: secondo Paolo Fox, potrebbe arrivare un'opportunità di rilancio nel lavoro, come un cambio di ufficio o il coinvolgimento in una nuova impresa. I rami secchi dovranno essere tagliati, le coppie in crisi forse potranno trovare una soluzione. Per Branko, il Capricorno è uno dei segni più fortunati dell'anno. Secondo Antonio Capitani, è uno dei più energici: "Un campo di energia vi avvolge, vi penetra, vi mantiene uniti alla galassia del successo: è la forza buona di Giove, che durerà fino all’8 settembre. E che vi recapiterà forse le occasioni migliori da città, ditte, persone, strutture lontane o straniere". Anche per Simon & the Stars la ruota ha ripreso a girare: "Dopo 7 anni di fatica, il 2016 è il primo anno con il cielo a favore, con un vento di poppa che ti consente di voltare pagina e di puntare la prua verso nuovi progetti". Mentre Brezsny fa la sua previsione: "Il prossimo anno sarà un periodo favorevole per coltivare una maggiore dedizione alla verità, alla bellezza e alla bontà".

È tempo di recuperare: molti progetti andranno finalmente in porto, anche se la fase di rilancio è iniziata già negli ultimi mesi del 2015, secondo Paolo Fox. Basta solo far attenzione alle finanze e ai lavori economicamente poco vantaggiosi. Gli amori si rafforzeranno a marzo, mentre agosto sarà un mese propizio per gli incontri. Per Branko, l'Acquario volerà alto nel nuovo anno, sarà coraggioso e ambizioso, oltre ad essere fortunato. E riuscirà a vivere esperienze sulle sue corde, come dice Antonio Capitani: "Saturno e Urano, vostri astri governatori, fan sì che la quasi totalità delle esperienze dell’anno sia in sintonia con le vostre corde e con le vostre istanze. Con un epilogo, dal 9 settembre, pirotecnico per lavoro, amore, viaggi e soldi. La ripresa, per voi, c’é". Simon & the Stars fa il punto: "Negli ultimi tre anni hai vissuto con il piede in molte staffe, 'diviso' tra le mille rifrazioni del tuo talento. Ti sei messo alla prova in nuove attività, hai scoperto nuovi lati di te e giunge ora, finalmente, il momento di scegliere e di spiccare il volo nella direzione dei propri desideri". La previsione di Brezsny, invece, è questa: "Prevedo che il 2016 sarà il tuo Anno delle ossessioni fruttuose".

Insofferenti: così si sentiranno i Pesci almeno per una parte dell'anno, secondo Paolo Fox. Alcune situazioni, in famiglia o al lavoro, disturbano e portano un po' di stress. È tempo di dare uno scossone: per questo sarà un anno di cambiamenti e allontanamenti così come di prove. Anche Branko, parla di "esami": se Saturno interroga, i Pesci rispondono, però, con energia e vitalità. Antonio Capitani, invece, sottolinea la fatica che i nati del segno dovranno fare: "Potreste dover faticare il doppio per ottenere ciò che prima ottenevate con metà sforzi. Don’t lament, don’t infur, nonostante le probabili anticamere cui dovrete assoggettarvi e i bastoni fra le ruote (talvolta non solo fra le ruote) che in tanti vorrebbero mettervi: Nettuno e Plutone vi aiuteranno a superare tutto. Egregially, anche". Ancora una volta, Simon & the Star fa il punto della situazione: "Negli ultimi tre anni ti sei 'perso' nelle sconfinate vastità del tuo potenziale e della tua creatività emotiva. Hai avvertito il bisogno di 'innamorarti' nuovamente della tua vita, delle tue attività e delle tue relazioni, perché il tuo è un segno che non riesce a vivere senza amare ciò che riempie la sua vita. Animato da una nuova conoscenza di te stesso, giunge ora il tempo di concentrare le energie e di giocare bene le tue carte. È un anno che somiglia ad un 'esame di maturità': faticoso, impegnativo - non lo nego - ma in grado di “diplomarti” in una vita più matura e centrata". Per Brezsny, le parole magiche saranno due: simbiosi e sinergia.



Nella Smorfia Napoletana il numero 16, come per l’organo genitale femminile (collocato al numero 6 della tabella) anche il sedere è fulcro di motti di spirito, modi di dire e fonte di preoccupazioni sulla personale percezione del proprio corpo, soprattutto per quanto riguarda le donne. Sempre molto attente e suscettibili quando si parla del loro lato B, oggetto di innumerevoli cure dimagranti e rassodanti in quanto considerato un indubbio strumento di seduzione.

Il numero Sedici ha il suo corrispondente grafico nella svastica. Pur essendo un numero pari, che nella simbologia numerica ha una valenza passiva, quindi di stasi, rappresenta un eccezione esprimendo lo straordinario dinamismo proprio della svastica. Il Sedici è un numero ambivalente, simboleggia le avversità, che possono essere benefiche quando portano ad un cambiamento costruttivo, mentre sono negative quando portano l’individuo alla caduta verso la distruzione.
La riduzione del Sedici lo mette in rapporto con il numero Sette (16 = 1+6 = 7) e dunque con la perfezione. Mentre come prodotto della moltiplicazione del numero Quattro per se stesso (16 = 4 x 4) è il numero della realtà concreta e della terra. Può portare al pericolo un accestivo attaccamento e radicamento. In questo caso il Sedici incarna l’orgoglio, le prove della vita, la formazione attraverso gli insuccessi e le disillusioni.

Il numero karmico Sedici rappresenta l’essenzialità e il cambiamento e, gli individui sotto la sua influenza si ergono a veri e propri catalizzatori che incitano, anche chi li circonda, al cambiamento. Le persone del Sedici tendono ad eliminare, nel corso della loro vita, tutte le false impalcature che hanno costruito nella speranza di elevarsi e di distinguersi dagli altri.

Il Sedici, infatti, possiede, più di tutti gli altri numeri, una grande capacità introspettiva palesata dal suo continuo desiderio di conoscenza e voglia di evolvere. Il Sedici inoltre è portato ad allontanare ogni tipo di condizionamento autoimposto e denota che le qualità del Sette sono state mal applicate. Così, gli individui sotto l’influsso del Sedici hanno la possibilità di riequilibrare quella che doveva essere una fine intelligenza, un’innata attitudine alla comprensione e una notevole capacità intuitiva. In altre parole, il “compito” del Sedici è quello di ripercorrere con profonda umiltà il cammino che, passo dopo passo, lo ha distanziato dal genuino scorrere della vita e dalla fiducia nel vivere la stessa. L'energia emanata da questo numero, per di più, dà coraggio alle persone nell’essere sincere con se stesse anche se spesso si troveranno a dover affrontare grandi dolori e delusioni. Tuttavia, queste potranno diventare ottime occasioni per abbandonare il senso d’orgoglio e ricominciare ad assaporare le semplici gioie che la vita ci offre.





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venerdì 16 ottobre 2015

IL Valore del SILENZIO



Qui tacet, consentire videtur è una locuzione latina che significa Chi tace, sembra acconsentire.

Con silenzio si intende la relativa o assoluta mancanza di suono o rumore; un ambiente che produca suono inferiore ai 20 decibel viene solitamente considerato silenzioso.

In senso figurato, può indicare l'astensione dalla parola o dal dialogo.

Viene considerato una forma di rispetto collettivo l'osservare alcuni minuti di silenzio e raccoglimento durante la commemorazione di persone defunte. Questa pratica, presente in tutti gli aspetti della vita sociale, assume un particolare valore e importanza in campo militare. In senso lato si può intendere anche come l'insieme di gesti e comportamenti sociali attuati in alcune circostanze.

In alcuni Stati, il diritto al silenzio è una forma di protezione legale di cui godono le persone sottoposte a interrogatori polizieschi o a processi giudiziari. Inoltre per silenzio si intende l'inerzia della Pubblica amministrazione. Esiste anche il silenzio elettorale che vieta di fare campagna elettorale dal giorno precedente le votazioni, concepito per dar modo agli elettori di riflettere meglio sulla scelta da effettuare.

La pratica del silenzio (inteso non solo come astensione dalla parola, ma anche come tentativo per ridurre la quantità di pensieri, placare l'attività frenetica della mente e trovare così il silenzio interiore) viene considerato una forma di disciplina spirituale presso alcune forme di religione e spiritualità. Questo avviene particolarmente in quelle orientali: ad esempio, nel contesto induista, il silenzio è una delle forme di sadhana.



Nelle regole religiose cristiane, in particolare di clausura, il silenzio è uno dei vincoli obbligatori della vita comunitaria.

Che il silenzio non sia solo la negazione o l'interruzione della comunicazione, ma un mezzo di espressione di pensieri ed emozioni è convinzione che risale ai primi retori. Da Cicerone a Quintiliano, a Seneca si sostiene che un bravo oratore non solo deve saper parlare (persuasivamente), ma anche tacere (efficacemente). Il silenzio è messaggio. La scelta di non dire è un atto linguistico.

Il silenzio, come assenza di suono, è anche considerato una componente della musica. Essendo naturalmente privo di tono, timbro e intensità, l'unica caratteristica che condivide con il suono, in un contesto musicale, è la durata. Tale implicazione ha trovato esplicito rilievo a partire dal XX secolo.

In senso giuridico l'espressione è silenzio-assenso che vale solo in via eccezionale, perché di solito si applica il silenzio rifiuto. Una forma particolare di esso è il silenzio amministrativo.

C’è un linguaggio che unisce e uno che divide; ci sono parole che danno valore e comunicano forza e amore e ci se ne sono altre che separano ed escludono.

Il silenzio come negazione del dialogo è isolamento, è muro, è rifiuto.

Ma c’è un’altra chiave di lettura del silenzio, una lettura positiva.

Il silenzio non è solo mancanza di comunicazione, ma anche assenza di rumore, di inquinamento non soltanto acustico ma anche emotivo, perché a volte le parole sono vuote, e servono come mero anestetico per coprire ben altri vuoti: allora, quando la parola non ha più senso, bisogna lasciare spazio al silenzio, e far parlare lui.

Il silenzio permette una sorta di disintossicazione della mente, permette di raggiungere noi stessi, di stabilire un dialogo interiore, e non solo col nostro Io. Se preghiamo, magari solitari in una Chiesa, in ginocchio davanti all’altare, il nostro dialogo interiore è rivolto a Dio. Se siamo vicini a una persona che sta male, laddove le parole non potrebbero aiutare, il silenzio mette a tacere l’invasività di parole inutili e fuori luogo e lascia spazio a una presenza solida, mai inopportuna. Se stiamo accanto a una persona con cui ci sentiamo in sintonia, il silenzio lascia libero il fluire di emozioni che non hanno bisogno di parole per essere trasmesse.

Sollevare le orecchie dall’onere dell’ascolto significa dare spazio agli altri sensi, guardare, osservare, respirare, sentire con la pelle e con l’animo.

Il silenzio lascia alle parole, dette e sentite, il tempo e il modo per trovare un loro spazio dentro di noi, per trovare un nesso sfuggito, un significato che va oltre quello dato quando pronunciate e quando udite: perché le parole hanno un potere che il silenzio smussa, compensa, completa.

Ma qual è il potere delle parole? Il potere delle parole è vasto, e forse non ha limiti. Le parole creano ma possono anche distruggere, o modellare, modificare, indirizzare, sfiorare, colpire, accarezzare o ferire.

Ci sono parole false e parole vere, e ognuna di queste può essere ispirata al bene e al male.

Ci sono parole che risolvono una vita, e parole che arrivano a reciderla.






giovedì 1 ottobre 2015

L'AMICIZIA



Nel linguaggio corrente la parola amicizia ha numerosi significati. Sta ad indicare il socio, il conoscente, la persona simpatica, il vicino, il collega, tutti coloro che ci sono prossimi. C'è però oggi, come nel più remoto passato, un altro significato, quello di amico personale a cui vogliamo bene e che ci vuole bene. Quest'ultimo tipo di amicizia appartiene ad una classe più ristretta di relazioni interpersonali: le relazioni di amore. Quando pensiamo ai nostri amici più cari, alla vera amicizia, pensiamo ad una forma di amore fra persone. È facile distinguere l'amicizia dalle relazioni sociali più superficiali, dai rapporti utilitaristici o da quelli fondati su ruoli professionali.

Il mondo degli affari è dominato dal mercato e dall'utile economico. La politica dalla competizione per il potere. In entrambi i casi c'è ben poco spazio per rapporti personali sinceri. Il mondo moderno, inoltre, ci impone un continuo mutamento. Quando cambiamo residenza e lavoro finiamo anche per lasciare i vecchi amici. Promettiamo di rivederci ma, poi, sorgono in noi nuovi interessi, nuovi bisogni, abbiamo nuovi incontri.

Nessuno può restare immobile e guardarsi indietro. In Italia, la parola amicizia ha assunto addirittura un significato negativo, di privilegio, di raccomandazione. Per trovare un posto di lavoro, per essere ammesso all'ospedale, per avere una casa in affitto, occorrono delle raccomandazioni, delle amicizie. Se segui la procedura regolare, burocratica, non ottieni nulla. L'amicizia è il mezzo per passare davanti agli altri, per eludere la norma.

La parola amicizia ha finito, così, per indicare i criteri particolaristici, i privilegi, grandi e piccoli, in un sistema che, se fosse giusto, dovrebbe essere invece retto da criteri universalistici e di merito. Il mondo moderno è caratterizzato dal passaggio dai ruoli particolaristici, ascritti, ed emotivi a ruoli universalistici, acquisiti e neutrali. L'amicizia appare, perciò, come un anacronismo e, per di più, fonte di ingiustizia. In una società giusta le posizioni vanno attribuite non in base all'amicizia, ma al merito valutato in modo imparziale. I servizi sociali devono erogare le loro prestazioni non ai raccomandati, ma a tutti. Un sistema amministrativo infiltrato dall'amicizia è clientelare, mafioso, ingiusto. Molti, perciò, pensano che l'amicizia sia una sopravvivenza del passato. Qualcosa come la lealtà feudale, oppure la magia o il folklore. Secondo costoro l'amicizia, col passare degli anni, perde di importanza, ed il suo destino è di scomparire per lasciare il posto a rapporti impersonali ed obiettivi. Altri ritengono che l'amicizia riuscirà a sopravvivere, ma confinata accuratamente alla sfera dell'intimo, senza alcuna contaminazione con gli affari, i pubblici uffici e la politica.


L'amicizia continua ad essere una componente essenziale della nostra vita. Probabilmente nella stessa misura del mondo antico. Anche la sua struttura essenziale, ciò che la distingue da tutti gli altri tipi di relazione interpersonale, non è cambiata. Totalmente diversa, come quella cinese, Confucio elencava cinque tipi fondamentali di relazioni interpersonali. La relazione fra imperatore e suddito, quella fra padre e figlio, la relazione fra uomo e donna e quella fra fratello maggiore e fratello minore. Tutti e quattro questi tipi di relazione sono gerarchici, fra superiore ed inferiore.

Esiste però una quinta relazione che non è gerarchica, ma avviene fra uguali: è l'amicizia. Certo, nelle diverse epoche e nelle diverse società, l'amicizia si presenta in forme diverse. In una società guerriera sarà essenzialmente una fratellanza d'armi. È questa l'immagine dell'amicizia che ci hanno trasmesso i poemi dell'antichità: Patroclo e Achille, Eurialo e Niso, Enea e Pallante. Venendo verso l'epoca moderna troviamo amicizie in cui sono più importanti la cultura e la politica. Dante, Guido Cavalcanti e Lapo Gianni erano tre poeti della Firenze del '200. Michel de Montaigne e Etienne de La Boétie erano due scrittori della Francia del '500. Ancora più recentemente troviamo l'amicizia fra Marx ed Engels e quella fra Max Horkheimer e Theodor Adorno. La prima ha influenzato tutta la politica contemporanea, la seconda il pensiero sociologico.

Non dobbiamo, però, farci troppo fuorviare dalle differenze. Certo, queste ci sono, ma esiste anche qualcosa di comune che ci consente, appunto, di parlare di amicizia in tutti questi casi. Per identificare ciò che è caratteristico del fenomeno che vogliamo studiare, non è tanto sulla diversità che dobbiamo soffermarci, quanto su questi elementi comuni. Ci colpisce allora, per prima cosa, questo fatto. La parola amicizia non ha un solo significato, ma diversi. E non solo da oggi. Lo aveva rilevato già duemila anni fa Aristotele che aveva appunto cercato di distinguere diversi tipi di amicizia per identificare, fra essi, la «vera» amicizia. Per Aristotele la distinzione più importante è quella fra amicizia fondata sull'utile e quella fondata sulla virtù, l'unica che merita il nome di vera amicizia.

Anche nella Grecia antica, perciò, il legame che univa due soci di affari non era l'amicizia, ma l'interesse a far prosperare la loro impresa. Anche allora l'amicizia fra i politici era, spesso, soltanto una forma dell'utile politico.
La maggior parte delle persone che consideriamo nostre amiche sono, in realtà, solo dei conoscenti. Persone, cioè, che non ci sono lontane come la totalità amorfa degli altri. Sappiamo che cosa pensano, che problemi hanno, li sentiamo affini, ci rivolgiamo a loro per aiuto e li aiutiamo volentieri. Abbiamo con loro buoni rapporti. Però non abbiamo una profonda confidenza, non raccontiamo loro le nostre ansie più segrete. Vedendoli non ci sentiamo felici, non ci viene spontaneo di sorridere. Se hanno successo, o ricevono un premio, o hanno un colpo di fortuna, non ci sentiamo felici come se fosse successo a noi. In molte amicizie di questo tipo c'è addirittura invidia, maldicenza, antagonismo. I rapporti ostentatamente cordiali, talvolta, coprono una realtà conflittuale, o una profonda ambivalenza. Certo, queste persone non ci sono estranee, ci sono anzi vicine. Ma perché dobbiamo chiamare amicizia relazioni affettive così diverse? Siamo di fronte ad un uso improprio del termine. Lo era nel passato e lo è oggi.



Occorre inoltre distinguere, così come avevano già fatto gli antichi, l'amicizia dalla solidarietà. In questo secondo senso, amici sono tutti coloro che stanno dalla nostra parte, per esempio in una guerra. Da un lato gli amici, dall'altro i nemici. Questo tipo di solidarietà non ha nulla di personale. Colui che porta la mia stessa divisa è amico; ma di lui non so nulla. A questa stessa categoria appartengono le forme di solidarietà che si costituiscono nelle sette, nei partiti e nelle chiese. I cristiani si chiamano fra loro fratelli o amici. I socialisti compagni, i fascisti camerati. Siamo sempre, però, in presenza di legami collettivi, non di rapporti rigorosamente personali.

È la classe delle relazioni di tipo personale, ma basate sul ruolo sociale. Abbiamo qui l'amicizia secondo l'utile, sia quella dei soci in affari, sia quella dei politici. Questo tipo di legami ha ben poco di affettivo, e dura finché dura l'utile da salvaguardare. Vi troviamo, inoltre, molte relazioni professionali, fra colleghi di lavoro e fra vicini di casa.

Arriviamo, infine, alla categoria costituita dalle persone con cui ci troviamo bene, che ci sono simpatiche, che ammiriamo. Anche in questo caso, però, occorre essere prudenti ad usare l'espressione amicizia. Spesso si tratta di stati emotivi labili, superficiali.

Cosa dobbiamo intendere, allora, per amicizia? Intuitivamente questa parola ci fa venir in mente un sentimento sereno, limpido, fatto di fiducia, di confidenza. Anche le ricerche empiriche mostrano che la stragrande maggioranza della gente la pensa press'a poco nello stesso modo.

In un libro recente J.M. Reisman, dopo aver esaminato tutta l'immensa letteratura sull'argomento, ha dato la seguente definizione dell'amicizia: «Amico è colui a cui piace e che desidera fare del bene ad un altro e che ritiene che i suoi sentimenti siano ricambiati (John M. Reisman, Anatomy of Friendship, Irvington Publishers, New York 1979.). Con questa definizione Reisman colloca l'amicizia nel mondo dei sentimenti altruistici e sinceri. Non è possibile alcuna confusione con l'interesse, il calcolo ed il potere. Semmai il difetto della definizione di Reisman è di essere troppo generica. Anche una madre desidera fare del bene al suo bambino e ritiene che i suoi sentimenti siano ricambiati. Lo stesso avviene nel rapporto fra innamorati, fra coniugi che si amano, o fra fratelli, se i fratelli si vogliono bene. La definizione di Reisman riguarda, in generale, l'amore. Amare, scriveva San Tommaso d'Aquino, è voler rendere felice l'altro.

Il tema dell'amicizia è al centro di innumerevoli opere dell'arte e dell'ingegno; fu trattato già da Aristotele e Cicerone ed è oggetto di canzoni, testi letterari, opere filmiche e via dicendo.

In genere, si distinguono diversi gradi di amicizia, dall'amicizia casuale legata a una simpatia che emerge fortuitamente in una certa circostanza magari in modo temporaneo, all'amicizia cosiddetta intima, ovvero associata a un rapporto continuativo nel tempo fra persone che arrivano a stabilire un grado di confidenza reciproca paragonabile a quella tipica del rapporto di coppia.



In tutte le cosiddette Religioni abramitiche ricorre il racconto di Davide e Gionata. Tuttavia è impossibile parlare di amicizia nel mondo greco senza fare riferimento al simposio. Per gli antichi romani, popolo, almeno alle origini, molto pratico e poco portato a enfatizzare i sentimenti umani, equivaleva alla "sodalitas", cioè alla solidarietà fra gruppi di individui - detti "sodales" - accomunati da uno stesso scopo pratico da raggiungere, come ad esempio i legionari impegnati nelle campagne di conquista.

Nel divenire dello sviluppo dell'emotività individuale, le amicizie vengono dopo il rapporto con i genitori e prima dei legami di coppia che si stabiliscono alla soglia della maturità. Nel periodo che intercorre fra la fine dell'infanzia e l'inizio dell'età adulta, gli amici sono spesso la componente più importante della vita emotiva dell'adolescente, e spesso raggiungono un livello di intensità mai più eguagliato in seguito. Queste amicizie si stabiliscono il più delle volte, ma non necessariamente, con individui dello stesso sesso ed età.

Le prime forme d'amicizia si possono avere anche nei primi anni di vita quando i bambini condividono gli stessi giochi e le stesse esperienze ludiche e di crescita. I bimbi piccoli incontrano i loro coetanei all'interno del nido e con loro instaurano delle semplici relazioni che ancora non si possono definire amicizia. Due bambini che giocano insieme entrano in relazione e si conoscono a vicenda. Con l'ingresso nella scuola materna, i bambini imparano le abilità fondamentali che servono per lo sviluppo e la nascita delle nuove amicizie. Negli anni della scuola materna preferiscono stare insieme ad alcuni bambini rispetto ad altri e nelle sezioni nascono anche i primi gruppi di amici. Nella scuola elementare i bambini trascorrono molte ore con i loro compagni e cercano punti di riferimento all'interno della classe. Solitamente il punto di riferimento è un compagno dello stesso sesso, ma può anche accadere che nascano amicizie tra coetanei di sesso differente. Le amicizie alla fine della scuola elementare sono ormai consolidate e solitamente destinate a cambiare con l'ingresso nella scuola media. I bambini instaurano amicizie con i coetanei o con altri bimbi di età differente anche in altri luoghi come nei parchi o nelle ludoteche.



Un gruppo di amici consiste di due o più persone gratificate a stare insieme da sentimenti di cameratismo, esclusività e reciproco interesse. Ci sono varie "gradazioni" e "sfumature" nei modi di intendere questo sentimento, tanto che, nelle varie culture, ci sono da sempre stati diversi modi di intendere e manifestare l'amicizia.

In Russia è usanza accordare a pochissime persone la qualifica di amico. Solo fra amici ci si chiama per nome (o col diminutivo) mentre fra semplici "conoscenti" ci si chiama usando il nome completo, a cui si aggiunge anche il patronimico.
Gli amici possono essere colleghi di lavoro da lungo tempo, vicini con cui si scambiano visite o inviti a pranzo, ecc. Il contatto fisico fra amici è considerato cosa del tutto normale anche fra persone dello stesso sesso, che si abbracciano, si baciano e camminano in pubblico a braccetto o mano nella mano, senza il minimo imbarazzo o connotazione di tipo sessuale.

Secondo uno scritto di Oleg Kharkhordin sulle implicazioni politiche dell'amicizia, ai tempi del regime stalinista le amicizie erano viste con un certo sospetto, in quanto la fedeltà fra amici poteva essere in contrasto con la fedeltà al Partito. "Per definizione un amico è una persona che non ti abbandona nemmeno quando è direttamente minacciata, una persona a cui si possono fare tranquillamente confidenze di ogni tipo, una persona che non ti tradirà mai, nemmeno se messa sotto pressione". In un certo senso l'amicizia divenne l'ultimo valore-baluardo del dissenso politico in Unione Sovietica.

Anche in Medio Oriente ed Asia centrale l'amicizia fra maschi, sebbene meno stretta che in Russia, tende ad essere particolarmente intima, e si accompagna con una grande quantità di effusioni fisiche di natura non sessuale, tenersi per mano, dormire insieme ecc.

In Occidente i contatti fisici intimi hanno assunto nell'ultimo secolo una connotazione decisamente "sessuale", e praticarli fra amici è considerato un tabù. Tuttavia un modo, quasi "rituale", di abbracciarsi e baciarsi può essere accettato, anche se solo in determinati contesti; comunque tra le femmine è maggiormente diffuso l'uso di gesti intimi anche in amicizia (come il tenersi per mano o baciarsi sulle guance) ed è anche socialmente accettato come modo normale di esprimere tale sentimento mentre lo stesso non accade invece nelle amicizie instaurate tra maschi dove, al contrario, gesti intimi affettivi sono molto rari (se non completamente assenti) e comunque non considerati una consuetudine dalla collettività come accade invece per le amicizie femminili.È in aumento, però, lo scambio di gesti affettivi tra maschi e femmine specie nell'adolescenza.
Fanno eccezione i bambini, la cui amicizia può tradursi in manifestazioni di stretta intimità anche tra maschi, che vengono però soppresse successivamente per uniformarsi alle convenzioni sociali.



Sebbene nell'accezione originaria il termine indichi l'amicizia fra individui, viene a volte usato anche nel contesto delle relazioni politiche per indicare una particolare condizione delle relazioni fra stati o popoli (si veda l'amicizia "franco-tedesca") legati da affinità e comuni interessi.

A questo riguardo vale citare una celebre affermazione dello statista inglese Benjamin Disraeli che ebbe a dire: "Le nazioni non hanno mai amici stabili e nemmeno nemici stabili. Solo interessi permanenti." Altro esempio è l'amico immaginario, che consiste, sempre nell'ambito infantile, ad immaginare un amico, presente esclusivamente nella fantasia dell'immaginante, spesso molto fantasioso. A volte l'amico immaginario può creare problemi alla psiche, dato che il bambino cerca di convincersi sempre di più della sua esistenza, tanto da crederci quasi letteralmente e trattandolo come una persona vera, ad esempio tenendo il suo posto come se vi fosse seduto, o anche parlargli in maniera seria o rivelargli i propri segreti.








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