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sabato 18 giugno 2016

PERCHE' TRADISCI?



Il tradimento è quasi parte integrante della nostra vita, o perchè lo subiamo, o perchè lo mettiamo in atto, o magari perchè un amico o un nostro parente si trova a vivere l'esperienza del tradimento.

Ci sono delle persone che non riescono a restare fedeli alla propria partner, o al proprio partner. Quasi come se l'infedeltà facesse parte del patrimonio genetico di certe persone.
Esiste il traditore (traditrice) seriale. In questo caso, il tradimento permette a chi tradisce di verificare la propria "efficienza sessuale", avere più partner sessuali lo rassicura sulla sua "virilità" o "femminilità". Il più delle volte si tratta di persone insicure alla ricerca continua di rassicurazione e conferme sulle proprie capacità. Anche se può a volte subentrare un senso di noia e di stanchezza, il traditore seriale ha bisogno di rispettare questo copione.

Gli uomini, più delle donne, hanno la tendenza a trascinare relazioni parallele, la moglie e l'amante, la famiglia ufficiale e la "seconda casa" clandestina. Si sentono buoni mariti perché provvedono alla moglie e non le fanno mancare niente e non la lascerebbero: un certo senso del dovere li tiene ancorati a casa. Ci sono uomini che amano molto la compagna ma sono inconsciamente spaventati dall'intensità del legame: il tradimento garantisce loro la distanza di sicurezza da un sentimento che temono possa renderli dipendenti, succubi della donna amata.

Inoltre, può succedere di cercare fuori dalla coppia quella carica erotica che si è affievolita nel rapporto.

L'amore è strettamente legato al desiderio di voler dare qualcosa di sé all'altro. Spesso invece, nella coppia si è portati solo a chiedere (o a pretendere) cure e attenzioni dal partner, rendendo impossibile la "crescita" di entrambi. Quanta frustrazione in questa continua richiesta d'amore. E' questa la classica situazione di chi ama soprattutto per colmare un vuoto, legato probabilmente a qualcosa che è mancato nel periodo infantile (sicurezza, protezione, rifugio, tenerezza, comprensione).

Nell'uomo, amore e desiderio viaggiano sovente su due binari che possono anche non incontrarsi: spesso avviene una scissione tra l'amore (la moglie) e il desiderio sessuale (l'amante). E' vero che, in questo modo, gli incontri sessuali possono acquisire un irresistibile fascino, ma così potrebbe perdersi il piacere di godere la persona che si ama in tutta la sua intensità. Le donne, invece, quando tradiscono, il più delle volte è perché si innamorano. Hanno maggiori difficoltà a portare avanti storie parallele, sono portate ad interrompere il rapporto precedente per vivere il nuovo amore liberamente. E, ancora, il tradimento omosessuale (meno raro di quanto comunemente si pensi), irresistibile attrazione vissuta però con molta vergogna e conflittualità.

Può succedere che il tradimento sia un tentativo di uscire da una relazione insoddisfacente e può avvenire che il tradito si vendichi quasi subito, atteggiamento questo che, se da un lato può scaricare la tensione, dall'altro non risolve i problemi.
Il tradimento può essere vissuto come una profonda ferita nella propria autostima, determinando reazioni di tipo depressivo. Ma fingere che non sia successo niente è un modo immaturo di affrontare la sofferenza. Il tradimento scoperchia problematiche che altrimenti non sarebbero venute fuori e può essere utile per rinnovare un progetto di coppia che vada oltre la sola intesa sessuale. All'inizio di una storia d'amore predominano colori vivaci, intensi: passione, grandi aspettative nei confronti dell'altro, si desidera stare insieme per sempre, sembra tutto meraviglioso, perfetto.

L'altro appaga i nostri bisogni, è stato scelto proprio per questo, ci fa sentire speciali. Ma l'amore ha bisogno di crescere, maturare e anche la sessualità si trasforma attraverso lo stare in coppia. Il passaggio dall'idealizzazione infantile della coppia ad una dimensione più realistica del rapporto è delicato e spesso doloroso. L'altro si può incontrare anche a livelli diversi. Con il tempo aumenta la consapevolezza di sé e la reciproca conoscenza, la sessualità diviene una delle tante strade per conoscersi, per comunicare la tenerezza e per stare bene insieme in modo più profondo e completo. Il tradimento è doloroso ma potrebbe diventare una opportunità per accogliere il cambiamento dell'altro come una sfida a modificarsi profondamente e a mutare la relazione.

Le motivazioni che, spesso, spingono una donna a cercare le attenzioni di un altro uomo possono essere molte, alcune delle quali sono simili a quelle maschili.



Molte donne non riescono proprio a sganciarsi dal loro ex. Ci sono fantasie e desideri che le fanno sentire ancora incollate al passato e a volte cadono in tentazione finendo a letto con il loro precedente partner.
Vendetta: di più semplice e lineare. Per qualcuna è motivo di soddisfazione senza pari, anche se di certo non serve a cancellare il torto subito.
Tradire, per alcune donne, vuol dire semplicemente avere la conferma di essere desiderabili ed attraenti.
La pura attrazione carnale può portare a tradire gli uomini quanto le donne. Ci sono donne che si sentono conquistatrici e non riescono a fare a meno di tradire, non c'è scampo.
Le donne molto sicure di sé, che godono di potere, soprattutto dal punto di vista professionale, si illudono di poter governare ogni campo della vita e di poter prendere e lasciare chi vogliono e quando vogliono. Queste donne tradiscono per seguire una sorta di spirito di onnipotenza.
LE donne trascurate sono le più traditrici. Quando il proprio compagno le mette da parte per dedicarsi al lavoro o ad altri impegni, loro pensano che sia giusto tradire per ripristinare una parvenza di equilibrio senza capire che, forse, in certi casi è meglio troncare le relazioni che non soddisfano.

Non tutti gli uomini cercano il brivido costante di qualcosa di nuovo ed eccitante, ma per alcuni la noia è la strada che porta al tradimento. Sembra una cosa banale ma la noia in un rapporto può creare come unica alternativa per molti uomini, quella di cercare un’amante, molto spesso quindi invece di risolvere la questione con la loro compagna, preferiscono affidarsi ad una nuova fiamma.

Molti uomini anche se rimangono anni con una donna, non ne sono affatto innamorati. Infatti non è raro vedere uomini star bene con alcune donne, ma alla prima occasione cercare altrove. Purtroppo molte donne non riescono ad accettarlo e in casi di tradimento fanno cadere tutta la colpa sulla nuova arrivata, invece dovrebbero semplicemente capire che per loro non c’è mai stato spazio, e che la loro unione era poco più di una compagnia.

Sia che si tratti di lavoro o in un rapporto, un uomo che sente di essere sotto continua pressione,usa il tradimento come una forma di liberazione. Dal punto di vista dell’uomo, l’avere un’amante è pari al fare una lunga e bella vacanza, quindi  in alcuni casi donne troppo gelose, potrebbero avere l’effetto opposto sui loro uomini, e spingerli a trovare un passatempo per scaricare lo stress.

Anche se non capita spessissimo, accade che proprio all’addio al celibato , il futuro sposo si dedichi ad una ultima avventura da uomo libero. Spesso gli amici che organizzano questi eventi, lo fanno proprio in locali  dove è molto facile che accadano questo genere di cose. Questo tipi di uomini sperimenta una specie di estrema nostalgia dell’essere single, che si porteranno per sempre nella vita coniugale.

Gli uomini e le donne possono certamente essere amici, avere una ex-fidanzata per amica, per alcuni uomini rappresenta una scappatella gratuita senza conseguenze e fatica. Ci sono momenti in cui tutti i rapporti hanno un momento di crisi, è in quel momento che alcuni sentono il bisogno dell’ex fidanzata, ed è proprio li che accade il tradimento. A volte invece se i due hanno avuto una storia molto intensa n passato, il passare tanto tempo insieme, potrebbe risvegliare in loro ricordi che quasi sicuramente finirebbero per creare quella complicità, classica  che porta al tradimento.  Quando una relazione è vulnerabile, un uomo può cercare la sua ex perché si sente momentaneamente più attratto da qualcosa che conosce e non dalla sua attuale compagna.



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giovedì 19 maggio 2016

I PATTI PREMATRIMONIALI



Tanto in voga in Inghilterra e, in generale nei paesi anglosassoni, il contratto prematrimoniale arriva anche in Italia. La moda, che prima sembrava appannaggio esclusivo delle star del jet set hollywoodiano, oggi è ormai aperta anche alle persone comuni ed è sempre più frequente mettere in chiaro le cose prima dei convolare a nozze. Usati principalmente per stabilire risarcimenti milionari in caso di divorzio e gabbie legali sul tradimento, adesso, la possibilità di una stipula di tali contratti, potrebbe diventare realtà anche in Italia.

La proposta avanzata dall’onorevole Alessia Morani in Parlamento potrebbe cambiare radicalmente la storia dei matrimoni nel nostro paese. Secondo la Morani questa possibilità avvicinerebbe le coppie al matrimonio, specialmente quelle piuttosto insicure e preoccupate da una separazione dai costi sempre più elevati.

Contraria, invece, l’anima cattolica del Partito Democratico, secondo la quale, un’apertura di questo genere, contribuirebbe alla mercificazione del vincolo matrimoniale che, in caso di stipula di un simile contratto, sarebbe messo sullo stesso piano di un qualsiasi altro bene di consumo. Una tradizione, questa del contratto, estranea alla cultura italiana e, invece, ben diffusa nel resto del mondo, in particolar modo nei paesi di cultura anglosassone, abituati per via della loro mentalità pragmatica a considerare ogni aspetto della vita come parte di uno scambio commerciale.

I patti prematrimoniali sono veri e propri contratti con i quali i futuri sposi si accordano – prima di salire sull’altare – tanto sulle questioni relative ai reciproci obblighi connessi al matrimonio, tanto su quelle nel caso di eventuale e successivo scioglimento per separazione e divorzio.   In Italia i patti prematrimoniali sono considerati nulli perché la nostra legge ritiene che i diritti dei coniugi siano “indisponibili”, ossia non possono essere limitati o ceduti in deroga a quanto previsto dalla legge.   In particolare, la legge sul divorzio, per tutelare il coniuge più debole, prevede che tutte le questioni economiche (come l’ammontare dell’assegno di divorzio, affidamento dei minori, ecc.) siano decise unicamente dal tribunale e non da altri soggetti (come mediatori, arbitri, ecc.).   Inoltre, la Cassazione e la dottrina maggioritaria hanno affermato che i patti prematrimoniali violerebbero la Costituzione, perché, permettendo ai coniugi di determinare, con un accordo siglato in precedenza, l’entità e la stessa esistenza del diritto all’assegno di separazione o a quello divorzile si violerebbe il precetto costituzionale che garantisce a tutti la difesa processuale dei propri diritti. Di recente, però, la Cassazione ha iniziato ad aprire (leggermente) la porta alla validità degli accordi prematrimoniali.  

Attualmente nel nostro ordinamento i coniugi possono regolamentare convenzionalmente il loro regime patrimoniale ai sensi dell’art. 162 c.c. anteriormente al matrimonio, al momento della celebrazione dello stesso ed anche durante la vita matrimoniale, scegliendo, per esempio, tra comunione legale o separazione dei beni.



La proposta di introdurre gli accordi prematrimoniali intende ampliare il contenuto delle convenzioni di cui all’art. 162 c.c. riconoscendo ai coniugi la possibilità di disciplinare, in qualsiasi momento, anche prima di contrarre il matrimonio, i loro rapporti patrimoniali anche e specialmente nell’ottica di un’eventuale separazione personale o di un eventuale divorzio .

Attraverso gli accordi prematrimoniali i coniugi possono gestire anticipatamente e consensualmente i loro rapporti patrimoniali, evitando così che la negoziazione di essi sia rinviata ad un momento successivo in cui il matrimonio è entrato già in crisi ed è difficile raggiungere un accordo.

Il contenuto delle convenzioni in parola si limita a regolamentare i rapporti patrimoniali dei coniugi in seguito ad un eventuale separazione o scioglimento del matrimonio o cessazione degli effetti civili del matrimonio, senza incidere sui diritti e sugli obblighi inderogabili (quali il diritto agli alimenti o il dovere di assistenza morale e materiale ex art. 143 c.c.), che derivano dal matrimonio, e senza incidere sullo status coniugale. In altri termini attraverso  tali accordi prematrimoniali è possibile specificare e determinare l’entità e le modalità concrete per la realizzazione dei diritti disponibili e per l’adempimento dei doveri disponibili che scaturiscono dal matrimonio.  

Si pensi per esempio al patto con il quale - in sede di cessazione del matrimonio - un coniuge (ex) attribuisca all'altro una somma di denaro periodica o una somma di denaro una tantum ovvero dei diritti reali su beni immobili con il vincolo di destinarne i proventi al mantenimento dell’altro coniuge o al mantenimento dei figli sino al raggiungimento dell'autosufficienza economica degli stessi.

Altro esempio è l’accordo che prevede la rinuncia di un futuro coniuge al mantenimento dell’altro, salvo il diritto agli alimenti. 

Nella proposta è stato previsto che le convenzioni riguardanti figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti devono essere preventivamente autorizzate dal giudice, al fine di tutelare sostanzialmente i diritti e le aspettative dei figli. 

Con riguardo alla forma della convenzione, si richiede l’atto pubblico redatto da notaio alla presenza di due testimoni, che garantisce non solo la provenienza delle dichiarazioni e l’identità di chi le sottoscrive, ma anche che le stesse siano state espresse in totale libertà e piena consapevolezza. La medesima forma è richiesta per le modifiche o lo scioglimento della convenzione.

Riconoscere ai coniugi la possibilità di disciplinare, in qualsiasi momento, anche prima di contrarre il matrimonio, i loro rapporti patrimoniali anche nell’ottica di un’eventuale separazione personale ovvero di un eventuale divorzio è uno strumento molto utile, ed evita che la negoziazione di tali rapporti avvenga quando il matrimonio è già entrato in crisi, in presenza di reciproche recriminazioni e rivendicazioni.

Tali accordi prematrimoniali aiutano a mantenere un rapporto di solidarietà e di reciproco sostegno anche nel momento più critico della patologia del matrimonio, rimanendo del tutto estranea agli stessi la funzione di favorire lo scioglimento del matrimonio.



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lunedì 28 dicembre 2015

CORNOFOBIA



Di corna si muore ancora. Non solo perché le hai fatte, e qualcuno, nel suo delirio (condiviso ancora da troppi), pensa che la cosa richieda una punizione definitiva.
Questo vecchio simbolo, che sulla testa del diavolo lascia indifferenti i più, immaginato sulla propria, fa perdere il senno a un sacco di gente.

Parlare della paura del tradimento vuol dire per certi versi vivere in una dimensione di ambivalenza continua: chi teme il tradimento si ritrova spesso a dover fare i conti con il sentimento della propria presunta inadeguatezza personale senza riuscire a trovare una soluzione definitiva al problema.

La paura del tradimento difatti rispecchia una difficoltà a credere all’amore dell’altro, finendo in una spirale di sospetti ed incertezze che poco sembrano aver a che fare con la dinamica della relazione amorosa. Talvolta la paura del tradimento ed il sentimento di gelosia viene consumato privatamente anche agli occhi del partner.

La persona gelosa, difatti, può vivere la propria gelosia e la propria paura di essere abbandonato per colpa di un’altro con estrema vergogna, rimuginando continuamente e cercando di controllare la propria ansia.
Altre volte invece il geloso pretende di controllare l’altro attraverso le strategie più disparate: chi vive la paura del tradimento finisce quasi sempre per accampare pretese al fine di controllare l’amore dell’altro. Si tratta evidentemente di una forma di controllo che non ha mai fine: la richiesta di essere rassicurati non trova mai una soluzione.

Si tratta di una situazione che non può essere risolta con quello che in linguaggio psicologico viene chiamato Problem Solving o risoluzione del problema poiché il problema e’dato dalla sua definizione.
Il problema della paura del tradimento e della gelosia risiede nelle premesse che organizzano l’esperienza della gelosia.

Chi e’ geloso parte dal presupposto (e quindi dalla premessa) che la gelosia sia sempre motivata da un certo comportamento del partner o da qualche evidente realtà. Ed allora il paziente che si rivolge alla psicoterapia cercherà di dimostrare quanto sia fondata la sua paura di perdere il proprio partner.
Ovviamente ciò comporta il dimostrare allo psicologo quanto la realtà dei fatti sia schiacciante e ineluttabile. Il punto e’ che queste dimostrazioni sono sempre fallaci perché non esistono fatti, realtà incontrastabili ma vissuti emotive, letture della realtà che sono proprie dell’osservatore. Si tratta dunque di utilizzare una modalità che appunto non sia di Problem Solving ma di Problem Setting.
Fintanto che il paziente non mette in discussione che la realtà che descrive sia una sua visione della realtà, una sua personale visione del rapporto difficilmente può venire a capo della situazione. Solitamente la premessa che vi e’ alla base del vissuto della paura del tradimento e della conseguente gelosia si collega alla paura che ci sia qualcuno di migliore, di piu’ attraente che potrà portar via il proprio amore.


Stiamo parlando di un problema che ha a che fare con la difficoltà a stare dentro la relazione attraverso un rapporto di reciprocità adulta. Immaginare il partner come un traditore significa immaginare i rapporti sempre come rapporti infantili dove regna la regola del “migliore”: chi e’ migliore merita di avere tutto mentre lo sconfitto rimane solo e sconsolato. Il lavoro con lo Psicoterapeuta si basa sull’analisi di queste rappresentazioni relazionali per poter aiutare il paziente a ritrovare una propria sicurezza personale da utilizzare dentro il rapporto affettivo. Non si tratta evidentemente di risolvere esclusivamente il problema della gelosia ma di affrontare il problema della fiducia nelle relazioni.

Quando si è vittime dell’ossessione da tradimento la prima cosa da fare è domandarsi: perchè ho paura di essere tradita?
Potrebbe essere per via del carattere del partner, troppo socievole ed espansivo al punto che il suo comportamento in certi casi può arrivare a destare in noi dei sospetti. In questo caso dobbiamo imparare a convivere con la sua personalità, accettandola per quello che è, considerando anche il fatto che se lo amiamo è anche per questo suo modo d’essere.
Potrebbe essere perché ci sentiamo insicure e la competizione con le altre donne ci fa paura. Anche in questo caso è necessario un approfondito lavoro su se stessi, al termine del quale dovremmo acquisire la consapevolezza che se lui ha scelto noi è perché ha trovato in noi qualcosa di speciale. Vivere una perenne competizione con le altre ci farà sempre sentire sempre in una condizione di inferiorità, accrescerà le nostre insicurezze, moltiplicherà i nostri timori di perderlo. Impariamo ad avere maggiore stima in noi stesse e non saremo più vittime dell’ossessione da tradimento.
Infine, l’ossessione da tradimento potrebbe derivare dall’avere già subito un tradimento da parte del partner, in questo caso il pensiero cui si è più soggette è quello che: se lo ha fatto una volta è molto probabile che lo rifarà… Liberarsi da questo pensiero è la prima cosa da fare. Se abbiamo deciso di tornare a fidarci di questa persona evidentemente avevamo dei buoni motivi per farlo. Può darsi che la nostra fiducia venga tradita nuovamente, ma vivere con l’ossessione che ciò accada non ce ne proteggerà quindi tanto vale affrontare con serenità il presente e guardare con ottimismo al futuro.




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mercoledì 23 settembre 2009

Tra amiche

. Tra amiche:
Ho scoperto che quel ... di mio marito e' anche un bugiardo patentato."
"Come l'hai scoperto?"
"Mi ha detto che ieri ha passato la serata con il suo amico Marco."
"E allora?"
"Io,,, ho passato la serata con Marco."

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