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giovedì 12 maggio 2016

SESSO ESTREMO



Il sesso estremo è un modo alternativo di divertirsi insieme. Naturalmente servono la massima complicità e il reciproco consenso.

Le pratiche principali del sesso estremo si riassumono con l'acronimo BDSM: ovvero bondage, dominazione, sadismo e masochismo. Per quanto riguarda il bondage esso consiste nell'utilizzo di corde, manette e tutto ciò che può legare dando vita ad un clima di schiavitù. Eroticamente rappresenta la voglia del "suddito", di lasciare il partner libero di fare di lui ciò che vuole. La persona diventa oggetto sessuale consenziente. Molto importante, in questa pratica estrema, è imparare a fare correttamente i nodi. Non bisogna esagerare in modo da non correre rischi inutili. Prestate, quindi, estrema attenzione all'acquisto del materiale necessario e studiate bene le regole che tale pratica impone. Se è la prima volta che praticate il bondage, partita con il light bondage. In questo caso le parti che si legano sono esclusivamente mani e piedi.

Nella dominazione ci si abbandona totalmente alla volontà del partner che può fare del compagno ciò che più desidera (sempre nel rispetto dell'individuo). In tale pratica un ruolo molto importante è anche la dipendenza psicologica che si viene a creare tra i due soggetti. La pratica della dominazione, nel sesso estremo, è un gioco erotico che va dal fisico allo spirituale, in una sorta di vera e propria filosofia. Il piacere ed il dolore, tanto fisici quanto psicologici, finiscono con il fondersi e confondersi tra loro, permettendo un costante aumento di adrenalina e godimento. Naturalmente molto dipenderà dalla fiducia reciproca, fondamentale in tutte le pratiche di sesso estremo. Individui troppo sensibili, o spaventati in partenza, devono sempre valutare bene una simile scelta.

Solo persone sane possono spingersi fino ad esperienze di sesso estremo. Nel sadismo il partner, impartendo sofferenza fisica al compagno, riesce a sperimentare un forte coinvolgimento erotico. Questo si deve alla sensazione viscerale di totale dominazione fisica. Nel caso di sadismo il soggetto, accogliendo la "violenza" su di sé, impara a sperimentare godimento da sensazioni apparentemente spiacevoli.



La schiava accetta di obbedire al meglio delle sue possibilità, di concedere se stessa a soddisfare ed esaudire i desideri del suo Padrone. La schiava rinuncia al suo diritto di godimento, piacere, comfort e gratificazione eccetto quello concesso dal proprio Padrone"; questa la prima regola.

Si procede con la lista dei desiderata del master e degli obblighi della slave; e si conclude con la safeword, la parola di sicurezza, l'unico mezzo a disposizione dello schiavo per interrompere un gioco troppo duro.

Il contratto tra il master e lo slave è un presupposto indispensabile nella pratica sadomaso; è fondamentale stabilire, prima di iniziare, il limite da non superare per fare in modo che l'intesa sia positiva e duratura. La dinamica padrone - schiavo spesso va oltre le lenzuola e, per questo motivo, è impensabile non attenersi scrupolosamente al patto. Il gioco deve essere SSC - sano, sicuro e consensuale: ciò significa che Dom e Sub devono condividere gli stessi obiettivi e rispettare le regole implicite ed esplicite che stanno alla base del gioco. Tali regole includono il rispetto della soglia di tolleranza del dolore dello slave, stabilita di comune accordo con il master, e la possibilità per lo slave di abbandonare il gioco recitando una parola d'ordine nota al master.

Le strade di questo labirinto emozionale, seducente e sensuale, sono impreziosite da bivi. Il gioco non coinvolge solo il corpo ma comprende mente ed anima. Per questa semplice ma totalizzante ragione, ciascuna relazione sadomaso è esclusiva e singolare, densa di varianti e di registri. Parlare di perversione sarebbe riduttivo ed approssimativo. Più completo, invece, il parlare di una complessa costellazione di dinamiche psichiche, capaci di illuminare i legami perversi che nascono all'interno della coppia.

Hegel insegna. Schiavo e padrone si motivano reciprocamente, l'uno esiste esclusivamente in relazione all'altro, in una dinamica che ribadisce e confonde i rapporti di forza. La relazione sadomaso è sempre strumentale al piacere e alla soddisfazione reciproca. L'ignoranza e il pregiudizio limitano l'orizzonte di chi ambisce al giudizio.
Il piacere e il dolore, l'orgasmo e l'agonia, si confondono, proprio lì, sulla soglia di un'esperienza senza ritorno, dove le sensazioni sono talmente forti e contrastanti da ingannare maliziosamente la percezione. La propria vulnerabilità e la sessualità recondita sono la chiave di accesso a questo mondo di piaceri nuovi e proibiti.

Confondere la libertà e l'esplorazione sessuale con il nichilismo significa limitare l'orizzonte della conoscenza del sadomaso agli aspetti brutali, violenti e traumatici, che non rendono il senso di un'esperienza complessa, sottile ed eterotopica, che presuppone cioè un diverso sistema di senso, in cui le leggi e le convenzioni morali risultano sospese.

Assumere il controllo su un altro essere umano, non sempre può essere visto come anomalia d'amore, ma può semplicemente essere inteso come una forma di diversità nel gioco sessuale. Lo slave, inerme e soggiogato al capriccio del proprio padrone, attende impaziente il verdetto e la punizione del padrone, che lo condurranno lì, dove il piacere si fa vertigine.


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mercoledì 20 gennaio 2016

COPROFAGIA e COPROFILIA



La coprofagia è un comportamento animale che consiste nell'ingoiare escrementi propri o altrui.

Molte specie animali si sono evolute per praticare la coprofagia, pratica dalla quale assumono sostanze preziose per la propria sopravvivenza; altre specie non consumano normalmente feci ma potrebbero farlo in condizioni inusuali. Abbastanza diffusa nel regno animale, è considerata in ambito umano come parafilia sessuale, che in un esiguo numero di pazienti è associabile a disturbi di schizofrenia.

Manifestazione psicopatologica consistente nella ingestione di feci attuata deliberatamente. Essa si osserva di solito in bambini subnormali od in pazienti psicotici  meno spesso in adulti schizofrenici e raramente in taluni stati demenziali. La coprofagia sta ad indicare un atteggiamento comportamentale di regressione verso stadi precedenti dello sviluppo mentale. Una interpretazione psicoanalitica vede in questa manifestazione uno spunto erogeno, quale tentativo di stimolare la zona erogena-bocca con la stessa sostanza che prima ha suscitato il piacere della zona erogena-ano. Per un altro verso il significato della coprofagia rifletterebbe il desiderio di ripristinare il proprio equilibrio narcisistico recuperando in qualsiasi forma ciò che è stato eliminato o perduto per altra via.

Secondo S. Freud le tendenze coprofile sono del tutto normali nel bambino che, soprattutto durante la fase anale non prova nessun disgusto per gli escrementi, ma ne è addirittura orgoglioso e li utilizza come mezzo di autoaffermazione nei confronti degli adulti. Con l'educazione le pulsioni coprofile sono gradualmente rimosse e l'interesse che inizialmente era rivolto alle feci è spostato su altri oggetti che le simbolizzano, fra cui, in primo luogo, il denaro. Freud sostiene che "nel bambino l'interesse per gli escrementi non è separato dagli interessi sessuali; la scissione fra i due interessi compare solo più tardi, e resta comunque incompleta una parte delle tendenze coprofile si mostra attiva anche in seguito, e si esprime nelle nevrosi, nelle perversioni, nei vizi e nelle abitudini degli adulti"
La psicoanalisi sottolinea anche l'importanza del piacere di odorare coprofilo andato perduto a causa della rimozione. In due lettere di Freud indirizzate a Fliess leggiamo, infatti, che "Le perversioni hanno un carattere animale e devono essere spiegate dall'effetto di sensazioni erogene che in seguito perdono la loro forza". Freud ricorda anche che il senso più sviluppato negli animali è l'odorato e quindi anche negli uomini l'urina, le feci, tutta la superficie del corpo ed anche il sangue hanno un effetto sessuale eccitante (11 gennaio 1897)... perché "adottata l'andatura eretta il naso si è sollevato da terra e con ciò una quantità di sensazioni interessanti, legate alla terra, sono divenute repellenti". Negli animali l'ano e la boccafauci mantengono il loro potere eccitante: "quando ciò avviene nell'uomo ne risulta la perversione".




La coprofilia è una parafilia caratterizzata dal particolare interesse per gli escrementi che diventano oggetto di piacere e, in alcuni casi, di eccitazione sessuale. Nelle pratiche erotiche BDSM e fetish consiste in una serie di giochi connessi alla defecazione.

In alcuni casi la coprofilia può essere correlata alla coprofagia; ciò accade soprattutto nell'ambito di giochi sessuali espletati all'interno di una relazione improntata a sadismo o masochismo, come espressione di sopraffazione o sottomissione di un partner nei confronti dell'altro, spesso con forti connotati di umiliazione. La pratica viene chiamata scat.

In ogni caso la pratica della coprofilia va attentamente valutata dal punto di vista dell'igiene, per i rischi connessi all'ingestione di batteri o virus contenuti nel tratto terminale dell'intestino o nelle feci. Queste pratiche, al contrario del pissing, comportano seri rischi per la salute del ricevente, in quanto le feci sono veicolo di infezioni a prescindere dallo stato di salute del donatore; inoltre, in presenza di epatite le feci sono il principale veicolo di trasmissione. Per quanto riguarda l'AIDS, le feci non veicolano il virus HIV in assenza di perdite di sangue.

Le feci non sono qualcosa di cui si va fieri, anzi, l’atto di defecare – benché comune a tutti gli esseri umani e non solo – è considerato estremamente intimo, quasi da tenere nascosto, come un segreto. Sarà forse questa sfumatura di proibito alla base della coprofilia, una particolare condizione che induce chi ne è affetto a provare eccitazione sessuale in presenza di escrementi.

Benché coprofilia e coprofagia non siano in alcun modo associate a disturbi che sfociano nella violenza, ritroviamo tali comportamenti in alcuni dei più efferati casi della storia criminale riguardanti serial killer. Tra questi si ricordano Albert Fish, noto come il lupo mannaro di Wysteria, e Gerald Stano, la cui tendenza ad ingerire escrementi a quanto pare sia stata causata in origine da una vera e propria necessità di nutrimento, data la totale noncuranza da parte della madre nei suoi confronti.

Tali pratiche portano anche al caso letterario del Marchese de Sade, il celebre scrittore, filosofo ma soprattutto criminale il cui nome è all’origine del termine “sadismo”. Nel 1785, il marchese diede vita ad una delle più oscene e controverse opere della letteratura francese, Le 120 giornate di Sodoma, tra i cui racconti – pornografici a tutti gli effetti – vengono più e più volte narrate scene che ritraggono le coprofilia e coprofagia.

Caratteristica dominante di queste attività è l’umiliazione di chi è “costretto” a defecare di fronte il proprio partner o invece della persona a cui toccherà mangiare le feci.



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martedì 19 gennaio 2016

IL SADISMO



Il termine deriva da Donatien Alphonse François de Sade, meglio conosciuto come Marchese de Sade (1740 - 1814), aristocratico francese autore di diversi libri erotici e di alcuni saggi filosofici, in cui è evidenziata la figura del sadico come individuo capace di compiere, con scientifica razionalità, ogni sorta di azione volta al male, rifiutando ogni limitazione imposta dalla morale comune e riconoscendo come unica legge il perseguimento e l'accrescimento del proprio personale piacere.

Molto cospicui sono gli studi sulla correlazione fra sadismo, masochismo e devianza, traumi, autolesionismo, attaccamento e abusi. Dalla letteratura psicologica e psichiatrica si evince come, al di là dei complessi profili psicologici degli interessati e delle motivazioni profonde che li possono condurre alla perversione, queste pratiche sono più spesso frequenti in soggetti di tipo borderline.

Disturbo della personalità caratterizzato da una modalità pervasiva di comportamento crudele, umiliante e aggressivo diretto verso gli altri. Il comportamento sadico si manifesta spesso sia nelle relazioni sociali, specie con i familiari, sia sul lavoro, ma raramente nei contatti con persone in posizione di autorità o di più elevato livello sociale. Nell'ambito dei disturbi sessuali, il sadismo si manifesta con ricorrenti e intensi impulsi e fantasie sessuali che implicano atti reali, non simulati, in cui è la sofferenza psicologica o fisica (oppure l'umiliazione della vittima) a essere sessualmente eccitante. Lo stupro o altri tipi di aggressione sessuale possono essere commessi da soggetti affetti da questo disturbo.

La coppia sentimentale si crea in base a determinati presupposti alcuni dei quali vanno dall’attrazione fisica  a quella caratteriale, per passare a tanti altri aspetti legati all’universo che ognuno di noi rappresenta e manifesta all’altro.


A livello psicologico, vengono focalizzati vari tipi di relazione amorosa che si caratterizzano per la peculiarità di base che unisce la coppia, un esempio è la “coppia sessuale” dove l’aggregante fra i due è  l’aspetto fisico-erotico, un altro è la “coppia fraterna” quella del così detto matrimonio bianco.

Quando si parla di relazione amorosa di tipo sadico-masochistico non si inquadrano le pratiche sessuali sadico-masochiste, ma un tipo di relazione affettiva che lega saldamente i due componenti attraverso una serie di caratteristiche psicologiche distruttive.

Di fatto, in questa tipologia di “amore” un partner assume comportamenti aggressivi  e dissacratori verso l’altro che subisce il suo dominio. Il “sadico” può attuare azioni e verbalizzazioni sminuenti e denigratorie, tradimenti e avere atteggiamenti forte gelosia che alterna a momenti di affetto e complicità verso il proprio partner.

Generalmente è un soggetto che nutre una forte rabbia che non riesce a gestire se non scaricandola verso chi gli sta vicino, è insicuro di sé ma lo maschera attuando comportamenti aggressivi, è poco stabile emotivamente  e trova nel controllo dell’altro un maggior potere e piacere dato dall’autoaffermazione che ne ricava. Le sue azioni sono definite sadiche perché lesive verso l’altro e la loro intensità varia in base al tipo di relazione costruita e al livello di sadismo e masochismo presente nella coppia.

Nei casi più tollerabili può rimanere una atteggiamento verbale sminuente l’altro, tanto da compromettere l’autostima del partner se il rimane nella relazione, mentre nei casi più gravi l’individuo “sadico” può produrre violenze fisiche, sessuali e psicologiche.

Dall’altra parte, il “masochista” è solitamente una persona fragile e sensibile, con evidente bassa autostima, spesso con forti vissuti di carenze affettive, che instaura una dipendenza sentimentale dal partner  visto come punto di riferimento fondamentale per la propria vita e fonte di autostima poiché  lo ha scelto e continua a volerlo.

Per questo motivo, i momenti di armonia confermano l’”amore” verso l’altro mentre le azioni aggressive e svilenti leniscono ulteriormente la propria autostima. Alla base di queste reazioni  c’è il fatto che l’individuo crede nelle parole del partner, che nel tempo attua una sorta di lavaggio del cervello, non mette in discussione le critiche che gli vengono fatte ma al contrario, spesso,  se ne prende ancor di più le colpe.

A maggior ragione, il mantenere la relazione col partner “sadico” lo fa sentire scelto e amato perché, pur se in modo negativo, l’altro gli procura continue attenzioni  e questo rende il masochista degno di amore.

Più i livelli di “sadismo” e “masochismo” sono simili, più la coppia diviene indissolubile. Pur non mancando liti, più o meno gravi, e periodi di distacco i due partner si attirano come due calamite e possono portare avanti per lungo tempo la loro storia d’amore che di amore in realtà ha ben poco, ma è una reciproca dipendenza data da problematiche psicologiche non risolte e non riconosciute.




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