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venerdì 20 maggio 2016

IL DIAVOLO FA LE PENTOLE......


Detto popolarissimo "il diavolo fa le pentole ma non i coperchi", e conosciuto anche in altre varianti: il diavolo fa la pentola ma non il coperchio; e, come testimonia il Tommaseo nel suo ottocentesco dizionario, il diavolo aiuta a far le pentole e non i coperchi. Il significato: è più facile fare del male che evitarne le ricadute negative. Il diavolo è presentissimo nella tradizione proverbiale come personificazione del male e degli istinti maligni che albergano negli esseri umani. I proverbi sono depositari di prudenza popolare e di buon senso o senso comune non di rado venati di moralismo. Per questo il diavolo vi figura spesso come cattivo o imperfetto consigliere.

Questo  antichissimo proverbio di saggezza popolare dalla valenza un po’ criptica in poche parole significa che le astuzie e le malvagità possono fornire il recipiente per contenere le azioni giudicate riprovevoli, ma non il coperchio per tenerle nascoste ovvero… tutto viene a galla!

Sappiamo tutti come le pentole e i coperchi siano complementari e come la sinergia dei due componenti porti ad un prodotto migliore. Dire che il Diavolo produca pentole e non i coperchi lascia intravedere che le sue azioni non sono complete e drasticamente imperfette.

Il Diavolo (l’azione, l’intenzione) fa le pentole (suggerisce le occasioni, prepara le situazioni, elabora i piani) ma non i coperchi, indica una metafora della capacità della coscienza etica di analizzare e trasformare le azioni e le pulsioni in riflessioni.

La morale è questa: è più facile fare del male che evitarne le ricadute negative. Nella tradizione proverbiale il Diavolo è presentissimo come personificazione del male e degli istinti malvagi che albergano negli esseri umani.


"Il Diavolo fa le pentole e le donne ci mettono i coperchi", non ha un significato dispregiativo come comunemente si è indotti a pensare dal sarcasmo ironico di chi lo rammenta.

Il diavolo (l'azione, l'intenzione e la volontà della femmina che è in noi) fa le pentole (suggerisce le occasioni, prepara le situazioni, elabora i piani), ma non i coperchi, metafora della capacità della coscienza morale (la donna) di contenere, analizzare e trasformare le pulsioni, le passioni e l'amore egocentrico che "bollono" all'interno del "vas hermeticum" in sentimenti amorosi, riflessioni morali e slanci di generosità.

L'impulso di obbedire alle tentazioni peccaminose generate dall'anima razionalizzatrice è femmina, ma la Felicità, che deriva dalle scelte morali (i coperchi) è Donna.

I coperchi sono stati sollevati con il femminismo e sono andati dispersi, perduti per sempre (per fortuna), perchè erano i coperchi della repressione e non del contenimento virtuoso.




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domenica 1 maggio 2016

L'AMORE TRA DONNE



Tra donne si ha molta più intimità, anche tra semplici amiche o scambiando due chiacchiere al bar con una sconosciuta ci si sente immediatamente più a proprio agio, figuriamoci da amanti. E’ questo che rende il sesso tra donne più intenso, e forse un po’  più perverso rispetto a quello con i maschi, si comincia dolcemente con molti baci, si possono utilizzare sex toys, frutta, dolci, dividersi tra più partner se si desidera qualcosa di più forte o lasciarsi coccolare dolcemente dalla propria anima gemella se si è più sentimentali. Propriamente quindi, non essendoci il pene, il sesso tra ragazze potrebbe essere inteso qualcosa di simile ai preliminari, forse un po’ più spinti, forse un po’ più intensi , rispetto a quello che si fa tra una coppia maschio-femmina; ma sicuramente più coinvolgenti, il girlpower non demorde mai.

Dagli anni Settanta ai Novanta, la spinta lesbofemminista è stata forte, e c’era il rifiuto per qualsiasi oggetto che richiamasse un pene. Oggi non è più una questione ideologica. Negli ultimi anni il mercato dei sex toys ha conosciuto una notevole espansione. L’oggetto più comune è lo strap-on. O cintura fallica.
Va precisato che nel mercato dei sex toys, le opzioni degli oggetti fallici sono principalmente tre. Oltre allo strap-on e al vibratore, c’è il dildo. Ovvero, il semplice oggetto fallico in lattice. Senza imbragatura e senza vibrazione.

L’amore tra lesbiche viene rappresentato in maniera totalmente finta: solo un amore fatto solo di baci e carezze.
La stimolazione esterna e interna (clitoridea o vaginale) vale per qualsiasi donna, sia essa lesbica o eterosessuale. E comunque in un uomo le grandi assenti sono le tette.

Nel mondo del sesso tra donne ci sono due grandi scalini da superare: i dildo da indossare e come arrivare alle zone calde in modo davvero fantastico.

L'approccio fisico tra due donne è molto coinvolgente, coinvolge tutto il corpo. Ma esattamente come tra uomo e donna, può esserci anche la paura di non essere all'altezza, di disattendere le aspettative e i desideri della compagna.
Nel nostro Paese il 40% delle adolescenti ha consumato almeno un rapporto saffico: un trend trasversale che va da Nord a Sud, prescindendo da differenze sociali e di reddito.
Con una coetanea, il percorso è a due, si assaporano le conquiste insieme attraverso una voglia di osare particolare. Mentre con una donna più grande ed esperta, il rapporto è capovolto: ci si affida a lei che guida, mentre la più giovane delle due è piena di voglia di scoprire, ma anche timorosa chiedendosi se potrà mai sbagliare qualche gesto.

Le carezze hanno un ruolo importante nei rapporti sessuali tra donne, forse anche ben maggiore rispetto a quello che hanno per le coppie eterosessuali. Le mani partecipano attivamente all'atto sessuale: l'atto amoroso tra donne è costituito in gran parte dai preliminari. Quindi masturbazione e titillazione reciproca, tenerezze, baci, cunnilingus.
Anale o vaginale, la penetrazione può avvenire con le dita, la lingua o con oggetti sessuali come sex toys, dildi, oggetti di uso comune e anche frutta o ortaggi di forme particolari.
C'è poi il fist-fucking, una pratica che consiste nell'introdurre la mano o il pugno nella vagina della partner. Si tratta di una pratica pericolosa, che può causare lesioni alle mucose, irritazioni o infezioni.



Il trend della «trasgressione omosessuale» (che è tutt'altra cosa rispetto all'omosessualità vera e propria) riguarda entrambi i sessi: «Nel 2000 - spiegano i curatori della ricerca - il 60% dei ragazzi aveva avuto almeno un'esperienza gay, mentre le donne erano solo il 20%. Oggi le ragazze ad aver sperimentato l'approccio saffico sono almeno il doppio».
La novità - in campo femminile - è però che ora si comincia più presto: dai 12 ai 15 anni la gran parte ha già avuto il suo primo rapporto lesbo».
Una donna sa bene che cosa piace a un'altra donna.
Le gambe diventano le porte spalancate a tutto un mondo fatto di percezioni in attesa di essere vissute. E allora la delicatezza si fonde al conturbante, la lingua esplora parti che prima solo il tatto aveva conosciuto. Il gusto del sesso si inebria degli spasmi dei corpi che si muovono per dare e ricevere un piacere lambito dalla carne e che cresce a ogni carezza dal sapore assuefatto di voglia allo stato puro.
A volte ci sono ragazze che si rifugiano nel  loro mondo e si mescolano con altre femmine perché necessitano di sensibilità e tatto. C'è chi vuole provare nuove esperienze, perché non più "colmata" dall'uomo. Spesso diventano "amanti" due grandi amiche, anche senza consumare il loro amore.

Da un sondaggio  condotto da tre università australiane su 19 mila persone emerge che le lesbiche sarebbero amanti migliori rispetto alle donne etero e raggiungerebbero più orgasmi. “Questi dati dimostrano quello che sappiamo: le donne privilegiano la qualità alla quantità, proprio in quanto donne” spiega Jannini. La vita di coppia e la sessualità delle lesbiche ripercorrono infatti le modalità tipiche femminili, dove le donne, per ragioni biologico – evolutive (per garantire la sopravvivenza dei figli le femmine avevano bisogno di un’unione stabile per assicurarsi l’appoggio del maschio), hanno la tendenza a creare e a mantenere la coppia. Fra i gay invece la creazione della coppia è più rara mentre è ricorrente la promiscuità.
“Le coppie lesbiche rispetto alle coppie fra maschi sono più stabili perché le donne tendono a fare il nido. E anche quando una delle partner è mascolina rimane con una psicologia femminile” sottolinea Simonelli. Inoltre danno meno importanza al sesso rispetto ai maschi: terminata la fase di innamoramento, la sessualità passa in secondo piano.

Rispetto ai gay le lesbiche sono meno numerose, meno visibili e forse per tutti questi motivi anche storicamente meno perseguitate a livello sociale e legislativo. Persino le fantasie erotiche aiutano a capire quanto la visione dell’amore saffico “disturbi” meno del sesso fra maschi. Sull’amore fra due lesbiche fantasticano sia le donne sia gli uomini eterosessuali, mentre il sesso fra maschi non è né sexy, né erotizzante per nessuno dei due.
Non è raro, in ogni caso, che una donna etero possa provare per un periodo della sua vita attrazione per il proprio sesso. Può succedere per curiosità, o in seguito a delusioni, abusi o violenze che la spingono a cercare in un’altra donna la dolcezza e l’intimità che crede non possa venire da un uomo. Oppure durante l’adolescenza, dove il confine fra sentimenti di amicizia e l’attrazione è molto sfumato. O ancora in condizioni di convivenza forzata fra persone dello stesso genere, come accade in carcere. In tutti questi casi però è sbagliato parlare di omosessualità, perché gli omosessuali sono coloro che hanno un interesse esclusivo e costante verso lo stesso sesso.




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venerdì 22 aprile 2016

COSA GUARDANO DI PIU' GLI UOMINI?



Gli uomini sono animali visivi e non possono fare a meno di guardare, ma sono anche un tantino superficiali, per cui tutti quei dettagli che notano le donne a loro sfuggono completamente. Non guardano che modello di scarpe indossi, ma guardano le gambe sopratutto se non indossi le calze. Non importa se sono lunghe, affusolate o un po' grosse, a loro fa sangue già il solo vederle.

Ma dopo questo primo impatto primitivo accendono i neuroni e gli scienziati hanno scoperto che gli uomini sono eccitati da donne che somigliano a loro. La ricerca è stata condotta dall'Institut des Sciences de l'Evolution de Montpellier che ha chiesto a 100 uomini di guardare una serie di foto di donne e di indicare quelle che secondo loro erano più attraenti; a un altro gruppo di 100 uomini sono state fatte vedere foto create al computer in cui era simulata una somiglianza. La maggior parte ha trovato attraente quelle donne che gli somigliavano. Questo potrebbe dimostrare anche il fatto che gli uomini sono più portati al colpo di fulmine e sono capaci di innamorarsi in 5 minuti (sentimento da confermare nel tempo, però).

L'attrazione sessuale è chimica e va ben oltre la bellezza del corpo. L'attrazione sessuale si nutre di odori, mistero, sguardi seducenti e sorrisi accattivanti che promettono mille delizie. Non smettere di essere te stessa e goditi la vita, non c'è niente di più eccitante per un uomo.

Cosa c'è di più sensuale e seducente del divertirsi assieme? Lui con te può abbassare la guardia e tu lasciati andare perché è divertente flirtare!

Lui vuole sentirsi orgoglioso di te perché tu sei una donna sicura che ha fiducia in se stessa e che conosce il suo valore. Gli uomini vogliono sentirsi sempre dei campioni perché hanno conquistato la più desiderata: ambiscono a sentirsi come il ragazzo più fortunato della stanza. Qui a trionfare è il cervello e non l'aspetto fisico: vuole solo essere sicuro che potrà presentarti a sua madre, farti conoscere tutti i suoi amici e accompagnarlo alle cene di lavoro.

Sei autonoma, hai una vita e sei indipendente, sei già una persona completa e soddisfatta senza di lui. Sei il massimo della seduzione per un uomo: già ti adora perché tu sei il meglio e non hai bisogno di lui, sei felice con te stessa e questa felicità ti rende sensuale.

Sei forte, non ti lasci abbattere. Hai grandi valori e fai sentire un uomo sicuro. La sensazione di sicurezza è uno degli elementi più importanti quando si tratta di far abbassare la guardia a un uomo, di conquistare la sua fiducia. E nei momenti di incertezza sai che l'unica cosa certa sei tu: così sei altamente eccitante.

Essere vulnerabili vuol dire essere aperte: esponi i tuoi punti deboli senza riserve. Mostra la tua fragilità e rivela cose di cui non sei orgogliosa o che rimpiangi: solo le donne forti lo fanno. La tua vulnerabilità emotiva lo fa sentire più sicuro e lo aiuta a mostrarsi vulnerabile e per questo ti trova eccitante.

La femminilità è un mix di una bella presenza e di atteggiamento: è tenerezza, nutrimento, dolcezza. Hai bisogno di lui e te ne prendi cura perché non importa quanto tu possa essere forte e indipendente: sai che sei sensibile e conosci le sue vulnerabilità e crei un rapporto in cui entrambi vi sentite a casa quando siete assieme.

Sei felice per la tua vita, per il tuo lavoro, perché hai degli obiettivi. Una donna felice è sexy.

I glutei sodi piacciono e tanto, ma agli uomini poco importa che il lato B sia perfetto. Loro sono incantati dal dondolio dei fianchi quando cammini, dalla sensualità con cui ti presenti e un bel lato B aiuta al primo approccio. Ma poi ci devi mettere anche tanta testa.

Non stare a guardare la tua taglia: grande o piccolo che sia, ai ragazzi il seno piace e di tutte le misure. Lo adorano e sono incantati quando generosamente lo mostri. Non farti problemi se è troppo piccolo o troppo grande, devi solo sentirti orgogliosa della tua fisicità e sprizzare felicità.

Un bel vitino da vespa e una pancia piatta sono il sogno di ogni donna, ma gli uomini vanno meno per il sottile. Una pancia piatta indubbiamente piace, ma i ragazzi se hanno davanti una bella donna, sensuale e femminile, non stanno con il metro in mano a misurare il punto vita, sono coinvolti perché è attraente e sexy.

Non nascondere le tue gambe perché le trovi storte, corte o grosse. Un uomo non sta a guardare questi dettagli, ma è colpito dal fatto che tu possa mostrarle con orgoglio e naturalezza. Le gambe sono sexy sempre e un uomo le trova eccitanti quando sono nervose, scattanti, ben esibite.



Dunque, fai il pieno di autostima, sfoggia il tuo sorriso più bello, accendi la felicità nei tuoi occhi e inizia a sedurre con allegria.

Logicamente i gusti dipendono dall’istruzione, dalla personalità o dall’età di un uomo e per questo non è possibile dare un giudizio di valore del tutto esatto. In ogni caso, nel corso degli anni si sono però venute a creare certe variabili che sembrano appartenere indifferentemente a tutti gli uomini.

Gli uomini preferiscono una donna che possa parlare di politica, religione, geografia, sport… Insomma, un vasto repertorio di argomenti con cui la donna possa dimostrare di essere acculturata e, soprattutto, che sappia difendere la propria posizione. Allo stesso tempo, gli uomini apprezzano una donna che sappia ascoltare, che sia ricettiva e che non si scandalizzi di fronte ad opinioni più radicali. L’uomo capisce così che la sua opinione è presa in considerazione e rispettata.

Secondo il dottor Paul Dobransky, psicologo ed esperto di relazioni, nei primi cinque minuti, gli uomini sono attratti da particolari dettagli fisici. Se si scende più sul particolare si scopre, sempre secondo l’esperto americano, che ogni uomo ha il suo particolare gusto ed è incredibilmente attratto da un singolo aspetto della donna: ‘In quei momenti non si tratta di personalità, intelligenza, carriera o qualsiasi altra cosa fondamentale per una relazione, ma è solo sex appeal’.

È il sorriso che li attrae? Un vestito succinto che accompagna un bel corpo? Sembrano entrambe ottime idee ma per andare sul sicuro l’unica cosa da fare è chiederlo ai diretti interessati. Un sondaggio realizzato da un sito americano, rivela cosa guardano gli uomini nelle donne: risposte davvero interessanti e anche una bella sorpresa.

Sembra davvero incredibile ma la maggior parte degli uomini giura di essere attratto, in primo luogo, dai capelli. Lunghi, brillanti e dalla capacità ipnotica sono il primo elemento che si nota da lontano. I capelli, poi, riescono a regalare una prima impressione sul modo di essere. Le donne con i capelli sani sembrano denotare maggiore personalità, intelligenza e sicurezza professionale, tutti elementi ritenuti importanti per una relazione.

Dopo i capelli, ad essere notati e scrutati sono gli occhi e i lineamenti del viso. Un bel volto accompagnato da uno sguardo intenso colpisce gli uomini molto più che un vestito troppo attillato e li spinge a cercare una conversazione e un primo contatto.

Al contrario delle aspettative, tra le cose che gli uomini guardano per prime, il corpo si trova ‘solo’ in terza posizione tra le preferenze maschili. Per avere un bel corpo, infatti, serve cura, dedizione e disciplina, tutte caratteristiche molto apprezzate in una donna.

Infine, lo stile di una donna sembra passare in secondo piano. Il modo di camminare e il tipo di atmosfera che si crea in sua presenza ovvero il tipo di coinvolgimento che provoca sono caratteristiche che sfuggono al primo incontro.






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giovedì 24 marzo 2016

IL TURISMO SESSUALE



Il turismo sessuale è un fenomeno che comprende viaggi volti a ottenere prestazioni sessuali da prostitute e "gigolò". Il viaggio è tipicamente intrapreso da turisti e turiste dei paesi benestanti verso i paesi in via di sviluppo e può implicare pagamenti in contanti o in natura.

L'Organizzazione Mondiale del Turismo definisce il turismo sessuale come «viaggi organizzati dagli operatori del settore turistico, o da esterni che usano le proprie strutture e reti, con l'intento primario di far intraprendere ai turisti una relazione sessuale a sfondo commerciale con i residenti del luogo di destinazione».

Questo tipo di turismo ha, secondo l'ONU, conseguenze sociali e culturali sia per i paesi d'origine sia per quelli di destinazione, particolarmente in quelle situazioni ove si sfruttano le diseguaglianze di sesso, età, condizione sociale ed economica delle popolazioni delle mete turistiche.

Motivo di ulteriore attrazione per chi pratica turismo sessuale possono essere anche ridotti costi dei servizi nei paesi di destinazione e (cosa tendente a favorire un incremento potenziale della criminalità):

prostituzione, sia legale sia soggetta a differenti applicazioni della legge;
riduzione dell'età del consenso, o indifferenza delle leggi verso questo aspetto;
accesso alla prostituzione minorile dove le proibizioni legali sono deboli o dove è più probabile che non siano fatte rispettare.

Il fenomeno, secondo una ricerca di Ecpat e dell'Università di Parma, è presente a livello planetario: Bangladesh, Brasile, Colombia, Nepal, Thailandia, Ucraina, Kenya, Europa e Africa.
Tali mete sono in continua evoluzione a seguito della spinta che anche l'informatica ha contribuito a dare nell'organizzazione dei viaggi e dei servizi. Questo aspetto, unito alla diminuzione del prezzo delle tecnologie digitali, ha dato l'opportunità ai turisti sessuali di veicolare con più velocità immagini o filmati delle loro vacanze, contribuendo in tal modo ad alimentare anche la diffusione del fenomeno pedopornografia, il che ha fatto sì che anche il legislatore italiano si adeguasse, prevedendo delle norme ad hoc.

Una singola città o regione può avere una particolare reputazione come meta del turismo sessuale. Molte di queste coincidono con i maggiori distretti a luci rosse, e ne fanno parte Amsterdam nei Paesi Bassi; Bangkok, Pattaya e Phuket in Thailandia; e Angeles, l'area della prima base militare delle Forze armate degli Stati Uniti nella provincia di Pampanga, Filippine.

Negli Stati Uniti la prostituzione è quasi dappertutto illegale, con l'eccezione delle aree rurali dello Stato del Nevada; queste sono diventate una destinazione di turismo sessuale per alcuni americani. Su un confine più stretto, anche molte altre grandi città degli USA sono destinazione per turisti sessuali domestici, nonostante siano previste multe per chi si prostituisce. Al contrario, la prostituzione è un'attività legale in un numero crescente di altri stati del mondo, in molti dei quali sono comprese le destinazioni.

La primaria destinazione del turismo sessuale femminile è l'Europa meridionale (principalmente ex Jugoslavia, Turchia, e Spagna), i Caraibi (principalmente Giamaica, Barbados e Repubblica Dominicana), parte dell'Africa, le Filippine e Thailandia. Tra le destinazioni minori ci sono Nepal, Marocco, Figi, Ecuador e Costa Rica.

Secondo un rapporto di Ecpat Italia (organizzazione che si batte contro lo sfruttamento sessuale dei bambini) salta fuori che gli italiani (per lo più uomini) sono ai primi posti come clienti di bambini fatti prostituire in Paesi del Terzo Mondo.

“Questa tendenza è molto allarmante”, spiega Marco Scarpati, presidente della sezione italiana dell’organizzazione. “Queste persone non sono pedofili. I pedofili abituali sono il 5 per cento, la maggioranza invece dei turisti sessuali è composta da persone che vanno all’estero per provare un’esperienza trasgressiva”, spiega Scarpati. L’organizzazione ha stimato che nel mondo ogni anno ci sono un milione di turisti sessuali che rivolgono le loro attenzioni a minori tra i 12 e 14 anni, e a volte anche più piccoli. I turisti che si rivolgono alla prostituzione minorile sono un terzo del totale.

A parlare del rapporto è anche il Daily Telegraph, che indica come le mete preferite dai turisti sessuali italiani siano il Kenya, Santo Domingo, la Colombia e il Brasile. Il turismo sessuale e la pornografia sono spesso gestiti da reti criminali internazionali e quindi l’unico modo per combatterli è quello di coordinare le attività della polizia a livello internazionale. Dopo l’Italia i turisti sessuali vengono da Germania, Giappone, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e recentemente anche Cina.

Il Kenya è tra i paesi più a rischio: da 10.000 a 15.000 bambine che vivono nelle aree costiere di Malindi, Mombasa, Kalifi e Diani sono coinvolte nella prostituzione occasionale – fino al 30% di tutte le bambine fra i 12 e i 18 anni che vivono in quelle zone. Fra 2.000 o 3.000 bambine e bambini sono inoltre coinvolti nel mercato del sesso a tempo pieno.

Secondo l’identikit del turista che va in cerca di sesso con minori realizzato da Ecpat l’età media si è abbassata (tra i 20 e i 40 anni); possono essere sposati o single, maschi o femmine (anche se la maggioranza sono maschi) stranieri o locali, ricchi o turisti con budget limitato. Possono avere un alto livello socio-economico o provenire da un ambiente svantaggiato. Lo studio distingue i turisti sessuali in tre distinte categorie: quelli occasionali (spesso in quel Paese per lavoro) sono la maggioranza ; poi ci sono i turisti abitudinari che acquistano residenze che abitano in alcuni periodi dell’anno; e i pedofili.

I motivi che inducono un turista sessuale ad andare alla ricerca di sesso da bambini e adolescenti sono diversi: tra questi “l’anonimato e l’impunità”, ma anche la ricerca di nuove esperienze: classico di un “consumismo sessuale”; la discriminazione che sconfina nel razzismo; la difficoltà nello stabilire rapporti paritari con le donne; la falsa credenza che fare sesso con bambini sia a minor rischio Aids”. Secondo stime dell’Organizzazione mondiale del turismo ogni anno almeno 3 milioni di persone partono per viaggi a scopo ‘sessuale’. Un sesto di loro, tra quelli che arrivano in America Latina e nei Caraibi, è a caccia di bambini o adolescenti.



Oltre seicentomila donne occidentali, tra cui 30mila italiane, allo scoccar delle ferie smettono gli abiti delle brave ragazze e si trasformano in vere predatrici sessuali.
Parliamo delle predatrici occidentali che ogni anno partono per vivere un’avventura con un gigolò.
Il fenomeno però per via della reticenza delle donne ad ammettere che il loro sia un turismo prettamente a scopo sessuale è difficile da calcolare. Questo anche a dispetto del fatto che per andare a letto con loro questi uomini o ragazzi vogliono essere pagati.

Ovviamente al momento di prenotare il viaggio, nessuna di loro (a volte anche madri separate con figlie) richiede viaggio con “avventura sessuale all inclusive”. Ma le stesse agenzie ormai hanno raffinato, in modo molto discreto, la scelta degli alberghi adatti da proporre.

Un viaggio nel deserto infatti, seppur con tutte le incognite del caso, può offrire l’occasione giusta per vivere una notte di passione con un affascinante tuareg o con una guida turistica ben predisposta “agli straordinari”.

E come è ormai risaputo da tempo in Giamaica non c’è neanche bisogno di farsi consigliare i luoghi o alberghi adatti dove poter trovare la preda giusta. Lì sono i ragazzi stessi a cercare donne attempate o giovani benestanti per uno scambio “culturale”. Si possono incontrarli al bar, sulla spiaggia o per strada. Basta uno sguardo e da entrambe le parti si sa già quel che si vuole.

Ma le donne sono conosciute per complicarsi la vita. E molte volte, si innamorano di questi uomini che se ne approfittano solo per avere un permesso di soggiorno permanente nelle città di origine delle sprovvedute turiste. E non mancano i commenti degli stessi gigolò di colore che nei vari forum presenti sul web, si vantano del loro successo e della propria superiorità e prestanza rispetto al maschio bianco.

Alcuni di loro hanno agende dove calendarizzano gli incontri. C’è l’amante vacanziera che torna ogni anno, ma anche quella per una sola notte. Il tariffario varia a seconda della prestazione. Come anche la forma di pagamento. A volte non c’è una vera e propria tariffa come al contrario accade per la prostituzione femminile. La prestazione può essere riscattata da una o più cene, vestiti, scarpe o gioielli.

Il più delle donne però non vuole, né ricerca alcun coinvolgimento affettivo. Vogliono viversi a 360° la loro sfera sessuale al pari di come farebbe un uomo. Insomma, per il semplice e puro piacere di farlo. Rivoluzione al femminile o semplice paura del tempo che passa?



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domenica 21 febbraio 2016

TUTTI I BENEFICI DEL FAI DA TE



Se un tempo era visto come una fase di passaggio fra l'adolescenza e l'età adulta, le ricerche attuali smentiscono questa credenza: l'autoerotismo accompagna uomini e donne in ogni fase della vita. La masturbazione può infatti continuare anche durante l'invecchiamento e rappresenta un bisogno naturale della sessualità. È importante iniziare a parlare di autoerotismo in maniera libera e limpida, liberando questa pratica dai tabù, dalla vergogna e dai sensi di colpa, espressione di un'educazione rigida.
Secondo i dati di un'indagine condotta presso l'Università dell'Indiana, negli Stati Uniti, quasi tutte le donne coinvolte nello studio hanno dichiarato di aver sperimentato almeno una volta nella vita la masturbazione, tuttavia solo il 7.9% delle intervistate tra i 25 e i 29 anni la pratica almeno tre volte alla settimana, contro il 23.4% della controparte maschile. Eppure per il sesso femminile l'autoerotismo può costituire un'occasione preziosa, in grado di migliorare il rapporto con la sessualità.
Attraverso l'autoerotismo è possibile accedere a una conoscenza intima del proprio corpo e scoprire il piacere nelle sue numerose varianti. Non è possibile indicare al partner i punti dove la percezione è più intensa senza aver sperimentato sulla propria pelle: toccarsi diventa esplorazione di sé, momento di libertà, ricerca di ciò che può rispondere ai nostri bisogni.
Con la stimolazione genitale aumenta la produzione di dopamina e ossitocina, rilasciata anche durante il parto e connessa alla gestione del dolore. I livelli di cortisolo si abbassano: diminuiscono stress e ansia, mentre si verifica un'impennata positiva dell'umore. Grazie al rilassamento a livello fisico e mentale, si riducono le tensioni nervose e si scaricano le emozioni: il rilascio di endorfine produce un'intensa sensazione di benessere.
Aiutando il rilassamento dell'utero, l'autoerotismo femminile contribuisce a dare sollievo ai dolori mestruali aumentando l'afflusso di sangue alla regione pelvica. Alcune ricerche effettuate negli Stati Uniti hanno evidenziato che la masturbazione può alleviare la sofferenza della Sindrome gambe senza riposo (RLS) e concorrere al migliorare del sistema immunitario.
Praticare regolarmente l'autoerotismo può aiutare le donne a rafforzare il pavimento pelvico e il tono muscolare della zona genitale. Molte donne sono convinte di non poter avere un orgasmo senza essersi date effettivamente il tempo e il modo per esplorare il corpo. Provare un orgasmo da soli è più facile che in due, se non altro all'inizio. Addentrarsi nei misteriosi meccanismi del corpo permette di raggiungere un sessualità nuova, più consapevole e matura, capace di un ascolto profondo verso il desiderio e in grado di decodificare ciò che riesce a scatenare il piacere. Un viaggio al centro di noi stessi.



Masturbarsi fa bene. Promuove il rilascio di endorfine, i neurotrasmettitori associati al sentimento di felicità che possono migliorare l’umore generale e combattere la depressione.  Produce una sostanza chimica chiamata ossitocina, che funziona come un antidolorifico naturale. Contribuisce a ridurre mal di testa e dolori muscolari.  Allevia lo stress e la tensione dopo una giornata stressante. Fornisce uno “sbocco sessuale” per le persone sole, per scelta o circostanza. Aiuta a indurre il sonno, o, al contrario, contribuisce a iniziare la giornata con più energia. Migliora il sistema immunitario e contribuisce alla salute generale. Rafforza il tono muscolare nella zona genitale e pavimento pelvico, che può portare a una vita sessuale migliore. Tiene liberi da infezioni a trasmissione sessuale, visto che è il tipo più sicuro di sesso. Aiuta le persone che soffrono di Sindrome gambe senza riposo (RLS), una malattia neurologica che causa dolore alle gambe, crampi, formicolio e prurito, (pubblicato sulla rivista medica Sleep Medicine ). Diversi medici negli Stati Uniti hanno avuto la conferma che aiuta i loro pazienti Possibili benefici per la salute per le donne. Combatte tensione pre-mestruale e altre condizioni fisiche associate al ciclo mestruale, come crampi. Allevia dolori mestruali, aumentando il flusso di sangue alla regione pelvica, che sarà anche ridurre i crampi pelvici e mal di schiena correlate. Costruisce resistenza alle infezioni da lieviti.  Permette alle donne di esplorare e capire i loro corpi meglio, così sapranno cosa gli piace quando hanno rapporti sessuali con un partner. Possibili benefici per la salute per gli uomini. Può aiutare a combattere l’eiaculazione precoce attraverso la formazione di durare più a lungo, è più facile mettere in pratica il controllo quando sul proprio.  Mantiene lo sperma sano. La masturbazione frequente aiuta a prevenire lo sviluppo del cancro alla prostata. I prodotti chimici che causano il cancro possono accumularsi nella prostata se gli uomini non eiaculano regolarmente.

"Trattenere il liquido seminale non fa sì che i suoi componenti 'ritornino' nel sangue," mi spiega un professore "Però, se il liquido seminale resta nel tuo corpo, significa che non stai facendo sesso né ti stai masturbando, e che perciò devi essere più pronto e vigile nel caso si presenti l'occasione. Penso che questa sia l'energia di cui si parla nel sesso tantrico. Imparando a mantenere un'erezione senza eiaculare fa sì che l'organismo esperisca un piacere più intenso. È vero per noi come è vero per i ratti. Questo aumento di 'energia' è più un fattore psicologico che propriamente fisico."

 "Alcuni uomini provano un forte sentimento di colpa legato alla masturbazione," dice il professore "Altri cercano di raggiungere l'orgasmo diverse volte al giorno, in maniera ossessiva. Alcuni uomini soffrono di entrambi i problemi. Questo meccanismo ossessivo-compulsivo li porta a masturbarsi frequentemente—forse troppo frequentemente, perché alla fine creano un rapporto di rifiuto verso il loro pene e il meccanismo di eiaculazione."

"L'erezione, sia per gli uomini che per le donne, richiede l'azione del sistema nervoso simpatico e di quello parasimpatico. Innanzitutto il cuore deve pompare più sangue nei tessuti. Poi, una volta che il sangue irrora la spongiosa—il tessuto spugnoso posizionato nella parte cavernosa di pene e clitoride, vicino alle labbra e in altri tessuti erettili—il sistema nervoso parasimpatico prende il sopravvento, facendo in modo che il sangue rimanga nelle zone genitali. C'è un meccanismo spinale nella zona lombare inferiore che serve a passare dal sistema parasimpatico a quello simpatico, che di conseguenza attiva l'orgasmo (e nell'uomo l'eiaculazione). Mentre hai un'erezione, questo meccanismo è inibito (tra le altre cose) da una diminuzione della serotonina."

"Quindi, se ti masturbi di frequente, finisci per essere in uno stato refrattario, che attiva il meccanismo di diminuzione di serotonina, ma che ora diminuisce o inibisce il sangue che fluisce nei genitali, perché mantiene il tono parasimpatico (che genera una contrazione dei vasi sanguigni). Perciò se ti rilassi per un po', dalle 24 alle 48 ore, diciamo, noterai che l'erezione successiva sarà maggiore. Comunque ognuno è fatto a modo suo, per cui una situazione ottimale per una persona può rappresentare una disfuzione per un'altra. Bisogna prendere caso per caso."


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mercoledì 17 febbraio 2016

QUANTE VOLTE LO FAI?



Ci sono quelli che lo fanno ogni giorno e coppie che si fanno andar bene la fatidica volta a settimana. Il maschio rude e testosteronico difende la dose (più si fa, meglio è) mentre la donna, almeno quella romantica, ribatte: meglio poco ma buono. Non mancano poi le dovute eccezioni. Mogli e fidanzate che hanno voglia di farlo ogni notte (di solito per i primi 3 mesi della relazione, poi ricominciano a pensare a non stropicciare vestiti e capelli) e uomini che dopo un paio di anni si stancano (di farlo con voi, perchè un uomo non si stanca mai).

Va bene, fare l'amore è una delle cose più belle della vita. E diciamo pure che per i primi quattro/cinque mesi di una relazione appassionante farlo più volte al giorno, dove e come capita è sano e naturale. Il problema di tanto ardore inizia a presentarsi se uno dei due partner, di solito lei, non regge il ritmo o subisce la cosa come un po' meccanica ed eccessiva. In questo caso c'è poco da fare, bisogna solo sperare nel suo buon senso, nella sua capacità di ascoltare i vostri profondi bisogni o nelle convocazioni per il calcetto.
Se lui vuole farlo sempre, ogni vostro rifiuto vi metterà addosso il panico del tradimento, e anche quando lui sarà tanto gentile da non farvelo pesare troppo voi vi sentirete in colpa. Inoltre, superata la prima fase della vostra storia, una frequenza del genere inizia a diventare un po' compulsiva.

Se la fase tutti i giorni è successiva a quella più volte al giorno forse state solo lentamente scivolando verso la normalità. Se invece è il vostro normale ritmo, anche dopo la prima fase della storia, forse siete solo molto fortunate - o molto stanche - a seconda dei punti di vista. Fare l'amore è bello e fa bene all'umore e alla pelle, quindi a meno che per voi non rappresenti un obbligo o che lui non lo faccia in modo frettoloso ed egoista non c'è nulla di male in questo tipo di frequenza. L'importante è che non diventi un chiodo fisso doverlo fare per forza, e che non rappresenti, per voi o per il vostro partner, l'unica misura del vostro sentimento. Perchè la stanchezza, lo stress e anche della sana occasionale non voglia sono all'ordine dei giorno e non fanno male a nessuno. Neanche alle vostre lenzuola

Secondo uno studio del Censis le italiane adorano farlo una volta a settimana. E sono anche molto soddisfatte. Le lenzuola hanno il tempo di asciugarsi al sole. E voi di andare in palestra, dal parrucchiere o di provare nuova lingerie ogni volta. La fantasia verrà stuzzicata al giusto punto, e la baby sitter per una sera ogni sette giorni potrete permettervela anche in tempo di crisi. Il sesso una volta a settimana sembra essere veramente una buona soluzione, almeno per le donne. Attenzione però a non farlo diventare la regola tipo timbro sul cartellino.

E a non farlo sempre e solo lo stesso giorno senza riuscire a darsi altri tempi, altri momenti o a capire le esigenze altrui. Perchè in coppia è fondamentale e bello continuare a sorprendersi e magari concedersi del piacere extra, quando capita e dove capita. Anche sulla lavatrice dove avete appena messo le lenzuola...

Farlo una volta al mese può andare bene solo se abitate molto lontani e non riuscite a vedervi mai. Altrimenti potrebbe essere la spia di un malessere, anche se le vostre lenzuola stanno meglio perchè subiscono pochi candeggi. Certo, se siete una coppia di lunga data potrebbe capitarvi una fase di stallo sessuale, un momento, lungo mesi o anche anni, in cui la relazione si basa più su altri tipi di scambi. In ogni caso, anche se il rapporto fratello/sorella va bene ad entrambi, cercate di parlarne e di capire le cause di quello che vi succede.



Italiani, popolo di pigri… anche a letto. Con il passare degli anni – sia anagrafici, sia per quanto riguarda la durata della coppia – si fa sempre meno l’amore. La fotografia poco esaltante è scattata dall’Osservatorio Tradapharma in collaborazione con Doxa Duepuntozero, con un’indagine condotta tra più di 1.500 persone, uomini e donne, di un’età compresa tra i 25 e i 65 anni.

I più attivi sono gli under 35 e coloro che sono impegnati in una relazione da meno di 5 anni, che fanno sesso due o più volte la settimana. La situazione cambia drasticamente dopo i quarant’anni: solo 3 coppie su 10 continuano ad avere più di un rapporto alla settimana e addirittura il 9% della popolazione non ha fatto sesso negli ultimi 6 mesi.

La maggior parte delle donne non è soddisfatta: il 73% delle intervistate sostiene di non raggiungere sempre l’orgasmo; il 20% lo raggiunge meno della metà delle volte. Spesso la causa riguarda le performance maschili: l’uomo arriva al traguardo troppo velocemente (lo pensano il 69% degli uomini contro il 61% delle donne) oppure non riesce a mantenere l’erezione durante l’intero rapporto (il 46% vs 33%) problema evidente già a partire dai 35 anni (48%).

A minare l'intesa sessuale della coppia è il calo del desiderio da parte di uno dei due partner: lo pensano sia gli uomini (74%) che le donne (76%).  E quando ci sono defaillance o problemi, non sempre si affrontano: 1 uomo su 4,  e 1 donna su 3 non ne parla con la/il partner, con conseguenze sul benessere sessuale della coppia. In generale, dall’indagine emerge una mancanza di attenzione al proprio benessere sessuale. Il 50% delle donne che hanno avuto problemi durante un rapporto sessuale, non ha fatto nulla per capirne le cause, e lo stesso comportamento si è avuto nel 40% degli uomini. Chi ha cercato informazioni lo ha fatto su internet mentre pochi uomini si sono rivolti al medico di famiglia o allo specialista, dato che trova conferma quando si scopre che il 79% dei maschi italiani non è mai stato dall’andrologo (addirittura il 5% non sa nemmeno chi sia).

Resta il fatto che siamo inguaribili romantici e che il sesso per noi è sinonimo di amore: l’85% degli uomini e il 91% delle donne pensa che il sesso migliore sia quello fatto, appunto, per amore.



Per essere una coppia felice, di quelle che funzionano, quante volte a settimana bisogna fare sesso? Tutti i giorni? 5 volte a settimana? O ne bastano meno? Il risultato di una nuova ricerca scientifica ha dato la risposta. Che è sconvolgente. Nel senso che stravolge completamente l’idea che, finora, hanno cercato di inculcarci in testa.

Le coppie più felici, stando alla ricerca, fanno sesso giusto una volta a settimana. La felicità dei partner, secondo quanto sostengono i ricercatori, non aumenterebbe con l'aumentare della frequenza dei rapporti sessuali. "È proprio vero che una volta a settimana non è mai abbastanza?", i ricercatori sono partiti da qui e sono arrivati a una conclusione: "Nonostante frequenza e felicità vengano spesso associate, questo collegamento non è significativo quando si oltrepassa la soglia di una volta a settimana. Oltre quella soglia non si registra nessun avanzamento in termini di benessere", ha spiegato la ricercatrice e autrice dello studio Amy Muise della University of Toronto. La ricerca si basa sull'analisi di sondaggi condotti su più di 30mila volontari americani nell'arco di quarant'anni. Per la maggior parte degli interpellati, "abbastanza sesso" corrispondeva a cinque volte al mese.

Gli studiosi, c’è da dirlo, si sono concentrati su individui con una relazione stabile, non prendendo in considerazione i single. "Una volta a settimana sembra essere la frequenza media dei rapporti sessuali in coppie di persone che stanno insieme da tempo - ha detto l'autrice dello studio - È possibile che costituisca la media perché una frequenza maggiore, semplicemente, non è associata a un benessere maggiore. Una volta a settimana potrebbe essere anche la frequenza giusta per mantenere abbastanza intimità tra i partner. È importante che si mantenga questa 'connessione' senza caricare l'altro di troppe aspettative, senza fargli pressione o obbligarlo a fare più sesso".

Ma c’è già chi critica la ricerca, per esempio George Loewenstein, professore alla Carnegie Mellon University: ‘’Per qualche ragione, sembra che le coppie che siano riuscite a trovare l'equilibrio in una sola volta a settimana siano le più felici. Ma fare sesso può significare tantissime cose: c'è il sesso fatto bene, quello fatto male e la qualità potrebbe essere ancora più importante della frequenza nel determinare la felicità di una coppia. In questo caso, invece, i ricercatori non hanno misurato la qualità".



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mercoledì 10 febbraio 2016

USCIRE DALL'ALCOLISMO



Un milione e mezzo di italiani che, secondo un’indagine dell’Eurispes abusa ogni giorno dell’alcol. In realtà, il numero s’innalza di molto se si considerano anche quanti si ubriacano «solo» più volte nello stesso mese: in tal caso si arriverebbe agli oltre tre milioni e mezzo di persone. Gente qualunque, con una famiglia, un lavoro spesso stressante e che si rifugia nella bottiglia per trovare la forza di superare i problemi di ogni giorno.
Fino a qualche decennio fa l’alcolista era soprattutto maschio e anziano. Oggi è esploso l’alcolismo giovanile e anche tra le donne è in aumento. Le donne cominciano a bere nel silenzio delle loro case, soprattutto per combattere la solitudine. I giovani, invece, iniziano a bere in compagnia, spesso già negli anni dell’adolescenza. Così hanno l’illusione che l’alcol li aiuti a superare la timidezza, li faccia diventare euforici e si convincono che possa semplificare loro la vita.
L’aumento dell’alcolismo giovanile è contraddetto da altri dati diffusi dall’Osservatorio permanente sui giovani, un organismo supportato anche dall’Assobirra, l’associazione nazionale dei produttori di birra, secondo i quali vi sarebbe una diminuzione dell’abuso di bevande alcoliche tra i giovani. Di altro avviso l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che in un dossier diffuso a Stoccolma lo scorso febbraio denuncia che l’alcol è la principale causa di morte tra i ragazzi (maschi) europei. Sono infatti 55mila i giovani tra i 15 e i 29 anni che ogni anno muoiono per incidenti automobilistici, avvelenamento, suicidi o omicidi, legati all’abuso di sostanze alcoliche.

L’alcolismo lascia segni irreparabili nell’organismo e nella psiche. Però, nel 70 o 80 per cento dei casi, dall’alcolismo, non associato ad altre dipendenze, si può uscire: importante è chiedere aiuto non appena ci si rende conto del problema.
Gli esperti, i medici e gli operatori che lavorano con gli alcolisti concordano nell’affermare che il modo più efficace per uscirne è la terapia di gruppo e, se il gruppo da solo all’inizio non basta, il ricovero in una comunità.
La guarigione non è mai veloce. L’alcol non è solo un problema di assunzione, ma di stile di vita. Devono arrivare a comprendere che il concetto di salute non riguarda solo il fisico, ma anche il sistema di relazioni, la psiche, lo spirito. E che il benessere globale della persona è una conquista che si fa giorno per giorno. In ogni istante noi facciamo delle scelte che possono dare salute o mancanza di salute e i cui effetti si vedranno anche a distanza di tempo.

L’alcol è un problema sociale che va affrontato come tale, in sintonia con la famiglia e i servizi pubblici del territorio. All’origine del bere c’è un disagio: se non lo si cancella, la persona prima o poi ricomincerà a ubriacarsi. Per questo è importante modificare l’ambiente in cui l’alcolista vive: maggiore è il numero di persone attorno a lui che stanno bene, maggiore sarà il suo livello di benessere, minore il bisogno di bere.

Gli alcolisti tendono a nascondere a se stessi e agli altri il loro problema, almeno per il primo periodo. Ci sono però dei segnali dai quali i familiari possono intuire l’esistenza di un problema legato all’abuso di alcol.

I parenti e gli amici  sono sempre le prime persone che si accorgono che il loro familiare o amico ha sviluppato una dipendenza da alcol. E sono i primi che cercano di convincerlo a cambiare quel rapporto con l’alcol diventato ormai problematico. Ma la persona con dipendenza da alcol difficilmente all’inizio riesce a vedere il suo problema con la stessa chiarezza con cui lo vedono i familiari.

Per descrivere questa situazione si parla spesso dell’ elefante invisibile ovvero di un grosso problema il cui diretto interessato, in questo caso la persona che ha problemi con l’alcol, non riesce assolutamente a vedere ma che piano piano diventa visibile ai familiari e agli amici e diventa visibile in tutta la sua grandezza.

Ecco perché il ruolo del familiare o amico diventa fondamentale nel percorso di cura di una persona con problemi legati al consumo di alcol perché è proprio il familiare/amico che identifica in primis il problema e che aiuta la persona con problemi legati al consumo di alcol a “vedere l’elefante” e ad iniziare un trattamento.



L’Osservatorio Digitale Media For Health (Analisi web delle fonti e dei forum che trattano problemi di abuso di alcol, realizzato per Lundbeck, 2012) ha mostrato come il percorso del familiare/amico di una persona con alcoldipendenza è un percorso fatto di tappe molto sofferte che possono essere rappresentate dalla figura sottostante.

Il familiare, sembra accorgersi o rilevare una situazione anomala nella relazione dopo molti anni o comunque non intercetta immediatamente il problema del proprio caro con l’alcol. Spesso perché il comportamento deviante viene messo in essere non continuamente ma in maniera altalenante, concentrando il bere magari nei fine settimana.  Inizialmente il familiare considera le tanto agognate bevute tra amici come delle simpatiche ed inevitabili bisbocce, sottovalutandone il significato e la portata, poi con il tempo riesce ad inquadrare correttamente la situazione valutandola da un’altra prospettiva.

La mancata intercettazione del problema  dipende soprattutto dalla non consapevolezza della misura accettabile del bere, perché molto spesso il familiare ha  tollerato per tanto tempo che il proprio caro bevesse una bottiglia di vino intera  dopo una giornata stressante di lavoro, o si concedesse di alzare il gomito con gli amici, ritenendo normale “quell’aver diritto ad un po’ di rilassamento” dopo una giornata stressante e faticosa.

Il problema, viene percepito dal familiare quando avverte la privazione affettiva-relazionale a cui lo confina il partner alcolizzato, quando cioè si accorge di trascorrere, seppur sotto lo stesso tetto, molto tempo non in compagnia ma in solitudine e si  sente privato di gioia, partecipazione ed interesse alla vita familiare, supporto e calore umano nella vita affettiva.

Ma sono soprattutto l’aggressività e la violenza a indurre il familiare a una più veloce riflessione sulla sua condizione, soprattutto laddove le scene di violenza verbale, psicologica e fisica abbiamo come spettatori i figli. Le madri, preoccupate che i figli crescendo imitino le gesta dei padri, decidono di andarsene o di far allontanare il padre.

La capacità di rendersi conto di essere stati privati di relazione affettiva e di stare male a causa del comportamento messo in essere dal proprio caro, varia da persona a persona e dipende dagli strumenti culturali a disposizione del familiare,  dall’informazione a cui ha accesso, dalla capacità di leggere con lucidità anche eventi spia – come il ritiro della patente, il fermo, saper riconoscere un  maltrattamento verbale, psicologico,  materiale – e di saperli giudicare correttamente, non come singoli eventi a sé stanti, ma come incipit probabili di involuzione della relazione.  Molti familiari raccontano di aver sopportato ingiurie e maltrattamenti per anni, sperando in un miracoloso ed improvviso rinsavimento dell’alcolista che “prima o poi” avrebbe smesso di bere per salvare la relazione di coppia, la famiglia, arrivando quasi a giustificare il comportamento molesto dell’alcolista, senza considerare che così facendo, hanno volontariamente abdicato alla propria dignità.

Una volta divenuto consapevole dell’esistenza del problema, il familiare prova a risolverlo da solo, adottando comportamenti, strategie e utilizzando parole che appartengono al suo bagaglio culturale e di conoscenze. Molto spesso questi suoi strumenti non sono efficaci e rischiano di rivelarsi non costruttivi.

Quando le sue strategie si rivelano inutili o inefficaci, molto spesso cade in depressione perché sente di non essere così importante per l’altro da determinare un cambiamento nello stile di vita. Il familiare si sente poco considerato, avverte di non esercitare nessuna influenza, rimane inascoltato, non utile nella vita della persona amata. Ma l’aspetto più grave di questo stato emotivo è rappresentato dal fatto che il familiare, esaurite le sue risorse interne, non pensi di ricorrere alle risorse esterne e di chiedere aiuto perché crede che nessuno possa fare altro per aiutare il proprio caro, avendo il familiare esperito qualsiasi tentativo di convincimento e soprattutto perché conosce la persona da tanto tempo e quindi crede di  capirla meglio di chiunque altro.

Spesso capita poi che il familiare sia reticente a chiedere aiuto perché prova vergogna ed imbarazzo per la propria condizione e quella della sua famiglia. Uscendo allo scoperto pensa di comprometterne la reputazione.

Molto spesso, l’alcolista è una persona che fa abuso anche di droghe e la comorbidità di due dipendenze disorienta maggiormente il caregiver e rende ancora  più difficile il suo tentativo di soccorso.

Quando il familiare realizza di non poter far fronte a queste difficoltà da solo, e in lui è ancora molto forte il desiderio di salvare la relazione seppur deteriorata,  compie il primo passo cercando di spingere e stimolare il proprio caro a recarsi o a rivolgersi a centri specifici di alcologia o recupero di alcolisti.

La maggior parte dei familiari afferma che l’alcolista non ammette di avere un problema con l’alcol e pensa di poter convivere con il suo problema. Sembra non volerlo riconoscere e avverte vergogna ed imbarazzo, sentimenti misti a rabbia e frustrazione. Questo accade quando il familiare prova a introdurre l’argomento, a farlo riflettere sul suo comportamento, sulla piega impressa dall’alcol alla sua vita e quando tenta di convincerlo a recarsi  in un centro.

Di fronte ai rifiuti espressi dal proprio caro di recarsi in un centro alcologia, è il familiare che ci si reca per stabilire un contatto, avere prime informazioni, essere formato su quale comportamento adottare, prendere conoscenza con il mondo della dipendenza e le sue problematicità.

Il familiare, dotato di nuovi strumenti, cerca di convincere l’alcolista ad andare in un centro apposito per il recupero.



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domenica 20 dicembre 2015

TIPI DI VAGINA



Un tempo erano gli uomini che si confrontavano i genitali, per vedere se erano come gli altri o si discostavano di molto. Oggi, sono sempre di più le donne, che vengono messe di fronte all’estetica della vagina, e in molte di loro nasce la domanda: “sono normale? È diversa da quella delle mie amiche, sarà brutta? Piacerà lo stesso agli uomini?”. Dubbi e timori che sempre più, portano le donne a chiedere un parere medico, o addirittura a prenotare un intervento chirurgico.

Così come per altre parti del corpo, i parametri della bellezza vaginale sono la simmetria, ad esempio, che in questo caso è riferita alle piccole e grandi labbra, la regolarità nei profili e l’armonia delle curve. Infine, ogni esito cicatriziale è considerato un macchia, anche in questa zona.
Anche la vagina si modifica nel tempo, in seguito alle gravidanze, ad interventi o semplicemente con l’avanzare dell’età. Ma ci sono donne, che, seppur giovani e senza figli, si interrogano sulla perfezione di questa parte intima. Innanzitutto, è bene precisare, che anche la vagina, così come il naso, le orecchie, le gambe e le altre parti del corpo, non è uguale in tutte le donne.
Se internamente l’apparato è all’incirca simile in tutte, la parte esterna può variare per dimensioni e forme. Ovviamente si tratta di differenze talvolta impercettibili, soprattutto agli occhi di un uomo, ma che possono creare complessi in alcune persone.

Ci sono donne che hanno le piccole labbra asimmetriche, oppure troppo lunghe e pendenti che oltre a non piacere esteticamente, possono procurare dolore nel rapporto sessuale, o dare fastidio quando si va in bicicletta.

Per questioni fisiologiche, l’adipe si può concentrare nella regione pubica creando un dislivello evidente rispetto alla pancia. Il grasso talvolta si deposita sul monte di venere, e solo un intervento chirurgico può rendere il profilo più armonioso e sensuale.

Può capitare una situazione contraria a quella precedente, ovvero che la percentuale di grasso sul monte di venere non sia adeguata, e quindi l’aspetto non è più turgido.

Circa un terzo delle donne ha le piccole labbra “sporgenti” rispetto alle grandi labbra, aspetto che peraltro viene considerato una variante della norma. Inoltre possono riscontrarsi differenze di forma o di volume, tra la parte destra e sinistra della vulva, come per tutti gli organi “pari” del corpo.
Se l’asimmetria è marcata e crea un disagio psicologico rilevante, oppure se le dimensioni eccessive delle piccole labbra causano fastidio nella vita di tutti i giorni (per esempio, nell’indossare i jeans) è bene parlarne con il ginecologo per evitare, ad esempio, di percepire come patologiche variazioni che sono invece del tutto normali.



La garage è un tipo di vagina molto spaziosa, l’ideale se si possiede una station wagon. Le grandi labbra sono proporzionate alle piccole, conferendo al tutto una sensazione di maestosità. La ragazza appartenente a tale tipo è molto simpatica ed estroversa; ama ballare, viaggiare, dipingere e godere dello spettacolo che la natura ogni giorno ci offre. È anche un’ottima fidanzata, per farla contenta però è necessario indossare una guaina dallo spessore di 15 cm. Vedete voi.

Un piccolo monolocale gradevole ed elegante, la trappola cinese è una forma di vagina che può recare molto piacere, ma che tende a trattenere colui che ci entra. Il carattere della ragazza che la possiede si adatta a tale conformazione: introversa, timida, fragile e parecchio possessiva, ma dotata di un cuore d’oro e di argomenti parecchio stimolanti.

Si ha quando le grandi labbra assumono l’accomodante forma del pane, mentre le piccole labbra sbucano timidamente ricordando due gustose fettine di pancetta. La ragazza con Burger pussy è molto sensuale, ama attirare i ragazzi stimolando i cinque sensi. È testarda, ambiziosa e sicura di sé. È anche un’ottima cuoca, consapevole di avere il potere di prendervi per la gola. L’unica cosa che vi chiede di procurare è la salsa.

La Barbie è quella forma nella quale l’osso pelvico sporge creando una specie di fiordo norvegese. È una ragazza che ama lo sport e l’aria aperta: generosa, cordiale e sempre disposta ad aiutare gli altri. A volte può sembrare un po’ immatura.

La Chicken presenta delle piccole labbra eccessivamente sviluppate, che fuoriescono dalle grandi creando un simpatico effetto pollame. La proprietaria di tale vagina è spesso un maschiaccio. Ama gli sport, sa cos’è il fuorigioco, guida facendo le curve con il freno a mano e cose così. Adora l’insalata non condita e le briciole di pane.

La revival ha una forma indefinibile, in quanto coperta da un’estesa e spessa coltre di peluria. Molto in voga negli anni ’80 adesso sembra essere esclusiva solamente di ragazze intellettuali, intelligenti, brillanti e con un poster di Hannah Arendt appeso sopra il letto.

L’accessoriata è piuttosto rara, anche se molto più comune di qualche anno fa. È la vagina che cerca di ricordare gli stilemi del classicismo barocco attraverso l’installazione di piercing o l’esecuzione di tatuaggi nelle vicinanze. Indice di un carattere estremamente estroverso, è una tipologia di vagina sfoggiata da ragazze con una profonda consapevolezza del loro corpo e un grande bisogno di libertà. Appassionate di arte o di poesia sono l’ideale per vivere una bruciante e fatua storia passionale.

La pettinera presenta sfavillanti fantasie grazie ad un sagace utilizzo del rasoio per i peli pubici. Possono infatti trovarsi triangoli degni di Cheope, stelle dalle punte perfettamente equidistanti, spirali ipnotizzanti o simboli della pace. La ragazza appartenente a tale categoria è una persona molto creativa. Riesce a trovare la magia anche nelle piccole cose e il suo carattere è segnato da uno spiccato ottimismo e da un innocente amore per la vita. Da sposare.

La Billy Wilder è quel tipo di vagina che, al di là della sua età anagrafica, sembra oramai ridotta sul viale del tramonto. Per capirci, le labbra sono più o meno come i lobi delle orecchie di un anziano Masai che ha usato gli orecchini con i pesi tutta la vita. La ragazza che la porta è molto sensuale, gentile, rispetta le libertà altrui, non concepisce il possesso ed è sostanzialmente la partner migliore che si possa trovare. Oh, non si può aver tutto.

Perché una donna arriva ad aver paura di avere una vagina troppo larga?



Ci possono essere due casi. Nel primo, si tratta di un commento, riferimento, atteggiamento da parte del proprio partner, che più o meno velatamente lascia intendere che durante il rapporto vaginale non “sente” abbastanza.

La frizione del pene con le pareti vaginali è ciò che crea la maggior parte del piacere sessuale sia nell’uomo, che nella donna.  Se il partner si lamenta di non “sentire” abbastanza, significa che sente di non provare abbastanza piacere durante la penetrazione vaginale. Una donna può anche aver paura che la propria vagina sia troppo larga perché magari nota che il partner ha una certa predilezione per il sesso anale: una penetrazione anale dà sicuramente all’uomo una maggiore sensazione di “frizione” e contenimento e molti potrebbero trovarla di per sé più piacevole della penetrazione vaginale. Questo per molte donne è totalmente indifferente, tuttavia per alcune questa “scoperta” ha un profondo impatto emotivo.

Nel secondo caso potrebbe essere la donna stessa a lamentare una bassa sensibilità e a non provare sufficientemente piacere cosa che può portare all’anorgasmia, ossia l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo attraverso la penetrazione.

Troppo larga per cosa?

Inoltre, potrebbe essere una questione di “giusta combinazione”. Come nel caso del pene, anche le vagine hanno varie forme e dimensioni. Per quanto riguarda la lunghezza, questa va in media dai 7 ai 12 cm. Avere un partner che ha un pene molto lungo può essere drammatico e causare anche dolore durante il rapporto. Per altre, un partner di più modeste dimensioni può rivelarsi poco soddisfacente. Tuttavia, la verità è che ciò che risulta “piccolo” per una potrebbe essere perfetto per un’altra. Insomma, si tratta sempre di trovare la combinazione giusta.

Per quanto riguarda l’apertura, invece, potete stare tranquille. La vagina non è un “buco” . E’ più che altro uno “spazio potenziale” che rimane intatto nonostante quanto sesso facciate e quale sia la dimensione del pene del vostro partner. La vostra vagina è perfettamente elastica è in grado di contenere il più grosso dei peni, così come farvi provare piacere anche quando il vostro lui ha un diametro più ridotto. Non è vero neppure che più sesso si fa, più la vagina diventerà larga. Le pareti della vagina sono estremamente elastiche e si possono allargare fino ad contenere senza problemi la testa di un bambino. Nemmeno il più grosso dei peni non riesce ad avvicinarsi a queste dimensioni.

Quello che determina la capacità contenitiva della vostra vagina è il muscolo che la circonda, il muscolo PC (pubococcigeo). Più questo muscolo è tonico, maggiore sarà il controllo della vostra vagina che avrete durante il rapporto. Avere un buon controllo di questo muscolo consente di contrarre le pareti della vagina al momento e nella maniera giusta. Questo significa che anche voi giocate una parte fondamentale nel determinare le sensazioni che sia voi che il vostro partner proverete durante il rapporto sessuale. Questo tipo di controllo può essere raggiunto facilmente con gli esercizi di Kegel, un’attività piacevole da svolgere, che consiste nel contrarre e rilasciare ripetutamente i muscoli che circondano la vagina, gli stessi che si utilizzano quando si cerca di trattenere la pipì.

E’ stato verificato che si può perdere tonicità del muscolo PC in seguito a veloce e consistenti modificazioni del proprio peso corporeo, modificazioni dei livelli ormonali o ad interventi chirurgici. La causa più comune della perdita di tonicità del muscolo PC è il parto. A volte servono mesi, e in alcuni casi varie ore di esercizi di Kegel, prima che la vagina torni allo stato iniziale.




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martedì 15 dicembre 2015

DONNE E CAVALIERE



Al di là dei profili di rilevanza penale, l’inchiesta barese sul giro di escort messo in piedi da Gianpaolo Tarantini ha riportato in primo piano le dame del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma quante sono le amiche del Cavaliere che in questi anni si sono avvicendate, a vario titolo (anche solo come invitate alle cene galanti), alle sue feste?

Il presidente innamorato delle donne. Serialmente, ma non importa. Oltre che a Ruby il soprannome «rubacuori» calza anche a Silvio. Chi pensa che le olgettine, le parlamentarine, le ragazze di Arcore e di palazzo Grazioli, siano delle arrampicatrici in cerca di schermi tv e assegni, se ne faccia una ragione.

Lo avrebbero adorato anche se al posto del doppio petto blu di Caraceni avesse avuto una tuta blu da benzinaio? . Molte di loro parlano d'amore, e non è solo Nicole Minetti a farlo nell'aula del Tribunale. O Francesca Pascale, first girl in carica, colei che oggi è temuta nelle stanze del potere Berlusconiano. Chi deve subire l'effetto zarina, si arrende: «Quando il presidente si innamora...». E il fatto è che è sempre innamorato.

Difficile tenere i conti dopo (e durante) Veronica, la seconda moglie che oggi si gode i 100mila euro al giorno garantiti dalla separazione legale.
Insieme alla Minetti, una folla. Ci sono state escort, ospiti disponibili a feste mascherate, amiche, mantenute a vario titolo. E poi le «innamorate». Prima fra tutte l'ape regina, Sabina Began, sospettata di essere la grande organizzatrice dei party a palazzo Grazioli.

Il tatuaggio sulla caviglia parla chiaro: «L'incontro che mi ha cambiato la vita: SB». «Io lo amo, adoro Berlusconi e voglio che sia felice», raccontava. Difficile non adorare chi ti ha sistemato per la vita, come spiegavano Tarantini e Lavitola in una telefonata intercettata dalla procura di Napoli: «Se vedi la sua casa dici non è possibile perché sembra la casa di Onassis».
Anche di Roberta Bonasia, di Nichelino, miss Torino anni fa. Passione svelata da una telefonata intercettata tra Emilio Fede e Lele Mora: «Roberta Bonasia ha preso possesso di tutto. Pretende tutto. Lui è preso...». E anche papà Bonasia era favorevole: «Magari fosse vero». Perché anche i padri non sono più quelli di una volta. Ma quella con Roberta è una storia interrotta e dall'entourage del presidente spiegano: «Lui non era pronto».

I requisiti per piacere a Berlusconi sono in fondo sempre gli stessi: corporatura esile e forme al posto giusto, carattere vivace e aperto alle esperienze. Le candidate giudicate idonee al ruolo sono state tante, e molte sono rimaste sul libro paga del presidente. E non pensate male, era necessario ricompensare il fatto che con lo scandalo bunga bunga avessero perso onore e lavori.

Nel librone delle favorite - saltando il capitolo under 18 Ruby e Noemi Letizia (niente sesso per carità) - troviamo Patrizia D'Addario, Barbara Montereale, Maristel Garcia Polanco, Barbara Faggioli, le gemelle Eleonora e Imma De Vivo. Solo per citarne alcune.

E adesso lei, Francesca, che in pochissimi anni da ballerina di «Telecafone» è diventata prima presidente del comitato «Silvio ci manchi», poi consigliera provinciale, fino all'endorsement sentimentale di Silvio: «Sì, è ufficiale, sono fidanzato. È una ragazza bella fuori e dentro, dai solidi principi morali, dalla grande allegria».

E così Francesca è stata presentata in famiglia, fa jogging insieme a Daniela Santanchè, va a fare shopping scortata dai body guard, con un'alzata di sopracciglio sottolinea ospiti graditi e meno. Lui sembra pacificato: «Abbiamo "solo" 49 anni a separarci. Ma lei mi vuole bene e io la ricambio».


Tutte con un sogno nel cassetto: diventare famose al fianco di uno degli uomini più potenti d'Italia. Sono le "papi girls" che in questi anni hanno fatto la loro comparsa a fianco di Silvio Berlusconi: ad alcune è stata attribuita una storia vera e propria, per altre la presenza nella vita del Cav è emersa solo per via delle carte giudiziarie. Su tutte la ha avuto la meglio Francesca Pascale che si è conquistata il ruolo di "fidanzata ufficiale" con tanto di annuncio pubblico da parte del leader del Pdl in diretta televisiva da Barbara D'Urso alla fine dell'anno scorso.

La consigliera provinciale azzurra è riuscita a sbaragliare la concorrenza di un esercito molto agguerrito e corposo: il settimanale "Oggi" a marzo del 2012 aveva contato 130 ragazze, giovani e giovanissime, rosse, more e bionde che avrebbero fatto carte false per sistemarsi definitivamente a casa Berlusconi. Tra tutte Sabina Began, soprannominata l'Ape Regina che non ha mai fatto mistero del suo amore per il Cav, che si è fatta tatuare sulla caviglia le iniziali di lui accompagnate dalla frase "L'uomo che mi ha cambiato la vita", e Nicole Minetti che durante l'udienza in Tribunale del processo Ruby, ha fatto la sua dichiarazione d'amore a Silvio.

Sulla stessa linea Barbara Guerra che ha difeso a spada tratta Berlusconi spiattellando al mondo il sentimento che la lega a lui. E ancora: Evelina Manna che descrive Berlusconi come un uomo tenero e romantico, che si addormenta "a seggiolina", "abbracciato" con lei e la "mentina in bocca"; Darina Pavlova che fece coming out nel 2012 raccontando la storia di otto anni ("fu vero amore") prima sbocciata con una notte di fuoco a Washington; e Katarina Knezevic, Miss Montenegro, entrata a 18 anni alla corte di Arcore che per tre anni si autoelesse fidanzata ufficiale di Berlusconi: "Sono ancora innamorata di Silvio, come e più del primo giorno. Mi sento distrutta, ma so che vincerò", aveva dichiarato al Fatto quando ancora pensava di poter insidiare il trono della Pascale. Poi ci sono Noemi Letizia, Patrizia D'Addario, Maria Ester (detta Marystelle) Garcia Polanco, Barbara Faggioli, Eleonora e Imma De Vivo (definite da Berlusconi 'un amuleto'), Alessandra Sorcinelli, Elisa Toti, Iris Berardi, Raissa Skorkina, Raffaella Fico, Miriam Loddo.

Poi c'è Ruby di cui, ormai, si è detto e scritto tutto.

L’ultima, come sappiamo, è Francesca Pascale: nata a Napoli, quartiere Fuorigrotta, il 15 luglio 1985, fondatrice del club “Silvio ci manchi”, ex volto di Telecafone, ed è ora l’unica che entra ed esce da tutte le residenze milanesi e romane di Berlusconi.

Il 16 dicembre 2012, Silvio dichiarò pubblicamente di essere fidanzato con la ragazza napoletana. Ma ricostruiamo, per date, le varie tappe che l’hanno portata ad essere ufficialmente la sua compagna fissa. 5 ottobre 2006, la Pascale giovane militante di Forza Italia, lascia il numero di telefono a Berlusconi. Maggio 2009, separazione di Berlusconi da Veronica Lario, e la Pascale cerca di farsi avanti (lui che le risponde “non posso darti il futuro che ti meriti”). Natale 2011, primo grande passo verso il fidanzamento: la decisione della Pascale di stargli comunque vicino, malgrado le sue frequentazioni con le varie donne.

Prima uscita pubblica, fine novembre 2012, tribuna dello Stadio San Siro, Silvio e Francesca mano nella mano per assistere a Milan-Juventus. Poi, famosa la foto scattata alla stazione Termini, gli ultimi giorni di dicembre, con la coppia che scende dal Frecciarossa mano nella mano. Dopo, quella diffusa a gennaio, intorno al tavolo di casa apparecchiato per il pranzo di Natale. Ma pare proprio che sia stata la sera del 10 gennaio, in quei festeggiamenti a Palazzo Grazioli, dopo puntata la puntata di AnnoZero di Santoro dove Berlusconi andò ospite, a far sì che la Pascale traslocasse definitivamente nelle sue dimore. E le altre tutte fuori.

Poi, ci sono state le elezioni, e lei sempre nell’ombra, ma presente: presenza fissa, ma senza essere messa in mostra. Fino all’estate scorsa, quando a inizio agosto, in quel comizio sotto il palco fuori da palazzo Grazioli, lei si è fatta fotografare, e intervistare (nel settimanale di famiglia, Chi, si è parlato di un amore solido e grandioso), molto sicura di sé nel ruolo di donna ufficiale di Berlusconi: sempre un passo indietro, affettuosità mai esibite, e in quei giorni entra in scena anche il cagnolino Dudù. A fine settembre, infine, l’intervista a Vanity Fair, in cui la Pascale dice “Berlusconi mi deve solo dire sì”.



Ma c’è ancora qualche donna che riesce a restare nel cerchio magico della Pascale, anche se poche. Si tratta di amicizie potenti, che puntellano la sua presenza vicino al grande boss. La prima è proprio Marina Berlusconi: questo è il vero colpo da 90, nessun’altra si è mai fatta fotografare con lei, a dimostrazione dell’appoggio indiscusso della famiglia. Al secondo posto c’è Maria Rosaria Rossi, senatrice (divenuta celebre per essere stata intercettata al telefono con Emilio Fede. Lui: “Ho anche due amiche mie…”. E lei: “Che palle che sei… quindi bunga bunga, 2 di mattina, ti saluto…”). Lei è una delle amiche fidate, insieme, a Barbara Saltamartini (deputata Pdl alla Camera, una di quelle che l’ha difesa dopo le uscite della Bonev), Jole Santelli (sottosegretaria al Lavoro e alle Politiche Sociali, che definisce il cerchio magico “siamo soltanto amiche”), Micaela Biancofiore (che disse della loro relazione: “è amore puro”), Nunzia de Girolamo (ministro delle Politiche agricole), la senatrice Maria Rizzotti, e Alessia Ardesi detta “la dama bionda”.

Le frequentazioni delle altre, invece, vanno invece via via affievolendosi. Luoghi off limits le dimore di Berlusconi, sia per le aspiranti attrici, showgirl, modelle in cerca di qualcosa, sia per le altre donne della politica (a partire dalla deputata Daniela Santanchè, che dopo il fidanzamento tra Berlusconi e la Pascale, le sue visite a Palazzo Grazioli si sono diradate; per arrivare alla Brambilla o alla Carfagna).

Per quel che riguarda il mondo esterno alla politica, i gironi nelle quali si muovono queste ragazze, sono due: quello milanese e quello romano. A seconda degli spostamenti del capo, loro partivano per le diverse destinazioni: Villa San Martino o Palazzo Grazioli. Per alcune, quelle frequentazioni dovevano essere una porta per sfondare nel mondo dello spettacolo, per altre servivano solo per aiuti economici, per altre ancora per l’apertura di attività commerciali, o acquisto di immobili. Dopo l’arrivo della Pascale, molte di loro non hanno più avuto contatti con l’ex Premier. Il processo di primo grado (capitolo Ruby) si è concluso con la condanna a sette anni per Berlusconi, ritenuto colpevole di concussione e prostituzione minorile: le tre giudici hanno chiesto alla procura di procedere a carico di una lunga serie di testimoni che avrebbero detto il falso, tra questi molte ragazze: Eleonora e Concetta De Vivo Marysthell Polanco, Raissa Skorkina, Roberta Bonasia, Michelle Coincecao, Barbara Faggioli, Lisney Barizonte, Joana Visan, Cinzia Molena, Marianna Ferrara, Manuela Ferrara, Miriam Loddo, Joana Arminghioali, Francesca Cipriani. Sono andate in aula a dire sotto giuramento che le feste di Arcore erano solo cene eleganti. Ma hanno anche ammesso di aver ricevuto regali, auto, case e una paghetta di 2.500 euro al mese che continuano a incassare ancora adesso.



Barbara Guerra (nata il 16 maggio 1978 a Mariano Comense, Como) è una showgirl e l’ex fidanzata del calciatore del Milan Mario Balotelli. Fa parte del gruppo storico del bunga bunga, ex-olgettina, e papi girl. La foto dal cellulare di Barbara più famosa è con lei vestita da poliziotta, con un’aderente uniforme, e aveva dichiarato “Silvio utilizzava questo per sculacciare me, in quelle notti”. Molto attiva sui social network, dopo che la Pascale ha iniziato a fare piazza pulita intorno a Berlusconi, e a dichiarare di essere la sola fidanzata, ottobre 2013 ha scritto su twitter: “BarbarWue wue e’ arrivata Pascall a fare pulizia..! Maaaacaaaandoculo finta signora Di Sto cazzo monnezza Sei e monnezza rimani a vita!cessa falsa”, e poi ancora: “Silvio ha fatto ripulire Napoli Dalla monnezza e Durante la raccolta differenziata si e’ portato a marciore , ops Arcore la scrofa de pascal. E non dico questo per invidia,io ho la mia vita.solo che mi fa schifo Sta finta sig.ra, peggio delle latinoamerica..tu vuoi solo I suoi soldi”. Ora dice di essere serenamente fidanzata, e posta continuamente foto dai posti di vacanza.

Francesca Cipriani d’Altorio (nata il 7 marzo del 1984, a Popoli, in Abruzzo), lei ha ammesso che era ad Arcore il 19 settembre 2010, durante una di quelle notti bunga bunga. La procace ragazza del “Grande Fratello” aveva inviato un sms ad un’altra ragazza che diceva: “tutto è ok. Mi ha dato un braccialetto d’oro e ogni ragazza ha ricevuto duemila euro… Ero sicuro che l’avrebbe fatto”. Partecipa poi anche a “la Pupa e il Secchione”, passa alla cronaca per grandi litigi animati, in cui finisce sempre all’ospedale: prima con Lele Mora e per ultimo con il fidanzato (risalente a settembre 2013). Vive a Lozzo Atestino, con l’ex tronista Marco Pavanello.

Maria Esther Garcia Polanco, in arte Marysthelle (nata il 23 dicembre 1980, Repubblica Dominicana) , è una delle poche ragazze che hanno ammesso di aver dormito con il Cavaliere. Emilio Fede considerava “pericolosa” la ragazza dominicana, poiché della droga e un coltello sono stati trovati nella sua auto. Era fidanzata con Ramirez Della Rosa, condannato per 8 anni, accusato di spaccio di droga, e diversi chilogrammi di cocaina sono stati trovati nella residenza dell’Olgettina. Della Rosa è stato trovato anche alla guida di un’auto di proprietà di Nicole Minetti. Da novembre 2011 Marysthelle è ancora sul libro paga di Silvio, che riceve un importo mensile di denaro (2500 euro), così come tutti i membri dell’ esercito del bunga bunga. Ora vive in Svizzera, con il marito Westher Molteni, giocatore di basket del Lugano Tigers, e aspetta un figlio da lui.

Barbara Faggioli è sarda (nata nel 1986, a Cagliari). Silvio Berlusconi non ha mai esitato a darle una mano quando era in difficoltà, e le ha offerto l’opportunità di lavoro all’interno del suo regno televisivo. Ha partecipato a vari programmi televisivi: Camera Cafè (Italia 1), lo Show dei Records (Canale 5) e un paio di fiction su Rai 2. Il piano di Silvio era di farle fare la sua corsa per un posto nel consiglio comunale di Milano. Nel frattempo è stata reclutata nell’esercito del bunga bunga. Dialoga spesso con la Minetti (famoso il messaggio “mi rimangono mille euro, devo far cassa”, risalente al maggio 2012). Ora è fidanzata con il cestista Danilo Gallinari.

Barbara Matera (nata il 9 dicembre 1981 a Lucera, provincia di Foggia), ha studiato – per qualche tempo – Scienze della Formazione, ma non si è laureata mai. Europarlamentare. Ha partecipato al concorso di bellezza Miss Italia, nel 2000, ma non ha fatto la finale. E’ apparsa in film, serie TV, programmi TV, fino a quando Silvio Berlusconi ha deciso di cercare “volti giovani, facce nuove, per rinnovare l’ immagine d’Italia e del Popolo della Libertà”, e aveva scommesso su di lei. Di lei, Silvio ha detto: “Lei ha una laurea in Scienze Politiche, Letta me l’ha suggerita: lei è fidanzata con il figlio di un prefetto suo amico”. Secondo Marco Travaglio, da agosto 2007 a marzo 2008 ha ricevuto tre bonifici da Silvio, per un totale di € 95.000 ( £ 78.500 , $ 127.000). Il suo modello politico è Mara Carfagna.

Raffaella Fico (nata il 29 gennaio 1988 a Cercola, provincia di Napoli). Proviene anche lei dal “Grande Fratello”. Raffaella nel settembre 2008 (quando aveva 20 anni) aveva dichiarato che stava mettendo all’asta la sua verginità, con l’obiettivo di guadagnare € 1.000.000. Ha preso parte ai bunga bunga di Villa San Martino. Poi divenne la fidanzata di Mario Balotelli  Nel luglio 2012 era incinta, e il 18 dicembre 2012 ha dato alla luce Pia, che ha voluto con il test del DNA dimostrare essere figlia di Balotelli (i continui dialoghi tra i due, sulla figlia, sono su molti media). Ha dichiarato che in caso di vittoria del Napoli di Campionato o Champions farà uno spogliarello in piazza del Plebiscito. Ha ottenuto una casa di proprietà da Berlusconi, dove vive.

Nadia Macrì, nasce nel 1984, è una delle poche ragazze che hanno dichiarato di fare sesso con Berlusconi, quando era primo ministro, nel novembre 2010. Nadia ha anche detto di aver visto Berlusconi fare sesso con altre donne, in una vasca idromassaggio. Lei è una escort professionista. Nell’estate del 2012 poteva essere ammirata mentre si spogliava nelle discoteche della Riviera Adriatica. Il 19 gennaio 2013, nel programma di Radio24 ha detto: “Berlusconi ha grande abilità a letto, mi manca molto”. Recentemente ha iniziato la carriera di attrice porno. Ha recitato nel film “Bunga Bunga 3D”.

Roberta Bonasia (nata nel 1984, a Nichelino, in provincia di Torino), è stata una delle fidanzate di Silvio Berlusconi (nel gennaio 2011, dopo la separazione dalla moglie Veronica Lario, quando aveva detto di avere una relazione stabile con una donna, lei è stata la più sospettata: ad avvalorare questa tesi, la telefonata tra Lele Mora e Emilio Fede, in cui parlavano di lei come la sua “favorita”). Finalista di Miss Italia a Salsomaggiore, ma non vincitrice. Dopo le intercettazioni del maggio 2012, in cui Roberta e Silvio parlavano assiduamente, esce di scena.

Imma e Eleonora De Vivo, sono le due gemelle showgirl napoletane, alle quali Berlusconi ha pagato l’affitto in via Olgettina, e frequentatrici delle feste di Arcore per 6000 euro a serata. A luglio dell’anno scorso Imma ha dichiarato: «Adesso non svolgo alcuna attività, ho avuto di recente degli aiuti da Berlusconi, tre bonifici, due da 15 mila e uno da 30 mila euro». Sono state concorrenti dell’Isola dei Famosi, nella scorsa edizione.

Joana Visan, nata in Romania il 29 maggio 1987, abitante a Milano in via Olgettina 65. Con un record personale di 53 presenze accertate nella villa di Arcore solo nei primi sette mesi del 2010, Annina contendeva a Nicole Minetti, quando era consigliere regionale della Lombardia, la palma di favorita del premier. Famosa la sua frase: “Silvio Berlusconi rideva di più quando mi travestivo da Boccassini che da Obama. Gli piaceva come interpretavo il personaggio”.

Nicole Minetti, nata a Rimini (l’11 marzo 1985). Igienista dentale preferita di Silvio Berlusconi, la showgirl aveva il sostegno di Roberto Formigoni (presidente della regione Lombardia), e divenne consigliere regionale nel 2010. Nell’ottobre 2012 si dimise. E si esibì in una sfilata in bikini per la sua linea di moda. Nicole Minetti era molto affezionata a Silvio (aveva anche dichiarato che lei era la sua fidanzata, per difenderlo), ma poi qualcosa si è rotto, per non essere stata sufficiente difesa nell’indagine Ruby-gate. Era tra gli organizzatori delle serate bunga bunga – e con l’accusa di “compiere atti sessuali per soldi” – il 31 maggio 2013 i pubblici ministeri hanno chiesto una condanna a 7 anni, insieme a Lele Mora e Emilio Fede. Nicole è stata condannata per 5 anni il 19 luglio 2013, con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione di adulti (una delle accuse minori, sono cadute le accuse principali). Vive a Ibiza, ma dice di volersi trasferire in America.



Sabina Beganovic, 39 anni, al secolo Sabina Began, attrice: l’Ape regina, o Bunga Bunga (a Sky disse che era la «responsabile» dei festini di Berlusconi e che si chiamavano così per via del suo soprannome). L’8 maggio 2012 annunciava: «Mi sono innamorata di Berlusconi, voglio un figlio da lui». Ad agosto che era incinta di lui, e poco dopo di aver avuto un aborto spontaneo. A giugno 2013 esce articolo su Repubblica, in cui si dice che il silenzio successivo e la sua sparizione dalla scena, è stato pagato con un bonifico di 1milione e 400mila euro accreditato sul suo conto (sul conto della società di cui lei detiene il pacchetto azionario al 100% e che non ha altri dipendenti), e con cui è stata comprata una casa nel rione Monti a Roma, in via Baccina, dove vive. Ora è stata risarcita, con un ingaggio dalla Infront Sport & Media con l’invidiabile stipendio di 370 mila euro all’anno. Ha detto: “Mi occupo degli sponsor del Milan, mi ci ha messo Berlusconi, mi doveva qualcosa”.

Katarina Knezevic (nata nel 1991) è una modella montenegrina, e vincitrice del concorso di Miss Montenegro. Il 2 ottobre 2011 ha raccontato al “Fatto Quotidiano” dell’anello di fidanzamento che le avrebbe dato Silvio Berlusconi (poi smentito dal suo avvocato). Katarina Knesevic ha una sorella gemella, Kristina, entrambe frequentatrici delle dimore di Silvio, e alloggiate in via Olgettina. Silvio, il 24 maggio 2009, allo stadio Olimpico per l’addio al calcio di Paolo Maldini, se le porta in tribuna autorità accanto a lui. Secondo le intercettazioni del gennaio 2010, Nicole Minetti ha detto di lei: “è una scappata di casa, una zingara”. Dicembre 2012, quando Berlusconi dichiara di essere fidanzato con la Pascale, Katarina in un’intervista al Fatto, dice di essere sicura che Silvio invece sposerà lei, e che con la Pascale ci sta solo “per contratto, per campagna elettorale”, e che loro si sentono sempre. Lei è la donna alla quale Silvio diceva “ti amo” al telefono, anche secondo la Bonev. E’ la più agguerrita, e l’ultima in ordine di tempo, ad aver frequentato Berlusconi, prima dell’arrivo della Pascale.

Il suo vero nome è Dragomira Boneva, in arte Michelle. È un’attrice e produttrice. Ha partecipato alle cene che prevedevano “toccatine e dopocena”, nel 2012 è stata a letto con il premier – sostiene – per ottenere un contratto con Mediaset (per la fitcion “Donne in gioco”), e dice di aver avuto una relazione anche con la fidanzata di Silvio, la Pascale. Questo racconta a Servizio Pubblico, giovedì scorso, Michelle, che dice di sentirsi come una “pentita della società”: non sfonda come attrice (è Berlusconi stesso a dirglielo),  e non ottiene altri contratti, così decide di dare la sua versione dei fatti da Santoro.

Evelina Manna (nata il 7 luglio del 1972) è un’attrice nata a Roma di origini pugliesi, la cui partecipazione ad una serie TV è stata voluto direttamente da Silvio Berlusconi , con richiesta ad Agostino Saccà, in una famosa telefonata del giugno 2007 (un scambio di favori). Evelina Carmela (questo è il suo nome completo), nella sua intervista a GQ nel 2011, aveva raccontato di essere la vera amante di Berlusconi, e la stessa storia l’ha raccontata a PlayBoy, intervista corredata da un servizio fotografico in topless. Nel gennaio 2012 racconta a Oggi che tra lei e Berlusconi c’è un rapporto diverso, non legato al sesso, ma all’addormentarsi insieme abbracciati “a seggiolina”. Ora ha cambiato vita, fa la produttrice (la sua casa di produzione si chiama Moody Production), l’ultimo film prodotto è “Let’s fall in love” firmato da Pappi Corsicato. Fa parte del giro romano di Berlusconi di vecchia data.

Guarda che hanno tutto per pagarsi tutto da sole queste qua, eh. Perché hanno già avuto, sono foraggiatissime». Cosa intende Silvio Berlusconi quando il 17 ottobre 2008 pronuncia queste parole al telefono con l'imprenditore Gianpaolo Tarantini riferendosi alle sue ospiti a Palazzo Grazioli? Che le aveva retribuite per le loro prestazioni sessuali, come ritengono i pm? O, come sostengono i suoi difensori (il deputato Francesco Paolo Sisto e il senatore Niccolò Ghedini), che in realtà nell'allora premier c'era la "non consapevolezza dell'attività di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione" svolta da Tarantini in suo favore?

Prima di acclararlo ci vorrà il permesso di Montecitorio, alla quale il gup Rosa Anna Depalo ha spedito la richiesta di usare 73 intercettazioni captate fra i due (Berlusconi all'epoca dei fatti era deputato). Si inizia il pomeriggio di mercoledì 16 settembre, quando la Giunta delle autorizzazioni della Camera, presieduta da Ignazio La Russa, comincerà a esaminare il fascicolo.

L'uso di tutte le telefonate è stato chiesto dalla difesa di Berlusconi (solo per 16 l'utilizzazione è stata avanzata anche dai pubblici ministeri), convinta di poter dimostrare così l'innocenza dell'"utilizzatore finale", accusato assieme a Valter Lavitola di aver indotto Tarantini, grazie a 500 mila euro di elargizioni, a mentire sulla natura delle "cene eleganti" e sul pagamento delle ragazze in cambio di rapporti sessuali. Del resto, a tavola c'erano «persone che possono far lavorare chi vogliono», come rammentava Berlusconi al telefono, dei «vecchietti che però hanno molto potere» e quindi le giovani dovevano avere «l'idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino».

Ma non c'è solo questo. Dieci telefonate vertono sui contatti avviati da Tarantini, grazie ai buoni uffici del presidente del Consiglio, col capo della Protezione civile Guido Bertolaso e il presidente di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini nella prospettiva di ottenere appalti e commesse. A conferma di quanto il rapporto fra Tarantini e Berlusconi fosse diventato un "sistema" che prevedeva utilità reciproche. Per avere un'idea di quale fosse la principale preoccupazione del leader azzurro, però, basta guardare le cifre: su 73 telefonate, ben 62 riguardano l'organizzazione delle cene a Palazzo Grazioli. Non a caso, scrive il gup, questa "evidente preponderanza numerica consegue ragionevolmente alla molteplicità dei convegni organizzati da Tarantini in favore di Berlusconi, conducendo presso di lui le donne delle quali sfruttava la prostituzione".

Il filone barese del processo sulle escort - iniziato nel 2011 e fermo da un anno all'udienza preliminare - sta conoscendo un iter assai travagliato, fatto di continui rinvii: ora per acquisire i verbali e la trascrizione delle telefonate di Tarantini agli atti del processo napoletano (14 novembre 2014), ora per il legittimo impedimento degli avvocati di Berlusconi, impegnati una volta per eleggere il Capo dello Stato (31 gennaio 2015) e un'altra per la chiusura campagna elettorale per le regionali (29 maggio). E adesso la richiesta alla Camera di usare le intercettazioni.

Difficile prevedere quanto ci vorrà per avere un responso. In teoria, essendo stata la stessa difesa di Berlusconi a chiedere l'acquisizione delle telefonate, convinta così di dimostrare la sua innocenza, i tempi potrebbero (e dovrebbero) essere relativamente rapidi. Al tempo stesso, non è escluso l'esatto contrario, e cioè che passeranno settimane e settimane prima di giungere a una decisione. Già, perché questo stallo cristallizza la situazione e impedisce il rinvio a giudizio dell'ex premier.



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