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sabato 26 dicembre 2015

SEX TOY



I “giocattoli” per il piacere sessuale non sono un’idea nuova e legata al business della trasgressione degli ultimi tempi, anzi, pur non avendo chiare testimonianze dell’utilizzo dei dildos (oggetti di forma fallica, costruiti con vari materiali) nelle donne dell’età della pietra, ci sono invece documenti importanti a partire dal periodo della Grecia classica. In Danimarca al Museo Nazionale di Copenaghen, ad esempio, le raffigurazioni di un vaso greco mostrano una donna che pratica attività autoerotica per mezzo di un dildo . Anche i romani si avvalsero di questo tipo di oggetti erotici utilizzando per la loro costruzione vari materiali come il cuoio, l’osso e il legno. Inoltre, come non dimenticare Pompei e le stanze dove sono raffigurate scene di sesso: alcune di esse mostrano giochi erotici con i dildos e altre scene particolarmente piccanti. Durante il medioevo (XII secolo) un vescovo europeo rimproverò severamente alcune donne della sua comunità religiosa per avere costruito uno strumento molto simile al membro maschile, di una taglia particolarmente consistente, per soddisfare i propri desideri. Quello che rese però più scandaloso il fatto fu la modalità con cui l’oggetto veniva utilizzato. Il dildo era infatti adoperato per commettere la “fornicazione” tra donne. Le parole del vescovo non sembrano aver avuto particolare effetto, infatti l’utilizzo del dildo continuò insindacabilmente ad essere adottato per tutti i secoli seguenti. Per esempio nel 1750 la Duchessa di Tanis provocò un enorme scandalo in Germania sposandosi con una donna travestendosi da uomo e facendo l’amore utilizzando un dildo .

Con la Rivoluzione Industriale e l’avvento di nuove tecnologie e nuovi materiali viene dato il via alla reale commercializzazione dei sex toys. L’utilizzo del lattice consentì la produzione di dildo con questo materiale e anche quella dei primi stimolatori clitoridei. Una ditta francese che vendeva sex toys per corrispondenza ideò dei “foderi” di gomma aventi delle punte molli simili ad una cresta. Questo “fodero” poteva essere indossato sulle dita ed utilizzato per una stimolazione autoerotica oppure di coppia. L’idea sembrò molto interessante al punto di creare anche degli “stimolatori-duplici” che indossati sul pene, potevano essere utilizzati dalla coppia durante il coito. L’unione del dildo alla possibile vibrazione dette l’avvio ai primi “vibratori” o “vibromassaggiatori”. I primi apparvero nel 1869, quando un medico americano George Taylor brevettò un oggetto, che produceva un massaggio tramite una vibrazione fornita da un motore. Purtroppo, i materiali utilizzati erano particolarmente costosi per l’epoca, quindi di difficile accessibilità. Ecco perché l’oggetto venne introdotto sul mercato solamente per uso medico. Infatti, fino ai primi anni del 900, l'uso dei vibratori fu ristretto ai medici che li impiegarono terapeuticamente in un "massaggio” per alleviare i sintomi dell’isteria.

Ordinare per corrispondenza oggetti ludici per l’attività erotica era il modo standard di vendere vibratori nella prima metà del XX secolo, successivamente le vendite iniziarono ad esseri anche al dettaglio con i primi sexy shop introdotti negli anni 60. Oggi la crescita della vendita dei sex toys trova spazio non solo nei sexy shop o boutique erotiche, ma sicuramente anche on line, quindi accedendo ancora più anonimamente via internet. Le invenzioni più nuove includono stimolatori clitoridei radiocomandati, galvanizzatori elettrici e vibratori da dita di nuova generazione tecnologica. Tutto questo porta a pensare quanto nel futuro prossimo i giocattoli del sesso saranno sempre più controllati dal computer e quindi saranno ancor più capaci di soddisfare le necessità più disparate dei loro utenti. Come non pensare eventualmente anche a possibili sex toys che, per mezzo della realtà virtuale, prendendo spunto dalle nostre più profonde fantasie, ci gratificheranno avvicinando l’immaginazione al dato di realtà.

L’“uomo” ha da sempre ben chiara l’importanza del divertimento all’interno dell’attività erotico-sessuale e dei giocattoli erotici come elementi di complemento anche della relazione di coppia, ma probabilmente alcune resistenze psicologiche, imposizioni sociali e culturali lo hanno condotto costantemente a negare, ovvero ribellarsi a tutto questo. Sicuramente nell’evoluzione dell’individuo e dei suoi comportamenti sessuali l’oggetto erotico più conosciuto rimane il dildo, che nei tempi moderni acquista ulteriore importanza con la “vibrazione”. Sono molti i toys che possono riprodurre non solo il divertimento di uomini e donne, bensì la rappresentazione “piccante” di molte delle fantasie erotiche.
La “lingerie” femminile è sempre stata considerata come particolarmente eccitante e stimolante nell’immaginario maschile. Non importa quale sia il tessuto di fabbricazione (seta, pizzo, raso…), quanto la possibilità di fantasticare su ciò che si vede e quello che si deve immaginare. Acquistano particolare interesse quegli indumenti intimi prodotti solamente in strass o, nella modalità più preziosa, con dei veri gioielli. Gli indumenti più ricercati riguardano culotte, baby dolls, corsetti, jarretières , e stravaganti perizomi . Anche gli uomini possono usufruire di particolari indumenti intimi esaltando, quando indossati, parti dell’anatomia intimo-maschile. La maggior parte degli indumenti riguarda curiosi perizomi spesso di materiale lucido e apparentemente aggressivo come il cuoio, la pelle e il cotone intrecciato come una rete. Altro indumento particolarmente eccitante è il pantalone in cuoio che copre totalmente o parzialmente parti di gamba e di genitali, lasciando totalmente scoperta la zona dei glutei. Anche se appartenenti ad un preciso immaginario come quello feticistico varietà di tacchi e modelli di scarpa possono rappresentare particolari eccitanti durante i giochi erotici.

Per quanto riguarda gli accessori è possibile individuare tra quelli più singolari l’occhio di capra: un anello elastico dove su tutta la circonferenza sono incollati dei filamenti morbidi e particolarmente solleticanti. Questo anello viene posizionato sull’asta del pene eretto e durante la penetrazione stimola nella donna le zone esterne della vagina e il clitoride donandole particolari intense sensazioni. Anche i profilattici ad oggi hanno subito una particolare evoluzione al fine di poter rendere meno artificiale e molto più ludico il rapporto intimo-sessuale. Infatti, oltre alle varie colorazioni, ai possibili gusti e sapori, si possono osservare profilattici ritardanti e stimolanti e perché no, anche ironici e divertenti. Anche i piercing rappresentano una variante erotico-trasgressiva all’interno degli accessori sex toys. Sono spesso associati a comportamenti particolarmente sado-masochisti o, cosa molto più superficiale in linea con tendenze e mode socio-culturali. I piercings come sex toys sono rappresentati sia negli uomini che nelle donne sui capezzoli e anche sui genitali. Nelle donne sono presenti sulle grandi labbra oppure sul cappuccio del clitoride, negli uomini oltre alla zona scrotale si osservano anche sul glande in corrispondenza dell’apertura dell’orifizio uretrale (Prince Albert), il frenulo (Frenum) e la corona del glande (Dydoes). Ultimo, ma non in ordine d’importanza è il Rosebud (bottone di rosa), un bijou per l’orifizio anale che permette una costante stimolazione dovuta alla dilatazione dello sfintere una volta indossato.





Tra i giocattoli sessuali, i vibratori si dividono a loro volta in: vibratori classici, vibratori rabbit, vibratori clitoridei, vibratori G-Spot, vibratori strap on, vibratori per coppie, ovetti vibranti, vibratori mini e vibratori maxi. Con lo sviluppo delle nuove tecnologie e la diffusione degli smartphone, nascono nuove tipologie di vibratori compatibili con applicazioni web e fonti audio. I dildo invece possono essere classici, realistici, doppi, anali, strap on (con imbracatura), strapless (senza imbracatura) e maxi; gli anal toy includono sia sex toy più avanzati come vibratori e dildo anali, pensati per i fruitori più esperti, sia plug e palline anali, studiati invece per stimolare una delle zone più erogene del corpo sia maschile che femminile in maniera delicata, graduale e possibilmente indolore; le geisha balls o palline vaginali dedicate alla ginnastica pelvica possono presentarsi in plastica, silicone o metallo e con una o due sfere; i sex toy esclusivi per gli uomini includono i cockring, anelli da indossare alla base del pene per costringere momentaneamente il flusso di sangue prolungando l’erezione e ritardando l’eiaculazione, gli anelli vibranti, ovvero cockring dotati di una sporgenza vibrante pensata per stimolare il clitoride della partner, i masturbatori, che riproducono fedelmente la sensazione della penetrazione vaginale e anale, e i massaggiatori prostatici, cioè sex toy di ultima generazione pensati per massaggiare efficacemente prostata e perineo sia in vista dell’intensificazione del piacere sessuale, sia per curare l'impotenza ed evitare il rilassamento dei muscoli pelvici. Oltre a questi sex toy, esistono anche dei simulacri di alcune parti del corpo umano come mano, lingua, vagina, pene e ano, realizzati solitamente con materiali sintetici che simulano la pelle e i tessuti umani, ed apparecchiature più o meno elaborate e destinate all’autoerotismo, come ad esempio i sybian. Dei giocattoli sessuali non fanno parte gli oggetti domestici o gli alimenti di uso comune, spesso utilizzati nelle pratiche erotiche (cucchiai, bottiglie, ortaggi falliformi).

Globalmente, il fatturato dell'industria dei giocattoli sessuali nel 2008 era stimato approssimativamente in 15 milioni di dollari, con un tasso di crescita del 30%, mentre il 70% della produzione era localizzata in Cina.

Al 2006 i rivenditori danesi lamentavano la frequente assenza di informazioni sulle confezioni dei giocattoli sessuali in vendita nel loro paese. Uno studio del 2006, condotto dall'ufficio olandese di Greenpeace, ha rilevato alti livelli di ftalati in sette degli otto giocattoli sessuali testati.

Diversi paesi hanno promulgato leggi per vietare o limitare i giocattoli sessuali e qualche restrizione vige a livello puramente formale anche in Italia.

Secondo gli articoli 528 e 725 del Codice Penale sono da sanzionare tutti coloro che espongano, vendano, distribuiscano, fabbrichino ed esportino immagini od oggetti considerati osceni e che offendano la pubblica decenza come il materiale pornografico, i film vietati ai minori, gli spettacoli pubblici lesivi della sensibilità di chi assiste.

Oggi, però, è cambiata l’accezione comune data alla parola "osceno". Quindi, nonostante alcuni regolamenti a livello territoriale, in alcune regioni o in singoli comuni italiani, non sussistono più i divieti di aprire sexy shop e di vendere sex toy, perché si tratta di attività commerciale e quindi priva di restrizioni generiche.

Le uniche restrizioni valide riguardano la distanza dai seguenti luoghi: scuole, cimiteri, ospedali e luoghi di culto.

I giocattoli sessuali sono menzionati nel Kama Sutra di Vatsyayana, dove sono presenti riferimenti all'apadravyas (dildo) e al pratimas (wooden figures), usati nell'atto sessuale. Tuttavia la legislazione vigente al 2008, che alcuni indiani definiscono «pseudo-moralistica», vieta la produzione e la vendita. Nonostante il divieto, secondo un'inchiesta giornalistica del 2008 i sex toy erano disponibili a Mumbai e a Delhi. Il valore di mercato per i giocattoli sessuali in India è stimato in $ 103 milioni di rupie.

In molte regioni, come per esempio Stati Uniti d'America meridionali, la vendita di giocattoli sessuali viene scoraggiata, o addirittura posta totalmente fuorilegge, da legislazioni proibitive che regolano i "dispositivi osceni". Nel 1999, William H. Pryor, Jr., un assistente del procuratore generale dell'Alabama, commentando su un caso in cui si discuteva sullo scopo di utilizzo dei giocattoli sessuali, fu citato per aver sostenuto che: non vi è alcun "fondamentale diritto per una persona ad acquistare un dispositivo che produce l'orgasmo". Una corte d'appello federale ha accolto la legge dell'Alabama che proibisce la vendita di giocattoli sessuali nel giorno di San Valentino 2007.

L’esperienza erotico-sessuale non può essere finalizzata ad un semplice “compito” svolto regolarmente, o meno, all’interno del menage di coppia; questa potrebbe cadere vittima, troppo precocemente, di atteggiamenti routinari e monotoni. Il comportamento sessuale maschile e femminile deve essere compreso in una più ampia visuale del “piacere”. L’attività sessuale ha l'obbligo di portare alla soddisfazione personale con il raggiungimento del piacere orgasmico e deve essere vista sotto una prospettiva di tipo ludico. Il giocare, l’improvvisare comportamenti fantasiosi, dare spazio ai propri desideri e bisogni, può e deve rappresentare un nuovo modo di vivere l’attività erotico-sessuale. Riuscire a non incastrarsi in forme “perverse”, che inevitabilmente spingono la coppia ad entrare in quella routine fastidiosa e a volte responsabile di quelle somatizzazioni psicosessuali, diventa il primo elemento necessario per il buon andamento della vita a due. Vista la grande importanza che acquista il “gioco” nella sfera sessuale è necessario, quindi comprendere l’utilità dei noti “sex toys”, che da sempre sollevano, in una società tendenzialmente ipocrita e perché no bigotta, curiosità e sciocche incomprensioni. Prima di fare un inquadramento preciso di questi giocattoli “speciali” è necessario ricordare comunque che la chiave utile ad aprire le porte per una “sana” ed efficace relazione intimo-sessuale rimane la “comunicazione”. Infatti, una buona interazione con il partner è necessaria a prescindere dall’utilizzo o meno dei sex toys.




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domenica 20 dicembre 2015

TIPI DI VAGINA



Un tempo erano gli uomini che si confrontavano i genitali, per vedere se erano come gli altri o si discostavano di molto. Oggi, sono sempre di più le donne, che vengono messe di fronte all’estetica della vagina, e in molte di loro nasce la domanda: “sono normale? È diversa da quella delle mie amiche, sarà brutta? Piacerà lo stesso agli uomini?”. Dubbi e timori che sempre più, portano le donne a chiedere un parere medico, o addirittura a prenotare un intervento chirurgico.

Così come per altre parti del corpo, i parametri della bellezza vaginale sono la simmetria, ad esempio, che in questo caso è riferita alle piccole e grandi labbra, la regolarità nei profili e l’armonia delle curve. Infine, ogni esito cicatriziale è considerato un macchia, anche in questa zona.
Anche la vagina si modifica nel tempo, in seguito alle gravidanze, ad interventi o semplicemente con l’avanzare dell’età. Ma ci sono donne, che, seppur giovani e senza figli, si interrogano sulla perfezione di questa parte intima. Innanzitutto, è bene precisare, che anche la vagina, così come il naso, le orecchie, le gambe e le altre parti del corpo, non è uguale in tutte le donne.
Se internamente l’apparato è all’incirca simile in tutte, la parte esterna può variare per dimensioni e forme. Ovviamente si tratta di differenze talvolta impercettibili, soprattutto agli occhi di un uomo, ma che possono creare complessi in alcune persone.

Ci sono donne che hanno le piccole labbra asimmetriche, oppure troppo lunghe e pendenti che oltre a non piacere esteticamente, possono procurare dolore nel rapporto sessuale, o dare fastidio quando si va in bicicletta.

Per questioni fisiologiche, l’adipe si può concentrare nella regione pubica creando un dislivello evidente rispetto alla pancia. Il grasso talvolta si deposita sul monte di venere, e solo un intervento chirurgico può rendere il profilo più armonioso e sensuale.

Può capitare una situazione contraria a quella precedente, ovvero che la percentuale di grasso sul monte di venere non sia adeguata, e quindi l’aspetto non è più turgido.

Circa un terzo delle donne ha le piccole labbra “sporgenti” rispetto alle grandi labbra, aspetto che peraltro viene considerato una variante della norma. Inoltre possono riscontrarsi differenze di forma o di volume, tra la parte destra e sinistra della vulva, come per tutti gli organi “pari” del corpo.
Se l’asimmetria è marcata e crea un disagio psicologico rilevante, oppure se le dimensioni eccessive delle piccole labbra causano fastidio nella vita di tutti i giorni (per esempio, nell’indossare i jeans) è bene parlarne con il ginecologo per evitare, ad esempio, di percepire come patologiche variazioni che sono invece del tutto normali.



La garage è un tipo di vagina molto spaziosa, l’ideale se si possiede una station wagon. Le grandi labbra sono proporzionate alle piccole, conferendo al tutto una sensazione di maestosità. La ragazza appartenente a tale tipo è molto simpatica ed estroversa; ama ballare, viaggiare, dipingere e godere dello spettacolo che la natura ogni giorno ci offre. È anche un’ottima fidanzata, per farla contenta però è necessario indossare una guaina dallo spessore di 15 cm. Vedete voi.

Un piccolo monolocale gradevole ed elegante, la trappola cinese è una forma di vagina che può recare molto piacere, ma che tende a trattenere colui che ci entra. Il carattere della ragazza che la possiede si adatta a tale conformazione: introversa, timida, fragile e parecchio possessiva, ma dotata di un cuore d’oro e di argomenti parecchio stimolanti.

Si ha quando le grandi labbra assumono l’accomodante forma del pane, mentre le piccole labbra sbucano timidamente ricordando due gustose fettine di pancetta. La ragazza con Burger pussy è molto sensuale, ama attirare i ragazzi stimolando i cinque sensi. È testarda, ambiziosa e sicura di sé. È anche un’ottima cuoca, consapevole di avere il potere di prendervi per la gola. L’unica cosa che vi chiede di procurare è la salsa.

La Barbie è quella forma nella quale l’osso pelvico sporge creando una specie di fiordo norvegese. È una ragazza che ama lo sport e l’aria aperta: generosa, cordiale e sempre disposta ad aiutare gli altri. A volte può sembrare un po’ immatura.

La Chicken presenta delle piccole labbra eccessivamente sviluppate, che fuoriescono dalle grandi creando un simpatico effetto pollame. La proprietaria di tale vagina è spesso un maschiaccio. Ama gli sport, sa cos’è il fuorigioco, guida facendo le curve con il freno a mano e cose così. Adora l’insalata non condita e le briciole di pane.

La revival ha una forma indefinibile, in quanto coperta da un’estesa e spessa coltre di peluria. Molto in voga negli anni ’80 adesso sembra essere esclusiva solamente di ragazze intellettuali, intelligenti, brillanti e con un poster di Hannah Arendt appeso sopra il letto.

L’accessoriata è piuttosto rara, anche se molto più comune di qualche anno fa. È la vagina che cerca di ricordare gli stilemi del classicismo barocco attraverso l’installazione di piercing o l’esecuzione di tatuaggi nelle vicinanze. Indice di un carattere estremamente estroverso, è una tipologia di vagina sfoggiata da ragazze con una profonda consapevolezza del loro corpo e un grande bisogno di libertà. Appassionate di arte o di poesia sono l’ideale per vivere una bruciante e fatua storia passionale.

La pettinera presenta sfavillanti fantasie grazie ad un sagace utilizzo del rasoio per i peli pubici. Possono infatti trovarsi triangoli degni di Cheope, stelle dalle punte perfettamente equidistanti, spirali ipnotizzanti o simboli della pace. La ragazza appartenente a tale categoria è una persona molto creativa. Riesce a trovare la magia anche nelle piccole cose e il suo carattere è segnato da uno spiccato ottimismo e da un innocente amore per la vita. Da sposare.

La Billy Wilder è quel tipo di vagina che, al di là della sua età anagrafica, sembra oramai ridotta sul viale del tramonto. Per capirci, le labbra sono più o meno come i lobi delle orecchie di un anziano Masai che ha usato gli orecchini con i pesi tutta la vita. La ragazza che la porta è molto sensuale, gentile, rispetta le libertà altrui, non concepisce il possesso ed è sostanzialmente la partner migliore che si possa trovare. Oh, non si può aver tutto.

Perché una donna arriva ad aver paura di avere una vagina troppo larga?



Ci possono essere due casi. Nel primo, si tratta di un commento, riferimento, atteggiamento da parte del proprio partner, che più o meno velatamente lascia intendere che durante il rapporto vaginale non “sente” abbastanza.

La frizione del pene con le pareti vaginali è ciò che crea la maggior parte del piacere sessuale sia nell’uomo, che nella donna.  Se il partner si lamenta di non “sentire” abbastanza, significa che sente di non provare abbastanza piacere durante la penetrazione vaginale. Una donna può anche aver paura che la propria vagina sia troppo larga perché magari nota che il partner ha una certa predilezione per il sesso anale: una penetrazione anale dà sicuramente all’uomo una maggiore sensazione di “frizione” e contenimento e molti potrebbero trovarla di per sé più piacevole della penetrazione vaginale. Questo per molte donne è totalmente indifferente, tuttavia per alcune questa “scoperta” ha un profondo impatto emotivo.

Nel secondo caso potrebbe essere la donna stessa a lamentare una bassa sensibilità e a non provare sufficientemente piacere cosa che può portare all’anorgasmia, ossia l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo attraverso la penetrazione.

Troppo larga per cosa?

Inoltre, potrebbe essere una questione di “giusta combinazione”. Come nel caso del pene, anche le vagine hanno varie forme e dimensioni. Per quanto riguarda la lunghezza, questa va in media dai 7 ai 12 cm. Avere un partner che ha un pene molto lungo può essere drammatico e causare anche dolore durante il rapporto. Per altre, un partner di più modeste dimensioni può rivelarsi poco soddisfacente. Tuttavia, la verità è che ciò che risulta “piccolo” per una potrebbe essere perfetto per un’altra. Insomma, si tratta sempre di trovare la combinazione giusta.

Per quanto riguarda l’apertura, invece, potete stare tranquille. La vagina non è un “buco” . E’ più che altro uno “spazio potenziale” che rimane intatto nonostante quanto sesso facciate e quale sia la dimensione del pene del vostro partner. La vostra vagina è perfettamente elastica è in grado di contenere il più grosso dei peni, così come farvi provare piacere anche quando il vostro lui ha un diametro più ridotto. Non è vero neppure che più sesso si fa, più la vagina diventerà larga. Le pareti della vagina sono estremamente elastiche e si possono allargare fino ad contenere senza problemi la testa di un bambino. Nemmeno il più grosso dei peni non riesce ad avvicinarsi a queste dimensioni.

Quello che determina la capacità contenitiva della vostra vagina è il muscolo che la circonda, il muscolo PC (pubococcigeo). Più questo muscolo è tonico, maggiore sarà il controllo della vostra vagina che avrete durante il rapporto. Avere un buon controllo di questo muscolo consente di contrarre le pareti della vagina al momento e nella maniera giusta. Questo significa che anche voi giocate una parte fondamentale nel determinare le sensazioni che sia voi che il vostro partner proverete durante il rapporto sessuale. Questo tipo di controllo può essere raggiunto facilmente con gli esercizi di Kegel, un’attività piacevole da svolgere, che consiste nel contrarre e rilasciare ripetutamente i muscoli che circondano la vagina, gli stessi che si utilizzano quando si cerca di trattenere la pipì.

E’ stato verificato che si può perdere tonicità del muscolo PC in seguito a veloce e consistenti modificazioni del proprio peso corporeo, modificazioni dei livelli ormonali o ad interventi chirurgici. La causa più comune della perdita di tonicità del muscolo PC è il parto. A volte servono mesi, e in alcuni casi varie ore di esercizi di Kegel, prima che la vagina torni allo stato iniziale.




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sabato 5 dicembre 2015

I PRESERVATIVI



"Un uomo viaggia in treno con un bambino, quando una donna incuriosita comincia a chiedergli: - Bel bambino! E' suo figlio? E l'uomo: - No. Donna: - E' suo nipote? Uomo: - No. Donna: - E' il figlio di un suo amico? Uomo: - No, guardi io sono un rappresentante di preservativi e questo bambino e' un reclamo.."

Risulta citato nell'antichità, almeno nel 1500 a.C. presso gli Egizi su disegni che ritraggono un preservativo. In largo uso anche nel mondo greco-romano, aveva assunto nel periodo del tardo impero romano, oltre il valore preventivo, una funzione anche erotica. Con il Rinascimento, ne tornò l'uso iniziando la diffusione dall'Inghilterra. Già nel 1550 infatti, l'anatomista Gabriele Falloppio, ricavandolo da budello animale aveva realizzato una guaina per il pene, ma lo aveva fatto per scopi igienici, per difendersi dalla sifilide, importata in Europa dal Nuovo Mondo. Probabilmente il medico francese, Sig.Còndom, forse proveniente dal comune di 7.251 abitanti situato nel dipartimento del Gers nella regione del Midi-Pirenei – dove si producevano budella di agnelli, trasferitosi in Inghilterra, lo propose come vero e proprio "preservativo" ai fini di evitare un'indesiderata procreazione, presso la Corte di Carlo II d’Inghilterra (1665-1685).

Nel XVI secolo, in Italia, Gabriele Falloppio pubblicò il primo articolo conosciuto in cui venne descritto il preservativo come profilassi da malattie sessualmente trasmissibili. Il più vecchio preservativo trovato è del 1640, scoperto a Dudley Castle in Inghilterra. Esso era fatto di intestino animale, ed era utilizzato per la prevenzione di malattie. Ad ideare i profilattici nella tipologia attuale fu Julius Fromm (1883-1945). Fromm proveniva da una famiglia ebraica, che si era trasferita in Germania dalla Russia,osservò il preoccupante fenomeno rappresentato dalle migliaia di soldati tedeschi che si ammalavano di malattie veneree, in seguito ai rapporti sessuali consumati nelle retrovie dei fronti del conflitto. E così si mise a produrre il popolare oggetto di gomma come strumento di protezione nei contatti sessuali occasionali.

Iniziò a produrre preservativi in grande quantità nel 1916, per le necessità dei soldati tedeschi, guadagnando molto denaro. La produzione andò a pieno ritmo nel periodo della Repubblica di Weimar. In alcune regioni del Norditalia il preservativo è popolarmente chiamato "goldone". L'origine del soprannome non è chiara: potrebbe essere un riferimento a Franco Goldoni, fondatore dell'azienda Hatù, oppure derivare dalla scritta Gold One, marchio dei profilattici dei soldati statunitensi che si trovavano in Italia durante la seconda guerra mondiale.

Tra molti individui, soprattutto di sesso maschile, persiste una forte resistenza psicologica e ancor più culturale all'uso del profilattico. Questa diffidenza trova diverse parziali giustificazioni, ad esempio nel costo dello stesso, nelle (rare, ma possibili) eventualità di rottura durante il rapporto, o nella riduzione della sensibilità e quindi del piacere dovuta all'applicazione del profilattico; in realtà il problema principale, sul piano psicologico, è dovuto all'ansia causata dal timore di perdere l'erezione nell'atto di indossare il profilattico prima della penetrazione sessuale. Questo timore può però essere affrontato, e risolto o perlomeno ridotto, laddove il/la partner collabori fattivamente all'uso del profilattico, aiutando il partner ad indossarlo sul pene eretto, trasformando questa fase del rapporto in uno dei preliminari allo stesso.

L'uso del profilattico, diffuso anche nelle coppie stabili, è consigliato a maggior ragione nei rapporti occasionali, sia come anticoncezionale ma ancor più come protezione nei confronti di malattie sessualmente trasmissibili (MST), in primo luogo l'AIDS, ma anche epatite B, sifilide, gonorrea, clamidia, herpes genitale ecc.

La Chiesa cattolica ne vieta fermamente l'uso, in quanto è intrinsecamente immorale ogni azione - come, per esempio, la sterilizzazione diretta o la contraccezione -, che, o in previsione dell'atto coniugale o nel suo compimento o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione. Per queste ragioni, la Chiesa cattolica richiede metodi conformi ai criteri oggettivi della moralità, e cioè con la continenza periodica e il ricorso ai periodi infecondi. Durante il viaggio in Africa, in volo verso il Camerun, martedì 17 marzo 2009 Benedetto XVI rilascia una dichiarazione ai giornalisti nella quale per la prima volta un pontefice pronuncia la parola "preservativo", pur ribadendone la condanna.
Altre confessioni religiose, come la Chiesa Evangelica Valdese, i Testimoni di Geova, le Assemblee di Dio, ritengono che invece l'utilizzo del preservativo sia perfettamente lecito in quanto non introduce problemi di natura etica.

Non è inusuale la preferenza di taluni nell'acquisto presso distributori automatici o presso i supermercati piuttosto che nelle farmacie, con lo scopo di evitare di pronunciare un termine sentito ancora come sconveniente; va sottolineato in questo senso che alcune farmacie evitano di esporre le confezioni di profilattici in modo visibile e facilmente accessibile al cliente, e in alcuni casi perfino la vendita degli stessi sembra essere impedita da motivi ideologici o religiosi. In Italia il costo di un singolo profilattico si aggira sul prezzo di circa 1 euro.



Negli anni ottanta le campagne di prevenzione da infezioni da HIV che hanno cominciato a promuovere l'utilizzo del preservativo per ridurre il rischio di contagio ed indipendentemente dalla sua efficacia anticoncezionale hanno incontrato numerosi ostacoli culturali. In Italia, nel 1993 l'allora Ministro della pubblica istruzione Rosa Russo Jervolino, fortemente cattolica, ritenne necessario bocciare una campagna d'informazione rivolta agli studenti in quanto compariva il termine tabù.

In una parte del cinema pornografico hardcore, specie europeo, gli attori maschi talora utilizzano oggi apertamente preservativi nel corso della penetrazione vaginale o anale; cosa che può essere considerata sia come un effetto delle campagne a favore della pratica del sesso protetto, specie in condizioni di promiscuità, che come un contributo implicito alle stesse.

Il profilattico è formato da una sottile guaina di lattice, ma ne vengono realizzati anche in altri materiali sintetici che consentono di evitare rare reazioni allergiche. Si adatta perfettamente alla forma ed alla dimensione del pene grazie alla sua notevole elasticità. L'interno è cosparso di sostanze lubrificanti che servono per evitare irritazioni e dolore all'uomo durante la penetrazione, non essendo il pene a contatto con i lubrificanti naturalmente prodotti dalla vagina prima e durante il rapporto.

Il profilattico offre la migliore protezione contro il contagio da malattie sessualmente trasmissibili tra tutte le metodologie anticontraccettive disponibili. Uno studio effettuato nel 2000 dal Dipartimento della salute statunitense conferma che un uso tipico del preservativo riduce dell'85% il rischio di contrarre il virus dell'HIV. Tale studio, in cui sono stati esaminati i tassi di infezione in coppie sierodiscordanti, ha ricavato tale dato appurando che il tasso di sieroconversione annuale in coppie in cui uno dei due partner era risultato sieropositivo era inferiore allo 0,9%, a fronte di un tasso di infezione fra il 6% e il 7% riscontrato fra le coppie che avevano rapporti senza protezione. È opportuno aggiungere che comunque i dati sull'uso del preservativo erano autodichiarati dai partecipanti allo studio e, pertanto, non sarebbe corretto indicare tale dato come quello indicativo dell'efficacia del preservativo, che è strettamente legata all'uso che se ne fa. Il preservativo, pertanto, rimane un mezzo assolutamente sicuro a patto che lo stesso sia indossato prima della penetrazione e che lo stesso non si rompa o si sfili.
I profilattici sono liberamente acquistabili senza ricetta e visita medica.
In particolare, per quanto riguarda i rapporti occasionali, a differenza dei contraccettivi ormonali come la pillola anticoncezionale, il profilattico può essere utilizzato all'occorrenza, in pochi secondi.
La sua efficacia viene stimata con un Indice di Pearl (numero di gravidanze indesiderate nell'arco di anno considerando 100 donne) variabile tra 0,2 e 2.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità, in riferimento ad un campione costituito da coppie americane monitorate durante il primo anno di utilizzo, indica il 2% di gravidanze indesiderate in caso di uso perfetto (continuativo e corretto) e il 15% di gravidanze indesiderate in caso di uso tipico (si considera l'intero campione, indipendentemente dal fatto che vi sia stato un uso perfetto).

Un preservativo integro e correttamente usato è in grado di bloccare con estrema efficacia la trasmissione di virus e agenti patogeni; ma, nel caso dovesse rompersi o sfilarsi durante il rapporto (in media, un rischio presente nell'1-3% dei casi, e quasi esclusivamente dovuto ad un uso scorretto dello stesso), non elimina completamente le possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (AIDS, epatiti, candidosi, gonorrea, sifilide etc.). Perfino in questo caso, comunque, piccolissime rotture comportano un rischio di esposizione agli agenti patogeni che si valuta rimanere lo stesso molto più basso di quello che deriverebbe dal suo mancato uso (nei modelli sperimentali, il rischio ipotetico di esposizione alla matrice liquida che contiene gli agenti patogeni rimane infatti, anche nel caso di piccole rotture, inferiore di cento volte - ovvero >0,6% di rischio relativo - rispetto al suo mancato uso).
Può diminuire o alterare le sensazioni tipiche del coito per entrambi i partner, anche se alcuni modelli in commercio sostengono di enfatizzarle per il partner femminile, o di svolgere una funzione utile a ritardare deliberatamente l'eiaculazione negli uomini affetti da eiaculazione precoce.
Per alcuni soggetti il preservativo di lattice può causare reazioni allergiche.

Se usato correttamente, cioè prima di iniziare la penetrazione e per tutta la durata del rapporto sessuale, sia esso vaginale che anale, il profilattico evita che lo sperma entri a contatto con la vagina durante un rapporto sessuale, impedendo l'eventuale fecondazione. Contemporaneamente evita che le secrezioni dei partner entrino a contatto con le mucose riducendo ma non eliminando il rischio di contrarre malattie a trasmissione sessuale, in primis, il virus HIV.
È consigliabile leggere il foglio illustrativo contenuto in ogni confezione di profilattici.
È consigliabile, per chi non lo abbia mai utilizzato, provare ad indossarne uno al di fuori del contesto di un rapporto sessuale. Ciò permette di prendere anticipatamente confidenza con il suo utilizzo, riducendo così il rischio di un uso scorretto o del non uso (per timore di apparire inesperti, soprattutto se giovani).
È molto importante, per non aumentare le possibilità di rottura del preservativo durante il rapporto, che lo stesso sia conservato in condizioni ambientali e di temperatura normali. Occorre pertanto evitare di conservarlo in luoghi esposti al sole oppure in portafogli o tasche dove potrebbe essere esposto al forte calore sviluppato dal corpo umano, e quindi danneggiarsi.
È inoltre consigliabile nel caso di rapporti anali o che pongono sotto stress il preservativo la scelta di preservativi fabbricati con materiali molto più resistenti come il poliuretano o il Teflon e una minima lubrificazione degli orifizi con lubrificanti che non danneggino il profilattico: sono quindi da preferire i lubrificanti o i gel a base di acqua.
Dopo il rapporto è importante rimuovere il pene dalla vagina prima che questo si afflosci, tenendo ben saldo il preservativo tra le dita per evitare che questi si srotoli dal pene e rimanga all'interno della vagina.

Il preservativo femminile si chiama Femidom. Esistono in commercio, se pur poco diffusi, dei profilattici indossabili dalla donna, da inserire nella vagina prima del rapporto. Il loro funzionamento è analogo a quelli maschili. Il Femidom è uno strumento di prevenzione dell'HIV e delle altre malattie sessualmente trasmissibili che può essere utilizzato dalle donne. E' una morbida e resistente guaina trasparente che si inserisce nella vagina prima di un rapporto. E' possibile reperirlo in farmacia o via internet.



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martedì 17 novembre 2015

IL DESIDERIO NEI NONNI



La sessualità rappresenta una energia vitale che accompagna, evolvendosi continuamente, l’uomo per tutto l’arco della sua esistenza. La fase degli over 65/70  non e’ asessuata. Il climaterio maschile e femminile non segna assolutamente il termine dell’attività sessuale.

Una percentuale significativa di persone over 65/70, nonostante la repressione, i condizionamenti, la censura morale, le difficoltà obiettive continua ad avere rapporti sessuali regolari e soddisfacenti. I veri, autentici e sofferti motivi di cessazione dell’attività sessuale sono per la maggior parte di natura PSICOLOGICA e SOCIALE.

La popolazione italiana di ogni livello di età e condizione socio-culturale spesso non ha informazioni corrette sulla fisiologia, la patologia, i bisogni, i desideri e le attese sessuali degli over60. In ogni fase della vita esistono pregiudizi e stereotipi rigidi che hanno un significato, un valore ed un effetto repressivo ed inibitorio nei confronti dell’attività sessuale degli anziani. Negli over60 esiste spesso una immagine deformata e deformante per quanto riguarda le proprie esigenze, bisogni e rapporti.

Negli over 65/70  si mette spesso in atto un MECCANISMO SUBLIMATORIO, perchè risulta troppo grande, per effetto dei condizionamenti socio- culturali, morali, religiosi, la distanza tra la realtà dell’impulso libico e la fiducia nelle proprie capacità sessuali. Non va inoltre dimenticata una connotazione tipica della società odierna: in ogni età della vita esistono due differenti modelli comportamentali, quello MASCHILE e quello FEMMINILE. Il primo relativamente più permissivo rispetto al secondo, entro cui si perpetuano limitazioni e repressioni ancestrali. E’ tradizione culturale considerare la vecchiaia come periodo di rimpianto e di decadenza, tanto a livello di interesse quanto a livello di attività sessuale vera e propria. In questo processo di negazione sociale della sessualità gli over60 trovano poi spazio alcuni stereotipi molto diffusi e cioè la convinzione che:
l’attrazione erotica possa essere suscitata esclusivamente da un corpo giovane ed esteticamente perfetto;
la funzionalità degli organi genitali sia sottoposta alla usura del tempo e vada quindi incontro ad un decadimento in termini di qualità oltre che di quantità;
l’assenza della capacità o di un fine procreativo generi una caduta della pulsione sessuale;
il piacere sessuale rappresenti dopo una certa età più una “perversione” che una sana e naturale esigenza psicofisica, atta anche a contrastare il processo di invecchiamento psicofisico dell’organismo.
Da queste e da altre false credenze deriva spesso una auto-esclusione dell’anziano, che si trova a rifiutare la propria sessualità o a considerarla in maniera clandestina, come se il desiderio o l’attività sessuale fossero debolezze da nascondere o colpe di cui vergognarsi….. da cui le ritirate “strategiche” dall’universo della eroticità.

Dietro il comune ritornello “ormai sono vecchio“, traspare la seduzione della rinuncia, del disimpegno progressivo, che consente di evitare ogni timore di insuccesso o di frustrazione, una vera e propria autocastrazione preventiva.

Per cui la funzione sex (più che dal rallentamento biologico) può essere frenata da come il singolo anziano si percepisce ed inconsciamente si condiziona.

Le difficoltà sono inerenti al problema del cambiamento e pertanto ad una modificata rappresentazione del sé del proprio corpo-involucro cioè quello che viene percepito dall’altro e del proprio vissuto corporeo in quanto oggetto di desiderio ed in quanto soggetto che può ancora desiderare e godere.

E’ evidente che in questa fascia d’età le condizioni fisiologiche dell’organismo sono cambiate sia dal punto di vista emodinamico che metabolico (per esempio frequenza cardiaca, tono muscolare, equilibrio ormonale). Cosi come a livello muscolare le prestazioni fisiche sono in evidente diminuzione, analogamente le performance sessuali risentono delle variazioni fisiologiche della terza età.

Per esempio, alla ipotonia muscolare e riduzione della gettata cardiaca, che determina evidente diminuzione delle prestazioni fisiche, si associa una ipotonia del sistema venocclusivo erettile ed una diminuzione del flusso ematico cavernoso, che creano alterazioni della capacità erettile e della capacità di mantenere l’erezione.



La fase di eccitamento risulta più prolungata e questo in relazione alle diverse condizioni emodinamiche, infatti si nota un significativo ritardo ad ottenere l’erezione (diminuzione flusso ematico cavernoso ed ipotonia venocclusiva); questa puo’ essere parziale o venire perduta facilmente: la risposta erettiva subisce pertanto un rallentamento globale.

Se l’anziano non fosse a conoscenza di questa normale condizione fisiologica, potrebbe essere portato a pensare di essere affetto da impotenza, alimentando il circuito dell’ansia, con la possibilità di uno scatenamento di impotenza secondaria. Per questo motivo i successivi tentativi di forzare la situazione attraverso un controllo cosciente e i reiterati insuccessi portano l’anziano ad esperire l’ansia della prestazione, precludendogli la possibilità di recepire le stimolazioni in modo adeguato. Si riduce così il “potenziale erotico” che lascia spazio ad un “potenziale inibitorio”.

Nella fase di Plateau si notano varianti meno spiccate ma particolarmente significative in quanto sono in grado di rendere vantaggiosi alcuni aspetti dell’invecchiamento.

La durata d questa fase tende a prolungarsi e ciò in relazione ad un rallentamento della conduzione nervosa nei circuiti di controllo erezione/eiaculazione e si osserva un allungamento del tempo di inevitabilità eiaculatoria, che in giovane età costituisce un aspetto preoccupante per la sua precocità: spesso si verifica addirittura una correzione spontanea di una pregressa eiaculazione precoce. L’anziano ha, una volta raggiunta la fase di plateau, delle erezioni più prolungate nel tempo, spesso impara ad avere rapporti sessuali soddisfacenti senza che questi terminino necessariamente ogni volta con l’eiaculazione.

La terza fase , l’esperienza orgasmica, si effettua in un periodo di tempo più breve. Questo fenomeno è da mettere in relazione alle patologie prostatiche, che in questa fascia di età sono la regola (ipertrofia prostatica benigna, prostatite, tumore della prostata). In questi casi l’inevitabilità eiaculatoria può ridursi, fino a scomparire, per cui la durata dell’orgasmo può essere abbreviato o prolungato mentre il volume del fluido seminale si riduce notevolmente, per ipotrofia delle vescichette seminali.

La quarta fase (di risoluzione) si caratterizza per la rapidità della detumescenza dopo l’eiaculazione e per il prolungamento del periodo refrattario. Dobbiamo ricordare che questi fenomeni sono anche innescati dal diminuito trofismo e tono del tessuto erettile, che risente della variazioni ormonali correlati all’età.



Per la donna l’inizio dell’invecchiamento sessuale può coincidere con la menopausa che presenta segni clinici e biologici specifici: la caduta degli estrogeni , perdita della capacità riproduttiva , riduzione significativa del tasso degli ormoni sessuali presenti nel sangue.

Analogamente a quanto succede per le sue prestazioni fisiche che risentono della ipotonia muscolare (pensiamo alla incontinenza urinaria da sforzo, espressione di cedimento della muscolatura perineale) anche dal punto di vista sessuale assistiamo a dei cambiamenti.

La donna va incontro ad un rallentamento ed indebolimento della risposta sessuale, infatti durante le quattro fasi del ciclo sessuale riduce sia l’intensità della reazione fisiologica che la durata della risposta alla stimolazione sessuale.

Nella fase di eccitamento la lubrificazione della regione vaginale richiede per prodursi tempi più lunghi e la quantità di lubrificazione è minore rispetto alla donna più giovane (ciò in relazione alla carenza estrogenica della menopausa). Queste difficoltà possono essere mitigate allungando i tempi di stimolazione clitoridea antecedenti alla penetrazione o attraverso l’utilizzo di creme o liquidi lubrificanti o sostitutivi ormonali.

Nella fase di Plateau l’intensità della vasocongestione locale del terzo esterno della vagina si riduce notevolmente per il diminuito trofismo tissutale dovuto alla carenza ormonale che determina anche una fibrosi delle pareti vaginali ed il il restringimento del lume .

La diminuzione di spessore della mucosa e la diminuita elasticità dei tessuti in questa area (attraversata dall’uretra e dal collo vescicale) può determinare, durante il rapporto sessuale, una irritazione della vescica e dell’uretra, provocando eventuali uretrocistiti. Queste reazioni fisiologiche possono essere attenuate o eliminate con cure ormonali sostitutive, anche naturali, a base di estrogeni sia per os , sia per applicazioni locali sotto forma di creme.

La fase orgasmica risulta abbreviata, le contrazione della piattaforma orgasmica nel terzo esterno della vagina sono meno frequenti , spesso la risposta contrattile ritmica dell’utero è sostituita da una contrazione spastica percepita dalla donna anziana come dolore riflesso nell’addome inferiore. Il dolore può essere alleviato con opportune tecniche di sostituzioni degli steroidi sessuali

Sostanzialmente nella donna la capacità orgasmica resta invariata fino a tarda età, è soprattutto l’elaborazione a posteriore dell’ esperienza vissuta che favorisce o frena il desiderio.

Nella fase di risoluzione si ha un collasso rapido della vasocongestione dell’intero condotto vaginale (a differenza delle giovani, nelle quali si ha una depressione graduale e normale), attribuita alla minore entità della risposta vasocongestizia pelvica e alla minore elasticità dei tessuti.

La sessualità dell’anziano è arricchita di sfumature sessuali ed erotiche più complete.
La terza età può offrire l’occasione di vivere una sessualità diversa, maggiormente eccitante, in quanto diversa dalla quotidianità, svincolata da impegni stressanti.
Una sessualità più ricca perfezionata dalle esperienze passate e presenti condivise da un lessico comune e costruito nel tempo.

L’ansia da prestazione accomuna tutti gli uomini di tutte le età, ma colpisce soprattutto i maschi anziani: “Chissà se riuscirò”. Numerosi fattori, infatti, possono influire in maniera diversa sui problemi sessuali dell’uomo anziano.

Nella vecchiaia si verificano due importanti categorie di fenomeni: il cambiamento corporeo e le modificazioni fisiologiche e psicologiche.

Il corpo cambia nelle proporzioni, nell’elasticità della pelle e nella tonicità muscolare. E’ chiaro come l’uomo che faccia costantemente attività fisica, senza ansia da prestazione, che curi la sua salute, che mangi in modo sano…. limiti notevolmente i danni del decadimento fisico.

A ciò si aggiunge una diminuzione delle capacità sensoriali, che però possono oggigiorno venire ovviate, vedi occhiali da vista ed eventuali apparecchi acustici molto funzionali. Se la persona mantiene attiva la mente, mostrandosi aperta, flessibile e continuando ad apprendere e a cercare di migliorare se stessa, questi stessi cambiamenti sensoriali vengono ad essere meno percepiti.

Le convinzioni psicologiche sono le più deleterie e colpiscono negativamente gli anziani, soprattutto gli uomini nella sfera sessuale, ad esempio: la paura di invecchiare, di perdere la memoria, di non essere più attraenti, di perdere la capacità erettile, ecc.

L’attuale generazione di anziani ha vissuto la Seconda Guerra Mondiale. Inoltre hanno subito l’influsso di costumi sessuali molto conservatori. Potrebbe però anche essere che più la persona invecchi più diventi conservatrice e in tale direzione sussistono specifiche ricerche longitudinali, pertanto la prossima generazione potrebbe subire altri tipi di condizionamenti.

E’ chiaro come più un anziano rimanga mentalmente aperto e flessibile più risulterà in grado di contrastare anche gli effetti coorte.

Gli anziani possono vedersi ridurre le opportunità di avere una vita sessuale, perché magari vivono con i figli oppure vivono in case di riposo e non vivono più da soli.

Molti fanno una vita casalinga perché hanno paura di uscire da soli, perché sono vissuti per troppo tempo isolati tra casa e lavoro ed hanno trascurato hobbies ed amicizie. Da qui l’importanza di non isolarsi nella coppia, ma di rimanere aperti alle proprie amicizie e passatempi in tutte le età della vita. La condivisione sconfigge la solitudine e l’isolamento ed aiuta la crescita intellettuale e personale.



Nella terza età si assiste frequentemente ad una scissione tra mente e corpo, con una conseguente focalizzazione dell'attenzione sulle funzioni somatiche, che in alcuni casi può arrivare ad ipocondria, cioè ad un'eccessiva e patologica preoccupazione per le proprie condizioni di salute. Alla base di questa eccessiva preoccupazione c'è molto spesso la perdita d'interesse per il mondo esterno, un dispiacere in campo affettivo o la ridotta attività.Uno dei disturbi più comuni tra le persone anziane è la depressione, che molto spesso non viene riconosciuta perché si manifesta con sintomi molto diversi. Oltre a tristezza e malinconia, altri sintomi depressivi sono: nervosismo, ansia, facile irritabilità, perdita di appetito, sonno irregolare, incapacità di prendere decisioni, senso di colpa e di inutilità, riduzione del desiderio sessuale e rallentamento verbale e psico-motorio. Tali disturbi psichici e in particolare la depressione comportano gravi problemi sessuali nell'anziano, e molto spesso l'uso di farmaci (antidepressivi) può causare disfunzioni sessuali, creando un circolo vizioso. Vi sono persone che in questi casi rifiutano di curarsi.
Anche i fattori socio culturali svolgono un ruolo determinante sul comportamento sessuale. Processi di socializzazione influenzano notevolmente la sessualità delle persone, il loro ruolo sessuale all'interno di un gruppo, come anche le norme e i valori del gruppo ai quali aderiscono.Anche se i ruoli sessuali sono cambiati e abbiamo assistito sin dagli anni '60 ad una maggior libertà nell'espressione sessuale, continuano ad esistere vari stereotipi sulle persone anziane che le descrivono come non attraenti, incapaci di raggiungere piacere sessuale e soprattutto non interessate al sesso. Molto spesso gli anziani interiorizzano tali stereotipi e vivono la sessualità come riprovevole da un punto di vista morale e sociale. In molti casi queste motivazioni spingono la coppia a non esporre i propri problemi sessuali al medico di famiglia o allo specialista.

Quando sia radicato che gli anziani non ricorranno all'attività sessuale o che per lo meno non ne necessitano è testimoniato dal fatto che le stesse organizzazioni o strutture sociali che si sono sviluppate a tutela degli anziani non hanno predisposto spazi che favoriscano le relazioni sociali intese in senso lato, né hanno adeguatamente riconosciuto le necessità sessuali o relazionali che indirettamente o direttamente possono favorire le relazioni sociali e quindi l'attività sessuale dei loro clienti.I differenti ruoli sociali che l'uomo e la donna hanno avuto si riflette sulla loro sessualità. Gli uomini anziani hanno più probabilità rispetto alle donne di sposarsi e di risposarsi in caso di divorzio o di morte del partner. Ruoli convenzionali enfatizzano l'iniziativa, la prestazione, nel lavoro e nelle relazioni sociali. Dopo il pensionamento e le naturali variazioni fisiologiche che accompagnano l'invecchiamento gli uomini possono sperimentare una perdita di autostima.





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