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domenica 3 gennaio 2016

SESSO IN QUEI GIORNI



Secondo la Bibbia, una donna è impura per sette giorni dall’inizio del suo flusso mestruale. ‘Chiunque tocchi una donna che ha le mestruazioni diventa impuro fino a sera‘ si legge nel Levitico o ancora: ‘I rapporti sessuali con la donna durante questo periodo sono proibiti. La punizione per l’uomo e la donna che violano questa proibizione è lo sterminio da mezzo del popolo d’Israele‘.

Il sesso durante il ciclo mestruale rappresenta un tabù per molti, viene considerato un problema per i rapporti di coppia ed è oggetto di molte discussioni. In generale avere rapporti sessuali durante il ciclo mestruale è considerato un comportamento da evitare. Circolano tanti falsi miti e idee sbagliate su questo argomento. Per alcune culture è considerato addirittura come una pratica ‘impura’. Molte donne si vergognano, altre sono addirittura schifate all’idea di avere dei rapporti nei “giorni rossi”. Anche certi uomini non si sentono a proprio agio all’idea di entrare a contatto con il sangue mestruale, che da molto è considerate ‘sporco’.

Quante volte avrete sentito dire che il sesso durante il ciclo fa male alla donna? Oppure ancora che si rischia di avere problemi fisici o di alterare in qualche modo il decorso del ciclo mestruale? Quanti/e di voi avranno sentito dire che facendo sesso durante il ciclo non si rimane incinte?

Tutte bufale! Da un punto di vista medico non ci sono particolari controindicazioni che impediscano o sconsiglino di avere dei rapporti sessuali nei giorni delle mestruazioni. Non vi è alcun pericolo per la salute. Il ciclo non viene alterato, non si prova più dolore e non ci sono delle conseguenze a livello fisico. Invece, sul fatto che non si possa rimanere incinte nei giorni delle mestruazioni bisogna fare un appunto. E’ vero che in quei giorni si è meno fertili e quindi le possibilità di concepimento sono molto ridotte, questo non significa però che non ci sia alcun rischio di gravidanza. Una donna è sempre fertile nell’arco dei 28 giorni di tutto il ciclo mestruale, ciò che cambia è la probabilità con cui può essere fecondata. Quindi non bisogna pensare che il sesso durante il ciclo abbia effetto contraccettivo…Se non si assume la pillola anticoncezionale, non si utilizza il profilattico o un altro metodo contraccettivo il rischio di gravidanza indesiderata – seppur basso – c’è eccome.



Fare sesso durante il ciclo è soltanto una questione di scelta. Quando una coppia raggiunge un certo livello di intimità per cui supera l’eventuale imbarazzo e il blocco dovuto a strane credenze non c’è nulla che vi impedisca di lasciarvi andare alla passione anche nei giorni col bollino rosso.  Sconfitto il senso di disgusto e repulsione che molti provano nei confronti delle secrezioni vaginali di quei giorni si può dare il via libera al desiderio e al piacere se lo si vuole. L’importante è che sia una cosa voluta da entrambe i partner. Le forzature non aiutano ma anzi inibiscono, quindi ricordate che dev’essere una cosa che desiderate insieme. Il sesso si fa in due, sempre! Sia nei giorni rossi che in tutti gli altri giorni del mese.

Non tutti sanno che, in base ad alcuni studi scientifici, i rapporti sessuali e la masturbazione nei giorni del ciclo possono essere ancora più appaganti. Molte donne riescono a raggiungere più facilmente l’orgasmo durante il ciclo perché la vagina è maggiormente lubrificata. Inoltre ci sarebbero anche dei benefici relativi al dolore mestruale che derivano dal fatto che le contrazioni uterine riducono l’intensità dei crampi addominali dovuti al ciclo.

Insomma fare sesso durante il ciclo non è affatto vietato, ne tanto meno ‘sporco’ o pericoloso. Se si è in due a volerlo può essere il raggiungimento di un livello superiore di intimità e può regalare delle sensazioni nuove. Con le giuste accortezze potrete fare l’amore anche nei giorni più rossi del mese. Prima di tutto considerate le condizioni igieniche, fatelo in un posto pulito e prendete le giuste precauzioni per non sporcare in giro lasciando le tracce del vostro amore rosso. Ricordate poi che il sangue mestruale è portatore di batteri tanto quanto i liquidi vaginali, o anche di più. Perciò le possibilità di contrarre malattie e infezioni sessualmente trasmissibili sono alte e bisogna proteggersi. Usare il preservativo è buona norma anche durante il ciclo.

Come ultimo consiglio non dimenticate mai di rimuovere i tamponi prima di avere un rapporto sessuale. Anche se prese dalla passione le signorine si devono ricordare di liberare la vagina dai tamponi in modo tale che questi non vengano spinti in fondo e magari dimenticati…

Usa un telo (per evitare di macchiare il letto stendi un panno) e tieni fazzoletti a portata di mano, specialmente se lo fai “venire dentro” (c’è già abbastanza liquido che aspetta di uscire dal tuo corpo!).

La posizione del missionario è una sicurezza: la gravità, infatti, ci insegna che metterti sopra non è una buona idea!

Il sesso sotto alla doccia è stato probabilmente inventato per fare sesso durante il ciclo (l’acqua lava via tutto!).

Non lasciargli mettere dentro le sue mani: potrebbe provocargli un calo nell’eccitazione e, in ogni caso, non è molto piacevole per lui. Per questa volta andiamo al sodo!


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sabato 5 dicembre 2015

I PRESERVATIVI



"Un uomo viaggia in treno con un bambino, quando una donna incuriosita comincia a chiedergli: - Bel bambino! E' suo figlio? E l'uomo: - No. Donna: - E' suo nipote? Uomo: - No. Donna: - E' il figlio di un suo amico? Uomo: - No, guardi io sono un rappresentante di preservativi e questo bambino e' un reclamo.."

Risulta citato nell'antichità, almeno nel 1500 a.C. presso gli Egizi su disegni che ritraggono un preservativo. In largo uso anche nel mondo greco-romano, aveva assunto nel periodo del tardo impero romano, oltre il valore preventivo, una funzione anche erotica. Con il Rinascimento, ne tornò l'uso iniziando la diffusione dall'Inghilterra. Già nel 1550 infatti, l'anatomista Gabriele Falloppio, ricavandolo da budello animale aveva realizzato una guaina per il pene, ma lo aveva fatto per scopi igienici, per difendersi dalla sifilide, importata in Europa dal Nuovo Mondo. Probabilmente il medico francese, Sig.Còndom, forse proveniente dal comune di 7.251 abitanti situato nel dipartimento del Gers nella regione del Midi-Pirenei – dove si producevano budella di agnelli, trasferitosi in Inghilterra, lo propose come vero e proprio "preservativo" ai fini di evitare un'indesiderata procreazione, presso la Corte di Carlo II d’Inghilterra (1665-1685).

Nel XVI secolo, in Italia, Gabriele Falloppio pubblicò il primo articolo conosciuto in cui venne descritto il preservativo come profilassi da malattie sessualmente trasmissibili. Il più vecchio preservativo trovato è del 1640, scoperto a Dudley Castle in Inghilterra. Esso era fatto di intestino animale, ed era utilizzato per la prevenzione di malattie. Ad ideare i profilattici nella tipologia attuale fu Julius Fromm (1883-1945). Fromm proveniva da una famiglia ebraica, che si era trasferita in Germania dalla Russia,osservò il preoccupante fenomeno rappresentato dalle migliaia di soldati tedeschi che si ammalavano di malattie veneree, in seguito ai rapporti sessuali consumati nelle retrovie dei fronti del conflitto. E così si mise a produrre il popolare oggetto di gomma come strumento di protezione nei contatti sessuali occasionali.

Iniziò a produrre preservativi in grande quantità nel 1916, per le necessità dei soldati tedeschi, guadagnando molto denaro. La produzione andò a pieno ritmo nel periodo della Repubblica di Weimar. In alcune regioni del Norditalia il preservativo è popolarmente chiamato "goldone". L'origine del soprannome non è chiara: potrebbe essere un riferimento a Franco Goldoni, fondatore dell'azienda Hatù, oppure derivare dalla scritta Gold One, marchio dei profilattici dei soldati statunitensi che si trovavano in Italia durante la seconda guerra mondiale.

Tra molti individui, soprattutto di sesso maschile, persiste una forte resistenza psicologica e ancor più culturale all'uso del profilattico. Questa diffidenza trova diverse parziali giustificazioni, ad esempio nel costo dello stesso, nelle (rare, ma possibili) eventualità di rottura durante il rapporto, o nella riduzione della sensibilità e quindi del piacere dovuta all'applicazione del profilattico; in realtà il problema principale, sul piano psicologico, è dovuto all'ansia causata dal timore di perdere l'erezione nell'atto di indossare il profilattico prima della penetrazione sessuale. Questo timore può però essere affrontato, e risolto o perlomeno ridotto, laddove il/la partner collabori fattivamente all'uso del profilattico, aiutando il partner ad indossarlo sul pene eretto, trasformando questa fase del rapporto in uno dei preliminari allo stesso.

L'uso del profilattico, diffuso anche nelle coppie stabili, è consigliato a maggior ragione nei rapporti occasionali, sia come anticoncezionale ma ancor più come protezione nei confronti di malattie sessualmente trasmissibili (MST), in primo luogo l'AIDS, ma anche epatite B, sifilide, gonorrea, clamidia, herpes genitale ecc.

La Chiesa cattolica ne vieta fermamente l'uso, in quanto è intrinsecamente immorale ogni azione - come, per esempio, la sterilizzazione diretta o la contraccezione -, che, o in previsione dell'atto coniugale o nel suo compimento o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione. Per queste ragioni, la Chiesa cattolica richiede metodi conformi ai criteri oggettivi della moralità, e cioè con la continenza periodica e il ricorso ai periodi infecondi. Durante il viaggio in Africa, in volo verso il Camerun, martedì 17 marzo 2009 Benedetto XVI rilascia una dichiarazione ai giornalisti nella quale per la prima volta un pontefice pronuncia la parola "preservativo", pur ribadendone la condanna.
Altre confessioni religiose, come la Chiesa Evangelica Valdese, i Testimoni di Geova, le Assemblee di Dio, ritengono che invece l'utilizzo del preservativo sia perfettamente lecito in quanto non introduce problemi di natura etica.

Non è inusuale la preferenza di taluni nell'acquisto presso distributori automatici o presso i supermercati piuttosto che nelle farmacie, con lo scopo di evitare di pronunciare un termine sentito ancora come sconveniente; va sottolineato in questo senso che alcune farmacie evitano di esporre le confezioni di profilattici in modo visibile e facilmente accessibile al cliente, e in alcuni casi perfino la vendita degli stessi sembra essere impedita da motivi ideologici o religiosi. In Italia il costo di un singolo profilattico si aggira sul prezzo di circa 1 euro.



Negli anni ottanta le campagne di prevenzione da infezioni da HIV che hanno cominciato a promuovere l'utilizzo del preservativo per ridurre il rischio di contagio ed indipendentemente dalla sua efficacia anticoncezionale hanno incontrato numerosi ostacoli culturali. In Italia, nel 1993 l'allora Ministro della pubblica istruzione Rosa Russo Jervolino, fortemente cattolica, ritenne necessario bocciare una campagna d'informazione rivolta agli studenti in quanto compariva il termine tabù.

In una parte del cinema pornografico hardcore, specie europeo, gli attori maschi talora utilizzano oggi apertamente preservativi nel corso della penetrazione vaginale o anale; cosa che può essere considerata sia come un effetto delle campagne a favore della pratica del sesso protetto, specie in condizioni di promiscuità, che come un contributo implicito alle stesse.

Il profilattico è formato da una sottile guaina di lattice, ma ne vengono realizzati anche in altri materiali sintetici che consentono di evitare rare reazioni allergiche. Si adatta perfettamente alla forma ed alla dimensione del pene grazie alla sua notevole elasticità. L'interno è cosparso di sostanze lubrificanti che servono per evitare irritazioni e dolore all'uomo durante la penetrazione, non essendo il pene a contatto con i lubrificanti naturalmente prodotti dalla vagina prima e durante il rapporto.

Il profilattico offre la migliore protezione contro il contagio da malattie sessualmente trasmissibili tra tutte le metodologie anticontraccettive disponibili. Uno studio effettuato nel 2000 dal Dipartimento della salute statunitense conferma che un uso tipico del preservativo riduce dell'85% il rischio di contrarre il virus dell'HIV. Tale studio, in cui sono stati esaminati i tassi di infezione in coppie sierodiscordanti, ha ricavato tale dato appurando che il tasso di sieroconversione annuale in coppie in cui uno dei due partner era risultato sieropositivo era inferiore allo 0,9%, a fronte di un tasso di infezione fra il 6% e il 7% riscontrato fra le coppie che avevano rapporti senza protezione. È opportuno aggiungere che comunque i dati sull'uso del preservativo erano autodichiarati dai partecipanti allo studio e, pertanto, non sarebbe corretto indicare tale dato come quello indicativo dell'efficacia del preservativo, che è strettamente legata all'uso che se ne fa. Il preservativo, pertanto, rimane un mezzo assolutamente sicuro a patto che lo stesso sia indossato prima della penetrazione e che lo stesso non si rompa o si sfili.
I profilattici sono liberamente acquistabili senza ricetta e visita medica.
In particolare, per quanto riguarda i rapporti occasionali, a differenza dei contraccettivi ormonali come la pillola anticoncezionale, il profilattico può essere utilizzato all'occorrenza, in pochi secondi.
La sua efficacia viene stimata con un Indice di Pearl (numero di gravidanze indesiderate nell'arco di anno considerando 100 donne) variabile tra 0,2 e 2.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità, in riferimento ad un campione costituito da coppie americane monitorate durante il primo anno di utilizzo, indica il 2% di gravidanze indesiderate in caso di uso perfetto (continuativo e corretto) e il 15% di gravidanze indesiderate in caso di uso tipico (si considera l'intero campione, indipendentemente dal fatto che vi sia stato un uso perfetto).

Un preservativo integro e correttamente usato è in grado di bloccare con estrema efficacia la trasmissione di virus e agenti patogeni; ma, nel caso dovesse rompersi o sfilarsi durante il rapporto (in media, un rischio presente nell'1-3% dei casi, e quasi esclusivamente dovuto ad un uso scorretto dello stesso), non elimina completamente le possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (AIDS, epatiti, candidosi, gonorrea, sifilide etc.). Perfino in questo caso, comunque, piccolissime rotture comportano un rischio di esposizione agli agenti patogeni che si valuta rimanere lo stesso molto più basso di quello che deriverebbe dal suo mancato uso (nei modelli sperimentali, il rischio ipotetico di esposizione alla matrice liquida che contiene gli agenti patogeni rimane infatti, anche nel caso di piccole rotture, inferiore di cento volte - ovvero >0,6% di rischio relativo - rispetto al suo mancato uso).
Può diminuire o alterare le sensazioni tipiche del coito per entrambi i partner, anche se alcuni modelli in commercio sostengono di enfatizzarle per il partner femminile, o di svolgere una funzione utile a ritardare deliberatamente l'eiaculazione negli uomini affetti da eiaculazione precoce.
Per alcuni soggetti il preservativo di lattice può causare reazioni allergiche.

Se usato correttamente, cioè prima di iniziare la penetrazione e per tutta la durata del rapporto sessuale, sia esso vaginale che anale, il profilattico evita che lo sperma entri a contatto con la vagina durante un rapporto sessuale, impedendo l'eventuale fecondazione. Contemporaneamente evita che le secrezioni dei partner entrino a contatto con le mucose riducendo ma non eliminando il rischio di contrarre malattie a trasmissione sessuale, in primis, il virus HIV.
È consigliabile leggere il foglio illustrativo contenuto in ogni confezione di profilattici.
È consigliabile, per chi non lo abbia mai utilizzato, provare ad indossarne uno al di fuori del contesto di un rapporto sessuale. Ciò permette di prendere anticipatamente confidenza con il suo utilizzo, riducendo così il rischio di un uso scorretto o del non uso (per timore di apparire inesperti, soprattutto se giovani).
È molto importante, per non aumentare le possibilità di rottura del preservativo durante il rapporto, che lo stesso sia conservato in condizioni ambientali e di temperatura normali. Occorre pertanto evitare di conservarlo in luoghi esposti al sole oppure in portafogli o tasche dove potrebbe essere esposto al forte calore sviluppato dal corpo umano, e quindi danneggiarsi.
È inoltre consigliabile nel caso di rapporti anali o che pongono sotto stress il preservativo la scelta di preservativi fabbricati con materiali molto più resistenti come il poliuretano o il Teflon e una minima lubrificazione degli orifizi con lubrificanti che non danneggino il profilattico: sono quindi da preferire i lubrificanti o i gel a base di acqua.
Dopo il rapporto è importante rimuovere il pene dalla vagina prima che questo si afflosci, tenendo ben saldo il preservativo tra le dita per evitare che questi si srotoli dal pene e rimanga all'interno della vagina.

Il preservativo femminile si chiama Femidom. Esistono in commercio, se pur poco diffusi, dei profilattici indossabili dalla donna, da inserire nella vagina prima del rapporto. Il loro funzionamento è analogo a quelli maschili. Il Femidom è uno strumento di prevenzione dell'HIV e delle altre malattie sessualmente trasmissibili che può essere utilizzato dalle donne. E' una morbida e resistente guaina trasparente che si inserisce nella vagina prima di un rapporto. E' possibile reperirlo in farmacia o via internet.



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giovedì 14 gennaio 2010

amiche e gli anticoncezionali ...

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Tre amiche parlano degli anticoncezionali che usano.

 Prima:- Io preferisco il preservativo, pulito, sicuro, protegge dalla infezioni.

Seconda:- Si, ma la gomma... Io preferisco la pillola, la prendi di sera e poi non ci pensi più.

Terza:- Io utilizzo un bidone.- ???- Mio Pasqualino è molto più basso di me, così quando facciamo l'amore in piedi deve salire su un bidone. Mentre lo facciamo, io gli guardo gli occhi e quando diventano lucidi, sposto con un piede il bidone.

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martedì 3 novembre 2009

Tre amiche a prendere il the


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Tre amiche si trovano in Centro per prendere il the e scambiare quattro chiacchiere. La prima dice: "Mio marito mi tradisce. Oramai ne sono sicura. Ho trovato un paio di mutandine di pizzo nella sua macchina e non sono le mie!".
La seconda rincara: "Ah ciò mi rallegra, dato che anche mio marito mi tradisce, perchè ho trovato un preservativo nuovo nel suo portafogli.
Allora per vendicarmi l'ho bucato con un ago!".
La terza non dice nulla e ... sviene!


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