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venerdì 10 giugno 2016

METODI PER FARLO IMPAZZIRE



Per sedurre un uomo occorre fantasia e astuzia, una buona dose di inventiva e, infine, creare un’attrazione fatale.
Dopo averlo incontrato, conosciuto e più tardi, finalmente, ottenuto il primo appuntamento; dovete dimostrare il vostro valore, lasciare impresso qualcosa che inneschi un meccanismo diabolico e piacevole per cui il vostro nome, il vostro fisico e i vostri gesti siano associati al piacere puro.
L’intimità è il momento più importante in cui un rapporto di coppia si costruisce e in cui ci si conosce nel profondo.

L’uomo, si sa, ama essere in primo piano, soprattutto a letto, ama essere soddisfatto, è sempre alla ricerca del massimo piacere e cerca una donna che lo seduca, che gli faccia vedere (e sentire) le stelle.

La seduzione deve diventare il vostro pane quotidiano, l’uomo adora la donna-geisha, detentrice dei segreti più profondi del piacere, l’unica capace di ipnotizzarlo attraverso un solo sguardo fugace.
La donna-geisha offre tutta se stessa per sedurre e dare piacere al proprio uomo. Trasformatevi in una donna seducente, ammaliante, misteriosa e sempre vogliosa.

Un uomo va assecondato ma va anche stuzzicato e sedotto.
L’uomo ama le sorprese seducenti, quelle che lo conducono a letto, quelle che lo portano a pensare di godersi dei momenti di puro piacere sessuale.
Il vostro uomo impazzirà se sarete voi a prendere l’iniziativa perché gli uomini desiderano avere al proprio fianco donne che sappiano come muoversi (a letto e non solo) in maniera autonoma e libera, disinibita e senza tabù.
Dimostrate di non aver bisogno di essere guidate durante il sesso ma, al contrario che siete voi a prendere l’iniziativa e a volere iniziare un gioco erotico cui l’uomo è invitato a partecipare.
Siete voi a condurre le redini del gioco seduttivo, l’uomo deve sottostare al vostro segreto progetto di piacere che avete organizzato per lui.

L’uomo ama essere sedotto, coccolato ed elogiato: insomma, l’uomo deve essere posto sempre in vista. Il sesso si dimostra un momento dedicato esclusivamente a lui, allora, quale miglior occasione per accrescere l’autostima maschile.
La sincerità è la prima arma a disposizione della donna per stimolare l’orgoglio dell’uomo. La sincerità stimola l’orgoglio e fa eccitare il maschio.
Pensate a sussurrare dei commenti piacevoli al suo orecchio esaltando le sue doti fisiche, esprimete ciò che vorreste fare utilizzando gli attributi fisici del vostro uomo, fategli capire (senza restrizioni o tabù) che lo desiderate per le sue qualità e che continuate a costruire aspettative sessuali mettendo in risalto le caratteristiche fisiche del vostro uomo.

L’aspettativa crea sorpresa, produce attesa e accresce la voglia.
Qualsiasi novità, qualunque voglia nuova, qualsiasi gioco erotico o posizione seduttiva sono i benvenuti.
Per offrire un piacere a cinque stelle è necessario variare, occorre gestire sempre in maniera diversa l’atto sessuale, è bene lavorare sui preliminari per essere già a metà del lavoro.
Il sesso è un momento che va gestito liberamente senza seguire tappe o schemi, ogni giorno è sempre diverso, le voglie cambiano e i desideri altrettanto.
Quindi cercate di individuare diversi punti deboli del vostro uomo e di stuzzicarli man mano, non tutti contemporaneamente ma singolarmente, variando sempre approccio seduttivo.
Infine, provate a stimolarlo in zone del corpo mai sperimentate prima.
Tutto questo lo farà entusiasmare e lo ecciterà molto.
L’arte della sorpresa evita il rischio di cadere nella routine e permette di costruire una vita sessuale ricca di emozioni forti, di passione e di momenti che faranno letteralmente impazzire il vostro uomo.



L’uomo adora giocare a letto e, nell’arte della seduzione, l’atto ludico è sempre contemplato.
L’uomo adora i preliminari ma ama altrettanto bruciare le tappe e arrivare subito alla penetrazione. Non datevi immediatamente per vinte. Ricordatevi che siete a voi a condurre il gioco e che l’attesa stimola il desiderio e rende l’atto sessuale più focoso e piacevole.
Questo non vuol dire avere l'atteggiamento della “donna che se la tira” ma, al contrario, prendete tempo in maniera ludica per sedurlo e aumentare il piacere del vostro uomo.
Giocate d’astuzia tenendolo un po’ sulle spine e provate a negarvi, a spostarvi con malizia, a strofinarvi quasi per sbaglio, a sfiorarlo nelle parti intime come se state accennando un gesto che non si completa e lavorate con lo sguardo. Tutto ciò accrescerà il suo desiderio sessuale e la voglia di possedervi e di godere dei vostri movimenti.

Tra le pratiche sessuali più richieste dagli uomini possiamo annoverare il sesso orale: questo è uno dei preliminari che gli uomini attendono con più piacere e che preferiscono perché tutti i gesti di una donna si concentrano sui loro attributi.
Il sesso orale è un atto a cui una donna deve arrivare senza fretta, senza bruciare le tappe e accennandolo tra i gesti dei preliminari con “effetto sorpresa”.
Il sesso orale è l’arte erotica preferita dagli uomini, questo è un dato di fatto. Certo, si tratta di una pratica molto intima, non tutte le donne sono disposte a realizzarla e, soprattutto (come per qualsiasi gesto) occorre essere a proprio agio.
Sicuramente il sesso orale accresce la voglia dell’uomo e lo prepara a gustare i momenti successivi dell’atto sessuale vero e proprio. Il sesso orale è un buon preliminare che può assicurarvi una serata piuttosto focosa.

Le donne conoscono bene quali punti le fanno impazzire a letto, il cosiddetto punto G. Anche gli uomini hanno un punto che, se ben stimolato, li predispone a momenti di vero piacere. Si tratta del punto L.
Il punto L degli uomini è localizzabile tra l’ano e i testicoli e, purtroppo, poche donne lo conoscono.
Stimolare il punto L sorprende sicuramente l’uomo e lo invita a pensare che davanti a sé c’è una donna esperta e capace di farlo godere al massimo.
Il punto L è una particolare zona maschile, molto sensibile e che se ben stimolata, con delicatezza attraverso le dita o la lingua, offre all’uomo delle sensazioni decisamente appaganti.

L’uomo ama guardare la propria donna, le movenze erotiche e i gesti che lei compie per lui. Quindi, fatevi guardare mentre vi spogliate, muovete il vostro corpo al fine di attirare l’attenzione del vostro uomo, lasciatevi spiare da buco della serratura in atteggiamenti molto intimi.
L’uomo è per natura un voyeur: tutti i mezzi sono approvati per farvi osservare e catturare la sua attenzione.
L’autoerotismo della donna esercita una grande carica erotica sugli uomini; lasciatevi sorprendere mentre “segretamente” accarezzate le vostre parti intime, quindi, il vostro uomo si sentirà in dovere di intervenire e di aiutarvi a “completare” il gioco erotico che avete iniziato. Questa sarà una buona occasione per scambiarvi i ruoli e “lavorare” contemporaneamente a offrire all'altro nuove sensazioni.

Un altro modo di sedurre il vostro uomo è quello di abbinare ai vostri gesti sexy e erotici del cibo: sesso e cibo sono da sempre considerati un binomio perfetto.
Basta pensare famoso film Basic Instict e potete lasciare grande spazio alla vostra fantasia, stimolando non soltanto il piacere del corpo ma anche quella della vista e dello spirito per costruire momenti a luci rosse.

Il lato b della donna esercita da sempre un fascino particolare per gli uomini. A proporre anche la penetrazione anale e scoprirete che si tratta di una pratica che fa piacere all’uomo ma anche a voi. Pensate a sorprendere il vostro uomo facendogli esplorare anche il lato b del piacere.

Praticamente, per guidare un uomo verso la pazzia in camera da letto, dovrai essere una sua “pari” a livello sessuale. Questo significa anche che se lui ama il sesso orale, è necessario che anche tu abbia lo stesso interesse e che cerchi di dargli gli stessi piaceri che da a te. Se lui ama parlare sporco, è necessario essere una donna che ama parlare sporco. Se lui ama il gioco di ruolo… non dovrai spaventarti e seguire il suo gioco. Sarà più divertente ed eccitante per entrambi e lui potrà impazzire pensando che finalmente ha trovato una donna che ama e fa ciò che ama e fa lui a letto….

Perciò dovrai essere spensierata, buttarti, e cercare il più possibile di combaciare con lui a livello sessuale.

Questi sono gli ingredienti che faranno assolutamente impazzire un uomo a letto.

La verità è che il sesso è importantissimo all’interno delle relazioni moderne, perciò se non sei al 100% sessualmente compatibile con il tuo uomo, il rapporto non è destinato a durare. Lo stesso vale viceversa.

Lascia correre la tua immaginazione anche a livello sessuale. Ad un uomo piace la donna che gli propone di soddisfare delle particolari fantasie e, anche il fatto che tu glielo stia semplicemente dicendo, può accenderlo in maniera incredibile. Facendo così, non potrai più contare le sorprese che arriveranno nella vostra camera da letto.

Se un uomo crede che tu sia la migliore amante che abbia mai avuto, lui non ti vorrà lasciare andare. Lo stesso accadrà per te nei suoi confronti.

Impara a istigarlo al sesso tramite sms o messaggi su Facebook: “Non riesco a smettere di pensare a ieri sera. Riuscivo a sentirti così bene dentro di me…” Oppure: “Non vedo l’ora di vederti più tardi. Non ho assolutamente intenzione di comportarmi bene!”. Ti assicuro che un paio di messaggi del genere in tutta la sua giornata, gli faranno voglia di strapparti i vestiti.
Stuzzicarlo, fallo attendere… e stuzzicalo di nuovo. Questa si chiama tensione sessuale… La prima cosa con cui puoi fare questo, sono appunto i messaggi. Quando lo vedrai, stuzzicalo e poi lascialo di nuovo in attesa. I ragazzi amano quando le donne li prendono in giro sessualmente. Li fanno impazzire, e li spingono in qualche modo a diventare selvaggi. Indossa lingerie sexy, oppure mettiti una camicia larga e lunga senza nulla sotto e usa un po’ di profumo… effetto travolgente assicurato.

Bacialo sul collo, sul petto e magari anche sulla schiena. Mentre lo fai, massaggialo  nella zona inguinale ma non andare subito al punto. Gioca con lui per almeno 10 minuti. L’attesa è l’elemento che accentua l’eccitazione. Questo è anche un ottimo modo per insegnargli a fare lo stesso con te…
Alterna la penetrazione al sesso orale… è semplice, e fa impazzire un uomo. Si tratta anche di un ottimo modo per educarlo a durare più a lungo, e per allungare il suo orgasmo, che sarà notevolmente più potente.
Digli che è incredibile… Per un uomo, è importante essere lodato per il sesso. Perciò digli quanto sia fantastico il sesso con lui. Digli nel dettaglio cosa ti ha fatta sentire così bene, e dirgli cosa potrebbe fare ancora…

Non vogliono che facciamo qualcosa di scandaloso o di strano, vogliono solo provare il massimo piacere. Agli uomini piace molto quando ci si lancia in nuove posizioni. Se ce n’è una nuova che abbiamo trovato e che vogliamo provare, si prega di farlo. Possono essere poco o estremamente creative, elaborate, che coinvolgono una vasca idromassaggio, della panna e delle banane, ma l'introduzione di ‘vecchi standard’ come doggy o missionario può anche funzionare. Non bisogna preoccuparsi dell’effetto reale della posizione, di quando ‘finisce’ e cose del genere.



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domenica 1 maggio 2016

SESSO E DROGA



In Europa, abbiamo recentemente assistito ad un nuovo e notevole aumento del numero di nuove diagnosi di malattie sessualmente trasmissibili (Sifilide, Condilomatosi genitale, Herpes genitalis, Uretriti gonococciche in primis) che di infezione da HIV: quest’ultima soprattutto negli omosessuali.

La recrudescenza della sifilide dell’HIV e di altre Malattie sessuali  riflette  un trend di aumento dei comportamenti a rischio soprattutto negli omosessuali, con una notevole percentuale di HIV positivi.

L’assunzione di droghe di qualsiasi genere, è collegata inesorabilmente con un calo dell’auto-protezione da malattie sessuali: tale condizione amplifica i propri effetti negativi, a causa dell’ambiente critico nel quale molti gruppi di giovani sono inseriti, ma, più spesso, la solitudine o la paura di essere o rimanere soli (indifferentemente caratteristica sia dell’omosessualità che dell’eterosessualità) può indurre ad abbassare quel livello di difesa, che protegge dall’esposizione al rischio di malattie sessuali.

La droga è un noto killer del sesso, anche per i giovanissimi. In particolare le pasticche di ecstasy, la polvere di eroina e le fiale di popper (varie forme di nitriti assunti per inalazione) hanno pesantissimi effetti sull’attività sessuale maschile. Secondo un’indagine condotta su 2.100 diciottenni, l’assunzione prolungata di ecstasy aumenta di 30 volte il rischio di incorrere in disturbi e alterazioni della sessualità, un pericolo che con l’eroina cresce di di 23 volte.
Mentre per i giovanissimi che prendono il popper almeno una volta alla settimana il pericolo di avere un orgasmo doloroso aumenta di 122 volte rispetto a chi non ne fa uso”, spiega Carlo Foresta, direttore del Centro di crioconservazione dei gameti maschili dell’Azienda ospedale-università di Padova. Il Centro ha condotto l’indagine insieme alla Provincia di Padova, su un gruppo di diciottenni che frequentano gli ultimi anni della scuola media superiore.
Dall’inchiesta dell’Università padovana, emerge che l’uso di stupefacenti è molto diffuso tra i giovani, anche se c’è una netta differenza per tipo di droga e per quantità di sostanze assunte. “Inoltre i ragazzi non si erano resi conto dell’origine dei loro problemi sessuali”, spiega Foresta, né si erano allarmati per la frequenza delle defaillance. Il 51% dei giovani ha messo di aver provato la marijuana, il 18% la consuma almeno una volta al mese, l’11% almeno una volta la settimana. Inoltre l’1% ha provato almeno una volta l’eroina, il 10% la cocaina. Un’elevata percentuale di ragazzi ha dimestichezza con il popper (20%) e una buona quota ne fa un uso frequente.

Gli anfetaminici sono tra i pochi stupefacenti potenti ad avere effetti afrodisiaci. Spesso nelle ricerche correlate alle anfetamine vengono fuori parole come animalesco o invincibile.

C'è chi parla delle anfetamine come strumenti per rimanere svegli e concentrati, mentre altri le trovano inadatte al sesso o vi attribuiscono la propria disfunzione erettile.

Tra le varie anfetamine ci sono differenze. Gli effetti della cocaina in genere svaniscono nel giro di un'ora, mentre quelli della crystal meth possono durare anche 12 ore. Ma in genere ti fanno sentire un dio del sesso—tutto sembra fantastico e duri un sacco di più.



Ci sono chiari rischi legati a queste droghe. Focalizzate sul sesso spinto e sulle maratone di sesso, le persone spingono i loro corpi fino al limite, portandolo anche a sanguinare o a un eccessivo affaticamento. Accoppiate alla mancanza di sonno, le anfetamine scatenano una spasmodica ricerca di un partner, e quindi il rischio di contrarre malattie.

A lungo termine, l'utilizzo di anfetamine può portare a disfunzioni erettili. Ma ancora più pericolosa è la possibilità che le anfetamine distruggano i recettori collegati al piacere sessuale, uccidendo così di fatto la tua vita sessuale da sobrio per non parlare della capacità di essere allegri anche senza una botta, problema purtroppo non così raro tra i consumatori abituali.

L'erba è probabilmente il secondo stupefacente più usato per fare sesso. Alcuni descrivono l'erba come un afrodisiaco che li rende più eccitati e più sensibili o come un rilassante che li aiuta a sciogliersi. Altri dicono che li fa ammosciare. Nonostante ciò, alcuni studi sulla cannabis garantiscono che la maggior parte delle persone sperimentano effetti positivi.

Un sacco di teorie sostengono gli effetti benevoli dell'erba per il nostro cervello. L'erba può incrementare le sensazioni, e queste a loro volta possono aumentare o smorzare pulsioni sessuali, a seconda dei nostri stati d'animo e ciò che ci circonda.

L'erba può anche amplificare la paura e la depressione e causare paranoia il che può allontanare dalla voglia di fare sesso. Bisogna anche ricordare che alcuni studi correlano un uso cronico dell'erba alla diminuzione della fertilità e ai problemi erettili.

Si potrebbe pensare che l'ecstasy sia una droga che unisce le qualità degli anfetaminici a quelle degli allucinogeni.

Alcuni ancora provano a usare l'MDMA pura per fare sesso migliore. Ma il più delle volte la sostanza provoca solo una disfunzione erettile. Finché non provoca ansia (ad alcuni succede), l'MDMA è più indicato a coccolarsi che a scopare.

Le sostanze allucinogene psichedeliche e dissociative (un'ampia classe che copre tutto, dal DMT all'LSD alla ketamina al PCP) sono tra le droghe più inaffidabili sul mercato.

Ma per altri che l'hanno usato, l'LSD distrae troppo per concentrarsi sul sesso.
Lo stesso vale per la psilocibina, ovvero i funghi allucinogeni. Alcuni dicono che facciano nascere una voglia primordiale, quasi anfetaminica. Altri li descrivono come più simili all'MDMA.

La stessa variabilità di effetti ce l'hanno tutti i dissociativi e gli psichedelici, dal DMT alla ketamina al peyote al PCP. Queste droghe hanno in comune una sola cosa: l'imprevedibilità.

Secondo Johnson e Michael Kometer, un neuropsichiatra esperto di stati alterati di coscienza dell'Università di Zurigo, questo ha a che fare con gli effetti profondi che queste droghe hanno sul cervello. Ognuna colpisce recettori diversi. L'LSD copre un campo più ampio, il che lo rende molto imprevedibile. Il DMT è molto potente e quasi paralizza, allontanando l'idea del sesso. Il PCP e la ketamina colpiscono così in profondità il cervello da riuscire a fermarti il respiro per qualche istante. Ma con tutte le possibili variazioni, quello che hanno in comune è di allargare le maglie del nostro pensiero razionale, e quindi decisionale.

A seconda di chi sei, dove ti trovi, e al tuo stato d'animo, le esperienze sessuali sotto allucinogeni possono cambiare molto. È tutto molto personale, e ancora poco studiato. Ma basandoci sugli studi sulla psilocibina, Johnson sospetta che questa condizione possa portare a un particolare tipo di empatia, più utile per riaccendere il romanticismo e cementare l'unione di coppie che stanno insieme da tempo. Il che significa che probabilmente le migliori esperienze sessuali sotto allucinogeni sono con persone con cui sei in confidenza, non con il primo che passa.

Noti come popper, i nitriti sono la droga più direttamente collegata al sesso: rilassa il corpo e dà una botta breve ma estremamente intensa, che ti fa sentire molto arrapato.

Il popper è chimicamente molto semplice. Di solito è nitrito di amile, ma spesso è composto da soluzioni di isobutile, cicloesile, isopentile o nitrito isoamile—tutti vasodilatatori. Cosa ancora più importante per il sesso, queste sostanze non rilassano solo i vasi sanguigni ma anche i tessuti molli, tra cui l'ano e lo sfintere. E questo ha reso il popper la droga d'elezione per gli amanti dell'anale.

Il popper può diventare pericoloso se non conservato correttamente. Può bruciarti se te lo rovesci addosso ed è infiammabile. È anche rischioso per persone affette da determinate patologie. E anche se mescolarlo con altre droghe dà spesso effetti piacevoli, è molto rischioso prenderlo insieme a farmaci per la disfunzione erettile, perché i cambiamenti circolatori improvvisi possono portare al collasso o addirittura alla morte. Per non parlare del rilassamento anale—non sentire dolore significa darci dentro di più, e questo può portare a conseguenze fisiche poco piacevoli.

Gli oppiacei, una categoria di cui fanno parte l'eroina e un discreto numero di sedativi, sono forse la categoria meno sexy della lista.
Gli oppiacei sono tra le droghe meno studiate quanto al loro rapporto col sesso, perché secondo Johnson, raramente sono usati nel contesto di un rapporto. "Sono una categoria diversa rispetto ai sedativi classici come i barbiturici," dice. "Provocano più sonnolenza e uno stato di assopimento, mentre per fare sesso devi essere sveglio."
"Gran parte delle persone dipendenti dall'eroina manifestano scarso desiderio sessuale anche con un partner occasionale."
Questo sembra collegato alla loro natura farmacologica, che apparentemente inibisce la produzione di sostanze neurochimiche associate alle sensazioni sessuali. Vale per tutti gli oppiacei, dalla codeina all'eroina—alcuni causano molto più facilmente una dipendenza mentre altri sono più facili da tenere sotto controllo, ma non differiscono l'uno dall'altro abbastanza da avere effetti diversi nella sfera sessuale.
Detto questo, esiste una piccola minoranza di persone che afferma di godere di più con gli oppiacei, sia perché una dose limitata può allungare la percezione del tempo sia perché comunque gli oppiacei regalano una sensazione di benessere. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, gli oppiacei non vanno d'accordo col sesso.




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sabato 26 marzo 2016

I PRELIMINARI



I preliminari sessuali sono tutte le forme di intimità fisica che, all'inizio di un incontro sessuale, servono a suscitare l'eccitamento sessuale propedeutico alla penetrazione o ad altre pratiche finalizzate a raggiungere l'orgasmo.

I preliminari sessuali variano a seconda delle culture e delle psicologie individuali: possono essere considerati preliminari sessuali il bacio (specialmente il bacio alla francese e quelli sul corpo), le coccole e le carezze (soprattutto sulle zone erogene), toccare i genitali, la masturbazione reciproca, il sesso orale, l'interpretazione di ruoli sessuali e le pratiche fetish o BDSM.

Il ruolo dei preliminari nella sessualità è stato compreso e sottolineato soltanto negli ultimi decenni, in particolare in seguito alla liberazione sessuale e al femminismo, in conseguenza dei quali si è avuta una rivendicazione del diritto della donna al proprio piacere sessuale. Per la maggior parte delle donne, infatti, lo sviluppo dell'eccitazione richiede un tempo maggiore rispetto a quanto accade nell'uomo; allo stesso tempo, per la maggior parte delle donne, la penetrazione, laddove non sia preceduta dai preliminari, può comportare fastidio fisico (se non propriamente dolore) e/o disagio psicologico, proprio per effetto di una ridotta eccitazione e carente lubrificazione vaginale.

Sono perciò soprattutto le donne a richiedere o desiderare una maggiore attenzione del partner ai preliminari, che possono anche prolungarsi a lungo e comprendere non solo pratiche e comportamenti di tipo sessuale, ma anche forme di relazione di tipo più romantico e sentimentale.

La cosa più sbagliata che si possa fare è considerare i preliminari come un semplice meccanismo di causa ed effetto, necessario per far scattare le condizioni fisiche necessarie. E dunque: affinché ci sia un rapporto sessuale, deve verificarsi un´erezione; per favorire il rapporto sessuale, la vagina deve lubrificarsi.
Il fatto è che, specialmente negli uomini, l´importanza dei preliminari si comincia a capire solo dopo i 30 anni. Prima, infatti, è l´esuberanza adolescenziale e giovanile a imporre i tempi (impetuosi e ultrarapidi) e a trascurare le esigenze della partner. Quando l´uomo presterà più attenzione ai preliminari, la donna sarà infinitamente più soddisfatta e vorrà fare l´amore più spesso.

La chiave dei preliminari del rapporto amoroso è senza dubbio rappresentata dalle zone erogene, quelle parti del corpo più sensibili e capaci di trasmettere e aumentare l'eccitazione.
La natura erogena di queste parti del corpo deriva da una caratteristica tutta particolare: la presenza di terminazioni nervose, che le rende più sensibili alla stimolazione.



Conoscerle e saperle trattare con la dovuta attenzione è una vera arte, che può rivelarsi determinante. E per quanto si possa pensare di sapere già tutto, su questo aspetto, in realtà c´è sempre molto da imparare.
Qualche volta, per esempio, le sensazioni piacevoli non dipendono da dove, ma da come si è toccati. Individuare queste zone è fondamentale perché permette di conoscere meglio il proprio corpo, quello del partner e quello dei partner che verranno in futuro. Perché ciascun individuo ha questa o quella zona erogena più sensibile, o quantomeno sensibile in modo diverso, rispetto agli altri.
Nei preliminari, lo scopo principale è eccitarsi a vicenda, dunque ciascuno dei due partner dovrà impegnarsi per fare ciò che maggiormente piace al suo lui o alla sua lei.

Una volta individuate le parti del corpo che più piacciono sentire stimolate dal vostro partner, tutto starà a provare i modi con cui stimolarle: carezze, baci, massaggi, pizzicotti, usando tutte le parti del corpo (a cominciare ovviamente dalle labbra e dalla lingua).

Le donne hanno di solito bisogno di più tempo, rispetto all´uomo, per raggiungere l'orgasmo. La ragione di questa differenza sta nel fatto che la loro fonte del piacere è il clitoride. Per la maggior parte delle donne è necessario un contatto fisico diretto con quest´organo per raggiungere l´orgasmo e di solito il solo rapporto sessuale non stimola il clitoride abbastanza da provocarlo. Ecco perché, tra le varie soluzioni possibili, una delle più efficaci è in genere la stimolazione da parte dell´uomo, prima del rapporto sessuale. Durante, appunto, i preliminari.
Alcune donne si eccitano a sufficienza, durante i preliminari, dunque riescono a raggiungere l´orgasmo quando fanno l´amore, senza ulteriori stimolazioni dirette del clitoride. Altre invece ne hanno bisogno e per questo potrebbero raggiungere il piacere prima o dopo il rapporto; in alternativa, possono assumere una posizione – durante l'amplesso – tale che ne permetta la stimolazione diretta.
Esistono comunque altre parti del corpo femminile che, se stimolate, possono far raggiungere l´eccitazione alla donna.
La parte fondamentale dei preliminari visti dal lato maschile consiste nel raggiungere l'erezione. Che può variare a seconda dell´età di lui e verificarsi dunque senza troppi problemi, in caso di adolescenti o comunque giovani adulti, o con qualche difficoltà in più in caso di maschi più maturi.
In molti casi sarà la partner a scoprire che tipo di carezze eccita di più il suo compagno, mentre in altri, specie nei soggetti che si sono masturbati molto, l´uomo ha sviluppato un suo sistema per raggiungere un´erezione, cosicché solo lui è in grado di ottenerla: in questi casi, è possibile che l´uomo preferisca cominciare da solo a toccarsi, fino a raggiungere l´erezione. Per poi lasciare continuare alla donna.
La stimolazione del sesso maschile può avvenire in diversi modi. Oltre alle carezze, anche per via orale.

Quale sia la giusta durata dei preliminari sessuali nessuno può dirlo con certezza. La verità che emerge da un recente studio inglese però rivela dati contraddittori rispetto alla tradizione. Fino ad ora si è sempre pensato che le donne amassero i preliminari mentre gli uomini preferissero andare subito al sodo. Ora invece sembra che le donne siano più interessate alla durata ed alla qualità del rapporto sessuale che non hai preliminari veri e propri.
Se vi siete appartati per fare sesso in un luogo insolito o scomodo, magari nella camera accanto a quella in cui dormono i vostri figli, forse è preferibile non dedicare troppo tempo ai preliminari. La maggior parte di voi probabilmente in questi casi preferirà un rapporto sessuale veloce ma molto passionale ed adrenalinico.
Se invece potete concedervi di fare l’amore senza fretta ci si può dedicare ai preliminari tutto il tempo necessario.




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venerdì 25 marzo 2016

QUANTO RESISTI?



Per l’uomo (senza eiaculazione precoce) potrebbero essere sufficienti pochi minuti, una donna raggiunge l’orgasmo in media dopo 10-20 minuti dall’inizio del rapporto sessuale.

Ecco perché è così importante che l’uomo si concentri sul rapporto durante tutte le sue fasi, a partire dai preliminari e non solo sul raggiungimento dell’orgasmo, e che controlli la sua eccitazione per il tempo necessario a consentire alla donna di raggiungere il piacere.

Secondo uno studio condotto negli USA e nel Canada, un rapporto sessuale soddisfacente dura tra i 3 e i 13 minuti. Tuttavia, è la qualità delle relazioni sessuali, e non la velocità, che rappresenta l’unico indiscutibile valore in un rapporto di coppia.

La durata media di un rapporto sessuale sarebbe di 20 minuti circa (Sexual Wellbeing Global Survey di Durex, indagine condotta su un campione di 26.032 persone in 26 Paesi) nel quale si includono i giovanissimi con i loro amplessi velocissimi, gli adulti dall’affinata complicità con la compagna, le coppie occasionali prive di intesa e di complicità, le persone che non riescono a raggiungere l’orgasmo, ecc.

I tempi espressi dall'indagine comprenderebbero anche i preliminari oltre ai tempi della penetrazione il che riporta il dato ad una dimensione più accettabile.

Normalmente infatti il rapporto sessuale in senso stretto, cioè il tempo dedicato alla penetrazione, è dichiaratamente più basso, all’incirca in media intorno ai 6 minuti.

Non manca chi dichiara di controllare l’eiaculazione per ore, salvo restando la voglia della sua compagna di dedicare lo stesso tempo al rapporto sessuale.

Giovanissimi, chi è in “astinenza” da un po’ e chi ha particolari condizioni fisiche proprie o provocate da sostanze possono durare pochi secondi o meno di due minuti.

Gran parte degli uomini non riescono a controllare l’eiaculazione come vorrebbero. Gli studi dicono che la percentuale varia dal 30 al 70 percento dei maschi.



La differenza tra 30 e 70 è spiegata dal fatto che non tutti definiscono l’eiaculazione precoce allo stesso modo.

Alcuni studi misurano il numero di secondi trascorsi dalla penetrazione, altri il numero di spinte pelviche e altri la soddisfazione della partner.

Si parla di eiaculazione precoce grave, quando l'uomo eiacula dopo tre movimenti coitali o ancor prima della penetrazione. Può essere dovuta a deficit organici, riguardanti l'attività prostatica, tiroidea, uretrale; ma anche l'azione masturbatoria, in determinati contesti, può favorire l'evoluzione di una particolare muscolatura a discapito della capacità di raggiungere l'orgasmo in tempi idonei al soddisfacimento della coppia. Spesso l'handicap sessuale è di origine nervosa, psicosomatica.
Per Freud era riconducibile a «pulsioni sadiche inconsce dell'uomo nei confronti della donna». Molto più prosaicamente la psicologia riconduce il problema all'ansia da prestazione, ossia la difficoltà di molti maschi di affrontare in modo maturo e consapevole un'esperienza sessuale. Qualunque sia la causa, assicurano gli esperti, l'eiaculazione precoce può essere sconfitta: con l'ausilio di antidepressivi, la circoncisione, l'impiego di creme anestetiche, la fitoterapia, la terapia cognitivo-comportamentale.

Inoltre bisogna considerare che la capacità di controllo eiaculatorio è più scarsa dopo lunghi periodi di astinenza, che è di norma scarsa nei giovanissimi ma che migliora col tempo grazie all’aumento dell’intimità con la partner e alla maggiore frequenza dei rapporti.

Gli abitanti del Belpaese sono i migliori a letto. Sarà vero? Non proprio, stando a uno studio condotto da DoxaPharma. Emerge, infatti, un dato che lascia qualche dubbio: nel 25 per cento dei casi la durata media di un rapporto sessuale in Italia è meno di due minuti; mentre un famoso studio condotto dalla Society for Sex Therapy and Research di Washington ritiene che, per essere veramente appagante, dovrebbe essere compreso fra i 7 e i 13 minuti. È vero che la qualità ha più importanza della durata, ma psicologi e andrologi concordano nel dire che sotto i due minuti non c'è nemmeno il tempo «fisiologico» per provare vero piacere. Sono gli italiani stessi a lamentarsi, pur ammettendo in media di fare l'amore nove volte al mese (per un totale di 108 rapporti all'anno), più dello standard mondiale.

Altri dati confermano un certo malcontento: il 70 per cento degli abitanti dello Stivale lamenta una generale insoddisfazione fra le lenzuola, e almeno 800mila coppie rischiano «il patatrac» proprio per questi motivi.



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lunedì 7 marzo 2016

PERDERE IL DESIDERIO.....



Il disordine ipoattivo del desiderio sessuale o basso desiderio sessuale è considerato una disfunzione sessuale che si caratterizza come una mancanza o un'assenza di fantasie sessuali e di desiderio di attività sessuale, secondo una valutazione medica. Altri termini spesso utilizzati per descrivere il fenomeno sono l'avversione sessuale e l'apatia sessuale.

Per essere considerato come disturbo vero e proprio, esso deve causare notevole disagio o difficoltà interpersonali; il disagio e le difficoltà non devono essere giustificate da un altro disturbo mentale, o da un farmaco (legale o illegale), o da una qualche altra condizione medica.

Una persona con ISD solitamente non si avvia a rispondere al desiderio del proprio partner per iniziare un'attività sessuale.

Questo disturbo si verifica su una donna adulta su 10 negli Stati Uniti e la sua prevalenza sembra essere simile in Europa; tra le cause note del disturbo vi sono l'interazione tra fattori ormonali, neurobiologici, e psicosociali. Si ritiene che il disturbo sia causato da una diminuzione dei fattori eccitatori quali la dopamina, estrogeni, progesterone e testosterone e/o un aumento dei fenomeni inibitori quali serotonina, prolattina, e gli oppioidi; fattori questi che nel soggetto sano sono normalmente in equilibrio.

Questo calo del desiderio può essere globale, e includere tutte le forme di espressione sessuale, oppure può essere situazionale, quando è limitato ad un partner o ad una attività sessuale specifica. Il basso desiderio sessuale, però, può anche essere secondario ad altre disfunzioni sessuali, a disturbi mentali (in particolar modo la depressione maggiore, di cui è un vero e proprio sintomo) o può essere indotto da sostanze, alcol o farmaci (in particolare certi psicofarmaci o le pillole anticoncezionali). Occorre quindi innanzitutto una valutazione professionale per valutare se il calo di desiderio sia secondario a uno di questi fattori o sintomo di un vero disturbo del desiderio sessuale.
Sebbene il numero delle esperienze sessuali sia di solito scarso, la pressione da parte del partner oppure i bisogni non sessuali (per es., di conforto fisico o intimità) possono aumentare la frequenza degli incontri sessuali, nonostante il calo del desiderio.
Il disturbo da avversione sessuale, invece, è caratterizzato dall’attivo evitamento del contatto sessuale genitale con il partner. Il soggetto non ha soltanto basso desiderio sessuale, ma riferisce ansia, timore o disgusto quando si trova di fronte ad una opportunità sessuale con un partner. L’avversione al contatto genitale può essere focalizzata su un particolare aspetto dell’esperienza sessuale (per es. secrezioni genitali, penetrazione vaginale); alcuni soggetti provano, invece, una repulsione generalizzata verso tutti gli stimoli sessuali, inclusi baci e toccamenti. L’intensità della reazione del soggetto esposto allo stimolo che produce avversione può variare da un’ansia moderata, con mancanza di piacere, ad un’estrema sofferenza psicologica. In questi casi non si tratta di un calo del desiderio sessuale, ma di una completa assenza di desiderio, dal momento che la sola idea della sessualità produce sentimenti avversivi anziché positivi.
A differenza del paziente con desiderio sessuale ipoattivo (basso desiderio), il paziente con avversione sessuale non è né procettivo né recettivo e prova avversione e disgusto, o paura, per tutto ciò che è sessualmente connotato (anche solo in immaginazione).



Uno scarso interesse sessuale e' spesso associato a problemi di eccitazione sessuale o di difficolta' di orgasmo.
La scarsita' del desiderio sessuale puo' essere la disfunzione primaria oppure la conseguenza del disagio emotivo indotto dai disturbi dell’eccitazione o dell’orgasmo; alcuni soggetti con scarso desiderio mantengono la capacita' di adeguata eccitazione sessuale e orgasmo in risposta della stimolazione sessuale.

Chi presenta disturbi del desiderio sessuale puo' avere una certa difficolta' a sviluppare relazioni stabili.

Il disturbo del desiderio sessuale puo' esordire gia' nella puberta', anche se piu' spesso si sviluppa nell’eta' adulta, dopo un periodo di adeguato interesse sessuale, in associazione con disagio psicologico, con eventi stressanti, con difficolta' interpersonali.
La perdita di desiderio sessuale puo' essere continua o episodica, in relazione a fattori psicosociali o di coppia.
Una modalita' episodica di perdita del desiderio sessuale si verifica in alcuni individui in relazione a problemi di intimita' e di fiducia.
Il disturbo da desiderio sessuale puo' anche manifestarsi in associazione con altre disfunzioni sessuali (per es. disfunzione maschile dell’erezione).

H. Kaplan (1979) distingueva tre livelli del conflitto all’origine del disturbo del desiderio:
conflitti di livello blando cioe' quelli derivanti dalla preoccupazione per il piacere del partner, dall’incapacita' di comunicare i propri desideri e bisogni, dal ripetersi di manifestazioni erotiche poco piacevoli e poco gratificanti. Anche i sensi di colpa, inibizioni e precauzioni che provengono dalle proibizioni sessuali infantili molto diffuse nella nostra cultura;
conflitti di livello medio cioe' la paura inconscia del successo e/o del piacere, ma soprattutto la paura inconscia di una relazione intima;
conflitti di livello profondo cioe' per es. le modalita' di evitamento che alcune persone mettono in atto. Sono persone che “non vogliono” provare desiderio per non sentirsi in pericolo rispetto ai propri fantasmi interiori. Anche problematiche di tipo edipico possono sostenere questo livello di conflitto.
E’ importante sottolineare poi che queste cause vanno associate a quelle riferite alla relazione di coppia per es. la lotta di potere, le reazioni di collera, l’escalation dell’aggressivita' ecc. che si ritrovano in percentuali abbastanza elevate.

Le cause immediate dei disturbi del desiderio sessuale sono attribuibili ad un processo di apprendimento disfunzionale. Nel caso del disturbo da desiderio ipoattivo, l’ansia da prestazione (o paura del fallimento) lega i sentimenti e le sensazioni sessuali a precedenti timori di perdite. Quest’ansia si presenta all’inizio della risposta sessuale, quando il soggetto anticipa il pensiero del sesso, da cui si difende sopprimendolo tramite elaborazione dei pensieri antagonisti negativi, con conseguente calo del desiderio sessuale.
L’ansia da prestazione può essere generata da fattori individuali che riguardano uno solo dei due partner (forti convinzioni religiose, una personalità ossessivo-compulsiva, disturbi dell’identità di genere, specifiche fobie sessuali, paura della gravidanza, sindrome del vedovo, preoccupazioni per l’invecchiamento, fattori legati allo stile di vita come stress e affaticamento) oppure da fattori relazionali (mancanza di attrazione verso il partner, scarse abilità sessuali del partner, differenza circa il grado di vicinanza ottimale reciproca, conflitti coniugali, incapacità di fondere i sentimenti di amore con il desiderio sessuale).
Nel caso del disturbo da avversione sessuale l’ansia è legata ad una fobia per il sesso. Essa viene associata, più o meno casualmente, ad aspetti specifici della sessualità e/o del rapporto sessuale. Una volta che la reazione d’ansia si è condizionata a certi stimoli sessuali, la persona tende ad evitare questi ultimi ogni volta che si presentano, allo scopo di non provare l’attivazione ansiosa che viene percepita come soggettivamente spiacevole. I condizionamenti originari che danno origine a questa associazione possono avere diverse origini: atteggiamenti genitoriali negativi verso il sesso, derivanti da condizionamenti culturali, traumi sessuali (stupro), costanti pressioni subite nel corso di una relazione protrattasi a lungo, confusione circa la propria identità sessuale.
La cura dei disturbi che prevedono calo del desiderio sessuale deve comprendere, soprattutto per quanto riguarda il disturbo del desiderio ipoattivo una fase di terapia cognitiva mirata a ristrutturare le convinzioni disfunzionali riguardo alla sessualità che mantengono il disturbo. Si cerca di motivare il paziente alla risoluzione del problema compiendo una valutazione in termini di costi e benefici e rendendolo consapevole delle emozioni negative che egli associa al sesso. Si esplorano le cause del calo del desiderio, si fanno apprendere al paziente strategie per fronteggiare l’ansia e infine si cerca di indurre la pulsione con una graduale esposizione a tutti gli stimoli ambientali che inducono sentimenti sessuali. Solo dopo una terapia cognitiva di tal genere i pazienti possono trarre beneficio dalle tradizionali procedure di terapia sessuale, come la focalizzazione sensoriale, che prevedono esercizi di contatto fisico sessuale.
Per il disturbo da avversione sessuale il trattamento di elezione consiste, invece, in una esposizione graduata che porta il soggetto ad affrontare situazioni “sessuali” ansiogene via via sempre più intense e, quindi, in grado di indurre crescenti risposte d’ansia. In ogni caso, occorre esplorare e rielaborare quei fattori di sviluppo o traumatici che possono aver contribuito a creare l’associazione tra sessualità e emozioni negative.




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mercoledì 17 febbraio 2016

QUANTE VOLTE LO FAI?



Ci sono quelli che lo fanno ogni giorno e coppie che si fanno andar bene la fatidica volta a settimana. Il maschio rude e testosteronico difende la dose (più si fa, meglio è) mentre la donna, almeno quella romantica, ribatte: meglio poco ma buono. Non mancano poi le dovute eccezioni. Mogli e fidanzate che hanno voglia di farlo ogni notte (di solito per i primi 3 mesi della relazione, poi ricominciano a pensare a non stropicciare vestiti e capelli) e uomini che dopo un paio di anni si stancano (di farlo con voi, perchè un uomo non si stanca mai).

Va bene, fare l'amore è una delle cose più belle della vita. E diciamo pure che per i primi quattro/cinque mesi di una relazione appassionante farlo più volte al giorno, dove e come capita è sano e naturale. Il problema di tanto ardore inizia a presentarsi se uno dei due partner, di solito lei, non regge il ritmo o subisce la cosa come un po' meccanica ed eccessiva. In questo caso c'è poco da fare, bisogna solo sperare nel suo buon senso, nella sua capacità di ascoltare i vostri profondi bisogni o nelle convocazioni per il calcetto.
Se lui vuole farlo sempre, ogni vostro rifiuto vi metterà addosso il panico del tradimento, e anche quando lui sarà tanto gentile da non farvelo pesare troppo voi vi sentirete in colpa. Inoltre, superata la prima fase della vostra storia, una frequenza del genere inizia a diventare un po' compulsiva.

Se la fase tutti i giorni è successiva a quella più volte al giorno forse state solo lentamente scivolando verso la normalità. Se invece è il vostro normale ritmo, anche dopo la prima fase della storia, forse siete solo molto fortunate - o molto stanche - a seconda dei punti di vista. Fare l'amore è bello e fa bene all'umore e alla pelle, quindi a meno che per voi non rappresenti un obbligo o che lui non lo faccia in modo frettoloso ed egoista non c'è nulla di male in questo tipo di frequenza. L'importante è che non diventi un chiodo fisso doverlo fare per forza, e che non rappresenti, per voi o per il vostro partner, l'unica misura del vostro sentimento. Perchè la stanchezza, lo stress e anche della sana occasionale non voglia sono all'ordine dei giorno e non fanno male a nessuno. Neanche alle vostre lenzuola

Secondo uno studio del Censis le italiane adorano farlo una volta a settimana. E sono anche molto soddisfatte. Le lenzuola hanno il tempo di asciugarsi al sole. E voi di andare in palestra, dal parrucchiere o di provare nuova lingerie ogni volta. La fantasia verrà stuzzicata al giusto punto, e la baby sitter per una sera ogni sette giorni potrete permettervela anche in tempo di crisi. Il sesso una volta a settimana sembra essere veramente una buona soluzione, almeno per le donne. Attenzione però a non farlo diventare la regola tipo timbro sul cartellino.

E a non farlo sempre e solo lo stesso giorno senza riuscire a darsi altri tempi, altri momenti o a capire le esigenze altrui. Perchè in coppia è fondamentale e bello continuare a sorprendersi e magari concedersi del piacere extra, quando capita e dove capita. Anche sulla lavatrice dove avete appena messo le lenzuola...

Farlo una volta al mese può andare bene solo se abitate molto lontani e non riuscite a vedervi mai. Altrimenti potrebbe essere la spia di un malessere, anche se le vostre lenzuola stanno meglio perchè subiscono pochi candeggi. Certo, se siete una coppia di lunga data potrebbe capitarvi una fase di stallo sessuale, un momento, lungo mesi o anche anni, in cui la relazione si basa più su altri tipi di scambi. In ogni caso, anche se il rapporto fratello/sorella va bene ad entrambi, cercate di parlarne e di capire le cause di quello che vi succede.



Italiani, popolo di pigri… anche a letto. Con il passare degli anni – sia anagrafici, sia per quanto riguarda la durata della coppia – si fa sempre meno l’amore. La fotografia poco esaltante è scattata dall’Osservatorio Tradapharma in collaborazione con Doxa Duepuntozero, con un’indagine condotta tra più di 1.500 persone, uomini e donne, di un’età compresa tra i 25 e i 65 anni.

I più attivi sono gli under 35 e coloro che sono impegnati in una relazione da meno di 5 anni, che fanno sesso due o più volte la settimana. La situazione cambia drasticamente dopo i quarant’anni: solo 3 coppie su 10 continuano ad avere più di un rapporto alla settimana e addirittura il 9% della popolazione non ha fatto sesso negli ultimi 6 mesi.

La maggior parte delle donne non è soddisfatta: il 73% delle intervistate sostiene di non raggiungere sempre l’orgasmo; il 20% lo raggiunge meno della metà delle volte. Spesso la causa riguarda le performance maschili: l’uomo arriva al traguardo troppo velocemente (lo pensano il 69% degli uomini contro il 61% delle donne) oppure non riesce a mantenere l’erezione durante l’intero rapporto (il 46% vs 33%) problema evidente già a partire dai 35 anni (48%).

A minare l'intesa sessuale della coppia è il calo del desiderio da parte di uno dei due partner: lo pensano sia gli uomini (74%) che le donne (76%).  E quando ci sono defaillance o problemi, non sempre si affrontano: 1 uomo su 4,  e 1 donna su 3 non ne parla con la/il partner, con conseguenze sul benessere sessuale della coppia. In generale, dall’indagine emerge una mancanza di attenzione al proprio benessere sessuale. Il 50% delle donne che hanno avuto problemi durante un rapporto sessuale, non ha fatto nulla per capirne le cause, e lo stesso comportamento si è avuto nel 40% degli uomini. Chi ha cercato informazioni lo ha fatto su internet mentre pochi uomini si sono rivolti al medico di famiglia o allo specialista, dato che trova conferma quando si scopre che il 79% dei maschi italiani non è mai stato dall’andrologo (addirittura il 5% non sa nemmeno chi sia).

Resta il fatto che siamo inguaribili romantici e che il sesso per noi è sinonimo di amore: l’85% degli uomini e il 91% delle donne pensa che il sesso migliore sia quello fatto, appunto, per amore.



Per essere una coppia felice, di quelle che funzionano, quante volte a settimana bisogna fare sesso? Tutti i giorni? 5 volte a settimana? O ne bastano meno? Il risultato di una nuova ricerca scientifica ha dato la risposta. Che è sconvolgente. Nel senso che stravolge completamente l’idea che, finora, hanno cercato di inculcarci in testa.

Le coppie più felici, stando alla ricerca, fanno sesso giusto una volta a settimana. La felicità dei partner, secondo quanto sostengono i ricercatori, non aumenterebbe con l'aumentare della frequenza dei rapporti sessuali. "È proprio vero che una volta a settimana non è mai abbastanza?", i ricercatori sono partiti da qui e sono arrivati a una conclusione: "Nonostante frequenza e felicità vengano spesso associate, questo collegamento non è significativo quando si oltrepassa la soglia di una volta a settimana. Oltre quella soglia non si registra nessun avanzamento in termini di benessere", ha spiegato la ricercatrice e autrice dello studio Amy Muise della University of Toronto. La ricerca si basa sull'analisi di sondaggi condotti su più di 30mila volontari americani nell'arco di quarant'anni. Per la maggior parte degli interpellati, "abbastanza sesso" corrispondeva a cinque volte al mese.

Gli studiosi, c’è da dirlo, si sono concentrati su individui con una relazione stabile, non prendendo in considerazione i single. "Una volta a settimana sembra essere la frequenza media dei rapporti sessuali in coppie di persone che stanno insieme da tempo - ha detto l'autrice dello studio - È possibile che costituisca la media perché una frequenza maggiore, semplicemente, non è associata a un benessere maggiore. Una volta a settimana potrebbe essere anche la frequenza giusta per mantenere abbastanza intimità tra i partner. È importante che si mantenga questa 'connessione' senza caricare l'altro di troppe aspettative, senza fargli pressione o obbligarlo a fare più sesso".

Ma c’è già chi critica la ricerca, per esempio George Loewenstein, professore alla Carnegie Mellon University: ‘’Per qualche ragione, sembra che le coppie che siano riuscite a trovare l'equilibrio in una sola volta a settimana siano le più felici. Ma fare sesso può significare tantissime cose: c'è il sesso fatto bene, quello fatto male e la qualità potrebbe essere ancora più importante della frequenza nel determinare la felicità di una coppia. In questo caso, invece, i ricercatori non hanno misurato la qualità".



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lunedì 18 gennaio 2016

LA DEVIAZIONE DEL PUNGITORE



La deviazione del pungitore può essere allegramente messa in pratica durante giochi più leggeri come quello dell’infermiera e del paziente.

Il pungitore di solito è un uomo, raggiunge l'orgasmo senza bisogno di masturbarsi e spesso punge una parte specifica del corpo femminile: braccia, gambe, seno, orecchie, genitali, glutei). Il gesto è il surrogato della penetrazione.

In particolare il piacere è dato dalla simulazione della penetrazione che avviene nell’amplesso, solo che invece di usare il pene si usano oggetti metallici inanimati che provocano dolore più che piacere in chi li riceve  per cui richiedono un ricevente che sia un vero masochista.



Una scena indimenticabile per tutti i pungitori e per gli amanti del genere è certamente quella del cult movie “Audition” di Takashi Miike. Film del 1999 “Audition” racconta la torbida storia d’amore tra un uomo di mezza età in cerca di moglie e una giovane ragazza apparentemente in cerca di marito.

La giovane Asami circuirà l’uomo fino a che non riuscirà a ridurlo all’impotenza drogandolo e paralizzandolo per sfogare su di lui la sua sadica “deviazione della pungitrice”.

La scena, difficile da sostenere, ci presenta l’uomo Shigeharu Aoyama, paralizzato a terra alla mercè di Asami che con un lungo ago da siringa lo penetra sul viso e sugli occhi mentre sussurra parole infantili.






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domenica 3 gennaio 2016

SESSO IN QUEI GIORNI



Secondo la Bibbia, una donna è impura per sette giorni dall’inizio del suo flusso mestruale. ‘Chiunque tocchi una donna che ha le mestruazioni diventa impuro fino a sera‘ si legge nel Levitico o ancora: ‘I rapporti sessuali con la donna durante questo periodo sono proibiti. La punizione per l’uomo e la donna che violano questa proibizione è lo sterminio da mezzo del popolo d’Israele‘.

Il sesso durante il ciclo mestruale rappresenta un tabù per molti, viene considerato un problema per i rapporti di coppia ed è oggetto di molte discussioni. In generale avere rapporti sessuali durante il ciclo mestruale è considerato un comportamento da evitare. Circolano tanti falsi miti e idee sbagliate su questo argomento. Per alcune culture è considerato addirittura come una pratica ‘impura’. Molte donne si vergognano, altre sono addirittura schifate all’idea di avere dei rapporti nei “giorni rossi”. Anche certi uomini non si sentono a proprio agio all’idea di entrare a contatto con il sangue mestruale, che da molto è considerate ‘sporco’.

Quante volte avrete sentito dire che il sesso durante il ciclo fa male alla donna? Oppure ancora che si rischia di avere problemi fisici o di alterare in qualche modo il decorso del ciclo mestruale? Quanti/e di voi avranno sentito dire che facendo sesso durante il ciclo non si rimane incinte?

Tutte bufale! Da un punto di vista medico non ci sono particolari controindicazioni che impediscano o sconsiglino di avere dei rapporti sessuali nei giorni delle mestruazioni. Non vi è alcun pericolo per la salute. Il ciclo non viene alterato, non si prova più dolore e non ci sono delle conseguenze a livello fisico. Invece, sul fatto che non si possa rimanere incinte nei giorni delle mestruazioni bisogna fare un appunto. E’ vero che in quei giorni si è meno fertili e quindi le possibilità di concepimento sono molto ridotte, questo non significa però che non ci sia alcun rischio di gravidanza. Una donna è sempre fertile nell’arco dei 28 giorni di tutto il ciclo mestruale, ciò che cambia è la probabilità con cui può essere fecondata. Quindi non bisogna pensare che il sesso durante il ciclo abbia effetto contraccettivo…Se non si assume la pillola anticoncezionale, non si utilizza il profilattico o un altro metodo contraccettivo il rischio di gravidanza indesiderata – seppur basso – c’è eccome.



Fare sesso durante il ciclo è soltanto una questione di scelta. Quando una coppia raggiunge un certo livello di intimità per cui supera l’eventuale imbarazzo e il blocco dovuto a strane credenze non c’è nulla che vi impedisca di lasciarvi andare alla passione anche nei giorni col bollino rosso.  Sconfitto il senso di disgusto e repulsione che molti provano nei confronti delle secrezioni vaginali di quei giorni si può dare il via libera al desiderio e al piacere se lo si vuole. L’importante è che sia una cosa voluta da entrambe i partner. Le forzature non aiutano ma anzi inibiscono, quindi ricordate che dev’essere una cosa che desiderate insieme. Il sesso si fa in due, sempre! Sia nei giorni rossi che in tutti gli altri giorni del mese.

Non tutti sanno che, in base ad alcuni studi scientifici, i rapporti sessuali e la masturbazione nei giorni del ciclo possono essere ancora più appaganti. Molte donne riescono a raggiungere più facilmente l’orgasmo durante il ciclo perché la vagina è maggiormente lubrificata. Inoltre ci sarebbero anche dei benefici relativi al dolore mestruale che derivano dal fatto che le contrazioni uterine riducono l’intensità dei crampi addominali dovuti al ciclo.

Insomma fare sesso durante il ciclo non è affatto vietato, ne tanto meno ‘sporco’ o pericoloso. Se si è in due a volerlo può essere il raggiungimento di un livello superiore di intimità e può regalare delle sensazioni nuove. Con le giuste accortezze potrete fare l’amore anche nei giorni più rossi del mese. Prima di tutto considerate le condizioni igieniche, fatelo in un posto pulito e prendete le giuste precauzioni per non sporcare in giro lasciando le tracce del vostro amore rosso. Ricordate poi che il sangue mestruale è portatore di batteri tanto quanto i liquidi vaginali, o anche di più. Perciò le possibilità di contrarre malattie e infezioni sessualmente trasmissibili sono alte e bisogna proteggersi. Usare il preservativo è buona norma anche durante il ciclo.

Come ultimo consiglio non dimenticate mai di rimuovere i tamponi prima di avere un rapporto sessuale. Anche se prese dalla passione le signorine si devono ricordare di liberare la vagina dai tamponi in modo tale che questi non vengano spinti in fondo e magari dimenticati…

Usa un telo (per evitare di macchiare il letto stendi un panno) e tieni fazzoletti a portata di mano, specialmente se lo fai “venire dentro” (c’è già abbastanza liquido che aspetta di uscire dal tuo corpo!).

La posizione del missionario è una sicurezza: la gravità, infatti, ci insegna che metterti sopra non è una buona idea!

Il sesso sotto alla doccia è stato probabilmente inventato per fare sesso durante il ciclo (l’acqua lava via tutto!).

Non lasciargli mettere dentro le sue mani: potrebbe provocargli un calo nell’eccitazione e, in ogni caso, non è molto piacevole per lui. Per questa volta andiamo al sodo!


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martedì 29 dicembre 2015

GIOCHI MASCHILI




L'uomo e il suo pene hanno lo stesso rapporto che potrebbe avere un gatto che si trastulla con una bacchetta di piume nella sua zona pelvica.Vanno in giro tutto il giorno affascinati dall'idea di giocarci costantemente. Ecco che cosa fanno di nascosto:

Lo piegano FINO AL SUO PUNTO ESTREMO.
Un pene flaccido è sostanzialmente "Slinky, la molla che scende le scale" ma nelle mutande.

Lo allungano fino a quando fa male giusto per vedere dove può arrivare. 

Picchiettarlo quando è in erezione è una bella sensazione. In alternativa, è divertente anche piegarlo fin sullo stomaco e poi farlo scattare in avanti.

Superdivertente è provare a vedere dove riesce (o non riesce) a entrare: rotoli di carta igienica, bottiglie a collo largo e così via. 

Si può avvolgere i testicoli su ogni lato del pene per formare una specie di hotdog genitale. 

È impossibile avere un pene senza avere un nastro per misurarlo. Conoscere quella misura è un istinto naturale.

Tenerlo in mano quando camminano per casa mentre sbrigano le faccende domestiche, mentre guidano, mentre cucinano. Praticamente qualsiasi cosa fanno con una mano, usano l'altra per stringere il pene. Quasi sempre.

Metterlo dietro alle proprie gambe e dire:
"Ah ah ah! Hey, guarda: ora sembro una vera signora!"

Con molta concentrazione e una solida erezione, possono anche farlo ballare qua e là. 

Considerata per lungo tempo, in Occidente come una pratica malsana, un vizio grave con conseguenze ancor più gravi come la cecità, la follia, l’impotenza, l’epilessia, la masturbazione vede oggi completamente riabilitata la propria reputazione.

Se nel XIX secolo veniva raccomandato agli uomini di non toccare il proprio membro se non a fini esclusivamente urinari per non correre il rischio di trasformarsi in zombie o in altre creature ripugnanti, la tendenza è oggi completamente ribaltata e noi vi raccomandiamo di concedervi quotidianamente questi momenti di piacere.

La masturbazione si fa per soddisfare un bisogno fisico, perché spesso l’uomo prova la sensazione di una pressante necessità.
Per scaricare la tensione, prima di un evento stressante: un’importante presentazione sul lavoro, una gara sportiva, un rendez-vous speciale. L’orgasmo provoca la secrezione di endorfine, un ormone del piacere che ci rende zen!
Per imparare a conoscere il proprio corpo e quindi a controllare meglio il proprio piacere durante il rapporto e a ritardare l’eiaculazione.
Perché è stato dimostrato che gli uomini che si masturbano regolarmente hanno meno probabilità di sviluppare il cancro alla prostata.
Perché masturbarsi aiuta a dormire, quando si soffre di insonnia.
E perché dà sollievo da alcuni malesseri, come l’emicrania.

Contrariamente alle donne, gli uomini hanno spesso bisogno dell’aiuto di uno stimolo visivo per eccitarsi: video erotici o pornografici, foto piccanti o la semplice immaginazione funzionano durante la stimolazione. Per questo motivo, se è la donna a prendere in mano la situazione, dovrebbe mostrare un certo entusiasmo.



La masturbazione maschile consiste, il più delle volte, semplicemente nell’accarezzarsi il pene con un movimento avanti e indietro che simula la penetrazione, fino ad arrivare all’eiaculazione e all’orgasmo. Si possono ovviamente variare alcuni elementi, per rendere questa pratica ancora più piacevole.

Prima di toccare direttamente il sesso, si può cominciare ad accarezzare il pene attraverso i pantaloni per stimolare progressivamente l’organo riproduttore.
Durante la vera e propria masturbazione si può utilizzare la mano libera per accarezzarsi il corpo: il basso ventre, l’interno coscia, il collo, le spalle, in modo da stimolare contemporaneamente anche le zone erogene secondarie.
Alcuni uomini amano accarezzare contemporaneamente anche l’ano, sia semplicemente all’esterno che inserendo un dito e, anche se è una pratica ancora considerata tabù da molti, moltiplica le sensazioni. Ci si può eventualmente aiutare con dei sex toy creati proprio per il piacere maschile.
Per prolungare il piacere e imparare a gestire la propria eiaculazione, ci si può fermare nel momento in cui ci si sente prossimi all’eiaculazione; se invece si pensa di avere superato il punto di non ritorno, si può provare a bloccare l’arrivo dello sperma esercitando una pressione alla base del pene. Un’ottima tecnica da provare in solitaria e da riprodurre in coppia, che si rivela molto utile anche nella ricerca degli orgasmi multipli.
Modificare la rapidità e la forza della pressione permette di variare le sensazioni e di imparare a conoscere meglio il proprio piacere.

Il masturbatore si presenta come un uovo di silicone estensibile all’interno del quale si può infilare il proprio sesso, per riprodurre le sensazioni vaginali.
L’anello vibrante, che in genere viene utilizzato per rendere più eccitanti i rapporti, può essere un accessorio efficace anche per variare il piacere dell’uomo in solitaria.
L’uso di un lubrificante intimo offre maggiore comfort e permette di provare sensazioni più simili a quelle di un rapporto a due.
Il grande classico della bambola gonfiabile, riproduzione non proprio fedele di una donna e della sua anatomia con attributi che, a seconda del portafoglio, possono essere più o meno fedeli.

La masturbazione in coppia alcuni uomini la adorano, altri lasciano la scelta alla partner, altri infine sono piuttosto reticenti a praticarla, ritenendo l’autoerotismo un’arte che raggiunge le sue vette in solitaria. 

Velocità ma non precipitazione: se vi muovete troppo lentamente l’uomo potrebbe annoiarsi e perdere il proprio vigore ma se vi muovete troppo in fretta rischiate di fargli del male o di far montare la sua eccitazione troppo velocemente. Non esitate a domandare al partner qual è il ritmo che preferisce.
Una volta stabilita la velocità di crociera, si possono fare delle piccole varianti per sorprendere il partner ma senza eccedere e ritornando ben presto al ritmo preferito.
Perseverate: anche quando il partner sembra aver raggiunto il culmine non vi fermate, altrimenti rischiate di mandare all’aria tutto il vostro (e il suo!) lavoro. Prendetelo come un modo molto piacevole di allenare i bicipiti.
Come detto sopra, l’uomo ha bisogno di stimoli visivi, quindi mostrate al partner quanto apprezzate il momento assumendo le vostre espressioni più sexy e non esitate ad accarezzarvi con la mano libera.
In base ai gusti del partner, provate diverse varianti: accarezzate il glande e il frenulo per aumentare l’eccitazione e alternate le carezze a piccoli colpetti con la lingua o ancora provate a massaggiare la prostata per attivare i piaceri di cui si diceva sopra.

La masturbazione anale la potremmo definire “l’altra masturbazione maschile”, è più tabù, meno frequente perché spesso e a torto associata a un piacere strettamente omosessuale o anche semplicemente per ignoranza.

La masturbazione anale rivela le delizie regalate dalla stimolazione della prostata. È un’esplorazione che si può fare in coppia, con l’aiuto di un dito ben lubrificato della donna o in solitaria, per mezzo di un accessorio adatto.

La prostata si trova a una profondità di circa 7 cm all’interno del retto, lungo la parete che appoggia sul ventre e si presenta come una piccola noce dalla consistenza spugnosa.

Se accarezzata dolcemente, può portare l’uomo a provare degli orgasmi ancora più eccezionali di quelli che si raggiungono per vie più ortodosse.




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