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domenica 20 marzo 2016

LO SCAMBISMO



Coppie cosiddette "normali", con figli, scelgono lo scambismo per unire la vita sociale a quella trasgressiva… ed in questo caso, gli incontri possono avvenire ad esempio, durante una cena, per proseguire, se i "commensali" si piacciono, nel gioco erotico. Se invece l’attrazione non scatta, avranno trascorso comunque una serata in compagnia.
Ci sono poi gli scambisti "convinti", molti dei quali si incontrano in parcheggi utilizzati come veri e propri luoghi di esibizionismo, spiagge per nudisti e nei club privè.

Il termine scambismo designa una classe piuttosto ampia di comportamenti sessuali, che taluni dei cui adepti definiscono anche col termine più generico trasgressione e con l'aggettivo trasgressivo.
Il denominatore comune di tale gamma di comportamenti può essere considerato una attenuazione più o meno forte della monogamia della coppia, i cui membri, o uno di essi, possono trarre eccitazione o soddisfacimento da voyeurismo (guardare), esibizionismo (essere guardati) o da vari atti sessuali condotti con una o più persone o coppie.

Tali pratiche investono quindi la vita di coppie e di individui, sia maschi che femmine. Gli adepti normalmente combinano incontri coppia-coppia, coppia-maschio o coppia-femmina al di fuori delle loro proprie consuete relazioni amicali e sociali, ricorrendo a vari centri di aggregazione mediatici o fisici. Gli atti consumati presentano una rilevante aliquota di comportamenti bisessuali femminili espliciti. Il ruolo della bisessualità maschile resta più sfumato e comunque raramente agito.

Quella dello scambismo è una pratica sessuale spesso adottata per uscire dalla routine sessuale di coppia, come gioco erotico volto a contrastare il calo del desiderio.

Lo scambismo, o swinging, consiste, per l'appunto, nello scambiare o incrociare le coppie; è un gioco sessuale quasi esclusivo delle coppie eterosessuali, che ha luogo in case private o in club appositi; ci possono essere varianti nella partecipazione, a seconda che tutti partecipino all'atto sessuale oppure che alcuni si limitino a guardare, eventualmente con pratiche onanistiche.

Lo "swinging" si nutre, infatti, di forme di parafilia, come il voyerismo che trae piacere dal guardare gli altri in intimità, in modo particolare molti trovano eccitante vedere il partner soddisfatto da un altro; di contro, anche l'esibizionismo sessuale ha un ruolo fondamentale. Inoltre, al di fuori dell'ambito delle parafilie, spesso completa il quadro una latente curiosità bisessuale, soddisfatta dalla partecipazione, generalmente non omoerotica, di entrambi i sessi al rapporto sessuale.

Le piccole perversioni e trasgressioni sono necessarie perché permettono ai partecipanti di superare imbarazzi e remore morali; spesso l'aspetto più profondamente eccitante è proprio la consapevolezza di infrangere le regole sociali: la donna educata al pudore e alla riservatezza si compiace di essere guardata, desiderata e soddisfatta da altri; l'uomo, dal canto suo, trova gratificante il misto di gelosia della propria partner ed eccitazione di possedere un'altra donna sotto gli occhi dei rispettivi partner, nella pratica di ciò che viene definito un "tradimento simmetrico e codificato".

In realtà non si tratta in nessun modo di tradimento perché mancano aspetti basilari come la clandestinità, la segretezza e il divieto; le coppie scambiste sono consenzienti e consapevoli. La consensualità insieme alla mancanza di coinvolgimento affettivo, all'assenza di gelosie, al divieto di forzature e violenza, fa parte delle regole dello scambismo, una specie di "swing/etiquette".

Si tratta di regole di buon senso, più o meno sottintese, ma indispensabili alla buona riuscita del gioco, perché se è vero che i partecipanti sostengono la "fedeltà del cuore", il "cambiare partner per non cambiare coniuge" e l'innocuità dello scambismo in quanto gioco sessuale, è altrettanto vero che il pericolo della gelosia e del sentimento è sempre in agguato.

I rischi sono alti: uno dei partner può innamorarsi, e forse è proprio per questo che, in genere, le coppie scambiste tendono a non essere fisse; possono insorgere gelosia, senso di inadeguatezza e frustrazione e uno spiacevole stato di insoddisfazione che spinge a volere sempre di più perché l'euforia della trasgressione può diventare una sorta di droga.

Se mai il vostro uomo o la vostra donna dovessero alludere ad una loro fantasia scambista, tenete presente quanto detto: se sta davvero cercando di rivitalizzare la vostra vita di coppia, potete proporgli delle alternative divertenti ed eccitanti senza contattare altre coppie; nel caso in cui l'idea piaccia ad entrambi, siate ben consapevoli dell'azzardo che un'esperienza simile può costituire.



Lo scambio di coppia è una pratica sessuale molto diffusa (sono oltre due milioni di italiani a praticarlo)  che si pone al centro tra il piacere e la trasgressione, per sfuggire alla noia e alla routine sessuale della coppia attraverso esperienze sessuali allargate e consensuali che possono avvenire all’aperto, privatamente, oppure in club privè e locali notturni.
Una pratica, quella dello scambismo, che apporterebbe persino benefici alle coppie in quanto, vivere il sesso trasgressivo migliorerebbe, secondo chi lo pratica, la qualità di quello "tradizionale", quello fatto, per intenderci, tra le mura domestiche. Inoltre, i ricordi e l’esperienza vissuta fuori dalla coppia, alimentano la fantasia ed il desiderio all’interno della stessa.
I partner che decidono di "scambiarsi" si proclamano emancipati, liberi dagli schemi tradizionalisti e da costrizioni legate alla monogamia. Nulla a che vedere, però, con il tradimento, che in tal caso diventa “consensuale” perché differente dal suo senso classico, quello che vede invece il partner, fare sesso con un'altra persona nascondendo la relazione al proprio compagno/a.
Gli scambisti non si tradiscono, perché la coppia fa sesso con altri consensualmente, e senza nascondersi dal partner. Lo scambio di coppia è una sorta di tradimento consapevole, consensuale, soprattutto perché l’elemento più importante è la volontarietà di entrambi, senza gelosia o rancore, che altrimenti rovinerebbero la relazione sentimentale.

Tra le motivazioni che spingono una coppia a praticare lo scambismo, la prima potrebbe essere la voglia di mettersi alla prova, e non solo il mero desiderio di fare sesso. Spesso, è l’uomo ad avere il desiderio di mostrare la propria compagna, la sua bellezza e sensualità, per rafforzare il concetto: “Guardatela sì, ma è mia”.
Dal canto suo, la donna prova piacere nel sentirsi adulata e fatta oggetto di attenzioni, perché questo la fa sentire femminile, desiderata e sensuale.
Lo scambismo però, deve rimanere un gioco e per quanto consensuale, non deve  sconvolgere la vita sessuale ed emotiva e non deve creare dipendenza in uno dei partner.
Altra motivazione, infine, è quella legata al potersi relazionare con altre persone e comunque ad “appartenere” ad una comunità ristretta, all’interno della quale si da e si riceve.

 Si chiama car sex o car parking sex ed è l’ultima moda in fatto di trasgressione, la nuova frontiera dello scambio di coppia che si svolge nei parcheggi, nelle macchine.
Sono circa 1400 le aree in Italia dove le coppie scambiste si incontrano, in un via vai di auto che procedono lentamente in una sorta di rituale comune: giochi di fari, segnali di riconoscimento e poi gli scambi. Donne e uomini scendono da una macchina per salire a bordo di un’altra. Sesso on the road che si svolge in più di 650 comuni italiani.
Le regioni dove è più diffuso il fenomeno sono Lombardia, Sicilia, Campania, Calabria e Lazio, e soprattutto la Puglia, con Lecce in testa, ma il fenomeno si sta velocemente allargando in tutta Italia.
La pratica del car sex inizia con un sopralluogo nella zona per capire se è frequentata da persone che hanno voglia di incontrare altre coppie e poi scattano i segnali: abbaglianti, 4 frecce accese e c’è anche chi mostra sull’auto, magari sullo specchietto del lato guida lustrini rossi o neri. Poi ci si avvicina, si apre il finestrino e dopo un  incrocio di sguardi ammiccanti si da il via al trasgressivo gioco. Incontrarsi nei parcheggi non è sinonimo di mancanza di possibilità economiche ma è una modalità per rimanere nell’anonimato e tenere alta l’adrenalina e la voglia di trasgredire che provoca maggiore eccitazione.



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mercoledì 17 febbraio 2016

QUANTE VOLTE LO FAI?



Ci sono quelli che lo fanno ogni giorno e coppie che si fanno andar bene la fatidica volta a settimana. Il maschio rude e testosteronico difende la dose (più si fa, meglio è) mentre la donna, almeno quella romantica, ribatte: meglio poco ma buono. Non mancano poi le dovute eccezioni. Mogli e fidanzate che hanno voglia di farlo ogni notte (di solito per i primi 3 mesi della relazione, poi ricominciano a pensare a non stropicciare vestiti e capelli) e uomini che dopo un paio di anni si stancano (di farlo con voi, perchè un uomo non si stanca mai).

Va bene, fare l'amore è una delle cose più belle della vita. E diciamo pure che per i primi quattro/cinque mesi di una relazione appassionante farlo più volte al giorno, dove e come capita è sano e naturale. Il problema di tanto ardore inizia a presentarsi se uno dei due partner, di solito lei, non regge il ritmo o subisce la cosa come un po' meccanica ed eccessiva. In questo caso c'è poco da fare, bisogna solo sperare nel suo buon senso, nella sua capacità di ascoltare i vostri profondi bisogni o nelle convocazioni per il calcetto.
Se lui vuole farlo sempre, ogni vostro rifiuto vi metterà addosso il panico del tradimento, e anche quando lui sarà tanto gentile da non farvelo pesare troppo voi vi sentirete in colpa. Inoltre, superata la prima fase della vostra storia, una frequenza del genere inizia a diventare un po' compulsiva.

Se la fase tutti i giorni è successiva a quella più volte al giorno forse state solo lentamente scivolando verso la normalità. Se invece è il vostro normale ritmo, anche dopo la prima fase della storia, forse siete solo molto fortunate - o molto stanche - a seconda dei punti di vista. Fare l'amore è bello e fa bene all'umore e alla pelle, quindi a meno che per voi non rappresenti un obbligo o che lui non lo faccia in modo frettoloso ed egoista non c'è nulla di male in questo tipo di frequenza. L'importante è che non diventi un chiodo fisso doverlo fare per forza, e che non rappresenti, per voi o per il vostro partner, l'unica misura del vostro sentimento. Perchè la stanchezza, lo stress e anche della sana occasionale non voglia sono all'ordine dei giorno e non fanno male a nessuno. Neanche alle vostre lenzuola

Secondo uno studio del Censis le italiane adorano farlo una volta a settimana. E sono anche molto soddisfatte. Le lenzuola hanno il tempo di asciugarsi al sole. E voi di andare in palestra, dal parrucchiere o di provare nuova lingerie ogni volta. La fantasia verrà stuzzicata al giusto punto, e la baby sitter per una sera ogni sette giorni potrete permettervela anche in tempo di crisi. Il sesso una volta a settimana sembra essere veramente una buona soluzione, almeno per le donne. Attenzione però a non farlo diventare la regola tipo timbro sul cartellino.

E a non farlo sempre e solo lo stesso giorno senza riuscire a darsi altri tempi, altri momenti o a capire le esigenze altrui. Perchè in coppia è fondamentale e bello continuare a sorprendersi e magari concedersi del piacere extra, quando capita e dove capita. Anche sulla lavatrice dove avete appena messo le lenzuola...

Farlo una volta al mese può andare bene solo se abitate molto lontani e non riuscite a vedervi mai. Altrimenti potrebbe essere la spia di un malessere, anche se le vostre lenzuola stanno meglio perchè subiscono pochi candeggi. Certo, se siete una coppia di lunga data potrebbe capitarvi una fase di stallo sessuale, un momento, lungo mesi o anche anni, in cui la relazione si basa più su altri tipi di scambi. In ogni caso, anche se il rapporto fratello/sorella va bene ad entrambi, cercate di parlarne e di capire le cause di quello che vi succede.



Italiani, popolo di pigri… anche a letto. Con il passare degli anni – sia anagrafici, sia per quanto riguarda la durata della coppia – si fa sempre meno l’amore. La fotografia poco esaltante è scattata dall’Osservatorio Tradapharma in collaborazione con Doxa Duepuntozero, con un’indagine condotta tra più di 1.500 persone, uomini e donne, di un’età compresa tra i 25 e i 65 anni.

I più attivi sono gli under 35 e coloro che sono impegnati in una relazione da meno di 5 anni, che fanno sesso due o più volte la settimana. La situazione cambia drasticamente dopo i quarant’anni: solo 3 coppie su 10 continuano ad avere più di un rapporto alla settimana e addirittura il 9% della popolazione non ha fatto sesso negli ultimi 6 mesi.

La maggior parte delle donne non è soddisfatta: il 73% delle intervistate sostiene di non raggiungere sempre l’orgasmo; il 20% lo raggiunge meno della metà delle volte. Spesso la causa riguarda le performance maschili: l’uomo arriva al traguardo troppo velocemente (lo pensano il 69% degli uomini contro il 61% delle donne) oppure non riesce a mantenere l’erezione durante l’intero rapporto (il 46% vs 33%) problema evidente già a partire dai 35 anni (48%).

A minare l'intesa sessuale della coppia è il calo del desiderio da parte di uno dei due partner: lo pensano sia gli uomini (74%) che le donne (76%).  E quando ci sono defaillance o problemi, non sempre si affrontano: 1 uomo su 4,  e 1 donna su 3 non ne parla con la/il partner, con conseguenze sul benessere sessuale della coppia. In generale, dall’indagine emerge una mancanza di attenzione al proprio benessere sessuale. Il 50% delle donne che hanno avuto problemi durante un rapporto sessuale, non ha fatto nulla per capirne le cause, e lo stesso comportamento si è avuto nel 40% degli uomini. Chi ha cercato informazioni lo ha fatto su internet mentre pochi uomini si sono rivolti al medico di famiglia o allo specialista, dato che trova conferma quando si scopre che il 79% dei maschi italiani non è mai stato dall’andrologo (addirittura il 5% non sa nemmeno chi sia).

Resta il fatto che siamo inguaribili romantici e che il sesso per noi è sinonimo di amore: l’85% degli uomini e il 91% delle donne pensa che il sesso migliore sia quello fatto, appunto, per amore.



Per essere una coppia felice, di quelle che funzionano, quante volte a settimana bisogna fare sesso? Tutti i giorni? 5 volte a settimana? O ne bastano meno? Il risultato di una nuova ricerca scientifica ha dato la risposta. Che è sconvolgente. Nel senso che stravolge completamente l’idea che, finora, hanno cercato di inculcarci in testa.

Le coppie più felici, stando alla ricerca, fanno sesso giusto una volta a settimana. La felicità dei partner, secondo quanto sostengono i ricercatori, non aumenterebbe con l'aumentare della frequenza dei rapporti sessuali. "È proprio vero che una volta a settimana non è mai abbastanza?", i ricercatori sono partiti da qui e sono arrivati a una conclusione: "Nonostante frequenza e felicità vengano spesso associate, questo collegamento non è significativo quando si oltrepassa la soglia di una volta a settimana. Oltre quella soglia non si registra nessun avanzamento in termini di benessere", ha spiegato la ricercatrice e autrice dello studio Amy Muise della University of Toronto. La ricerca si basa sull'analisi di sondaggi condotti su più di 30mila volontari americani nell'arco di quarant'anni. Per la maggior parte degli interpellati, "abbastanza sesso" corrispondeva a cinque volte al mese.

Gli studiosi, c’è da dirlo, si sono concentrati su individui con una relazione stabile, non prendendo in considerazione i single. "Una volta a settimana sembra essere la frequenza media dei rapporti sessuali in coppie di persone che stanno insieme da tempo - ha detto l'autrice dello studio - È possibile che costituisca la media perché una frequenza maggiore, semplicemente, non è associata a un benessere maggiore. Una volta a settimana potrebbe essere anche la frequenza giusta per mantenere abbastanza intimità tra i partner. È importante che si mantenga questa 'connessione' senza caricare l'altro di troppe aspettative, senza fargli pressione o obbligarlo a fare più sesso".

Ma c’è già chi critica la ricerca, per esempio George Loewenstein, professore alla Carnegie Mellon University: ‘’Per qualche ragione, sembra che le coppie che siano riuscite a trovare l'equilibrio in una sola volta a settimana siano le più felici. Ma fare sesso può significare tantissime cose: c'è il sesso fatto bene, quello fatto male e la qualità potrebbe essere ancora più importante della frequenza nel determinare la felicità di una coppia. In questo caso, invece, i ricercatori non hanno misurato la qualità".



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