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domenica 11 dicembre 2016

PROBLEMI.....SOTTO LE LENZUOLA



Sesso e cuore sembrerebbero essere legati. Infatti, qualora sotto le lenzuola funzioni tutto a dovere anche cuore e vasi sono in salute mentre in caso di flop a letto è bene controllare anche l’apparato cardiocircolatorio. Gli uomini over 50 che soffrono di disfunzione erettile hanno maggior rischio di cardiopatie ed eventi cardiovascolari. Lo dimostrano i dati di uno studio pubblicato sulla rivista Heart, secondo cui è vero anche il contrario visto che i pazienti con problemi cardiovascolari hanno una probabilità del 46% più elevata di disturbi sessuali.
“I disturbi sessuali maschili sono in aumento, minano il benessere di coppia e sono spesso correlati a malattie cardiovascolari, metaboliche e problemi urinari – spiega Giorgio Franco, presidente SIA – La difficoltà di erezione, il disturbo sessuale maschile più comune, colpisce oltre 3 milioni di italiani ed è in crescita anche tra gli under 40: si tratta di una delle ‘spie’ più efficienti per capire se l’apparato cardiocircolatorio funziona a dovere ed è perciò un sintomo da non sottovalutare. Una eventuale aterosclerosi dei vasi sanguigni, infatti, si manifesta prima e in maniera più evidente nelle arterie di piccolo calibro come quelle che irrorano il pene: una riduzione del flusso sanguigno all’organo che si esplica nelle difficoltà di erezione può perciò essere il primo segnale di un’aterosclerosi diffusa, presente anche in altre zone, per esempio le coronarie che irrorano il cuore o le carotidi che portano il sangue verso il cervello.

Il 67% di chi soffre di eiaculazione precoce riconosce che "la troppa fretta nell'intimità" è causa di importante insoddisfazione per la partner ma, pur condividendo con lei la preoccupazione circa il problema, solamente 1 paziente su 4 si rivolge al medico per trovare una soluzione. In metà dei casi non si fa nulla, in un quarto dei casi si ricorre a mezzi approssimativi e poco efficaci, come l'uso di preservativi ritardanti, e, solo nel 5% dei casi a farmaci prescritti dal medico. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, sicuramente determinante la mancanza di una terapia farmacologica efficace e specifica per questa patologia, che è ormai riconosciuta come una patologia organica e che come tale va trattata e curata. "Ne emerge un quadro piuttosto allarmante – afferma un medico - 1 uomo su 4 soffre di eiaculazione precoce in modo ricorrente, ma solo 1 su 10 capisce che è una patologia che influisce in modo importante sulla vita di coppia e genera una profonda insoddisfazione nella partner. L'uomo si confida con la partner, ma trova maggiori difficoltà a parlarne con gli esperti e chiedere aiuto: solo 1 su 4 ha consultato un medico; la decisione di consultare un medico è presa in oltre metà dei casi insieme alla partner che ha un ruolo importante nell'accelerare questa scelta", conclude la ricercatrice.
"La mancata comunicazione, con lo specialista andrologo - spiega sempre il medico - può avere radici profonde, che possono trovare spiegazione nella spesso complessa relazione 'padre-figlio' con le sue problematiche e le sue reticenze. Diversamente da quanto succede nella donna, le cui visite dal ginecologo sono una consolidata abitudine di prevenzione, nel sesso maschile la visita allo specialista andrologo è dettata da problemi contingenti e, a causa della riservatezza o della timidezza dei soggetti, il dialogo con il medico risulta problematico. Per questi motivi, il paziente arriva alla visita specialistica 'impreparato' proprio da un punto di vista emozionale e non in grado di comunicare serenamente la propria condizione".




Lavoro o studio, attività domestiche, impegni di coppia, hobby … la stanchezza cronica assale le italiane. Dover essere sempre al top, in ufficio, in famiglia crea un forte stress nelle donne che si riflette negativamente anche sotto le lenzuola.
Stanchezza, calo del desiderio e ansia da prestazione.
Un’italiana su tre non ha più voglia di fare l’amore. E’ quanto emerso da una ricerca presentata al Congresso Mondiale di Ginecologia Psicosomatica (ISPOG), che ha coinvolto circa 400 donne dai 18 ai 45 anni apparentemente in buona salute. Il calo della libido è un disturbo in forte aumento e presenta altri risvolti: dalla difficoltà a raggiungere l’orgasmo (25%) al dolore durante i rapporti (27%). Ma sono in crescita anche altre patologie tipicamente femminili: alterazioni del ciclo, disturbi dell’umore, endometriosi e infertilità.
L’ansia da prestazione invece, è una paura che affligge un’italiana su cinque. Il problema è poco noto e sottovalutato: se il 95% donne conosce quella “al maschile”, solo il 38% sa che può presentarsi anche nel gentil sesso. È invece uno dei nuovi nemici della coppia, e più a rischio sono quelle che soffrono di cicli abbondanti, che possono causare anemia e di forti sbalzi ormonali.
Per risolvere questi problemi bisogna ripensare al proprio stile di vita. E’ necessario prestare maggiore attenzione ai segnali che il corpo ci invia. Con il proprio partner serve un compromesso per dividersi meglio il carico del lavoro in casa e le reciproche responsabilità.
Anche la contraccezione può essere un prezioso aiuto. La pillola può essere amica della donna e della coppia perché stimola l’energia e permette di vivere al meglio la sessualità. Una volta che la serenità tornerà sotto le lenzuola riacquisterete anche la tranquillità all’interno della coppia, per affrontare insieme le difficoltà, lo stress e mille impegni di tutti i giorni.





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giovedì 7 luglio 2016

I PANNI SPORCHI DOVE SI LAVANO?




Molti pubblicano anche quante volte vanno in bagno durante la giornata.
Una delle cose più fastidiose che può capitare quando siamo su Facebook è quella di essere taggato in qualche foto senza essere avvisati. Se la foto è particolare (magari una foto di 4 anni fa dove eri sbronzo al pub) potrebbe non essere simpatico averla sulla nostra bacheca. Comunque esiste una funzione di privacy che permette di bloccare il tag automatico, quindi ogni volta che una persona ti vuole taggare dovrai essere tu ad autorizzare.
Un continuo ricevere inviti per i vari giochi presenti sul Social..... molto fastidiosi.
Evitare di aggiungere persone ai vostri gruppi senza prima avvisarle
Itagliano: ..  è vero che siamo su Facebook…è vero che il linguaggio è più smart…..ma almeno le basi
Il rivoluzionario si fa in piazza e non dietro un computer
Se avete litigato con una persona evitate di fare delle “Social piazzate” con litigate plateali su Facebook (coinvolgendo loro malgrado anche altre persone) o pubblicando link con “messaggi subliminali”
Le effusioni amorose fatele in privato

I panni sporchi si lavano su Facebook. Pare sia questa la nuova tendenza. Per essere sempre informati sui fatti privati dei propri amici e nemici basta un click. La prassi è semplice, accendere il computer, accedere a Facebook, e per miracolo piovono tante di quelle notizie che nemmeno un giornale di gossip saprebbe reggere il confronto. Il social network, più usato al mondo per mettere in contatto persone che non si trovano proprio dietro l’angolo, ha cambiato radicalmente la sua funzione originaria, diventando un ottimo mezzo di comunicazione per far sapere agli altri tutto quello che li succede, e quando si dice tutto, si intende dire proprio tutto.

Spesso usato per attaccare verbalmente qualcuno che a colpi di domanda e risposta coinvolgono gli altri in un salotto del divertimento. Certo assistere a certi spettacoli senza tirar fuori neanche un centesimo, non è poi così male. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel modo di comunicare tra le persone, da precisare ovviamente non di tutte.

C’è infatti chi tiene ancora al riserbo delle proprie vicende, preferendo lavare i propri panni in privato. Ciò che diverte sicuramente gli spettatori, è che dopo gli insulti, arriva il momento di postare le foto da far vedere al rivale, e allora se il nemico si sente colpito ci sarà un book fotografico, da entrambe le parti, quasi come se si dovesse vincere il premio per il miglior scatto, ovviamente il pudore qui ha la peggio sulla sensatezza, perché certe foto sono a dir poco fuori luogo. Facebook troppo spesso viene usato per abbattere la comunicazione diretta dove può essere più agevole creare una riappacificazione.

Discorso diverso per quanto riguarda i social, perché viene, a parer loro, colpito pubblicamente l’orgoglio, e per dimostrare agli altri di essere nel giusto, si continua in una linea di attacco. Ecco perché la condivisione di certe sfuriate sui social network può essere nocivo per chi ne è coinvolto. Facebook è un mezzo di comunicazione divertente se usato in maniera corretta, infatti non bisogna sottovalutare i rischi e le ripercussioni che certi commenti negativi possono avere sulle persone.



Giudicare le prestazioni dei partner e dichiarare il proprio amore/interesse in anonimato: è la nuova moda sui social network. Tutto ha inizio nelle università britanniche: pagine web e gruppi creati per parlare, condividere, giudicare e raccontare le proprie esperienze con i coetanei per ricevere consigli o consolazioni. Pagine create per dichiararsi a persone incontrate nei corridoi, al semaforo, al bar o alla fermata dell’autobus. Si parla per lo più di sconosciuti ai quali non si ha il coraggio di dichiararsi: sono pagine dedicate al flirt in totale anonimato utilizzate soprattutto in contesti circoscritti come aule studio, biblioteche, quartieri o appunto università. Da Nottingham arriva una sorta di pagella interattiva chiamata “Rate your shag” sulla quale gli studenti giudicano con tanto di voto le prestazioni e le capacità amatorie del partner citati con nome e cognome, persone che a volte sono totalmente ignari di essere su Facebook e soprattutto del fatto che si parli di loro. Non a caso il sito è stato chiuso nel giro di pochissimo tempo per problemi di privacy. A rischiare grosso non era soltanto il creatore della pagina ma il social network stesso. Il fenomeno non è passato inosservato e in Italia è nata una pagina sulla stessa falsa riga, ma più attenta alla privacy. Il nome lascia poco spazio all’immaginazione “PSDM. Prestazioni sessuale di m...” : nel giro di pochissimi giorni ha raggiunto il record di “likes” (420 mila ). Una pagina su cui ragazze e ragazze raccontano le proprie disavventure in totale anonimato, scambiandosi consigli e confidenze. Non mancano racconti piuttosto disinibiti, risate e prese in giro, nessun pudore. Tanto è tutto anonimo! E ancora. Sempre dalle università britanniche arriva la moda degli “Spotted” (“adocchiato”). Tutto nasce nel 2010 a Londra quando uno studente decide di creare una pagina dove poter giudicare e commentare le ragazze. Anche in questo caso la pagina ha avuto vita breve, ma l'idea ha provocato effetto virale. Ad oggi infatti sono migliaia le pagine “spotted” su facebook su cui i ragazzi si dichiarano, ma non solo. Oltre agli apprezzamenti fisici, si fa sempre più comune la moda dell'insulto. E per non farsi mancare proprio nulla, ‘tira’ anche la rivelazione di segreti sulle persone considerate “nemiche”. Fenomeni sui quali riflettere, perché in mezzo ci sono ancora i giovani. Che continuano a camminare sul filo del rasoio tra nuovi metodi di comunicazione e contenuti, finalità. Si parla e si sparla sul web, spesso nascosti dietro l’anonimato o un anonimo nickname, si fanno rivelazioni, si raccontano profili e abitudini che non hanno riscontro nella quotidianità. Una piazza virtuale che sostituisce l’incontro, il confronto, il dialogo: quello più autentico. Parole, riflessioni, pensieri dichiarati guardandosi in faccia e non millantati dietro e dentro un mondo molto virtuale e poco reale.



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sabato 18 giugno 2016

PERCHE' TRADISCI?



Il tradimento è quasi parte integrante della nostra vita, o perchè lo subiamo, o perchè lo mettiamo in atto, o magari perchè un amico o un nostro parente si trova a vivere l'esperienza del tradimento.

Ci sono delle persone che non riescono a restare fedeli alla propria partner, o al proprio partner. Quasi come se l'infedeltà facesse parte del patrimonio genetico di certe persone.
Esiste il traditore (traditrice) seriale. In questo caso, il tradimento permette a chi tradisce di verificare la propria "efficienza sessuale", avere più partner sessuali lo rassicura sulla sua "virilità" o "femminilità". Il più delle volte si tratta di persone insicure alla ricerca continua di rassicurazione e conferme sulle proprie capacità. Anche se può a volte subentrare un senso di noia e di stanchezza, il traditore seriale ha bisogno di rispettare questo copione.

Gli uomini, più delle donne, hanno la tendenza a trascinare relazioni parallele, la moglie e l'amante, la famiglia ufficiale e la "seconda casa" clandestina. Si sentono buoni mariti perché provvedono alla moglie e non le fanno mancare niente e non la lascerebbero: un certo senso del dovere li tiene ancorati a casa. Ci sono uomini che amano molto la compagna ma sono inconsciamente spaventati dall'intensità del legame: il tradimento garantisce loro la distanza di sicurezza da un sentimento che temono possa renderli dipendenti, succubi della donna amata.

Inoltre, può succedere di cercare fuori dalla coppia quella carica erotica che si è affievolita nel rapporto.

L'amore è strettamente legato al desiderio di voler dare qualcosa di sé all'altro. Spesso invece, nella coppia si è portati solo a chiedere (o a pretendere) cure e attenzioni dal partner, rendendo impossibile la "crescita" di entrambi. Quanta frustrazione in questa continua richiesta d'amore. E' questa la classica situazione di chi ama soprattutto per colmare un vuoto, legato probabilmente a qualcosa che è mancato nel periodo infantile (sicurezza, protezione, rifugio, tenerezza, comprensione).

Nell'uomo, amore e desiderio viaggiano sovente su due binari che possono anche non incontrarsi: spesso avviene una scissione tra l'amore (la moglie) e il desiderio sessuale (l'amante). E' vero che, in questo modo, gli incontri sessuali possono acquisire un irresistibile fascino, ma così potrebbe perdersi il piacere di godere la persona che si ama in tutta la sua intensità. Le donne, invece, quando tradiscono, il più delle volte è perché si innamorano. Hanno maggiori difficoltà a portare avanti storie parallele, sono portate ad interrompere il rapporto precedente per vivere il nuovo amore liberamente. E, ancora, il tradimento omosessuale (meno raro di quanto comunemente si pensi), irresistibile attrazione vissuta però con molta vergogna e conflittualità.

Può succedere che il tradimento sia un tentativo di uscire da una relazione insoddisfacente e può avvenire che il tradito si vendichi quasi subito, atteggiamento questo che, se da un lato può scaricare la tensione, dall'altro non risolve i problemi.
Il tradimento può essere vissuto come una profonda ferita nella propria autostima, determinando reazioni di tipo depressivo. Ma fingere che non sia successo niente è un modo immaturo di affrontare la sofferenza. Il tradimento scoperchia problematiche che altrimenti non sarebbero venute fuori e può essere utile per rinnovare un progetto di coppia che vada oltre la sola intesa sessuale. All'inizio di una storia d'amore predominano colori vivaci, intensi: passione, grandi aspettative nei confronti dell'altro, si desidera stare insieme per sempre, sembra tutto meraviglioso, perfetto.

L'altro appaga i nostri bisogni, è stato scelto proprio per questo, ci fa sentire speciali. Ma l'amore ha bisogno di crescere, maturare e anche la sessualità si trasforma attraverso lo stare in coppia. Il passaggio dall'idealizzazione infantile della coppia ad una dimensione più realistica del rapporto è delicato e spesso doloroso. L'altro si può incontrare anche a livelli diversi. Con il tempo aumenta la consapevolezza di sé e la reciproca conoscenza, la sessualità diviene una delle tante strade per conoscersi, per comunicare la tenerezza e per stare bene insieme in modo più profondo e completo. Il tradimento è doloroso ma potrebbe diventare una opportunità per accogliere il cambiamento dell'altro come una sfida a modificarsi profondamente e a mutare la relazione.

Le motivazioni che, spesso, spingono una donna a cercare le attenzioni di un altro uomo possono essere molte, alcune delle quali sono simili a quelle maschili.



Molte donne non riescono proprio a sganciarsi dal loro ex. Ci sono fantasie e desideri che le fanno sentire ancora incollate al passato e a volte cadono in tentazione finendo a letto con il loro precedente partner.
Vendetta: di più semplice e lineare. Per qualcuna è motivo di soddisfazione senza pari, anche se di certo non serve a cancellare il torto subito.
Tradire, per alcune donne, vuol dire semplicemente avere la conferma di essere desiderabili ed attraenti.
La pura attrazione carnale può portare a tradire gli uomini quanto le donne. Ci sono donne che si sentono conquistatrici e non riescono a fare a meno di tradire, non c'è scampo.
Le donne molto sicure di sé, che godono di potere, soprattutto dal punto di vista professionale, si illudono di poter governare ogni campo della vita e di poter prendere e lasciare chi vogliono e quando vogliono. Queste donne tradiscono per seguire una sorta di spirito di onnipotenza.
LE donne trascurate sono le più traditrici. Quando il proprio compagno le mette da parte per dedicarsi al lavoro o ad altri impegni, loro pensano che sia giusto tradire per ripristinare una parvenza di equilibrio senza capire che, forse, in certi casi è meglio troncare le relazioni che non soddisfano.

Non tutti gli uomini cercano il brivido costante di qualcosa di nuovo ed eccitante, ma per alcuni la noia è la strada che porta al tradimento. Sembra una cosa banale ma la noia in un rapporto può creare come unica alternativa per molti uomini, quella di cercare un’amante, molto spesso quindi invece di risolvere la questione con la loro compagna, preferiscono affidarsi ad una nuova fiamma.

Molti uomini anche se rimangono anni con una donna, non ne sono affatto innamorati. Infatti non è raro vedere uomini star bene con alcune donne, ma alla prima occasione cercare altrove. Purtroppo molte donne non riescono ad accettarlo e in casi di tradimento fanno cadere tutta la colpa sulla nuova arrivata, invece dovrebbero semplicemente capire che per loro non c’è mai stato spazio, e che la loro unione era poco più di una compagnia.

Sia che si tratti di lavoro o in un rapporto, un uomo che sente di essere sotto continua pressione,usa il tradimento come una forma di liberazione. Dal punto di vista dell’uomo, l’avere un’amante è pari al fare una lunga e bella vacanza, quindi  in alcuni casi donne troppo gelose, potrebbero avere l’effetto opposto sui loro uomini, e spingerli a trovare un passatempo per scaricare lo stress.

Anche se non capita spessissimo, accade che proprio all’addio al celibato , il futuro sposo si dedichi ad una ultima avventura da uomo libero. Spesso gli amici che organizzano questi eventi, lo fanno proprio in locali  dove è molto facile che accadano questo genere di cose. Questo tipi di uomini sperimenta una specie di estrema nostalgia dell’essere single, che si porteranno per sempre nella vita coniugale.

Gli uomini e le donne possono certamente essere amici, avere una ex-fidanzata per amica, per alcuni uomini rappresenta una scappatella gratuita senza conseguenze e fatica. Ci sono momenti in cui tutti i rapporti hanno un momento di crisi, è in quel momento che alcuni sentono il bisogno dell’ex fidanzata, ed è proprio li che accade il tradimento. A volte invece se i due hanno avuto una storia molto intensa n passato, il passare tanto tempo insieme, potrebbe risvegliare in loro ricordi che quasi sicuramente finirebbero per creare quella complicità, classica  che porta al tradimento.  Quando una relazione è vulnerabile, un uomo può cercare la sua ex perché si sente momentaneamente più attratto da qualcosa che conosce e non dalla sua attuale compagna.



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domenica 1 maggio 2016

L'AMORE TRA DONNE



Tra donne si ha molta più intimità, anche tra semplici amiche o scambiando due chiacchiere al bar con una sconosciuta ci si sente immediatamente più a proprio agio, figuriamoci da amanti. E’ questo che rende il sesso tra donne più intenso, e forse un po’  più perverso rispetto a quello con i maschi, si comincia dolcemente con molti baci, si possono utilizzare sex toys, frutta, dolci, dividersi tra più partner se si desidera qualcosa di più forte o lasciarsi coccolare dolcemente dalla propria anima gemella se si è più sentimentali. Propriamente quindi, non essendoci il pene, il sesso tra ragazze potrebbe essere inteso qualcosa di simile ai preliminari, forse un po’ più spinti, forse un po’ più intensi , rispetto a quello che si fa tra una coppia maschio-femmina; ma sicuramente più coinvolgenti, il girlpower non demorde mai.

Dagli anni Settanta ai Novanta, la spinta lesbofemminista è stata forte, e c’era il rifiuto per qualsiasi oggetto che richiamasse un pene. Oggi non è più una questione ideologica. Negli ultimi anni il mercato dei sex toys ha conosciuto una notevole espansione. L’oggetto più comune è lo strap-on. O cintura fallica.
Va precisato che nel mercato dei sex toys, le opzioni degli oggetti fallici sono principalmente tre. Oltre allo strap-on e al vibratore, c’è il dildo. Ovvero, il semplice oggetto fallico in lattice. Senza imbragatura e senza vibrazione.

L’amore tra lesbiche viene rappresentato in maniera totalmente finta: solo un amore fatto solo di baci e carezze.
La stimolazione esterna e interna (clitoridea o vaginale) vale per qualsiasi donna, sia essa lesbica o eterosessuale. E comunque in un uomo le grandi assenti sono le tette.

Nel mondo del sesso tra donne ci sono due grandi scalini da superare: i dildo da indossare e come arrivare alle zone calde in modo davvero fantastico.

L'approccio fisico tra due donne è molto coinvolgente, coinvolge tutto il corpo. Ma esattamente come tra uomo e donna, può esserci anche la paura di non essere all'altezza, di disattendere le aspettative e i desideri della compagna.
Nel nostro Paese il 40% delle adolescenti ha consumato almeno un rapporto saffico: un trend trasversale che va da Nord a Sud, prescindendo da differenze sociali e di reddito.
Con una coetanea, il percorso è a due, si assaporano le conquiste insieme attraverso una voglia di osare particolare. Mentre con una donna più grande ed esperta, il rapporto è capovolto: ci si affida a lei che guida, mentre la più giovane delle due è piena di voglia di scoprire, ma anche timorosa chiedendosi se potrà mai sbagliare qualche gesto.

Le carezze hanno un ruolo importante nei rapporti sessuali tra donne, forse anche ben maggiore rispetto a quello che hanno per le coppie eterosessuali. Le mani partecipano attivamente all'atto sessuale: l'atto amoroso tra donne è costituito in gran parte dai preliminari. Quindi masturbazione e titillazione reciproca, tenerezze, baci, cunnilingus.
Anale o vaginale, la penetrazione può avvenire con le dita, la lingua o con oggetti sessuali come sex toys, dildi, oggetti di uso comune e anche frutta o ortaggi di forme particolari.
C'è poi il fist-fucking, una pratica che consiste nell'introdurre la mano o il pugno nella vagina della partner. Si tratta di una pratica pericolosa, che può causare lesioni alle mucose, irritazioni o infezioni.



Il trend della «trasgressione omosessuale» (che è tutt'altra cosa rispetto all'omosessualità vera e propria) riguarda entrambi i sessi: «Nel 2000 - spiegano i curatori della ricerca - il 60% dei ragazzi aveva avuto almeno un'esperienza gay, mentre le donne erano solo il 20%. Oggi le ragazze ad aver sperimentato l'approccio saffico sono almeno il doppio».
La novità - in campo femminile - è però che ora si comincia più presto: dai 12 ai 15 anni la gran parte ha già avuto il suo primo rapporto lesbo».
Una donna sa bene che cosa piace a un'altra donna.
Le gambe diventano le porte spalancate a tutto un mondo fatto di percezioni in attesa di essere vissute. E allora la delicatezza si fonde al conturbante, la lingua esplora parti che prima solo il tatto aveva conosciuto. Il gusto del sesso si inebria degli spasmi dei corpi che si muovono per dare e ricevere un piacere lambito dalla carne e che cresce a ogni carezza dal sapore assuefatto di voglia allo stato puro.
A volte ci sono ragazze che si rifugiano nel  loro mondo e si mescolano con altre femmine perché necessitano di sensibilità e tatto. C'è chi vuole provare nuove esperienze, perché non più "colmata" dall'uomo. Spesso diventano "amanti" due grandi amiche, anche senza consumare il loro amore.

Da un sondaggio  condotto da tre università australiane su 19 mila persone emerge che le lesbiche sarebbero amanti migliori rispetto alle donne etero e raggiungerebbero più orgasmi. “Questi dati dimostrano quello che sappiamo: le donne privilegiano la qualità alla quantità, proprio in quanto donne” spiega Jannini. La vita di coppia e la sessualità delle lesbiche ripercorrono infatti le modalità tipiche femminili, dove le donne, per ragioni biologico – evolutive (per garantire la sopravvivenza dei figli le femmine avevano bisogno di un’unione stabile per assicurarsi l’appoggio del maschio), hanno la tendenza a creare e a mantenere la coppia. Fra i gay invece la creazione della coppia è più rara mentre è ricorrente la promiscuità.
“Le coppie lesbiche rispetto alle coppie fra maschi sono più stabili perché le donne tendono a fare il nido. E anche quando una delle partner è mascolina rimane con una psicologia femminile” sottolinea Simonelli. Inoltre danno meno importanza al sesso rispetto ai maschi: terminata la fase di innamoramento, la sessualità passa in secondo piano.

Rispetto ai gay le lesbiche sono meno numerose, meno visibili e forse per tutti questi motivi anche storicamente meno perseguitate a livello sociale e legislativo. Persino le fantasie erotiche aiutano a capire quanto la visione dell’amore saffico “disturbi” meno del sesso fra maschi. Sull’amore fra due lesbiche fantasticano sia le donne sia gli uomini eterosessuali, mentre il sesso fra maschi non è né sexy, né erotizzante per nessuno dei due.
Non è raro, in ogni caso, che una donna etero possa provare per un periodo della sua vita attrazione per il proprio sesso. Può succedere per curiosità, o in seguito a delusioni, abusi o violenze che la spingono a cercare in un’altra donna la dolcezza e l’intimità che crede non possa venire da un uomo. Oppure durante l’adolescenza, dove il confine fra sentimenti di amicizia e l’attrazione è molto sfumato. O ancora in condizioni di convivenza forzata fra persone dello stesso genere, come accade in carcere. In tutti questi casi però è sbagliato parlare di omosessualità, perché gli omosessuali sono coloro che hanno un interesse esclusivo e costante verso lo stesso sesso.




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sabato 5 marzo 2016

AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO



Il capitolo 12 del Vangelo di Marco riporta una serie di quesiti che scribi, farisei e sadducei fanno a Gesù. Farisei ed erodiani obiettano a Gesù se si debbano pagare i tributi ai conquistatori romani; i sadducei se esiste la risurrezione dei morti e infine gli scribi per interrogarlo su quale sia il primo di tutti i comandamenti. A quest’ultima domanda il Signore cita i testi del Deuteronomio e del Levitico: “Gesù rispose: “Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c'è altro comandamento più grande di questi”.

Il Comandamento dell'amore è un insegnamento lasciato da Gesù Cristo che costituisce il fulcro dell'etica cristiana. Ha un ruolo centrale nel Nuovo Testamento, dove il comandamento viene ribadito e declinato più volte e in formule diverse.

Molte persone fondano la loro vita sulla citata massima cristiana, modificandola in non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.

Tutti sanno che nel Terzo Mondo migliaia di bambini muoiono di fame. Tutti coloro che hanno un lavoro riuscirebbero a vivere devolvendo metà del loro stipendio a favore di questi bambini. Certo la vita sarebbe più dura: una carcassa d’auto, una casa grande la metà dell’attuale, vestiti vecchi e sempre uguali, niente vacanze, solo il cibo indispensabile ecc. Nessuno lo fa. Eppure molti sono anche cristiani praticanti (mettono a tacere la loro coscienza con qualche offerta ogni tanto) oppure, senza essere credenti, sono impegnati nel sociale.

La massima evangelica richiama inevitabilmente il concetto di altruismo.





L’Amore che a noi interessa non necessita di autorizzazioni, di divieti sociali, non richiede la benedizione delle autorità costituite, perché esso è comunicazione coscienziale silenziosa che si ha con il non formulato.., con l’assoluto, attraverso l’infinito, come quando si è soli di fronte al mare, in una notte serena d’estate.., quando si ammira la natura, così come si manifesta ai nostri occhi….,come quando gli occhi di un bambino o lo sguardo di un mendicante penetrano nel nostro profondo …, al pari di quando pronunciamo la frase “Ti Amo” alla nostra polarità contraria..

Spesso affermiamo di amare coloro che appartengono al nostro stesso ambiente, cioè i nostri pari; ma non vi è vero amore, in questo tipo di relazione, perché il rapporto d’amore presuppone innanzi tutto l’accettazione dell’altro come estraneo, cioè sapere che è unico, che non può mai essere assimilato a un elemento di “un gruppo” e che, quindi, non è possibile “incollargli un’etichetta”, come se si trattasse di qualcuno che non possiede la propria identità.

E’ del tutto ininfluente che l’Altro sia bianco, nero o giallo, che la sua religione abbia o meno dei punti in comune con mia e che le sue opinioni politiche divergano o meno dalle mie: questo Altro è, innanzi tutto, per me, un Estraneo, un essere unico in cui nulla, del suo e nel suo comportamento è stato calibrato secondo la scala dei miei valori; certo, io ho il diritto a questa scala dei valori, ma essa non è mai un assoluto per giudicare gli altri, perché la stessa esiste solo per venire messa in discussione nel contatto con gli Altri; è ricchezza spirituale che si esprime nel rapporto d’Amore autentico. Ecco perché, in fondo, la nostra vera ricchezza sono gli altri.





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mercoledì 17 febbraio 2016

QUANTE VOLTE LO FAI?



Ci sono quelli che lo fanno ogni giorno e coppie che si fanno andar bene la fatidica volta a settimana. Il maschio rude e testosteronico difende la dose (più si fa, meglio è) mentre la donna, almeno quella romantica, ribatte: meglio poco ma buono. Non mancano poi le dovute eccezioni. Mogli e fidanzate che hanno voglia di farlo ogni notte (di solito per i primi 3 mesi della relazione, poi ricominciano a pensare a non stropicciare vestiti e capelli) e uomini che dopo un paio di anni si stancano (di farlo con voi, perchè un uomo non si stanca mai).

Va bene, fare l'amore è una delle cose più belle della vita. E diciamo pure che per i primi quattro/cinque mesi di una relazione appassionante farlo più volte al giorno, dove e come capita è sano e naturale. Il problema di tanto ardore inizia a presentarsi se uno dei due partner, di solito lei, non regge il ritmo o subisce la cosa come un po' meccanica ed eccessiva. In questo caso c'è poco da fare, bisogna solo sperare nel suo buon senso, nella sua capacità di ascoltare i vostri profondi bisogni o nelle convocazioni per il calcetto.
Se lui vuole farlo sempre, ogni vostro rifiuto vi metterà addosso il panico del tradimento, e anche quando lui sarà tanto gentile da non farvelo pesare troppo voi vi sentirete in colpa. Inoltre, superata la prima fase della vostra storia, una frequenza del genere inizia a diventare un po' compulsiva.

Se la fase tutti i giorni è successiva a quella più volte al giorno forse state solo lentamente scivolando verso la normalità. Se invece è il vostro normale ritmo, anche dopo la prima fase della storia, forse siete solo molto fortunate - o molto stanche - a seconda dei punti di vista. Fare l'amore è bello e fa bene all'umore e alla pelle, quindi a meno che per voi non rappresenti un obbligo o che lui non lo faccia in modo frettoloso ed egoista non c'è nulla di male in questo tipo di frequenza. L'importante è che non diventi un chiodo fisso doverlo fare per forza, e che non rappresenti, per voi o per il vostro partner, l'unica misura del vostro sentimento. Perchè la stanchezza, lo stress e anche della sana occasionale non voglia sono all'ordine dei giorno e non fanno male a nessuno. Neanche alle vostre lenzuola

Secondo uno studio del Censis le italiane adorano farlo una volta a settimana. E sono anche molto soddisfatte. Le lenzuola hanno il tempo di asciugarsi al sole. E voi di andare in palestra, dal parrucchiere o di provare nuova lingerie ogni volta. La fantasia verrà stuzzicata al giusto punto, e la baby sitter per una sera ogni sette giorni potrete permettervela anche in tempo di crisi. Il sesso una volta a settimana sembra essere veramente una buona soluzione, almeno per le donne. Attenzione però a non farlo diventare la regola tipo timbro sul cartellino.

E a non farlo sempre e solo lo stesso giorno senza riuscire a darsi altri tempi, altri momenti o a capire le esigenze altrui. Perchè in coppia è fondamentale e bello continuare a sorprendersi e magari concedersi del piacere extra, quando capita e dove capita. Anche sulla lavatrice dove avete appena messo le lenzuola...

Farlo una volta al mese può andare bene solo se abitate molto lontani e non riuscite a vedervi mai. Altrimenti potrebbe essere la spia di un malessere, anche se le vostre lenzuola stanno meglio perchè subiscono pochi candeggi. Certo, se siete una coppia di lunga data potrebbe capitarvi una fase di stallo sessuale, un momento, lungo mesi o anche anni, in cui la relazione si basa più su altri tipi di scambi. In ogni caso, anche se il rapporto fratello/sorella va bene ad entrambi, cercate di parlarne e di capire le cause di quello che vi succede.



Italiani, popolo di pigri… anche a letto. Con il passare degli anni – sia anagrafici, sia per quanto riguarda la durata della coppia – si fa sempre meno l’amore. La fotografia poco esaltante è scattata dall’Osservatorio Tradapharma in collaborazione con Doxa Duepuntozero, con un’indagine condotta tra più di 1.500 persone, uomini e donne, di un’età compresa tra i 25 e i 65 anni.

I più attivi sono gli under 35 e coloro che sono impegnati in una relazione da meno di 5 anni, che fanno sesso due o più volte la settimana. La situazione cambia drasticamente dopo i quarant’anni: solo 3 coppie su 10 continuano ad avere più di un rapporto alla settimana e addirittura il 9% della popolazione non ha fatto sesso negli ultimi 6 mesi.

La maggior parte delle donne non è soddisfatta: il 73% delle intervistate sostiene di non raggiungere sempre l’orgasmo; il 20% lo raggiunge meno della metà delle volte. Spesso la causa riguarda le performance maschili: l’uomo arriva al traguardo troppo velocemente (lo pensano il 69% degli uomini contro il 61% delle donne) oppure non riesce a mantenere l’erezione durante l’intero rapporto (il 46% vs 33%) problema evidente già a partire dai 35 anni (48%).

A minare l'intesa sessuale della coppia è il calo del desiderio da parte di uno dei due partner: lo pensano sia gli uomini (74%) che le donne (76%).  E quando ci sono defaillance o problemi, non sempre si affrontano: 1 uomo su 4,  e 1 donna su 3 non ne parla con la/il partner, con conseguenze sul benessere sessuale della coppia. In generale, dall’indagine emerge una mancanza di attenzione al proprio benessere sessuale. Il 50% delle donne che hanno avuto problemi durante un rapporto sessuale, non ha fatto nulla per capirne le cause, e lo stesso comportamento si è avuto nel 40% degli uomini. Chi ha cercato informazioni lo ha fatto su internet mentre pochi uomini si sono rivolti al medico di famiglia o allo specialista, dato che trova conferma quando si scopre che il 79% dei maschi italiani non è mai stato dall’andrologo (addirittura il 5% non sa nemmeno chi sia).

Resta il fatto che siamo inguaribili romantici e che il sesso per noi è sinonimo di amore: l’85% degli uomini e il 91% delle donne pensa che il sesso migliore sia quello fatto, appunto, per amore.



Per essere una coppia felice, di quelle che funzionano, quante volte a settimana bisogna fare sesso? Tutti i giorni? 5 volte a settimana? O ne bastano meno? Il risultato di una nuova ricerca scientifica ha dato la risposta. Che è sconvolgente. Nel senso che stravolge completamente l’idea che, finora, hanno cercato di inculcarci in testa.

Le coppie più felici, stando alla ricerca, fanno sesso giusto una volta a settimana. La felicità dei partner, secondo quanto sostengono i ricercatori, non aumenterebbe con l'aumentare della frequenza dei rapporti sessuali. "È proprio vero che una volta a settimana non è mai abbastanza?", i ricercatori sono partiti da qui e sono arrivati a una conclusione: "Nonostante frequenza e felicità vengano spesso associate, questo collegamento non è significativo quando si oltrepassa la soglia di una volta a settimana. Oltre quella soglia non si registra nessun avanzamento in termini di benessere", ha spiegato la ricercatrice e autrice dello studio Amy Muise della University of Toronto. La ricerca si basa sull'analisi di sondaggi condotti su più di 30mila volontari americani nell'arco di quarant'anni. Per la maggior parte degli interpellati, "abbastanza sesso" corrispondeva a cinque volte al mese.

Gli studiosi, c’è da dirlo, si sono concentrati su individui con una relazione stabile, non prendendo in considerazione i single. "Una volta a settimana sembra essere la frequenza media dei rapporti sessuali in coppie di persone che stanno insieme da tempo - ha detto l'autrice dello studio - È possibile che costituisca la media perché una frequenza maggiore, semplicemente, non è associata a un benessere maggiore. Una volta a settimana potrebbe essere anche la frequenza giusta per mantenere abbastanza intimità tra i partner. È importante che si mantenga questa 'connessione' senza caricare l'altro di troppe aspettative, senza fargli pressione o obbligarlo a fare più sesso".

Ma c’è già chi critica la ricerca, per esempio George Loewenstein, professore alla Carnegie Mellon University: ‘’Per qualche ragione, sembra che le coppie che siano riuscite a trovare l'equilibrio in una sola volta a settimana siano le più felici. Ma fare sesso può significare tantissime cose: c'è il sesso fatto bene, quello fatto male e la qualità potrebbe essere ancora più importante della frequenza nel determinare la felicità di una coppia. In questo caso, invece, i ricercatori non hanno misurato la qualità".



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giovedì 11 febbraio 2016

Fare SESSO o L'AMORE?



“la passione non è cieca ma visionaria”

Stendhal

Facendo sesso, si è più soli e non si comunica, si è principalmente rivolti al proprio piacere nell’immediato, senza preoccuparsi troppo di chi è accanto. Nel sesso non c’è bisogno di intimità, si può fare comunque, si prova un po’ di piacere ed è finita lì.

Fare l’amore è vivere un piacere insieme, non è un monologo come il sesso, è un dialogo. Si sta insieme per il piacere di stare con quella particolare e precisa persona, si pensa al proprio piacere ma anche a quello dell’altro, l’intimità è la parte integrante del fare l’amore. L’intensità del vissuto del fare l’amore, regala momenti indescrivibili. 

Questa grossa differenza tra sesso e amore è dovuta alle emozioni che ci legano all’azione: le emozioni stimolano ed attivano determinati circuiti nervosi essendo in grado di regalarci momenti estatici. Se togliamo le emozioni e lasciamo solo gli impulsi nervosi, perdiamo su per giù l’80% del piacere che potremmo provare.

Il vero amore, si riconosce nell’incomprensibile chimica che, al di là di ogni ostacolo e di ogni decisione, lega due persone.

Nell’amore non esiste logica e non esiste pensiero: per viverlo bene bisogna solo abbandonarsi.

La sessualità legata al fare l’amore si esprime in uno spazio decontestualizzato e fuori dal tempo. 

E’ necessario vivere la sessualità come un gesto libero, un ardore, un desiderio svincolato, slegato dalle logiche comuni. Attraverso il gesto erotico e attraverso “l’Altro da me” io posso ritrovare un’infinita pace, un infinito senso di pienezza ed una sensazione di intimo legame con l’energia cosmica.

A prescindere dalla durata, il gesto erotico, porta con sé una serie di modificazioni di mente, corpo e anima di unica portata. 

Il rilascio di endorfine nel sangue è la cura immediata contro la depressione. Diminuisce l’emicrania abbassando la tensione che restringe i vasi sanguigni del cervello.

La sensazione dunque è quella di benessere e rilassamento.

Le donne producono l’ormone estrogeno  in grado di rendere lucidi i capelli e rendere liscia la pelle, il suo potere tranquillante è maggiore dieci volte di quello del valium. Un bacio al giorno invece, rende i denti più sani producendo una quantità di saliva in grado di risciacquare il cibo della bocca, di il livello di acidità della saliva, causa della carie ed in ultimo è in grado di prevenire la formazione della placca.

L’anima sceglie il nostro partner spezzando le abitudini mentali e non. E’ come se la realtà agisse un colore diverso. L’amore accende il fuoco dentro, fa pensare in modi mai pensati.

L’amore, ovvero la complicità tra due persone, è alimentato da una continua attrazione sessuale. L’Amore lo proviamo solo quando la voglia di stare con l’altro supera tutte le motivazioni della vita, rende vivi, entusiasti, passionali. Spesso l’amore ci presenta prove durissime e difficoltà, l’amore è l’impegno d’aspettarsi giorni di forte inquietudine e tristezza ma nello stesso momento l’Amore fa sorridere, luccicare gli occhi, battere il cuore, ci fa vivere di grandi propositi e speranze di fronte ad ogni singolo giorno.




Noi usiamo la stessa espressione, «fare l'amore», per indicare due cose totalmente diverse. Hanno fatto meglio gli americani, nella loro pratica semplicità, a introdurre quella brutta espressione «fare sesso» che ha il vantaggio di dirci che il sesso si può fare come una qualsiasi cosa pratica: fare un bagno, fare colazione, fare la spesa.

Il sesso, infatti, può essere un atto volontario senza nessun coinvolgimento emotivo, senza bisogno di conoscere la vita dell’altro, senza partecipare delle sue emozioni, dei suoi sogni. Un uomo guarda una donna, una donna guarda un uomo, si piacciono fisicamente, vanno a cena insieme e poi, dopo qualche tempo, si rotolano nudi nel letto, si baciano, si penetrano, sembra che non possano più fare a meno l’uno dell’altra, gridano di piacere, poi si addormentano beati.

Ma se durante il rapporto sessuale gli cambiassero il partner continuerebbero lo stesso. E poi ciascuno torna con chi era prima conservando un ricordo gradevole del passato ma senza nostalgie e rimpianti. Il sesso puro, «fare sesso», è per sua natura potenzialmente impersonale e promiscuo. Poi con la stessa parola, «fare l’amore », indichiamo il rapporto fra un uomo e una donna che si amano in modo totale, esclusivo, un amore ad un tempo erotico e spirituale che cresce nel tempo. Un amore in cui i due fondono i loro corpi e le loro anime e creano una terza entità che non esisteva prima, la coppia innamorata, che crea un incantesimo, una bolla, in cui nessuno può entrare senza contaminarla e distruggerla. Come il puro sesso era nella sua essenza impersonale e promiscuo il grande amore erotico è, nella sua essenza, esclusivamente personale e fedele. Vuole la fedeltà e gode della fedeltà perchè questa lo concentra solo sull’amato di cui scopre l’infinita ricchezza e l’infinita bellezza e un piacere sessuale sempre nuovo, in una stupefacente continua rivelazione.


Spesso questi due tipi di amore vengono confusi con conseguenze disastrose. Quando la persona che vive un grande amore esclusivo vuol anche provare il sesso con un altro partner, distrugge l’incantesimo e non riesce più a ritrovarlo. E se due sono abituati a cambiar partner e improvvisamente uno di loro si innamora dell’altro e il suo amato continua a comportarsi come prima, lui verrà divorato da una gelosia incontrollabile perché è cacciato dal paradiso in cui stava per entrare. Hanno ragione gli americani a usare l'espressione «fare sesso». Il grande amore erotico è un’altra cosa.




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martedì 2 febbraio 2016

SESSO SENZA AMORE



Nel tempo ed attraverso le svariate generazioni, il rapporto tra sessualità ed amore, si è modificato, stravolto, scisso, riappacificato... trovando sempre compromessi, accordi e strategie di tipo compensatorio.

Antropologicamente la sessualità, ferormonica, istintiva, scissa dal sentimento era di pertinenza maschile, mentre l’affettività correlata alla sessualità, chiaramente femminile.
Dalla rivoluzione sessuale in poi, con l’avvento del femminismo e della pillola contraccettiva, che scindeva definitivamente la sfera della procreazione dalla sessualità, anche le donne sembravano avere accesso alla sessualità ludica, spesso disgiunta dalla relazione e dall’amore.

Molte donne, abituate per cultura, educazione, imitazione genitoriale a cercare sempre l’armonia tra sesso e sentimenti, nel post-femminismo, sviluppano una nuova voglia di esplorare le scissioni, le parzialità, quindi teorizzano e praticano la promiscuità, l’amore estremo senza sesso, la libertà sessuale ed assoluta.

Ti sei mai chiesta quanto può durare una relazione solo sessuale? Entro quanto tempo, cioè, è meglio fermarsi prima che i sentimenti siano (irrimediabilmente) coinvolti? Ebbene, la risposta umanime dei ricercatori è di quattro mesi. Sempre se dall'altra parte non si è corrisposti. Dopo questo arco di tempo, infatti, il "rischio" innamoramento è molto alto. La causa è da ricercare proprio nell'orgasmo che, secondo uno studio dell'Università di Rutgers nel New Jersey, rilascerebbe l'ormone del coinvolgimento, ovvero l'ossitocina.

Subito dopo il piacere, infatti, i suoi livelli raggiungerebbero il picco, dando la sensazione di sentirsi più empatiche con il partner, e quindi innamorate. Naturalmente, più sono gli orgasmi provati, più aumenta la sensazione di coinvolgimento. Ma la cosa più importante che si è scoperta in questo studio è che l'ormone ossitocina viene prodotto solo dal corpo delle donne. Negli uomini invece entra in gioco un altro ormone, cioè la dopamina, che non genera diretta empatia con il partner, ma solo piacere.

Come dire, donna avvisata mezza salvata... A questo punto, però, nessuno vieta di vivere delle relazioni per il solo gusto sessuale. A patto di seguire alcune regole, pena il ritrovarsi scottate.
La regola delle regole è quella di avere le idee chiare, cioè dire a se stesse che di quell'uomo non si è innamorate, e che si è pronte ad andar via, qualora ci si accorga che i propri sentimenti stanno per trasformarsi in qualcosa di più.

Regola n.1: che sia solo sesso - Accetta profondamente di vivere una relazione senza sentimenti, cioè che non abbia uno scopo duraturo. Se il tuo obiettivo è quello di avere un compagno di vita, è meglio rinunciare in partenza. Incontrarvi solo per far sesso potrebbe accrescere il tuo senso di solitudine. Inoltre, la frustrazione di non trovare l'anima gemella potrebbe rovinare i tuoi futuri incontri con l'altro sesso.

- Regola n.2: disponibilità al nuovo - Le relazioni sessuali fini a se stesse sono fatte per persone curiose e aperte. Se decidi di sperimentarle, apriti a persone molto diverse da te, quelle con cui non formeresti mai una coppia. Le sorprese potrebbero essere molto positive, e non solo per il sesso. Cerca naturalmente di non cacciarti nei guai e di intuire immediatamene ciò che ti ispira poca sicurezza. Nel dubbio, scappa prima di cominciare.

- Regola n.3: keep calm - E sii te stessa! Se ci pensi, una relazione sessuale non ha dei ruoli prestabiliti, come quelli moglie e marito, oppure di fidanzati o ancora genitori. Questo ti permette di essere te stessa, senza troppe paranoie. Non sei obbligata a mostrarti nella tua parte migliore, per conquistarlo, e nemmeno di dimostrare di essere una brava cuoca, amministratrice domestica o educatrice perfetta per sedurlo. Lo scopo è puramente quello di divertirvi.

- Regola n.4: mistero - Anche nelle relazioni sessuali la riservatezza su se stesse gioca la sua parte...in positivo. Il fatto che lui sia il vostro compagno di letto non vi deve indurre a trasformarlo in un confessore. Si sa che spesso si fa sesso per noia o per solitudine, però è meglio vivere queste esperienze a cuor leggero: meglio aspettare per raccontare la tua vita o i tuoi progetti. Altrimenti, sarebbe già un cercare qualcosa di più, no?



Nel tempo, cosa ha portato questa dicotomica scissione tra sesso ed amore?
Si può vivere una vita sessuale appagante, senza sentimento?
L’amore ha una funzione di afrodisiaco, come le spezie su ogni pietanza o è opzionale?
L’amore è una limitazione o un valore aggiunto alla sessualità?

Oggi, nelle coppie tradizionali c'è un problematica di fondo, che tende a minare le unioni e, che speso disorienta i partners nell’abitare a lungo i legami d’amore.
I sentimenti che tengono unita la coppia, cioè la tenerezza, l’accudimento, la generosità, la reciprocità ecc., sono dei sentimenti orizzontali, sentimenti durevoli nel tempo, mentre il desiderio sessuale, il famoso o famigerato fuoco della passione, segue un modello verticale, come se dovesse esserci sempre una condizione di asimmetria per mantenere in vita l’erotismo.

Questo spiega il perché di un crescente aumento della sessualità extra-coppia, una sessualità nutrita dal desiderio, spesso dalla proibizione, dal sacro fuoco della passione, che in apparenza sembra disgiunto dall’ Amore, ma in realtà spesso non lo è.

Oggi, dall’uomo che non deve chiedere mai del pre-femminismo ed alla promiscuità sessuale del post-femminismo, stiamo lentamente passando verso la ricerca di “nuovi e più funzionali equilibri”, tra ruoli stereotipati e sgradevoli scissioni.

In una coppia, che duri una notte, una settimana o una vita intera, sembra che l’Amore, non sia opzionale, ma rappresenti un valore aggiunto al sentire e piacere condiviso.
L’amore, cosi’ come la dimensione della complicità e dell’ alleanza, rappresenta per la coppia un potente afrodisiaco, sembra infatti che non ci sia sessualità appagante senza Amore e che la ginnastica da camera delle scorse generazioni, stia lentamente lasciando il posto ad una nuova forma di intimità, basata sull’attesa e sulla complicità emozionale e fisica.

La pandemia di disfunzioni sessuali, su base psicogena, di questi ultimi decenni, testimoniano che qualcosa non è andato per il verso giusto e, che la sessualità per essere sana ed appagante, andrebbe associata alla dimensione del coinvolgimento e del sentimento.
Coltivare la dimensione ludica della sessualità, nutrire l’immaginario erotico, da adoperare come spezie per la noia coniugale, potenziare l’aspetto della comunicazione all’interno della coppia, equivale a coltivare l’erotismo, al fine di collocare la sessualità nella “stanza dei giochi".

I motivi per una scelta possono essere tanti: le precedenti delusioni e la sfiducia in un rapporto serio a tempo indeterminato; la volontà di sentirsi liberi, di fare altre esperienze nel modo più disinibito possibile. Ma anche i ritmi frenetici della propria carriera - che non lasciano lo spazio sufficiente per coltivare una relazione - o l'attesa di un principe azzurro e/o una donna ideale che si sogna ancora, nonostante tutto.
Cinema e televisione hanno ampiamente sdoganato il tema. Là dove non era arrivata la rivoluzione sessuale, si sono spinte serie tv popolarissime come "Sex and the City" o  "Girls". E il loro successo ha fatto passare una volta per tutte il messaggio che il sesso senza amore per le donne non è più un tabù.



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domenica 17 gennaio 2016

SCOPAMICI





In inglese si chiamano «one night stand» e «friends with benefits», ma sono due concetti universalmente noti ai giovani e meno giovani di tutto il mondo. Sempre più persone si votano consapevolmente al sesso occasionale per essere liberi da quei vincoli che la coppia inevitabilmente impone, mentre altri scelgono di avere un «amico di letto» (altrimenti conosciuti come «trombamici») per sperimentare le gioie del sesso insieme a una persona con cui si condividono interessi e affinità senza però legarsi in un rapporto «di esclusiva». 

Va di moda l’elemento sostitutivo. L’unica, vera, dirompente novità degli ultimi anni in fatto di dinamiche affettive dopo la paperella vibrante e il matrimonio Fede/De Feo. Il neologismo, va ricordato,  l’ha partorito Fabio Volo qualche anno fa in uno dei suoi primi romanzi. 
Lo scopamico trattasi, molto semplicemente, di un amico che, all’occorrenza, oltre a dare un consiglio saggio sull’abito da indossare al matrimonio in Toscana, a spiegarti come fare il back up del blackberry o a prestarti cento euro quando ti si smagnetizza il bancomat, si fa anche, aulicamente parlando, dare una bottarella di tanto in tanto. E senza alcun coinvolgimento sentimentale, senza strascichi. Che detta così può sembrare pure una cosa allettante.

E poi perché no, scatta pure una gara di rutti davanti alla partita per riportare le cose su un piano simpaticamente amichevole. Ecco, se non vuole coinvolgimenti, spiegategli che anche youporn il giorno dopo non invia sms minatori se non riceve proposte di convivenza. 



Avere amico di letto, scopamico o trombamico che dir si voglia è una situazione che presenta notevoli vantaggi e che per questo viene scelta da sempre più ragazze.

Un trombamico non è geloso, non ci asfissia, appaga i nostri desideri ed è anche simpatico e divertente. Certo ci possono essere delle complicazioni (cosa fare se uno dei due si innamora?), ma vale la pena rischiare. 

In alcuni momenti della vita una sana trombamicizia è una vera benedizione. Certo, in fatto di amore e sesso tutto è relativo: non tutti riescono a portare avanti una trombamicizia, altri invece ci sguazzano.

E qui sta il punto: se la condizione di trombamicizia vi piace ben venga, e godetevela. Se invece diventa uno stress per tutta una serie di motivi sempre meglio lasciar stare. Nella vita fare quello che più ci fa stare a nostro agio è sempre la scelta migliore.

Avere un trombamico/a non significa la stessa cosa per tutti così come non esiste un solo tipo di trombamicizia. Questo particolare tipo di situazione è meno inusuale di quanto sembri e sono 5 donne su 10 ad ammettere di averci provato.

La trombamicizia è una di quelle situazione nelle quali tutte giurano che non si troveranno mai, ma che prima o poi capita. Nessun problema, se entrambi sono consenzienti, ma potrebbe anche capitare di provare dei sentimenti per qualcuno che invece da noi vuole solo sesso.

I segnali in questo caso saranno chiari: nessuna coccola dopo il sesso, nessun desiderio di farvi conoscere amici e famiglia e una certa resistenza a parlare di progetti futuri e della possibilità di impegnarsi.
Avere un "amico di letto" presenta sicuramente dei vantaggi, ma ci sono anche diversi aspetti negativi da tenere in considerazione. 

Avere un "amico di letto" significa sostanzialmente poter usufruire di buon sesso senza alcun obbligo sentimentale e potersi salutare con una pacca sulla spalla senza perdere tempo in smancerie. Detto così sembra grandioso, ma la vita ci insegna che non è tutto oro quel che luccica e quella che sembra una situazione idilliaca nasconde in realtà molteplici insidie.

Innanzitutto partiamo dal presupposto che la scissione tra sesso e interesse è pura utopia. Non stiamo parlando necessariamente di amore anzi, può esistere sesso senza amore, ma non può esistere sesso senza interesse per la persona che ci troviamo davanti e l'interesse è l'anticamera dei problemi. Possiamo raccontarci che non ce ne importa niente, ma ci sentiremo inevitabilmente offese se il trombamico si alza dal letto, si infila i pantaloni e se ne va senza uno sguardo. Allo stesso modo non esiste donna a cui non scoccerebbe che l'uomo con cui va al letto vede e frequenta altre e a quel punto, quando subentra la gelosia, tutto è perduto.

Insomma, avere un amico di letto non è una situazione perfetta come si tende a pensare. Certo, si può credere di avere sesso senza problemi, ma sesso e problemi sono intimamente correlati e non è meglio allora condividerli con qualcuno a cui interessa di noi e non con una persona che, per contratto, non deve interessarci?



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sabato 16 gennaio 2016

I LUCCHETTI DELL'AMORE



Una moda 100 per cento made in Italy: siamo noi, infatti, ad averla  esportata in tutto il mondo, da Parigi come in Cina, Da Londra come a Siviglia, da Dublino come in qualsiasi paesino dotato di un ponte sul mare, su un fiume o su un canale, ma anche su un lampione, su un'inferriata, insomma su qualsiasi cosa.  Una considerata per lo più antiestetica e pericolosa -  visti i danni provocati ai monumenti "coinvolti" da questo pesante pegno d'amore - estrapolata dal primo romanzo rosa di Federico Moccia, "Tre metri sopra il cielo".

La tradizione del lucchetto dell’amore non è recentissima, ma è diventata una mania in tutto il mondo con la pubblicazione dei due romanzi di Federico Moccia – “Tre Metri Sopra Il Cielo” e “Ho voglia di te”.
Secondo la leggenda, gli amanti di Roma che scrivono i loro nomi su un lucchetto, e che lo attaccano al terzo lampione sul lato nord del Ponte Milvio gettando le chiavi nel Tevere, rimarranno insieme per sempre.
Recentemente le autorità di Roma hanno eliminato i lucchetti dal Ponte Milvio nel settembre 2012. La città di Dublino ha fatto lo stesso nel gennaio 2012, gettando via tutti i lucchetti che si trovavano sul ponte Ha’penny.

Pubblicato nel 1992, Tre metri sopra il cielo non ha avuto moltissimo successo fino al 2004, quando dal romanzo è stato girato l'omonimo film, diretto da Luca Lucini. La storia narra dell'amore di due giovani, Step e Babi e delle difficoltà incontrate nel loro percorso sentimentale. Un percorso che i due ragazzi suggellano con un lucchetto fissato su Ponte Milvio, anch'esso diventato meta del pellegrinaggio degli amanti.

Dopo il successo del 2004, il romanzo è stato tradotto e venduto in tutti i paesi europei ed extra europei, come Brasile e Giappone; un libro con il quale Moccia ha vinto  il Premio Torre di Castruccio, sezione Narrativa 2004 e il Premio Insula Romana, sezione Giovani Adulti 2004.

Mentre la popolarità di Moccia saliva, crollavano pezzi di ponti e monumenti dove questi lucchetti venivano fissati. E' successo a Roma, è successo a Parigi, motivo per cui è arrivato il niet dell'amministrazione francese.

Il peso del sigillo si fa sentire sugli edifici e molti comuni hanno provato a vietarli con teche ed altri stratagemmi, senza alcun senso di colpa dello scrittore stesso che in un'intervista a Repubblica del 2014 difese il fenomeno, in barba a spallette crollate e ad uno scenario veramente poco estetico.

Ma Moccia non è stato criticato solo per questo: nel 2010, alcuni studenti de La Sapienza di Roma lo contestarono durante un suo incontro, definendolo l'anti-letteratura italiana.



Anche il freddo popolo lombardo non è esente da questa usanza ed ecco che nel Parco Sempione, nel centro di Milano, alle inferriate del ponte delle Sirene già da qualche tempo hanno cominciato ad apparire i lucchetti degli innamorati. In Liguria, l’ormai celeberrimo muretto di Alassio non poteva non attirare l’attenzione degli innamorati, che hanno pensato bene di applicare su un braccio di un tubo metallico che affiora dal muretto una miriade di lucchetti. Naturalmente, il caldo cuore napoletano non poteva non essere coinvolto in questa “amorevole” iniziativa ed ecco sul lungomare cittadino hanno cominciato già da un paio d’anni ad apparire lucchetti, che sono particolarmente suggestivi quando inquadrati sullo sfondo del Vesuvio. Ma è davvero tutto merito di Moccia? In realtà l'uso del lucchetto come sigillo d'amore risale addirittura a due secoli fa. Lungo la Grande Muraglia cinese sono numerose le testimonianze lasciate dagli innamorati in visita, che spesso hanno aggiunto al proprio lucchetto un fiocco rosso quale segno di buon augurio. Vi è un’isola, nel vasto territorio della Cina, posta ai piedi delle montagne dello Huang Shang, dove addirittura al lucchetto dell’amore è stato dedicato un monumento. Tutto attorno gli innamorati  hanno  applicato  centinaia e centinaia di lucchetti, sui quali è scritto o inciso il loro nome, come pegno d’amore eterno. La tradizione vuole che gli innamorati, una volta serrato il lucchetto, gettino via la chiave; essi non potranno più separarsi, finché non la ritroveranno. Centinaia di lucchetti sono applicati anche sulle inferriate del ponte di Kobe, in Giappone, chiamato anche ponte di Venere e più noto per essere il ponte sospeso più lungo del mondo, che offre una spettacolare veduta sulla città. Un’identica tradizione è in vigore anche in città ben più moderne. Ad esempio, la torre radio di Tianjin, a 120 chilometri da Pechino, è stata immediatamente utilizzata dagli innamorati come struttura per l’applicazione dei lucchetti dell’amore.  Anche i Paesi baltici hanno adottato questa usanza con entusiasmo, come dimostra un ponticello sul parco principale della città di Riga, in Latvia, che è letteralmente sommerso dai lucchetti lasciati dagli innamorati.  La lunga occupazione sovietica delle repubbliche baltiche è testimoniata dal fatto che molti lucchetti hanno iscrizioni in caratteri cirillici. In  Serbia c'è chi attribuisce a due innamorati, Nada e Relja, l'uso di agganciare “il lucchetto dell'amore” su uno dei piccoli ponti che costeggiano il fiume Vrnjacka. Ogni popolo ha le proprie storie e tradizioni, dunque e i gesti simbolici assumono un significato a seconda delle società e del tempo in cui si sviluppano. Così, anche in questo caso, non sempre il lucchetto è simbolo dell’amore sentimentale. Nella cattedrale della Zócalo di Città del Messico, esiste da quasi cento anni l’usanza di incatenare un lucchetto davanti all’altare che ricorda Raimondo Nonnato, religioso spagnolo del 1200, appartenuto all’Ordine mercedario, beatificato e canonizzato quattrocento anni dopo dalla Chiesa cattolica. Qui i cittadini hanno l’usanza di chiudere un lucchetto per suggellare una promessa con il divino. La leggenda racconta che poiché in prigione il religioso continuasse a predicare e a convertire musulmani, le guardie per impedirglielo, forarono le sue labbra e le chiusero con un lucchetto. In Italia, fin dagli anni Trenta del Novecento i militari in servizio nelle caserme alpine di Brunico e di Bressanone usavano agganciare un lucchetto alle inferriate del ponte quando terminavano il servizio militare. Il lucchetto era quello che solitamente chiudeva l’armadietto con i vestiti e gli effetti personali.  Peccato che i nostri ragazzi associno Ponte Milvio solo a Moccia e ai lucchetti dell'amore ignorando che la sua costruzione risalga addirittura al 207 a.c., che Garibaldi lo fece saltare per ostacolare l'avanzata dei francesi e che quella splendida torre con l'acceso sul lato settentrionale del ponte è opera del grandissimo Valadier. Per ora sembra che i lucchetti, rimossi  da Ponte Milvio, andranno a stare nel museo preistorico etnografico Pigorini all’Eur, accanto ai capolavori dell’arte degli Aztechi. Un lucchetto come compagno di teca: chissà cosa ne penserebbe Montezuma, il dio guerriero, l’ultimo imperatore Atzeco.



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