Visualizzazione post con etichetta sentimenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sentimenti. Mostra tutti i post

sabato 18 giugno 2016

COME FARLA IMPAZZIRE



Alla donna interessa il clima, lo spirito, l’atmosfera, il racconto la simbologia di quello che sta succedendo.

La donna vuole emozioni, vuole sentimenti, vuole cieli stellati, tuffi al cuore, sospiri. La donna vuole sentirsi desiderata, amata, cercata, immaginata, sognata.

Non ha solo bisogno di sesso, ha anche di bisogno di buon sesso. Il piacere che prova quando ha un orgasmo è troppo forte per non andarlo a ricercare se non ne ha da una relazione.

Più tu la fai godere e più lei sarà soddisfatta sessualmente; più lei è soddisfatta sessualmente e più sarà propensa a soddisfare te.
Falla godere come una matta e lei farà praticamente di tutto per soddisfarti sessualmente.

Se finisci a letto con una donna e la fai impazzire, puoi stare sicuro che lei ti vorrà tenere come trombamico vita natural durante.
Per cui, se ti piacciono le trombamicizie, quella di far godere una donna è un’abilità che semplifica molto la vita.

Sapere come far godere le donne e farle urlare dal piacere è uno dei migliori modi di aumentare la tua autostima.

Le posizioni in cui fai sesso contano, e molto anche.
Ci sono posizioni che sono fantastiche, posizioni insipide e posizioni troppo complicate per poter godere del sesso…

Dimentica le posizioni complicate, le migliori sono piuttosto semplici.
Le posizioni insipide sono piuttosto scontate…e non proprio il massimo…prendi per esempio il missionario classico: funziona, ma non è nulla di eccezionale e ci sono almeno 3 sue varianti che invece sono fenomenali.

Tieni a mente che in base a come vi sentite e a come volete fare sesso, ci sono posizioni che si prestano più di altre. Per esempio, il cucchiaio e l’incudine sono perfetti per del sesso romantico, mentre il cagnolino è molto più adatto a del sesso animalesco.

E poi, ovviamente, la scelta delle posizioni dipende moltissimo dalla donna con cui fai sesso: ogni donna ha delle posizioni che predilige rispetto ad altre.
Se vuoi farla davvero godere come una matta, è cruciale che tu capisca quali sono le sue preferenze in fatto di posizioni sessuali.

Ad ogni donna piacciono certe cose piuttosto che altre; capisci di cosa si tratta e puoi farla impazzire in men che non si dica.

Le dita non servono solo per entrare nella vagina di una donna, ma anche con ottimi risultati sul clitoride (e comunque un po’ in tutta la zona genitale).

Il mercato dei sex toys è stimato aggirarsi intorno ai 15.000.000.000$ l’anno…un chiaro indicatore del fatto che vengano graditi dalle persone. E le donne li apprezzano molto.
E sono sempre un modo per spezzare la routine e fare qualcosa di diverso.

Il sesso anale può piacere molto alle donne…ma ovviamente dipende da come lo si fa e da che donna si ha davanti.
Alcune donne strillano davvero tanto quando fanno sesso anale. Altre lo trovano indifferente o perfino sgradevole.



Dirle qualcosa di sconcio con una voce sensuale. Magari all’orecchio. Magari in un luogo pubblico, mentre siete con i vostri amici. O magari, mentre siete in camera da letto e vuoi riscaldare l’ambiente.

Le donne adorano sentirsi dire “frasi sporche”, le fanno eccitare incredibilmente. Quando dici qualcosa di sconcio ad una donna le fai correre l’immaginazione…e probabilmente la farai bagnare anche.

Far godere a distanza una donna è un’arte, ma è un’arte che lei apprezzerà molto e vale la pena imparare.
E in tutto questo metterci passione.

Molto spesso, contrariamente a quello che frequentemente pensano gli uomini, l'insoddisfazione che le donne si confidano tra loro a proposito di sesso e piacere non riguarda le dimensioni del pene o la durata dell'atto sessuale in sé. Riguarda la mancanza di pazienza e attenzioni e dolcezza.
Gran parte delle donne infatti lamentano il fatto che il partner occasionale incontrato e sedotto, durante il rapporto, fosse concentrato solo e soltanto sull'apparato genitale di lei. O peggio, sul suo.
È vero che agli uomini spesso piace andare dritti al sodo senza troppi fronzoli, ma le donne raramente desiderano lo stesso e quindi le cose si complicano.

Non è un'iperbole affermare che, per molte donne, stimolare il loro apparato genitale senza averle prima eccitate con più sensuali e affettuosi preliminari può provocare una sensazione di rigetto o quantomeno fastidio.
Questo perché il clitoride e la vagina, provocano in genere piacere soltanto in seguito a un aumento del flusso sanguigno derivante dall'eccitazione.
Ecco perché le donne tengono molto ai preliminari e sostengono che il sesso, per essere appagante, le debba coinvolgere in maniera profonda, coinvolgendo tutti i 5 sensi. Perché hanno una sessualità più sviluppata e raffinata, che può dare un piacere che gli uomini possono solo sognarsi.

La realtà delle cose è che le donne vanno sedotte con la testa e con l'attenzione, evitando l'irruenza, la prepotenza, la presunzione o atti o gesti che possano metterle in imbarazzo.
Solo l'osservazione il concentrarsi su di lei, su come reagisce, a quali parole, discorsi, gesti, potrà indicare all'uomo la strada giusta per creare quell'atmosfera e quella sintonia con lei che possano portarla a un passo dal piacere più intenso.

Dopodiché, sperimentare, giocare, stuzzicare, toccare, tutto è permesso una volta che si è entrati in confidenza e in sintonia e non è escluso che lei stessa possa suggerirvi o chiedervi di indulgere in pratiche o tecniche sessuali o di petting che più possano eccitarla.



Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

venerdì 1 aprile 2016

MATRIMONIO O CONVIVENZA?



La convivenza anni fa non era proprio contemplata, ci si sposava, anche molto giovani ed era l’unica occasione in cui “si usciva di casa”. All’epoca dei nostri genitori si andava via di casa solo quando ci si sposava ecco perchè proprio la loro generazione non riesce a capire l’esigenza di convivere, vorrebbero vedere i figli sposati anziché semplicemente conviventi. Ora invece il matrimonio è in crisi, abbondano i divorzi e la convivenza sembra essere diventata l’alternativa al grande passo.

Molteplici i fattori. Prima su tutti la crisi economica che morde anche le giovani coppie. Ormai ci si sistema dal punto di vista lavorativo sempre più tardi, la precarietà ci fa sentire precari anche sentimentalmente e non ce la sentiamo di “sistemarci” non avendo sicurezze economiche. Molte coppie rimandano e rimandano il giorno delle nozze proprio perchè non vogliono iniziare la propria vita insieme indebitandosi fino al collo o con difficoltà economiche che preoccupano e soffocano la vita di coppia.
Secondo, oltre alla crisi economica di certo vi è anche la crisi dei valori. Le ragazze di oggi non aspettano di certo il grande amore per accasarsi. E anche gli uomini arrivano sempre più tardi al matrimonio. Il matrimonio sopravvive laddove è vissuto come una tradizione irrinunciabile. Nel caso del nostro paese è il sud che tiene alta la bandiera con il record di coppie sposate rispetto al nord del paese. Questo ovviamente è dovuto sicuramente a fatti culturali.
Sempre più coppie decidono di andare a vivere insieme dopo un periodo di fidanzamento anche per abituarsi a stare insieme in vista di un matrimonio futuro.
Per molti infatti convivere è una specie di test, fin quando si è fidanzati e si condividono le uscite serale, i viaggi e le esperienze varie si può andare più o meno d’accordo, ma quando si vive insieme certe abitudini o modi di fare possono farci vedere il partner sotto un’altra luce e magari farci capire che non è la persona con cui vorremmo passare il resto della nostra esistenza. Oppure può accadere il contrario, che la convivenza sia solo una conferma di ciò che pensavate, ovvero che il partner sia la persona con cui volete passare il resto della vostra vita.

Non è una promessa davanti a un officiante o una firma a cambiare ciò che proviamo uno verso l'altro, bensì il sistema di ruoli che crediamo di dover seguire e che, in molti casi, può diventare il peso di una routine oppressiva.

Prima di prendere una decisione così importante per la coppia bisognerebbe cogliere l'opportunità per una profonda riflessione e rispondere con estrema onestà alla domanda: “Perché entrambi desideriamo fare questa scelta?”. Ci si sposa, così come si può scegliere la convivenza, per tantissime ragioni, più o meno sensate o lecite rispetto l'autenticità di un rapporto d'amore. Sposarsi perché è consuetudine farlo, per la bellezza della festa o di un abito non è fra le motivazioni più nobili, né fra quelle intelligenti: essere credenti è una scelta di vita, non solo a livello matrimoniale. Se non ci si sente tale, è decisamente più saggio affrontare apertamente questo tema con il partner, sarà occasione anche per confrontarsi su una questione importante per il futuro, quale il tipo di educazione da dare ai figli.

In molti casi si congela l'idea del matrimonio a causa delle spese altissime per sposarsi: non è così. Ci si può sposare anche con una cerimonia molto semplice, insieme alle persone care e un aperitivo buffet; del resto sarebbe superficiale e ingiusto rinunciare a una scelta vissuta come importante solo per un motivo meramente legato alla questione economica. Invece, è fondamentale riflettere sul tipo di matrimonio che ognuno, all'interno della coppia, immagina. Questo evento non deve diventare una stressante prova di forza o una cartolina dalla superficie scintillante e falsata con cui dare dimostrazione di sé agli altri, ma un momento di intimità e unione con l'altro.

La convivenza, d'altro canto, non deve diventare una modalità per mettersi alla prova dandosi un alibi per fuggire più velocemente. Trasformare una coppia in un progetto di vita a due non è un'operazione che si possa fare con il codice civile sottobraccio: è necessario guardarsi negli occhi, agire nella massima onestà su ciò che si vuole, essere pronti a condividere e nutrire un'immensa riserva di pazienza, di cui avremo bisogno in entrambe le scelte.




Conoscete davvero il vostro partner? Sapete se ci sono abitudini o difetti che potrebbero mandarvi in bestia? È bene sono queste spesso che cose che fanno fallire una convivenza, vedere il partner da un altro punto di vista, quello della quotidianità. Per l’uomo ad esempio potrebbe essere poco piacevole vedere la compagna non preparata, non truccata, in vestaglia o peggio in versione mostro con la maschera al viso. Per la donna invece potrà essere poco piacevole scoprire che il proprio compagno non sa cucinare neanche un uovo al tegamino o rendersi conto che è disordinatissimo. Insomma sono molte le sorprese che possono attendere una coppia all’inizio della convivenza. Certo è che la convivenza ha molti lati positivi. Il primo: la comodità. Se malauguratamente non dovesse durare non dovrete incorrere in pratiche e scartoffie per divorziare, basta tornare al punto di partenza, tornare a casa dei propri genitori o dove si viveva prima di andare a vivere insieme. Il secondo punto di interesse è la convenienza. Pensateci. Quanto costa organizzare un matrimonio? E quanto prendere una casa in affitto e arredarla? Insomma tra le due sicuramente la vince la seconda. La convivenza conviene molto economicamente. Niente festa in chiesa, niente ristorante, niente bomboniere insomma piena libertà di poter usufruire del vostro denaro per altro come viaggi e arredamento più bello. Quante coppie hanno iniziato male proprio perchè si sono indebitate per organizzare il matrimonio? La risposta è davvero tante, specie in forti periodi di crisi. Uno dei vantaggi di andare a vivere insieme e non spendere tanti soldi per organizzare una mega festa per un solo giorno che resta un ricordo in un album costato una fortuna! Certo a dirla così sembrerebbe che la convivenza sia solo positiva. In realtà come ho accennato prima sono molte le cose che potrebbero andare storte, specie quando non si conoscono tutte le abitudini del partner. Se l’amore è forte allora resiste, altrimenti ci si separa e in questo caso niente divorzi o separazioni legali, semplicemente ognuno si sceglie un altro appartamento in cui vivere.

La vecchia unione coniugale sembra essere in crisi negli ultimi anni. Complice la crisi economica non si combinano più matrimoni, la gente preferisce la convivenza o restare a casa dei genitori fino a 40 anni. Spesso per necessità più che per affezione. Insomma la vecchia istituzione religiosa e civile va sempre male. Ma è davvero meglio convivere? I romantici vi risponderanno di no. Soprattutto le donne che preferiscono lo scambio degli anelli allo scambio delle chiavi di casa. Ed in effetti il fascino del matrimonio è impareggiabile. Se si passano mesi (a volte anni) per organizzare un singolo giorno affinchè sia perfetto qualcosa dovrà pur significare! Molte coppie preferiscono la bellezza del matrimonio, il tradizionale scambio degli anelli all’altare, chi crede che l’amore possa durare per sempre e che dal matrimonio nasce la futura famiglia opterà sempre per questa scelta invece che della convivenza. Inoltre agli occhi degli altri le coppie sposate rispetto a quelle che convivono vengono viste come coppie di serie A. Insomma non è un caso se molti vedono nella convivenza un certo tipo di convenienza. La convenienza del vivere insieme non è solo economica e “burocratica” come ho detto prima, sta anche nel fatto di non prendersi responsabilità, di cercare una via di fuga anche a quello che dovrebbe durare per sempre: l’amore. Proprio perchè talvolta è la parola amore a fare paura e a fare in modo da trovare una scappatoia. Molti pensano che convivere vuol dire non prendersi la responsabilità di una nuova famiglia, e se vogliamo non prendersi neanche la responsabilità di una coppia, che può morire in qualsiasi momento, basta restituirsi a vicenda le chiavi di casa. Rispetto a ciò invece il matrimonio è definito la culla stessa della famiglia, la cellula primordiale di un nuovo nucleo familiare. Un rapporto più solido perchè entrambi si sono assunti una responsabilità, si sono scambiati delle promesse e hanno creduto in qualche cosa. Ecco spiegato il perchè del fatto che le coppie che convivono vengono considerate di serie B rispetto a quelle sposate.
Fin qui solo lati positivi del matrimonio. In realtà i lati negativi dello sposarsi sono altrettanti. Chi ha detto infatti che matrimonio è sinonimo di felicità? Spesso è volentieri diventa una trappola per entrambi. Molte giovani coppie decidono di prendersi la responsabilità di sposarsi ma non riescono poi a mantenere questa promessa, tradiscono oppure trasformano l’unione in un inferno quotidiano da cui è difficile uscire, specie se vi sono figli a carico. Ecco uno dei lati negativi del matrimonio è proprio questo, la difficoltà di mettervi fine se le cose non vanno bene con il proprio partner e soprattutto la difficoltà nel mettersi d’accordo per la custodia dei figli e la tristezza di dover crescere un figlio nei week end.

Nel caso in cui siano presenti dei minori, gode di una maggior tutela dal punto di vista legale la coppia sposata: per esempio una donna che decida di non lavorare per dedicarsi alle esigenze familiari potrà veder riconosciuti più facilmente una serie di diritti legati al mantenimento. È altrettanto vero che, nel caso di una convivenza, il fatto di scegliersi giorno dopo giorno può aiutare entrambi a restare più focalizzati sull'obiettivo di una felicità comune.


Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

martedì 2 febbraio 2016

SESSO SENZA AMORE



Nel tempo ed attraverso le svariate generazioni, il rapporto tra sessualità ed amore, si è modificato, stravolto, scisso, riappacificato... trovando sempre compromessi, accordi e strategie di tipo compensatorio.

Antropologicamente la sessualità, ferormonica, istintiva, scissa dal sentimento era di pertinenza maschile, mentre l’affettività correlata alla sessualità, chiaramente femminile.
Dalla rivoluzione sessuale in poi, con l’avvento del femminismo e della pillola contraccettiva, che scindeva definitivamente la sfera della procreazione dalla sessualità, anche le donne sembravano avere accesso alla sessualità ludica, spesso disgiunta dalla relazione e dall’amore.

Molte donne, abituate per cultura, educazione, imitazione genitoriale a cercare sempre l’armonia tra sesso e sentimenti, nel post-femminismo, sviluppano una nuova voglia di esplorare le scissioni, le parzialità, quindi teorizzano e praticano la promiscuità, l’amore estremo senza sesso, la libertà sessuale ed assoluta.

Ti sei mai chiesta quanto può durare una relazione solo sessuale? Entro quanto tempo, cioè, è meglio fermarsi prima che i sentimenti siano (irrimediabilmente) coinvolti? Ebbene, la risposta umanime dei ricercatori è di quattro mesi. Sempre se dall'altra parte non si è corrisposti. Dopo questo arco di tempo, infatti, il "rischio" innamoramento è molto alto. La causa è da ricercare proprio nell'orgasmo che, secondo uno studio dell'Università di Rutgers nel New Jersey, rilascerebbe l'ormone del coinvolgimento, ovvero l'ossitocina.

Subito dopo il piacere, infatti, i suoi livelli raggiungerebbero il picco, dando la sensazione di sentirsi più empatiche con il partner, e quindi innamorate. Naturalmente, più sono gli orgasmi provati, più aumenta la sensazione di coinvolgimento. Ma la cosa più importante che si è scoperta in questo studio è che l'ormone ossitocina viene prodotto solo dal corpo delle donne. Negli uomini invece entra in gioco un altro ormone, cioè la dopamina, che non genera diretta empatia con il partner, ma solo piacere.

Come dire, donna avvisata mezza salvata... A questo punto, però, nessuno vieta di vivere delle relazioni per il solo gusto sessuale. A patto di seguire alcune regole, pena il ritrovarsi scottate.
La regola delle regole è quella di avere le idee chiare, cioè dire a se stesse che di quell'uomo non si è innamorate, e che si è pronte ad andar via, qualora ci si accorga che i propri sentimenti stanno per trasformarsi in qualcosa di più.

Regola n.1: che sia solo sesso - Accetta profondamente di vivere una relazione senza sentimenti, cioè che non abbia uno scopo duraturo. Se il tuo obiettivo è quello di avere un compagno di vita, è meglio rinunciare in partenza. Incontrarvi solo per far sesso potrebbe accrescere il tuo senso di solitudine. Inoltre, la frustrazione di non trovare l'anima gemella potrebbe rovinare i tuoi futuri incontri con l'altro sesso.

- Regola n.2: disponibilità al nuovo - Le relazioni sessuali fini a se stesse sono fatte per persone curiose e aperte. Se decidi di sperimentarle, apriti a persone molto diverse da te, quelle con cui non formeresti mai una coppia. Le sorprese potrebbero essere molto positive, e non solo per il sesso. Cerca naturalmente di non cacciarti nei guai e di intuire immediatamene ciò che ti ispira poca sicurezza. Nel dubbio, scappa prima di cominciare.

- Regola n.3: keep calm - E sii te stessa! Se ci pensi, una relazione sessuale non ha dei ruoli prestabiliti, come quelli moglie e marito, oppure di fidanzati o ancora genitori. Questo ti permette di essere te stessa, senza troppe paranoie. Non sei obbligata a mostrarti nella tua parte migliore, per conquistarlo, e nemmeno di dimostrare di essere una brava cuoca, amministratrice domestica o educatrice perfetta per sedurlo. Lo scopo è puramente quello di divertirvi.

- Regola n.4: mistero - Anche nelle relazioni sessuali la riservatezza su se stesse gioca la sua parte...in positivo. Il fatto che lui sia il vostro compagno di letto non vi deve indurre a trasformarlo in un confessore. Si sa che spesso si fa sesso per noia o per solitudine, però è meglio vivere queste esperienze a cuor leggero: meglio aspettare per raccontare la tua vita o i tuoi progetti. Altrimenti, sarebbe già un cercare qualcosa di più, no?



Nel tempo, cosa ha portato questa dicotomica scissione tra sesso ed amore?
Si può vivere una vita sessuale appagante, senza sentimento?
L’amore ha una funzione di afrodisiaco, come le spezie su ogni pietanza o è opzionale?
L’amore è una limitazione o un valore aggiunto alla sessualità?

Oggi, nelle coppie tradizionali c'è un problematica di fondo, che tende a minare le unioni e, che speso disorienta i partners nell’abitare a lungo i legami d’amore.
I sentimenti che tengono unita la coppia, cioè la tenerezza, l’accudimento, la generosità, la reciprocità ecc., sono dei sentimenti orizzontali, sentimenti durevoli nel tempo, mentre il desiderio sessuale, il famoso o famigerato fuoco della passione, segue un modello verticale, come se dovesse esserci sempre una condizione di asimmetria per mantenere in vita l’erotismo.

Questo spiega il perché di un crescente aumento della sessualità extra-coppia, una sessualità nutrita dal desiderio, spesso dalla proibizione, dal sacro fuoco della passione, che in apparenza sembra disgiunto dall’ Amore, ma in realtà spesso non lo è.

Oggi, dall’uomo che non deve chiedere mai del pre-femminismo ed alla promiscuità sessuale del post-femminismo, stiamo lentamente passando verso la ricerca di “nuovi e più funzionali equilibri”, tra ruoli stereotipati e sgradevoli scissioni.

In una coppia, che duri una notte, una settimana o una vita intera, sembra che l’Amore, non sia opzionale, ma rappresenti un valore aggiunto al sentire e piacere condiviso.
L’amore, cosi’ come la dimensione della complicità e dell’ alleanza, rappresenta per la coppia un potente afrodisiaco, sembra infatti che non ci sia sessualità appagante senza Amore e che la ginnastica da camera delle scorse generazioni, stia lentamente lasciando il posto ad una nuova forma di intimità, basata sull’attesa e sulla complicità emozionale e fisica.

La pandemia di disfunzioni sessuali, su base psicogena, di questi ultimi decenni, testimoniano che qualcosa non è andato per il verso giusto e, che la sessualità per essere sana ed appagante, andrebbe associata alla dimensione del coinvolgimento e del sentimento.
Coltivare la dimensione ludica della sessualità, nutrire l’immaginario erotico, da adoperare come spezie per la noia coniugale, potenziare l’aspetto della comunicazione all’interno della coppia, equivale a coltivare l’erotismo, al fine di collocare la sessualità nella “stanza dei giochi".

I motivi per una scelta possono essere tanti: le precedenti delusioni e la sfiducia in un rapporto serio a tempo indeterminato; la volontà di sentirsi liberi, di fare altre esperienze nel modo più disinibito possibile. Ma anche i ritmi frenetici della propria carriera - che non lasciano lo spazio sufficiente per coltivare una relazione - o l'attesa di un principe azzurro e/o una donna ideale che si sogna ancora, nonostante tutto.
Cinema e televisione hanno ampiamente sdoganato il tema. Là dove non era arrivata la rivoluzione sessuale, si sono spinte serie tv popolarissime come "Sex and the City" o  "Girls". E il loro successo ha fatto passare una volta per tutte il messaggio che il sesso senza amore per le donne non è più un tabù.



Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

lunedì 21 dicembre 2015

I SENTIMENTI DEL NATALE



Il Natale è magia, è favola ed è anche un pò introspezione; in questo mondo così frenetico, sempre di corsa, fermarsi un attimo a pensare, a riflettere su noi stessi, su chi ci circonda, sull'”altro”.

Il Natale sopravvive tra i poveri perché tra i ricchi non ha senso. Lo sente ancora la gente che vive in periferia e quella che vive nei paesi di montagna, lontana dai media, dal mondo convulso della pubblicità. Non lo sentono quelli delle boutique, degli spettacoli cinematografici, delle sfilate di moda e di tutti questi tipi d’attività: per loro il Natale non c’è perché non hanno lo spirito del Natale che è di gioia e di confronto con il mondo. La tradizione dice che Cristo è nato in una stalla, ma oggi, nel mondo occidentale, siamo molto lontani da questo spirito d’assoluta povertà.

La metà del ventesimo secolo è stata segnata dal riciclaggio di San Nicola, l’ometto vestito con i colori della Coca Cola. Di spirituale non c'è nulla all’orizzonte. Solo preoccupazione per i consumi, e solite storie sul fatto delle spese in confronto all’anno scorso in acquisto di derrate alimentari di lusso.

Il Natale non ha perso il suo significato tradizionale di ricostituzione dell’unità familiare, dei rapporti solidali fra le persone, e non va disprezzata né sottovalutata questa dimensione, che non è più profondamente religiosa, ma conserva una densità umana utile a riannodare, sia pure transitoriamente, i rapporti.

Nei confronti dello spirito del Natale è continuamente in agguato una sorta d’attacco sviluppato sulla base di un equivoco: l’attacco è organizzato dal consumismo, da tutta la retorica e l’enfasi di stelline, luci al neon, regali, pastorellerie, zampogne, neve e quant’altro. Si è convinti che il Natale, sostanzialmente, sia una festa per i bambini: una festa per la nostra infanzia, del ricordo per noi adulti di un passato simile un po’ a delle foglie morte su una palude, che però sempre riguardiamo con una certa tenerezza.

La lettura dei testi che sono alla base del Natale, i 120 versetti dei primi due capitoli di Matteo e di Luca, sono altamente qualificati dal punto di vista teologico, hanno una forte carica spirituale ed esistenziale. Al punto tale che la figura del Bambino che entra in scena, è una figura tutt’altro che zuccherosa, delicata, sentimentale o misticheggiante. Appena nato, il bambino diventa un profugo costretto a fuggire in Egitto per evitare l’alito caldo della polizia d’Erode. L’arroganza e la prevaricazione del potere entrano subito in scena. Questi testi dovrebbero scuotere le coscienze, inquietare la nostra superficialità e banalità; perciò credo che il compito della religione cristiana dovrebbe essere quello di riportare la festa del Natale, senza disprezzare il sentimento, ai testi fondanti, e quindi alla vera matrice.



Guardando il panorama del mondo, la globalizzazione, tanto celebrata e osteggiata al tempo stesso, lascia dietro di se infinite vergogne, infinite infamie. Non ci aspettano giorni radiosi e bisognerà ancora faticare per cambiare il mondo. Mai come in questi ultimi tempi sento che l’umanità ascolta con intensità la parola che ci riporta alle domande fondamentali, quelle che chiamerei le verità ultime, cioè il bene e il male, la vita e la morte, la giustizia e la violenza, la guerra e la pace, l’amore e l’odio. Questa umanità così distratta, superficiale, banale, becera in qualche caso, violenta o quasi criminale, che sembra abbia solo il desiderio di seminare terrore, ha sempre dentro di se una speranza. L’uomo, pur ridotto a materiale di consumo e ai modi di vita imposti da quel mezzo egemone della comunicazione che è la televisione, è pur sempre colui che supera infinitamente se stesso, che tende per sua natura verso la grandezza.

Il rimpianto per l'infanzia perduta, l'ansia per gli incontri indesiderati, l'obbligo di mostrarsi felici: non sempre il Natale è davvero la festa dei buoni sentimenti. Un'indagine rivela che il disagio di Natale non è legato all'eccesso di cibo o allo stress da regali, ma ha a che fare soprattutto con aspettative tradite e promesse mancate.

La festa più attesa dell’anno non suscita solo buoni sentimenti. Il disagio è palpabile, si percepisce per le strade affollate, nelle corsie del supermercato dove si scontrano carrelli colmi di cibo, nelle tavolate familiari dove una patina di buona educazione non basta a mantenere sereni gli animi. E soprattutto si coglie il giorno dopo, quando ci risvegliamo con gli avanzi da finire e le carte regalo da buttare via. Dicendoci che, anche per quest’anno, Natale è passato. Lasciandosi dietro una sensazione di rimpianto per ciò che non si è avuto.

Perché Natale, o ancora meglio il periodo natalizio, che oggi si «spalma» per esigenze commerciali su diverse settimane, è soprattutto un periodo di attesa. Ma attesa di che cosa?

"La festa del bambino Gesù dovrebbe essere il modo per celebrare il bambino che c’è in ognuno di noi", osserva Renato Rizzi, medico e psicologo. Ma intorno alla festa si agitano altre emozioni: l’ansia per gli incontri indesiderati, il rimpianto per chi non c’è, il dovere di mostrarsi felici e anche quello di fare un bilancio dei mesi trascorsi e disegnare un catalogo di buoni propositi. E su tutto, inevitabile, lo stress.




Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

Elenco blog AMICI