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venerdì 20 maggio 2016

IL DIAVOLO FA LE PENTOLE......


Detto popolarissimo "il diavolo fa le pentole ma non i coperchi", e conosciuto anche in altre varianti: il diavolo fa la pentola ma non il coperchio; e, come testimonia il Tommaseo nel suo ottocentesco dizionario, il diavolo aiuta a far le pentole e non i coperchi. Il significato: è più facile fare del male che evitarne le ricadute negative. Il diavolo è presentissimo nella tradizione proverbiale come personificazione del male e degli istinti maligni che albergano negli esseri umani. I proverbi sono depositari di prudenza popolare e di buon senso o senso comune non di rado venati di moralismo. Per questo il diavolo vi figura spesso come cattivo o imperfetto consigliere.

Questo  antichissimo proverbio di saggezza popolare dalla valenza un po’ criptica in poche parole significa che le astuzie e le malvagità possono fornire il recipiente per contenere le azioni giudicate riprovevoli, ma non il coperchio per tenerle nascoste ovvero… tutto viene a galla!

Sappiamo tutti come le pentole e i coperchi siano complementari e come la sinergia dei due componenti porti ad un prodotto migliore. Dire che il Diavolo produca pentole e non i coperchi lascia intravedere che le sue azioni non sono complete e drasticamente imperfette.

Il Diavolo (l’azione, l’intenzione) fa le pentole (suggerisce le occasioni, prepara le situazioni, elabora i piani) ma non i coperchi, indica una metafora della capacità della coscienza etica di analizzare e trasformare le azioni e le pulsioni in riflessioni.

La morale è questa: è più facile fare del male che evitarne le ricadute negative. Nella tradizione proverbiale il Diavolo è presentissimo come personificazione del male e degli istinti malvagi che albergano negli esseri umani.


"Il Diavolo fa le pentole e le donne ci mettono i coperchi", non ha un significato dispregiativo come comunemente si è indotti a pensare dal sarcasmo ironico di chi lo rammenta.

Il diavolo (l'azione, l'intenzione e la volontà della femmina che è in noi) fa le pentole (suggerisce le occasioni, prepara le situazioni, elabora i piani), ma non i coperchi, metafora della capacità della coscienza morale (la donna) di contenere, analizzare e trasformare le pulsioni, le passioni e l'amore egocentrico che "bollono" all'interno del "vas hermeticum" in sentimenti amorosi, riflessioni morali e slanci di generosità.

L'impulso di obbedire alle tentazioni peccaminose generate dall'anima razionalizzatrice è femmina, ma la Felicità, che deriva dalle scelte morali (i coperchi) è Donna.

I coperchi sono stati sollevati con il femminismo e sono andati dispersi, perduti per sempre (per fortuna), perchè erano i coperchi della repressione e non del contenimento virtuoso.




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venerdì 25 marzo 2016

SESSO E RELIGIONI



Nei riguardi del sesso si è rimasti in una posizione ibrida e paralizzante: il pregiudizio moralistico nei riguardi della sessualità, anzi una specie di “odio teologico” per essa, la stretta relazione fra sessualità e peccato è una caratteristica mai perduta nella religione venuta a predominare in Occidente, la quale la mette in contrasto con le altre religioni creazionistiche. 

Spesso la funzione procreatrice fu da esse glorificata come un riflesso nell’uomo del potere creatore divino. Cosa che per ogni cristiano apparirebbe blasfema, l’Islam contempla invocazioni divine durante l’atto sessuale, l’antico Iran giunse a promettere grazie divine a che desse il massimo ardore nell’amplesso, note formule indù nell’unione dei sessi fanno intervenire simboli cosmici e sacri, e via dicendo. E ciò, a tacere di correnti, come il dionisismo, che all’estasi del sesso riconobbero possibilità mistiche. Si sa che lo stesso Platone mise il trasporto eros vicino a specie varie di entusiasmo divino, profetico e iniziatico.

Se dicessimo che di tutto ciò nel cristianesimo non si trova traccia, udremmo solo ribattere che esso conosce il matrimonio come sacramento.Il matrimonio come sacramento è cosa tardiva, nella tradizione cattolica. Prese questa forma solo verso il XIII secolo e fu obbligatorio come tale solo col Concilio di Trento. Ma, in più, il matrimonio è concepito dal cristianesimo come un pis aller, come un ripiego dovuto alla fragilità umana, perché come dice San Paolo, “è meglio prender moglie che ardere”. Se no, è la castità, l’astinenza, che è l’ideale: non il “Sacro connubio” ma il “casto connubio”. Che non si sa più che connubio sarebbe.

Ciò si conferma nell’idea, che l’unico fine del matrimonio sarebbe la procreazione, ossia quel di più naturalistico e di biologico presenta la sessualità: indulgere a questa per altro scopo, perfino fra coniugi, sarebbe peccato. Si vede perciò che il carattere di sacramento conferito al matrimonio non porta a nessun mutamento di piano, non dà dimensioni diverse, spirituali, all’esperienza sessuale presa in se stessa, la lascia tale e quale come una mera necessità della natura e ha alla fine, una portata sociale: sancisce il regime di una società trovatasi ad essere monogamica, cercando di rafforzarlo attraverso il principio della indissolubilità del matrimonio.

La consegna di tutto ciò è stato, nel mondo cristiano, un inselvatichimento per repressione di tutto quanto è proprio al sesso, con molta ipocrisia, finchè lo sbarramento è saltato. Così oggi si assiste ad una specie di scatenamento di tutto ciò che si lega a sesso e a donna, nel senso più primitivistico, pandemico e pericoloso. Per questo, delle revisioni dei rapporti fra spiritualità e sesso si impongono.

Il partner che prevale sull'altro, imponendogli una sessualità egocentrica, che non rispetta la sua dignità e non è un'espressione d'amore. Il coniuge non è uno strumento per sfogare la propria libidine, ma è una persona con la quale si condivide il sentiero della vita. 

Il letto coniugale deve esprimere anche la pulizia da pensieri di peccato. Se, per esempio, un marito desidera avere un rapporto sessuale con sua moglie solo perché è stato eccitato dalla visione di un film erotico, la sua motivazione non è onesta, perché sfrutta la moglie per soddisfare un suo personale bisogno nato da una fonte diversa. In quel caso, il rapporto sessuale non esprime più la comunione fisica, affettiva ed emotiva tra marito e moglie, ma – sotto sotto – è un adulterio mentale.

Una ricerca mette sotto la lente 3 principali comportamenti sessuali: il sesso fuori dal matrimonio, quello che definiremmo dei “single”; quello extraconiugale, cioè di chi ha rapporti sessuali con terzi pur essendo coniugato; e i rapporti prematrimoniali, quelli che riguardano principalmente i giovani  e giovani adulti.
La prima osservazione  dello studio è che la maggior parte delle grandi religioni scoraggiano il sesso fuori dal matrimonio ma alcune religioni appaiono più efficaci di altre a limitare questo comportamento.

I musulmani, per esempio, emergono come  i più conservatori in  fatto di comportamento sessuali. Insieme agli indù hanno  il 45% delle probabilità in meno  di cristiani ed ebrei di praticare sesso prima del matrimoni ed hanno anche meno probabilità di  avere rapporti extraconiugali di tutte le altre religioni tranne i buddisti.
Diversamente dai fedeli dell’Islam, i buddisti non hanno regole rigide su specifici comportamenti sessuali anche se osservazione di 4 precetti etici del Buddismo precluderebbe il sesso fuori del matrimonio.
La ricerca mette in evidenza che i buddisti sono più propensi  dei musulmani ai rapporti  sessuali fuori dal matrimonio, ma sono simili a questi ultimi per l’ostilità al sesso extraconiugale e prematrimoniale.
Infine, i cristiani e gli ebrei emergono dallo studio come più tolleranti e aperti ai rapporto sessuali pre e fuori matrimonio e extraconiugali.
I ricercatori  concludono che  la cultura religiosa islamica nazionale influisce sui comportamenti sessuali prematrimoniali  i quali non sono riconducibili  a credenze individuali dei musulmani,  e ciò spiega chiaramente il potere che la cultura può avere nel plasmare i comportamenti degli individui.



Un’analisi molto puntuale ed approfondita del comportamento sessuale in relazione alla religione cattolica è stato compiuto da un’altra ricerca “La sessualità degli italiani” condotta da Giampiero Della Zuanna, docente all’Università di Padova, dalla quale emerge  chiaramente che l’intensità della fede religiosa  influisce fortemente sulla  libertà dei comportamenti sessuali. Dalla ricerca per esempio emerge che  le percentuali più alte di coloro che propendono per una relazione stabile ed esclusiva (97%) è tra  i credenti attivi e che questa cala al 77% per  gli atei.
L’affermazione che per le donne conta più il sentimento che il sesso è condivisa dal 64% delle donne credenti attive ma solo dal 54% dagli atei; che sia meglio sposare una donna vergine, lo pensano il 24% dei credenti e solo il 6% degli atei. Che sia possibile fare sesso senza essere sposati lo pensa il 64% dei credenti attivi ed il 95% degli atei; infine che sia ammissibile la masturbazione quando non si ha un partner lo ammettono il 50% dei credenti attivi  e l’87% degli atei.
In sintesi: più le religioni sono tradizionaliste e dense di divieti e meno accettano la libertà nei comportamenti sessuali; ed i comportamenti sessuali sono tanto più liberi quanto più ci si allontana dalle religioni per diventare massime in chi è ateo.

Per i cattolici:
Il sesso consentito nel matrimonio: penetrare solo per procreare.
Quando il marito penetra nella vagina della sua donna e vi abbia versato dentro il seme, il matrimonio si reputa consumato.

L'amore tra fidanzati: non fare sesso prima del matrimonio. 
Il giovane che fa sedere una ragazza sulle sue ginocchia e la trattiene, o abbracciandola la preme su se stesso ordinariamente, commette peccato mortale e la donna non va immune dallo stesso peccato se volontariamente a tutto ciò acconsente.
È peccato mortale dilettarsi deliberatamente in emozioni carnali, ancorché eccitate casualmente.

Vi è una specie di sodomia, che può accadere anche fra persone di sesso diverso, quando la relazione carnale avviene all'infuori dell'accoppiamento delle parti genitali; per esempio, quando si mettono in  opera le natiche, la bocca, le mammelle, le cosce, ecc. Benché questo genere d'infamia non sia punito egualmente come la sodomia propriamente detta, è certo ch'esso è sempre una grande ignominia contro natura.

Nel caso dell'uomo passivo e della donna attiva, l'invertimento della natura sarebbe ancor più grave.
Peccano mortalmente i coniugi… se si accoppiano carnalmente usando di una parte del loro corpo che non è quella voluta dalla natura, per esempio, se la moglie prende in bocca il membro virile del marito, ecc.
È severamente da biasimare, specialmente il marito, se per sentire maggiore piacere s'introduce nella vagina della moglie facendosi volgere da lei il didietro come usano le bestie, oppure mettendosi sotto di lei, giacché queste strane posizioni corporali sono spesso segni di passionalità moralmente cattiva in coloro che non si accontentano delle posizioni naturali.

Anche a letto deve comandare l'uomo.
La donna non può prendere l'iniziativa.

Il palparsi fra coniugi è peccato mortale quando ne risulti un prossimo pericolo di eiaculazione, perché la polluzione non è lecita né ai coniugati né ai liberi, e non si può ammettere scusa alcuna ad esporsi volontariamente al pericolo di essa.

Il concubinato è il rapporto fra un uomo libero e una donna libera, i quali convivono come se fossero in matrimonio, o sotto lo stesso tetto, o in separate abitazioni. È certo che il concubinato, inteso così, è un peccato molto più grave della semplice fornicazione, perché c'è l'abituale disposizione dello spirito a peccare.

La fornicazione con persona eretica o infedele, è peccato ancor più grave, in quantoché ridonda in obbrobrio alla vera religione.

Anche i fornicatori, gli adulteri, ecc. non possono opporsi alla generazione, lasciando volontariamente cadere il seme fuori della vagina della donna, perché questa è sempre una cosa contro natura.

I baci in parti inconsuete del corpo, per esempio, sul petto, sulle mammelle o, come usano i colombi, introducendo la lingua nella altrui bocca, stimansi fatti con intendimenti libidinosi, o almeno inducono nel grave pericolo della libidine, e perciò non vanno esenti  da peccato mortale.

È certo che i baci, anche se onesti, che inducono nel prossimo pericolo di eiaculazione o di veementi commozioni di libidine, sono da reputarsi peccati mortali.

Se qualcuno, per ragioni di sua particolare debolezza, è solito provare eiaculazione guardando eroticamente una donna in qualche parte sensuale del corpo, o toccandole una mano, premendole le dita, conversando con lei, abbracciandola onestamente, ma senza una ragione, assistendo a balli, ecc. deve astenersi da tutti codesti atti sotto pena di peccato mortale.



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martedì 3 novembre 2009

Consigli per chi lavora in team


. Consigli per chi lavora in team
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Lezione n °1

Un uomo va sotto la doccia subito dopo la moglie e nello stesso istante suonano al campanello di casa.La donna avvolge un asciugamano attorno al corpo, scende le scale e correndo va ad aprire la porta:è Giovanni, il vicino. Prima che lei possa dire qualcosa lui le dice: ti do 800 Euro adesso in contanti se fai cadere l'asciugamano!Riflette e in un attimo l'asciugamano cade per terra...Lui la guarda a fondo e le da la somma pattuita.Lei, un po' sconvolta, ma felice per la piccola fortuna guadagnata in un attimo risale in bagno.Il marito, ancora sotto la doccia le chiede chi fosse alla porta.Lei risponde: era Giovanni.Il marito: perfetto, ti ha restituito gli 800 euro che gli avevo prestato?

Morale n°1: Se lavorate in team, condividete sempre le informazioni!
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Lezione n° 2

Al volante della sua macchina, un attempato sacerdote sta riaccompagnando una giovane monaca al convento.Il sacerdote non riesce a togliere lo sguardo dalle sue gambe accavallate.All'improvviso poggia la mano sulla coscia sinistra della monaca.Lei lo guarda e gli dice: Padre, si ricorda il salmo 129?Il prete ritira subito la mano e si perde in mille scuse.Poco dopo, approfittando di un cambio di marcia, lascia che la sua mano sfiori la coscia della religiosa che imperterrita ripete: Padre, si ricorda il salmo 129?Mortificato, ritira la mano, balbettando una scusa.Arrivati al convento, la monaca scende senza dire una parola. Il prete, preso dal rimorso dell'insano gesto si precipita sulla Bibbia alla ricerca del salmo 129.'Salmo 129: andate avanti, sempre più in alto, troverete la gloria...'

Morale n° 2: Al lavoro, siate sempre ben informati!
. Lezione n° 3

Un rappresentante, un impiegato e un direttore del personale escono dall'ufficio a mezzogiorno e vanno verso un ristorantino quando sopra una panca trovano una vecchia lampada ad olio.La strofinano e ovviamente appare il genio della lampada.Generalmente esaudisco tre desideri, ma poichè siete tre, ne avrete uno ciascuno.L'impiegato spinge gli altri e grida: ' tocca a me, a me.... Voglio stare su una spiaggia incontaminata delle Bahamas, sempre in vacanza, senza nessun pensiero che potrebbe disturbare la mia quiete'.Detto questo svanisce.Il rappresentante grida: ' a me, a me, tocca a me !!!!Voglio gustarmi una pinacolada su una spiaggia di Tahiti con la donna dei miei sogni!' E svanisce.Tocca a te, dice il genio, guardando il Direttore del personale.'Voglio che dopo pranzo quei due tornino al lavoro!'

Morale n°3: Lasciate sempre che sia il capo a parlare per primo!


Lezione n° 4

In classe la maestra si rivolge a Gianni e gli chiede: 'Ci sono cinque uccelli appollaiati su un ramo. Se spari a uno degli uccelli, quanti ne rimangono?' Gianni risponde: 'Nessuno, perchè con il rumore dello sparo voleranno via tutti'.La maestra: 'Beh, la risposta giusta era quattro, ma mi piace come ragioni'.Allora Gianni dice 'Posso farle io una domanda adesso? La maestra 'Va bene.Ci sono tre donne sedute su una panchina che mangiano il gelato. Una lo lecca delicatamente ai lati, la seconda lo ingoia tutto fino al cono, mentre la terza dà piccoli morsi in cima al gelato.Quale delle tre è sposata?'L'insegnante arrossisce e risponde: 'Suppongo la seconda... quella che ingoia il gelato fino al cono'Gianni: 'Beh, la risposta corretta era quella che porta la fede, ma... mi piace come ragiona'!!!

Morale n°4: Lasciate che prevalga sempre la ragione.
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venerdì 9 ottobre 2009

In una classe dove si insegnano Morale ,,,

. In una classe dove si insegnano Morale e Buone Maniere l'insegnante interroga un allievo- "Paolo, se stai facendo la corte ad una giovane fanciulla di buona famiglia, molto ben educata, durante una cenetta intima hai bisogno di andare in bagno, cosa diresti?" - "Aspettami un secondo, vado a pisciare" - "Questo sarebbe molto grossolano e maleducato da parte tua!
 Simone tu che diresti?" - "Scusa, ma devo andare alla toilette, torno subito" - "Questo va già meglio ma è comunque sgradevole menzionare la toilette durante il pasto.
 E tu Francesco, saresti capace di usare la tua intelligenza per dimostrare le tue buone maniere?" - "Io direi: mia cara, mi scuso di dover sottrarre la mia presenza per un momento alla vostra compagnia... consentitemi di assentarmi qualche minuto per tendere la mano ad un amico intimo che spero di potervi presentare subito dopo cena!"
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giovedì 8 ottobre 2009

una ragazza decide di uscire in barca,,,

. Anche se non pratica del lago, una ragazza decide di uscire in barca.Accende il motore e si spinge ad una piccola distanza: spegne, butta l'ancora, e si mette a leggere un libro.
 Arriva una Guardia Forestale in barca.Si avvicina e le dice:"Buongiorno, signora. Cosa sta facendo?""Sto leggendo un libro" risponde lei (pensando "non è ovvio?")."Lei si trova in una zona di Pesca Vietata," le dice."Mi dispiace, agente, ma non sto pescando. Sto leggendo"."Sì, ma ha tutta l"attrezzatura.
 Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento. Devo portarla con me e fare rapporto".
"Se lo fa, agente, dovrò denunciarla per molestia sessuale" dice la donna."Ma se non l’ho nemmeno toccata !?" dice la Guardia."Questo è vero, ma possiede tutta l"attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento."
"Le auguro buona giornata, signora" e la guardia se ne va.

MORALE: Mai discutere con una donna che legge. E’ probabile che sappia anche pensare...
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domenica 4 ottobre 2009

Un prete che sta viaggiando con la vettura parrocchiale



Un prete che sta viaggiando con la vettura parrocchiale incontra lungo la strada una bellissima e giovane suora.
Si ferma e le dice: "Cara sorella, salite sulla mia macchina che sono ben lieto di darle un passaggio fino al convento".La suora sale e si siede a fianco del prete incrociando le gambe, la tunica si apre leggermente facendo intravedere una parte delle gambe.

Il prete non riesce a distogliere gli occhi da tale visione, quindi colto da passione comincia ad accarezzare le gambe della giovane suora. La suora gli dice "Padre, ricordatevi del versetto 129".Il prete si scusa e continua a guidare.

Passa un po' di tempo e la visione di queste cosce semi-scoperte annebbia la volontà del prete che ricomincia a toccare le gambe dell'avvenente suora.
 La suora gli dice: "Padre, ricordatevi del versetto 129".Il prete toglie la mano e risponde: "Perdonatemi sorella, ma la carne é debole".

Nel frattempo il tragitto fino al convento é terminato, la suora scende dall'auto e saluta il prete ringraziandolo.
Una volta rientrato nella sua parrocchia il prete decide di visionare il famoso versetto 129 a cui la suora faceva riferimento e scopre che dice: "Continuate a cercare più in alto e troverete la Gloria".

Morale femminile: Se non volete restare tutta la vita insoddisfatte parlate chiaro!

Morale maschile: Mettetevi in testa una volta per tutte che le donne non ve lo diranno mai direttamente!
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mercoledì 23 settembre 2009

Il cavallo ed il maiale

. Un cavallo, a cui il padrone era molto affezionato, si ammala e non riesce ad alzarsi.
Viene visitato dal veterinario, il quale ordina delle medicine facendogli capire che se non si rialza deve essere abbattuto.
Il padrone, disperato, da le medicine alla bestia ma questa resta sempre sdraiata. A fianco c`è un maiale che sollecita il cavallo ad alzarsi dicendogli che se non lo fà sarà ucciso.
Tutta la notte il maiale sprona il cavallo ad alzarsi. L`indomani il veterinario va a trovare il cavallo e col contadino decidono di abbattero. Il maiale sprona ancona una volta la bestia che tutto ad un tratto, seppur traballando, si rialza.
La gioia del contadino è immensa: abbraccia il cavallo, lo bacia, lo a ccarezza e dice:
`Voglio festeggiare, ammazziamo il maiale.`

MORALE: Qualche volta è meglio farsi gli affari propri.

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