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giovedì 7 luglio 2016

ELIMINARE PERSONE FASTIDIOSE SU FACEBOOK



Tutti abbiamo amici che pubblicano ogni giorno valanghe di stupidaggini, frasi ad effetto e massime tanto scontate quanto banali e insopportabili, amici che pubblicano foto di cani e gatti di continuo, amici che parlano di politica in modo ottuso e irritante o che intervengono sempre per contestare quello che noi scriviamo.
La tentazione di levare questi amici dalla lista amici su Facebook è fortissima, ma levare l'amicizia sembra oggi un vero e proprio sgarbo, una dichiarazione simbolicamente forte e personale, peggiore di qualsiasi vaffa.
Per evitare di entrare in contatto con questi amici fastidiosi, meglio quindi non eliminarli e trovare metodi alternativi per nascondere loro quello che scriviamo e non vedere nulla pubblicato da loro sul nostro Facebook.

Se si nota un post particolarmente fastidioso o noioso o che non si vuole leggere, lo si può nascondere usando la freccia verso l'alto alla destra del posto.
È anche possibile segnalare il post come inappropriato o contrassegnarlo come spam, se necessario.
Facebook a quel punto fa comparire una serie di opzioni dove si può scegliere di nascondere tutti i prossimi interventi di quella persona, di non seguire più la persona che ha condiviso l'aggiornamento (che non significa togliere l'amicizia) e di bloccare questa persona che è la mossa più estrema ed equivale anche a toglierla tra gli amici.

Facebook permette di personalizzare la homepage impostando quali notizie far comparire più spesso e da quali persone.
Il sistema è regolato da un misterioso algoritmo automatico, ma può essere adattato alle nostre esigenze.
Per non vedere più gli aggiornamenti di una persona specifica, basta quindi non seguirla più, anche se rimane amica.
Un qualcosa di simile si può ottenere spostando gli amici nella lista dei conoscenti, per non vederli nella home.
Per farlo basta solo tenere il mouse fermo sul nome di un amico e poi scegliere l'opzione dei "conoscenti".




La lista con restrizioni di Facebook può essere gestita cliccando sul link altro che compare accanto alla voce "Amici" sul lato sinistro della homepage.
Tutti i nomi aggiunti alla lista "con restrizioni" vedranno solo i post pubblici, ma non quelli visibili solo agli amici.
Le due liste con Restrizioni e "conoscenti" sono state create proprio per evitare di togliere l'amicizia a qualcuno.
I Conoscenti vedono quello che è condiviso con tutti gli amici, ma si vedono poco nella home.

Organizzare le liste di amici in Facebook dividendo i contatti in amici stretti, colleghi di lavoro, compagni di scuola ecc.
In questo modo si potrà sempre scegliere con chi condividere un aggiornamento o una foto, nascondendola agli altri, senza bisogno di togliere qualcuno dagli amici.

Prima di pubblicare qualcosa che non si vuol far vedere ad alcuni amici, scegliere un'impostazione personalizzata di visibilità usando il menu a tendina accanto al tasto pubblica.
Si può scegliere di condividere con tutti gli amici oppure solo con una lista creata ad hoc oppure agli amici tranne conoscenti.

Alla fine Facebook offre tante opzioni per staccarsi da un amico senza per forza togliergli l'amicizia e creare un caso diplomatico.

Per eliminare tutte quelle fastidiose richieste ai giochini tipo Farmville & co. ; apri  l'App Center e seleziona la voce Richieste che troverai in fondo a sinistra, nella pagina che si apre cerca uno degli inviti che ti danno fastidio  e clicca quindi sulla X  che si trova accanto all'invito della persona che vuoi ignorare, a questo punto seleziona la voce Vuoi ignorare tutte le richieste di......

Possiamo anche ignorare una persona su Facebook estromettendola dalla chat e non è nemmeno complicato: apparirai offline alle persone che non vuoi ti vedano quando in realtà per gli altri sarai online; Clicca sull'icona dell'ingranaggio che si trova in basso a destra e seleziona Impostazioni avanzate; nel riquadro che si apre metti una spunta alla voce Attiva la chat per tutti gli amici tranne... a questo punto non ti resta che digitare il nome delle persone  che non vuoi ti vedano e cliccare su Salva.


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mercoledì 10 febbraio 2016

USCIRE DALL'ALCOLISMO



Un milione e mezzo di italiani che, secondo un’indagine dell’Eurispes abusa ogni giorno dell’alcol. In realtà, il numero s’innalza di molto se si considerano anche quanti si ubriacano «solo» più volte nello stesso mese: in tal caso si arriverebbe agli oltre tre milioni e mezzo di persone. Gente qualunque, con una famiglia, un lavoro spesso stressante e che si rifugia nella bottiglia per trovare la forza di superare i problemi di ogni giorno.
Fino a qualche decennio fa l’alcolista era soprattutto maschio e anziano. Oggi è esploso l’alcolismo giovanile e anche tra le donne è in aumento. Le donne cominciano a bere nel silenzio delle loro case, soprattutto per combattere la solitudine. I giovani, invece, iniziano a bere in compagnia, spesso già negli anni dell’adolescenza. Così hanno l’illusione che l’alcol li aiuti a superare la timidezza, li faccia diventare euforici e si convincono che possa semplificare loro la vita.
L’aumento dell’alcolismo giovanile è contraddetto da altri dati diffusi dall’Osservatorio permanente sui giovani, un organismo supportato anche dall’Assobirra, l’associazione nazionale dei produttori di birra, secondo i quali vi sarebbe una diminuzione dell’abuso di bevande alcoliche tra i giovani. Di altro avviso l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che in un dossier diffuso a Stoccolma lo scorso febbraio denuncia che l’alcol è la principale causa di morte tra i ragazzi (maschi) europei. Sono infatti 55mila i giovani tra i 15 e i 29 anni che ogni anno muoiono per incidenti automobilistici, avvelenamento, suicidi o omicidi, legati all’abuso di sostanze alcoliche.

L’alcolismo lascia segni irreparabili nell’organismo e nella psiche. Però, nel 70 o 80 per cento dei casi, dall’alcolismo, non associato ad altre dipendenze, si può uscire: importante è chiedere aiuto non appena ci si rende conto del problema.
Gli esperti, i medici e gli operatori che lavorano con gli alcolisti concordano nell’affermare che il modo più efficace per uscirne è la terapia di gruppo e, se il gruppo da solo all’inizio non basta, il ricovero in una comunità.
La guarigione non è mai veloce. L’alcol non è solo un problema di assunzione, ma di stile di vita. Devono arrivare a comprendere che il concetto di salute non riguarda solo il fisico, ma anche il sistema di relazioni, la psiche, lo spirito. E che il benessere globale della persona è una conquista che si fa giorno per giorno. In ogni istante noi facciamo delle scelte che possono dare salute o mancanza di salute e i cui effetti si vedranno anche a distanza di tempo.

L’alcol è un problema sociale che va affrontato come tale, in sintonia con la famiglia e i servizi pubblici del territorio. All’origine del bere c’è un disagio: se non lo si cancella, la persona prima o poi ricomincerà a ubriacarsi. Per questo è importante modificare l’ambiente in cui l’alcolista vive: maggiore è il numero di persone attorno a lui che stanno bene, maggiore sarà il suo livello di benessere, minore il bisogno di bere.

Gli alcolisti tendono a nascondere a se stessi e agli altri il loro problema, almeno per il primo periodo. Ci sono però dei segnali dai quali i familiari possono intuire l’esistenza di un problema legato all’abuso di alcol.

I parenti e gli amici  sono sempre le prime persone che si accorgono che il loro familiare o amico ha sviluppato una dipendenza da alcol. E sono i primi che cercano di convincerlo a cambiare quel rapporto con l’alcol diventato ormai problematico. Ma la persona con dipendenza da alcol difficilmente all’inizio riesce a vedere il suo problema con la stessa chiarezza con cui lo vedono i familiari.

Per descrivere questa situazione si parla spesso dell’ elefante invisibile ovvero di un grosso problema il cui diretto interessato, in questo caso la persona che ha problemi con l’alcol, non riesce assolutamente a vedere ma che piano piano diventa visibile ai familiari e agli amici e diventa visibile in tutta la sua grandezza.

Ecco perché il ruolo del familiare o amico diventa fondamentale nel percorso di cura di una persona con problemi legati al consumo di alcol perché è proprio il familiare/amico che identifica in primis il problema e che aiuta la persona con problemi legati al consumo di alcol a “vedere l’elefante” e ad iniziare un trattamento.



L’Osservatorio Digitale Media For Health (Analisi web delle fonti e dei forum che trattano problemi di abuso di alcol, realizzato per Lundbeck, 2012) ha mostrato come il percorso del familiare/amico di una persona con alcoldipendenza è un percorso fatto di tappe molto sofferte che possono essere rappresentate dalla figura sottostante.

Il familiare, sembra accorgersi o rilevare una situazione anomala nella relazione dopo molti anni o comunque non intercetta immediatamente il problema del proprio caro con l’alcol. Spesso perché il comportamento deviante viene messo in essere non continuamente ma in maniera altalenante, concentrando il bere magari nei fine settimana.  Inizialmente il familiare considera le tanto agognate bevute tra amici come delle simpatiche ed inevitabili bisbocce, sottovalutandone il significato e la portata, poi con il tempo riesce ad inquadrare correttamente la situazione valutandola da un’altra prospettiva.

La mancata intercettazione del problema  dipende soprattutto dalla non consapevolezza della misura accettabile del bere, perché molto spesso il familiare ha  tollerato per tanto tempo che il proprio caro bevesse una bottiglia di vino intera  dopo una giornata stressante di lavoro, o si concedesse di alzare il gomito con gli amici, ritenendo normale “quell’aver diritto ad un po’ di rilassamento” dopo una giornata stressante e faticosa.

Il problema, viene percepito dal familiare quando avverte la privazione affettiva-relazionale a cui lo confina il partner alcolizzato, quando cioè si accorge di trascorrere, seppur sotto lo stesso tetto, molto tempo non in compagnia ma in solitudine e si  sente privato di gioia, partecipazione ed interesse alla vita familiare, supporto e calore umano nella vita affettiva.

Ma sono soprattutto l’aggressività e la violenza a indurre il familiare a una più veloce riflessione sulla sua condizione, soprattutto laddove le scene di violenza verbale, psicologica e fisica abbiamo come spettatori i figli. Le madri, preoccupate che i figli crescendo imitino le gesta dei padri, decidono di andarsene o di far allontanare il padre.

La capacità di rendersi conto di essere stati privati di relazione affettiva e di stare male a causa del comportamento messo in essere dal proprio caro, varia da persona a persona e dipende dagli strumenti culturali a disposizione del familiare,  dall’informazione a cui ha accesso, dalla capacità di leggere con lucidità anche eventi spia – come il ritiro della patente, il fermo, saper riconoscere un  maltrattamento verbale, psicologico,  materiale – e di saperli giudicare correttamente, non come singoli eventi a sé stanti, ma come incipit probabili di involuzione della relazione.  Molti familiari raccontano di aver sopportato ingiurie e maltrattamenti per anni, sperando in un miracoloso ed improvviso rinsavimento dell’alcolista che “prima o poi” avrebbe smesso di bere per salvare la relazione di coppia, la famiglia, arrivando quasi a giustificare il comportamento molesto dell’alcolista, senza considerare che così facendo, hanno volontariamente abdicato alla propria dignità.

Una volta divenuto consapevole dell’esistenza del problema, il familiare prova a risolverlo da solo, adottando comportamenti, strategie e utilizzando parole che appartengono al suo bagaglio culturale e di conoscenze. Molto spesso questi suoi strumenti non sono efficaci e rischiano di rivelarsi non costruttivi.

Quando le sue strategie si rivelano inutili o inefficaci, molto spesso cade in depressione perché sente di non essere così importante per l’altro da determinare un cambiamento nello stile di vita. Il familiare si sente poco considerato, avverte di non esercitare nessuna influenza, rimane inascoltato, non utile nella vita della persona amata. Ma l’aspetto più grave di questo stato emotivo è rappresentato dal fatto che il familiare, esaurite le sue risorse interne, non pensi di ricorrere alle risorse esterne e di chiedere aiuto perché crede che nessuno possa fare altro per aiutare il proprio caro, avendo il familiare esperito qualsiasi tentativo di convincimento e soprattutto perché conosce la persona da tanto tempo e quindi crede di  capirla meglio di chiunque altro.

Spesso capita poi che il familiare sia reticente a chiedere aiuto perché prova vergogna ed imbarazzo per la propria condizione e quella della sua famiglia. Uscendo allo scoperto pensa di comprometterne la reputazione.

Molto spesso, l’alcolista è una persona che fa abuso anche di droghe e la comorbidità di due dipendenze disorienta maggiormente il caregiver e rende ancora  più difficile il suo tentativo di soccorso.

Quando il familiare realizza di non poter far fronte a queste difficoltà da solo, e in lui è ancora molto forte il desiderio di salvare la relazione seppur deteriorata,  compie il primo passo cercando di spingere e stimolare il proprio caro a recarsi o a rivolgersi a centri specifici di alcologia o recupero di alcolisti.

La maggior parte dei familiari afferma che l’alcolista non ammette di avere un problema con l’alcol e pensa di poter convivere con il suo problema. Sembra non volerlo riconoscere e avverte vergogna ed imbarazzo, sentimenti misti a rabbia e frustrazione. Questo accade quando il familiare prova a introdurre l’argomento, a farlo riflettere sul suo comportamento, sulla piega impressa dall’alcol alla sua vita e quando tenta di convincerlo a recarsi  in un centro.

Di fronte ai rifiuti espressi dal proprio caro di recarsi in un centro alcologia, è il familiare che ci si reca per stabilire un contatto, avere prime informazioni, essere formato su quale comportamento adottare, prendere conoscenza con il mondo della dipendenza e le sue problematicità.

Il familiare, dotato di nuovi strumenti, cerca di convincere l’alcolista ad andare in un centro apposito per il recupero.



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martedì 15 settembre 2015

Buona Settimana a Tutti


La settimana come periodo di tempo ciclico, regolare e costante di sette giorni dipende dal calendario lunisolare, essendo l'unità cronologica minima, una singola fase lunare delle quattro principali mensili, nell'interazione fra questi due corpi celesti. Ha una valenza sacra in tutta l'area mesopotamica e del suo calendario in cui la settimana risulta una delle istituzioni più antiche. L'osservanza della domenica (il settimo giorno)




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martedì 1 settembre 2015

Agli Amici di Facebook


L'amicizia non cresce da sola e per non naufragare nell'abisso dell'incomprensione e del disinteresse, va nutrita con rispetto e custodita come un tesoro prezioso e raro.
 E' un giuramento di fedeltà che non ha bisogno di essere formulato perché si basa sulla fiducia reciproca. L'amicizia non teme confronti e giudizi, è l'accettarsi per migliorarsi.



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venerdì 21 agosto 2015

Blog Amici di #Mundimago


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domenica 8 dicembre 2013

MUNDIMAGO : Cofanetto Regalo


IMAGO
Ecco il nome delle carte che ho disegnato
ispirandomi all' antico gioco dei
TAROCCHI

Non devi essere un Mago o un Strega
per leggere il Futuro

Non ti spaventare e' solo un gioco 
basato sulle immagini .

Dopo uno studio che ho realizzato in 5 anni 
ho scoperto
 che molti Imperatori , Re e Regine ,
prima di ogni battaglia ,
alla vigiglia di un matrimonio ,
insomma quando dovevano Affrontare una 
Grande decisione sulle sorti del loro Regno ,
si affidavano al loro Mago di corte ,
oppure
 all' Astrologo che interpretava
 il movimento dei pianeti ,
spesso suggerendo soluzioni sbagliate
o negative per il popolo sottomesso .

Ogni giorno si sentono Storie di Finti Guru ,
Gruppi di Satanisti che con Riti Magici ,
Promettono la Realizzazione di chissa' cosa ,
per poi Scoprire che ti Rubano 
Tempo e Denaro
o chiedono Sesso .

Le IMAGO sono Immagini
Iconograficamente Attuali e Semplici ,
le puoi giocare con amici che ti aiuteranno
nell'interpretazione ,
puoi giocarle con i tuoi figli , con la tua compagna ,
ricorda che e' sempre un gioco ,
la decisione finale devi prenderla solo tu
le carte ti possono aiutare 
solo per Avere un'altro punto di vista , 
SDRAMMATIZZARE , IRONIZZARE ,
puo' Essere Utile a Cercare altre Soluzioni 
ALTERNATIVE
e consultarle con amici o persone a te vicine
ti puo' aiutare a condividere i tuoi dubbi e perplessita'
Rendendo piu' stabili e Rafforzano i tuoi rapporti sociali .
Senza doverti Affidare a personaggi
Strani e Ciarlatani , Truffatori .
Gioca con le IMAGO



Ho realizzato un Cofanetto di legno
che contiene il mazzo di Carte 
ed un Libricino di Suggerimenti
che Usando la Legge 
della Casualita' aiuta nella
 Previsione del Futuro
OTTIMO COME REGALO
Perfetto per collezionisti

.



Manifesto 50 x 70 centimetri
 Se ti piace chiedimelo nello spazio commenti
Ottimo come regalo
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 MAGO
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mercoledì 6 novembre 2013

IMAGO : Cofanetto Regalo


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