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venerdì 24 giugno 2016

ANTISTRESS



Per scaricare le tensioni e gestire i picchi di stress in men che non si dica, non c'è niente di meglio che stringere nel palmo della mano una pallina, due biglie o un animale, sia rigido sia imbottito di semi, microbiglie o gommapiuma. Attraverso un movimento di pressione ripetitivo, l'oggetto permette di distendere le articolazioni delle dita contratte.

La mano è ricca di terminazioni nervose e, secondo i principi dell'agopuntura all'intersezione delle linee della mano, passa il meridiano noto come "il maestro del cuore", ottavo punto dell'agopuntura a partire dal torace. Associato secondo la legge dei cinque movimenti al Fuoco, l'agopuntura gli attribuisce una funzione regolatrice dell'energia in grado di rimediare alle manifestazioni legate allo stress, come ad esempio l'oppressione toracica, le palpitazioni e la sudorazione nervosa. Massaggiando questo meridiano mediante l'utilizzo di oggetti rotondi, si ottiene un benessere fisico immediato e la stimolazione dell'energia, distogliendo l'attenzione del soggetto dall'ansia. 

Una palla anti-stress, o palla di stress, è un giocattolo malleabile, di solito non più di grande di 7 cm di diametro. Stretta nella mano e manipolata con le dita, serve per aiutare o alleviare lo stress e la tensione muscolare, oppure per esercitare i muscoli della mano.

Ci sono molti tipi di palle anti-stress. Alcune sono fatte di poliuretano. Questo tipo di palla-antistress si ottiene iniettando le componenti liquide della schiuma in uno stampo. La reazione chimica risultante crea bolle di anidride carbonica come sottoprodotto, che a loro volta creano la schiuma.

Le palle anti-stress, in particolare quelle utilizzate nella fisioterapia, possono contenere anche gel di diversa densità all'interno della stoffa. In un altro tipo viene usata una sottile membrana di gomma che circonda la palla. Quest'ultimo tipo può essere fatto in casa con una palla riempita di bicarbonato di sodio. Alcune palle simili ad un footbag sono commercializzate e utilizzate come palle anti-stress.

L'ultima innovazione della palla anti-stress è fatta con po' di filato incollato sulla parte superiore della sottile membrana di gomma, avendo così una caricatura di un volto stampato sulla palla in modo tale che il filato rappresenti i capelli della caricatura. Queste sono conosciute come hairy stress ball.

Nonostante il nome, le palle anti-stress non sono tutte di forma sferica. Molti giocattoli anti-stress sono modellati. Essi spesso vengono presentati ai dipendenti e ai clienti come omaggio promozionale. Le palle anti-stress sono il terzo più importante regalo promozionale nel Regno Unito. Ci sono letteralmente centinaia di forme diverse per soddisfare qualsiasi esigenza di marketing. I giocattoli anti-stress vengono usati da chi soffre di Repetitive Strain Injury, malattie reumatiche autoimmuni e sindrome del tunnel carpale.

In uno studio pubblicato su Hypertension, una delle riviste dell’American Heart Association gli studiosi hanno analizzato diversi tipi di approcci “alternativi” per capire se davvero possono essere d’aiuto le palline antistress, in affiancamento alle terapie farmacologiche, nel trattamento dell’ipertensione. Per giungere ai loro risultati hanno passato in rassegna diversi studi condotti tra il 2006 e il 2011 esaminando gli eventuali effetti sortiti sull’abbassamento della pressione da yoga, agopuntura, tecniche di meditazione e rilassamento, esercizi aerobici e di resistenza, movimenti isometrici con le mani.



Dai dati raccolti è risultato che la meditazione trascendentale è in grado di abbassare, anche se di poco, i valori pressori, mentre per gli altri tipi di meditazione esaminati non sono stati raccolti dati sufficienti e lo stesso può dirsi per lo yoga, per le tecniche di rilassamento e per l’agopuntura. Al contrario, tutti gli esercizi fisici eseguiti, da quelli aerobici a quelli di resistenza, si sono dimostrati utili contro l’ipertensione. I risultati migliori, però, stati ottenuti dagli esercizi isometrici con le mani, grazie a cui la pressione arteriosa si è ridotta fino al 10%. Attenzione, però, raccomandano gli studiosi: questa tipologia di esercizi con le mani non deve essere presa a cuor leggero, e deve essere evitata dalle persone che soffrono di pressione alta con valori oltre i 180/110. “Gli approcci ‘alternativi’ - concludono i ricercatori - possono essere aggiunti a un regime di trattamento farmacologico dopo che i pazienti ne hanno discusso con il proprio medico”.

Utilizzo di una palla antistress - una schiuma o sfera gel che fornisce qualche resistenza alla pressione - può ridurre lo stress e rafforzare i muscoli della mano e del polso. I benefici della riduzione dello stress sono immediati, ma il rafforzamento dei muscoli è anche un buon modo per evitare lesioni da sforzo ripetitivo, sindrome del tunnel carpale e dall'altra e problemi causati da un uso eccessivo del polso e muscoli indeboliti. Fare questi semplici esercizi alla scrivania o durante le brevi pause.  
Premere la palla per un conteggio di tre, poi rilassare la presa. Ripetere fino a venti volte per un punto di fatica. Questa forza aumenta la presa attraverso il polso e rilascia la tensione. 
Pinch la palla con il pollice e ogni dito, uno alla volta. Poi pizzicare la palla tra le dita solo, dando il pollice a riposo. Tenere ogni pizzico per un conteggio di tre e ripetere fino a venti volte o fino al punto di fatica. 
Ripetere il movimento avanti e indietro fino a venti volte con ciascuna mano. Questa azione coinvolge muscoli fino tutto il braccio fornendo leggero massaggio alle dita, palmo e polso.  
Tenendo la palla con entrambe le mani, ruotare ogni mano in direzioni opposte, come se stesse cercando di districare esso. Ripetere fino a venti volte, poi invertire la direzione della torsione. Ciò coinvolge l'intera mano e il polso, ancora una volta, il rafforzamento mentre alleviare lo stress.



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venerdì 11 marzo 2016

FARMACI E SESSO



La terapia contro l’ipertensione e una vita sessuale soddisfacente possono coesistere, a patto che affrontiate apertamente il problema e siate disponibili ad un lavoro di squadra con il vostro medico.

Una pressione alta spesso non presenta segni e sintomi visibili od immediatamente riconoscibili, ma ovviamente può avere un impatto negativo durante i rapporti sessuali: è altamente improbabile che l’attività sessuale causi una minaccia immediata per la vostra salute, ad esempio un infarto, però l’ipertensione può influire negativamente sulla soddisfazione sessuale.

La connessione tra l’ipertensione e le disfunzioni sessuali finora è stata dimostrata solo per negli uomini, per le donne che hanno problemi nel raggiungimento di una soddisfacente vita sessuale, non è ancora stato dimostrato che la responsabilità sia da attribuire all’ipertensione, però i ricercatori stanno indagando su un eventuale collegamento.

Con il passare del tempo l’ipertensione danneggia le pareti dei vasi sanguigni e fa indurire e restringere le arterie (aterosclerosi), diminuendo il flusso sanguigno, quindi l’afflusso di sangue al pene diminuisce. In alcuni uomini l’afflusso ridotto di sangue crea problemi nel raggiungimento e nel mantenimento di un’erezione sufficiente a permette il corretto svolgersi del rapporto sessuale: questo problema spesso è detto disfunzione erettile, ed è abbastanza frequente soprattutto tra gli uomini che non seguono alcuna terapia contro l’ipertensione.

Anche un episodio singolo di disfunzione erettile può causare ansia. La paura che possa ripetersi potrebbe portarvi a evitare i rapporti sessuali e quindi peggiorare la qualità della relazione con il partner.

L’ipertensione può anche interferire con l’eiaculazione e far diminuire il desiderio: in alcuni casi anche i farmaci usati per la terapia contro l’ipertensione hanno effetti collaterali di questo genere.

Le conseguenze dell’ipertensione sulla salute sessuale femminile non sono ancora note con esattezza, ma è possibile che una pressione alta abbia ricadute negative sulla vita sessuale femminile.

L’ipertensione può far diminuire l’afflusso di sangue alla vagina, in alcune donne questo potrebbe causare una diminuzione del desiderio o dell’eccitazione, secchezza vaginale o difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo. Può essere utile aumentare l’eccitazione ed usare un lubrificante. Esattamente come gli uomini le donne possono soffrire di ansia e di problemi di relazione a causa delle disfunzioni sessuali.

I diuretici possono far diminuire l’afflusso di sangue al pene, causando problemi di erezione. Possono anche far diminuire la quantità di zinco presente nell’organismo: questo minerale è necessario per la fabbricazione del testosterone, l’ormone sessuale maschile.
I betabloccanti possono avere ripercussioni sulla meccanismo nervoso che provoca l’erezione. I betabloccanti possono anche rendere difficile la dilatazione delle arterie nel pene, quindi l’afflusso di sangue può essere insufficiente per causare un’erezione.

Ci sono altri farmaci incriminati.

Anticolinergici, utilizzati come broncodilatatori per migliorare i sintomi dell’asma.

Alfa e betabloccanti per abbassare la pressione e combattere i disturbi del cuore e, spesso, anche l’asma.

Neurolettici ai quali si ricorre per curare disturbi psichici, come ansia, deliri e allucinazioni.



Ansiolitici, come le benzodiazepine, che agiscono come tranquillanti nel trattamento dell’ansia.

Farmaci endocrini, utilizzati per disturbi legati alla tiroide o a disfunzioni ormonali (per es.irregolarità del ciclo mestruale).

Vanno incontro a un calo del desiderio anche gli uomini che assumono anabolizzanti per aumentare la massa muscolare e farmaci per curare la prostata a base di finasteride, che incide sull’attività del didrosterone, un ormone simile al testosterone. Una volta sospesa la terapia, tutto torna alla normalità.

Tra i medicinali responsabili del calo del desiderio troviamo anche gli antistaminici, farmaci capaci di combattere l’azione dell’ istamina, la sostanza responsabile delle reazioni allergiche e anafilattiche.
Sono numerose le persone che, soprattutto in prossimità della primavera, fanno uso di antistaminici. L'effetto non è immediato, ma dura anche molte ore. Principale effetto collaterale e la sonnolenza, il calo della libido avviene in caso di alti dosaggi e, in particolare, si verifica in soggetti che hanno già impulsi deboli perché già colpiti da qualche malattia.

Grazie alla similarità di strutture chimiche, prendono il posto dell’istamina sui recettori H1 e H2 della membrana cellulare ostacolandone l’azione.
Si suddividono in:

antistaminici anti H-1 che agiscono sulla muscolatura dei bronchi, vengono impiegati normalmente per la cura delle allergie delle vie respiratorie;

antistaminici anti-H2 bloccano l’azione dell’istamina sulla secrezione gastrica, vengono utilizzati soltanto per i disturbi a carico dello stomaco e dell’intestino.
I principi attivi più comuni degli antistaminici sono la difenidramina e la prometazina che agiscono sul sistema nervoso centrale, inibendo l’attività di alcuni neurotrasmettitori (i recettori H1 e H2).

Oltre che per le allergie, i farmaci antistaminici si utilizzano anche in caso di: punture di insetti, chinetosi, anoressia, vomito, vertigini, sinusite, ulcera.

Uno dei principali e più precoci effetti collaterali dei farmaci antidepressivi è la riduzione del desiderio sessuale. Molti studi testimoniano che tale effetto si manifesta con la maggior parte di questi farmaci, anche se in misura diversa.

Gli antidepressivi sia triciclici che anti-MAO sono colpevoli spesso di alcuni disturbi della sessualità, come riduzione della libido o ritardi sia dell’erezione che della eiaculazione. Fenomeni simili sono stati riscontrati pure dopo la somministrazione di antidepressivi della classe degli inibitori selettivi della serotonina. Sono proprio questi ultimi quelli che inducono sonnolenza, vengono prescritti quando la persona è molto ansiosa o ha problemi d’insonnia.
I farmaci di più recente preparazione sembrano discostarsi da questa tendenza.

Gli antidepressivi riducono il desiderio per l’effetto sedativo indotto. Altre volte perché incidono direttamente sui neurotrasmettitori coinvolti nel controllo dell’attività sessuale a livello del sistema nervoso centrale.
Gli antidepressivi bloccano l’azione dei recettori cerebrali, soprattutto della noradrenalina e della serotonina che trasmettono al cervello un diversa percezione del dolore che provoca la depressione.

Il calo del desiderio sessuale può essere sintomo della depressione, pertanto non è facile stabilire se il disturbo è dovuto al medicinale che si sta assumendo o alla malattia.
Se il calo è dovuto ai farmaci, il primo passo da fare è la riduzione sotto controllo medico del dosaggio dei farmaci impiegati.


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