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giovedì 19 maggio 2016

I PATTI PREMATRIMONIALI



Tanto in voga in Inghilterra e, in generale nei paesi anglosassoni, il contratto prematrimoniale arriva anche in Italia. La moda, che prima sembrava appannaggio esclusivo delle star del jet set hollywoodiano, oggi è ormai aperta anche alle persone comuni ed è sempre più frequente mettere in chiaro le cose prima dei convolare a nozze. Usati principalmente per stabilire risarcimenti milionari in caso di divorzio e gabbie legali sul tradimento, adesso, la possibilità di una stipula di tali contratti, potrebbe diventare realtà anche in Italia.

La proposta avanzata dall’onorevole Alessia Morani in Parlamento potrebbe cambiare radicalmente la storia dei matrimoni nel nostro paese. Secondo la Morani questa possibilità avvicinerebbe le coppie al matrimonio, specialmente quelle piuttosto insicure e preoccupate da una separazione dai costi sempre più elevati.

Contraria, invece, l’anima cattolica del Partito Democratico, secondo la quale, un’apertura di questo genere, contribuirebbe alla mercificazione del vincolo matrimoniale che, in caso di stipula di un simile contratto, sarebbe messo sullo stesso piano di un qualsiasi altro bene di consumo. Una tradizione, questa del contratto, estranea alla cultura italiana e, invece, ben diffusa nel resto del mondo, in particolar modo nei paesi di cultura anglosassone, abituati per via della loro mentalità pragmatica a considerare ogni aspetto della vita come parte di uno scambio commerciale.

I patti prematrimoniali sono veri e propri contratti con i quali i futuri sposi si accordano – prima di salire sull’altare – tanto sulle questioni relative ai reciproci obblighi connessi al matrimonio, tanto su quelle nel caso di eventuale e successivo scioglimento per separazione e divorzio.   In Italia i patti prematrimoniali sono considerati nulli perché la nostra legge ritiene che i diritti dei coniugi siano “indisponibili”, ossia non possono essere limitati o ceduti in deroga a quanto previsto dalla legge.   In particolare, la legge sul divorzio, per tutelare il coniuge più debole, prevede che tutte le questioni economiche (come l’ammontare dell’assegno di divorzio, affidamento dei minori, ecc.) siano decise unicamente dal tribunale e non da altri soggetti (come mediatori, arbitri, ecc.).   Inoltre, la Cassazione e la dottrina maggioritaria hanno affermato che i patti prematrimoniali violerebbero la Costituzione, perché, permettendo ai coniugi di determinare, con un accordo siglato in precedenza, l’entità e la stessa esistenza del diritto all’assegno di separazione o a quello divorzile si violerebbe il precetto costituzionale che garantisce a tutti la difesa processuale dei propri diritti. Di recente, però, la Cassazione ha iniziato ad aprire (leggermente) la porta alla validità degli accordi prematrimoniali.  

Attualmente nel nostro ordinamento i coniugi possono regolamentare convenzionalmente il loro regime patrimoniale ai sensi dell’art. 162 c.c. anteriormente al matrimonio, al momento della celebrazione dello stesso ed anche durante la vita matrimoniale, scegliendo, per esempio, tra comunione legale o separazione dei beni.



La proposta di introdurre gli accordi prematrimoniali intende ampliare il contenuto delle convenzioni di cui all’art. 162 c.c. riconoscendo ai coniugi la possibilità di disciplinare, in qualsiasi momento, anche prima di contrarre il matrimonio, i loro rapporti patrimoniali anche e specialmente nell’ottica di un’eventuale separazione personale o di un eventuale divorzio .

Attraverso gli accordi prematrimoniali i coniugi possono gestire anticipatamente e consensualmente i loro rapporti patrimoniali, evitando così che la negoziazione di essi sia rinviata ad un momento successivo in cui il matrimonio è entrato già in crisi ed è difficile raggiungere un accordo.

Il contenuto delle convenzioni in parola si limita a regolamentare i rapporti patrimoniali dei coniugi in seguito ad un eventuale separazione o scioglimento del matrimonio o cessazione degli effetti civili del matrimonio, senza incidere sui diritti e sugli obblighi inderogabili (quali il diritto agli alimenti o il dovere di assistenza morale e materiale ex art. 143 c.c.), che derivano dal matrimonio, e senza incidere sullo status coniugale. In altri termini attraverso  tali accordi prematrimoniali è possibile specificare e determinare l’entità e le modalità concrete per la realizzazione dei diritti disponibili e per l’adempimento dei doveri disponibili che scaturiscono dal matrimonio.  

Si pensi per esempio al patto con il quale - in sede di cessazione del matrimonio - un coniuge (ex) attribuisca all'altro una somma di denaro periodica o una somma di denaro una tantum ovvero dei diritti reali su beni immobili con il vincolo di destinarne i proventi al mantenimento dell’altro coniuge o al mantenimento dei figli sino al raggiungimento dell'autosufficienza economica degli stessi.

Altro esempio è l’accordo che prevede la rinuncia di un futuro coniuge al mantenimento dell’altro, salvo il diritto agli alimenti. 

Nella proposta è stato previsto che le convenzioni riguardanti figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti devono essere preventivamente autorizzate dal giudice, al fine di tutelare sostanzialmente i diritti e le aspettative dei figli. 

Con riguardo alla forma della convenzione, si richiede l’atto pubblico redatto da notaio alla presenza di due testimoni, che garantisce non solo la provenienza delle dichiarazioni e l’identità di chi le sottoscrive, ma anche che le stesse siano state espresse in totale libertà e piena consapevolezza. La medesima forma è richiesta per le modifiche o lo scioglimento della convenzione.

Riconoscere ai coniugi la possibilità di disciplinare, in qualsiasi momento, anche prima di contrarre il matrimonio, i loro rapporti patrimoniali anche nell’ottica di un’eventuale separazione personale ovvero di un eventuale divorzio è uno strumento molto utile, ed evita che la negoziazione di tali rapporti avvenga quando il matrimonio è già entrato in crisi, in presenza di reciproche recriminazioni e rivendicazioni.

Tali accordi prematrimoniali aiutano a mantenere un rapporto di solidarietà e di reciproco sostegno anche nel momento più critico della patologia del matrimonio, rimanendo del tutto estranea agli stessi la funzione di favorire lo scioglimento del matrimonio.



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sabato 28 novembre 2015

Separazione SI Separazione NO



In un rapporto in crisi, separazione e  divorzio potrebbero sembrare l’unica soluzione.

Ci sono sempre pro e contro in ogni decisione.

Dal punto di vista dei rapporti patrimoniali, la separazione legale produce molteplici e rilevanti effetti, sia per i coniugi stessi che per i terzi che intrattengono rapporti giuridici con almeno uno di essi. La prima conseguenza della separazione, sia di tipo giudiziale che di tipo consensuale, è lo scioglimento del regime di comunione legale dei beni (sempre che i coniugi non abbiano già optato per il regime di separazione dei beni, al momento della celebrazione del matrimonio oppure in qualunque momento successivo), con rilevanti ricadute, ad esempio, sulla garanzia reale su cui fanno affidamento gli eventuali creditori di ciascuno dei coniugi.

Altra inevitabile questione da regolamentare, data la cessazione della convivenza, è quella relativa all’assegnazione della casa familiare. Rinviando la trattazione per l’ipotesi in cui la coppia abbia figli, se non ne ha, la casa familiare non può venire assegnata esclusivamente al marito o alla moglie, a meno che entrambi non raggiungano un accordo sul punto in tal senso. Si dovrà, invece, effettuare un distinguo tra due situazioni: qualora sia di proprietà comune, si potrà richiedere la divisione giudiziale dell'immobile, qualora sia di proprietà esclusiva, rientrerà nella sfera di disponibilità esclusiva del coniuge proprietario. Rimanendo inalterato lo status di coniuge, inoltre, ciascuno di essi avrà diritto a una quota della pensione di reversibilità e, salvo il caso di separazione giudiziale con addebito pronunciata con sentenza definitiva, resterà titolare, altresì, dei diritti successori in caso di sopravvenuto decesso del consorte durante tale fase transitoria del rapporto.

Per quanto concerne, più in generale, la gestione dei rapporti economici tra i coniugi, infine, è necessario trattare separatamente le due forme di separazione legale: in caso di separazione consensuale, i coniugi stipulano autonomamente un accordo da sottoporre successivamente al vaglio dell’autorità giudiziaria tramite l’omologazione. Il contenuto dell’accordo medesimo sarà la disciplina dei loro reciproci rapporti patrimoniali e, in particolare, potrà avere ad oggetto: la divisione di beni comuni, l'assegnazione ad uno dei coniugi di beni di proprietà comune o esclusiva dell'altro coniuge, il riconoscimento di un assegno di mantenimento a favore del coniuge debole.

Qualora si addivenga, invece, a una separazione giudiziale, l’effetto immediato è solo quello dello scioglimento dell'eventuale regime di comunione legale, mentre i beni restano di proprietà comune ovvero esclusiva dei coniugi, a seconda dei casi e sulla base della disciplina ex art. 179 e ss. del codice civile. Ai sensi di tale norma, ad esempio, i beni da considerarsi “personali” (secondo i criteri delineati dalla disposizione in commento) e i beni il cui acquisto è stato precedente al matrimonio rimangono di proprietà esclusiva del coniuge intestatario. Medesima soluzione si ha, altresì, per l’ipotesi in cui sia stato scelto il regime di separazione legale dei beni, già nel momento delle nozze oppure in un qualunque tempo successivo.

Un particolare aspetto di un evento critico come la separazione, riguarda le situazioni nelle quali, per motivi di carattere economico ed organizzativo non è possibile interrompere la coabitazione contemporaneamente alla separazione.

Ci si ritrova così nella condizione di separati in casa, che può essere vissuta dalla famiglia con modalità differenti e con conseguenze sull’adattamento dei suoi membri molto diverse, a seconda che la decisione di separarsi sia stata maturata in maniera consensuale oppure unilaterale.

Nel caso di separazione consensuale non è detto che la prosecuzione provvisoria della coabitazione corrisponda all’accentuazione della conflittualità all’interno della coppia. Questo aspetto infatti generalmente emerge in corso della separazione legale, nel momento in cui cioè vengono definiti ufficialmente gli accordi economici, abitativi ed inerenti alla frequentazione dei figli. E’ in quest’occasione infatti che si evidenziano le difficoltà da parte degli ex-coniugi di rispettare e di mettere in pratica questi accordi, con il rischio di un aumento della conflittualità. Prima di questo momento la situazione coabitativa, se gestita nel rispetto reciproco non è necessariamente una condizione che accentua il malessere emotivo scatenato dalla separazione.



Purtroppo però questa situazione non è la più verificata. Nella maggior parte dei casi la coabitazione forzata, in caso di separazione non consensuale, è fonte di numerosi conflitti e di aggravio delle tensioni e del malessere emotivo di tutto il nucleo familiare. L’elevata conflittualità tra i coniugi è riconosciuta in diverse ricerche in letteratura come uno dei fattori di rischio più pericolosi ai fini della gestione dell’adattamento familiare all’evento separazione-divorzio. Essa è una potente fonte di stress che può determinare una sorta di logoramento psico-fisico, anche a carico dei figli.

E’ in queste situazioni in fatti che i bambini rischiano più spesso di diventare pretesti per lanciare accuse contro il partner, di essere oggetto di ricatti, di essere coinvolti in dinamiche relazionali disfunzionali e rischiose per il loro benessere emotivo.
Nelle situazioni in cui ci si ritrova ad essere separati in casa è pertanto necessario cercare il più possibile di limitare le occasioni di conflitto, cercando di accordarsi almeno sugli aspetti che riguardano la convivenza e soprattutto evitando di intraprendere discussioni in presenza dei figli.

Se nonostante gli sforzi intrapresi non si riesce in nessun modo a non cadere in argomenti bomba e non è nemmeno possibile trovare nessuna soluzione logistica migliore è opportuno prendere in considerazione l’idea di rivolgersi ad un Centro per le famiglie. Questi servizi diurni, generalmente aperti anche nei giorni feriali, sono finalizzati alla gestione del conflitto intrafamiliare, al fine di assicurare la continuazione del rapporto con entrambi i genitori da parte del bambino, qualsiasi sia la relazione di coppia.



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sabato 31 dicembre 2011

divorzio



  DIVORZIO




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Una coppia di sposi sta viaggiando lungo l'autostrada a 70 km/h.
Il marito è al volante, sua moglie lo guarda e dice:
- So che siamo stati sposati per 20 anni, ma desidero il divorzio
Il marito non dice niente ma lentamente aumenta la velocità a 80 km/h.
Lei continua:
- Inoltre sto avendo una relazione con il tuo migliore amico e posso
  assicurarti che a letto mi rende felice
Ancora il marito rimane quieto ma accelera, mentre la sua rabbia aumenta.
Lei dice: - Mi prendo la casa
Il marito accelera ancora ed ora la vettura sta andando a 90 km/h.
Lei dice: - Desidero anche la custodia dei figli
Il marito continua a guidare più velocemente. Ora è arrivato a 110 km/h.
Lei dice: - Voglio l'automobile, i conti bancari e tutte le carte di credito
Il marito vede un ponte e comincia lentamente a sterzare verso un pilone
di sostegno.
Lei dice: - C'è qualche cosa che desideri tu?
Il marito risponde: - No, no, io ho tutto quello di cui ho bisogno
Lei: - Ma non hai capito che non ti lascio niente? Come puoi dire che hai
tutto quello che ti serve?"
Il marito: - Semplice! Io ho l'unico airbag!
 



Un uomo e una donna sono divorziati da molti anni.
L'uomo paga alla donna ogni mese una forte somma quale alimenti per la figlia.
Finalmente questa sta per compiere i 18 anni e l'uomo nel dare l'assegno alla figlia le dice:
- Eccoti l'ultimo assegno. Portalo a tua madre e guarda la sua faccia quando le dirai che è l'ultimo
La ragazza porta l'assegno alla madre e le dice che è appunto l'ultimo
Con grande sorpresa la madre scoppia a ridere e dice alla figlia:
- Torna da lui e guarda la sua faccia quando gli dirai che lui non è tuo padre!
 


Sai qual è la differenza tra Al-Qaeda e una moglie divorziata?
Le richieste di Al-Qaeda sono ragionevoli!
 


Il Giudice chiede al marito di una coppia che ha presentato istanza di separazione:
- Mi dica, perché Lei vuole separarsi?
- Per due motivi essenziali Signor Giudice: il primo è che mia moglie ha veramente un brutto
  carattere...
- Ma non è vero Signor Giudice!! - irrompe la moglie - con tutti i suoi amici vado più che d'accordo!!!
- E questo è il secondo motivo...
 



Appena richiesta la separazione, uccide la moglie a cornate. Ancora ignoti i motivi del folle gesto
 


- Dottore, dottore, voglio chiedere il divorzio a mia moglie! Non ha più voglia di fare l'amore.
- Ce l'ha, ce l'ha...
 


- Tu come te la cavi con la casa?
- Io? Io sono bravissima a tenere la casa. Ogni volta che divorzio... tengo la casa!



- Voglio il divorzio! dice un tale al suo legale.
- Perché? gli chiede l'avvocato.
- Mia moglie mi ha dato dell'imbecille! gli risponde.
- Da solo non mi sembra un valido motivo, mi dica esattamente come sono andate le cose.
- L'altro giorno, sono tornato a casa prima del solito e l'ho trovata a letto con un tipo. Le ho urlato:
  che cosa stai facendo, Elvira?!?! E lei mi ha risposto: "Ma non lo vedi, imbecille!"



- Sai, ho divorziato
- E come mai?
- Mia moglie era immatura, addirittura infantile. Pensa che ogni volta che facevo il bagno,
  mi affondava tutte le barchette!
  (by SingoloMichel)


A una donna, in tribunale per una causa di divorzio, il giudice chiede:
"La signora è sicura di quello che vuole? Lei vuole il divorzio per "compatibilità" di carattere?
Non sarà il contrario?"
"No, eccellenza, è proprio per "compatibilità"..., a me piace andare al cinema e a mio marito anche,
a me piace andare in montagna e a lui pure, adoro il teatro e lui altrettanto lo adora, a me piacciono gli uomini e... a mio marito anche!"

Un uomo sta tornando a casa dal lavoro una sera, quando improvvisamente si ricorda
che è il compleanno della sua bambina e non le ha ancora comperato un regalo!
Vola in un centro commerciale, si precipita nel negozio
di giocattoli e chiede al direttore:
- Quanto costa quella nuova Barbie in vetrina? -
Il commesso risponde: - Quale? Dunque abbiamo:
'Barbie in palestra'    da 19.95 euro,
'Barbie al ballo'         da 19.95 euro,
'Barbie fa shopping'   da 19.95 euro,
'Barbie in spiaggia'     da 19.95 euro,
'Barbie al Night Club'  da 19.95 euro e
'Barbie Divorziata'    da 375.00 euro
- Ma perché 'Barbie Divorziata' costa 375.00 euro, mentre tutte le altre costano 19.95 euro?
- Perche 'Barbie Divorziata' comprende la macchina di Ken, la casa di Ken, la barca di Ken,
il cane di Ken, il gatto di Ken,i mobili di Ken...
- Ti vedo disperato, cos'è successo?
- Taci... una tragedia, mi sono diviso!
- Hai fatto bene, era una poco di buono, andava con tutti, pensa che me la sono fatta anch'io!
- Veramente... mi sono diviso dal mio socio    :-/


- Una casalinga confida all'amica incontrata al mercato le proprie frustrazioni:
- Sai, con mio marito non è che poi vada così male, ma lui è sempre svogliato e soprattutto ormai non mi guarda quasi più. Figurati che quando torna a casa la sera, tutto quello che sa dirmi è:
"Ahò! Che se magna stasera?"
- Sai, Piera, gli uomini sono tutti un po' uguali, così infantili e prevedibili.
Anch'io avevo il tuo problema, ma sono riuscita a risolverlo in un modo semplicissimo...
- Davvero, Fausta? Ma come? Dimmi tutto, ci voglio provare anch'io!
- Comprati un completino nero un po' "aggressivo"... e soprattutto una mascherina nera!
Gli apri la porta vestita così e... l'effetto è assicurato!
- Non mi dire! Basta così poco? Beh, provo... tanto per quello che mi costa...
Dopo una settimana, si rivedono al mercato:
- Allora, Piera, come è andata?
- Vuoi proprio saperlo? Ho presentato domanda di separazione
- Non ci posso credere! Forse non gli è piaciuto il tuo completino nero?
- Peggio... quando è tornato... gli ho aperto la porta e lui mi fa:
- "A Zorro... che se magna stasera?"



Una donna si reca dall'avvocato per chiedere il divorzio.
L'avvocato chiede quale siano le cause che l'hanno spinta a tale gesto.
La donna:
- Vede avvocato, mio marito, specialmente quando è sdraiato e dopo aver mangiato pesante, incomincia con delle, ehm..., evacuazioni gassose tremendamente puzzolenti!
- Beh, signora, come faccio a portare in tribunale una storia simile? E poi ci vogliono delle prove!
- Ma io ho le prove: guardi!
E tira fuori una foto che mostra all'avvocato.
- E allora? Questa è la foto di una normalissima stanza da letto...
- La guardi bene!
- Cosa c'è che non va? C'è il letto, il comodino, un armadio...
- Le dico di osservarla attentamente!
- Senta io non riesco a vedere proprio nulla!
- Ah no? E mi dica... lei un Crocifisso che si tappa il naso l'ha mai visto?!?





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 . Grepolis .

lunedì 2 agosto 2010

Una donna si reca dall'avvocato per chiedere il divorzio ...


Una donna si reca dall'avvocato per chiedere il divorzio. L'avvocato chiede quale siano le cause che l'hanno spinta a tale gesto. La donna:
- Vede avvocato, mio marito, specialmente quando è sdraiato e dopo aver mangiato pesante, incomincia con delle, ehm, evacuazioni aeree tremendamente puzzolenti!
- Beh, signora, come faccio a portare in tribunale una storia simile? E poi ci vogliono delle prove!
- Ma io ho le prove: guardi!
E tira fuori una foto che mostra all'avvocato.
- E allora? Questa è la foto di una normalissima stanza da letto...
- Ma la guardi bene!
- Cosa c'è che non va? C'è il letto, il comodino, un armadio...
- Le dico di osservare attentamente!
- Senta io non riesco a vedere proprio nulla!
- Ah no? E mi dica... lei un crocifisso che si tappa il naso l'ha mai visto?!?

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mercoledì 18 novembre 2009

CAUSE DIVORZIO


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Una donna si reca dall'avvocato per chiedere il divorzio.
L'avvocato chiede quale siano le cause che l'hanno spinta a tale gesto.
La donna:
- Vede avvocato, mio marito, specialmente quando è sdraiato e dopo aver mangiato pesante, incomincia con delle, ehm..., evacuazioni gassose tremendamente puzzolenti!
- Beh, signora, come faccio a portare in tribunale una storia simile? E poi ci vogliono delle prove!
- Ma io ho le prove: guardi!
E tira fuori una foto che mostra all'avvocato.
- E allora? Questa è la foto di una normalissima stanza da letto...
- La guardi bene!
- Cosa c'è che non va? C'è il letto, il comodino, un armadio...
- Le dico di osservarla attentamente!
- Senta io non riesco a vedere proprio nulla!
- Ah no? E mi dica... lei un Crocifisso che si tappa il naso l'ha mai visto?!?


- Una casalinga confida all'amica incontrata al mercato le proprie frustrazioni:
- Sai, con mio marito non è che poi vada così male, ma lui è sempre svogliato e soprattutto ormai non mi guarda quasi più. Figurati che quando torna a casa la sera, tutto quello che sa dirmi è:
"Ahò! Che se magna stasera?"
- Sai, Piera, gli uomini sono tutti un po' uguali, così infantili e prevedibili.
Anch'io avevo il tuo problema, ma sono riuscita a risolverlo in un modo semplicissimo...
- Davvero, Fausta? Ma come? Dimmi tutto, ci voglio provare anch'io!
- Comprati un completino nero un po' "aggressivo"... e soprattutto una mascherina nera!
Gli apri la porta vestita così e... l'effetto è assicurato!
- Non mi dire! Basta così poco? Beh, provo... tanto per quello che mi costa...
Dopo una settimana, si rivedono al mercato:
- Allora, Piera, come è andata?
- Vuoi proprio saperlo? Ho presentato domanda di separazione
- Non ci posso credere! Forse non gli è piaciuto il tuo completino nero?
- Peggio... quando è tornato... gli ho aperto la porta e lui mi fa:
- "A Zorro... che se magna stasera?"

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- Ti vedo disperato, cos'è successo?
- Taci... una tragedia, mi sono diviso!
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- Veramente... mi sono diviso dal mio socio :-/
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"La signora è sicura di quello che vuole? Lei vuole il divorzio per "compatibilità" di carattere?
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- Mia moglie mi ha dato dell'imbecille! gli risponde.
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- L'altro giorno, sono tornato a casa prima del solito e l'ho trovata a letto con un tipo. Le ho urlato:
che cosa stai facendo, Elvira?!?! E lei mi ha risposto: "Ma non lo vedi, imbecille!"


Un uomo sta tornando a casa dal lavoro una sera, quando improvvisamente si ricorda
che è il compleanno della sua bambina e non le ha ancora comperato un regalo!
Vola in un centro commerciale, si precipita nel negozio di giocattoli e chiede al direttore:
- Quanto costa quella nuova Barbie in vetrina? -
Il commesso risponde: - Quale? Dunque abbiamo:
'Barbie in palestra' da 19.95 euro,
'Barbie al ballo' da 19.95 euro,
'Barbie fa shopping' da 19.95 euro,
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'Barbie al Night Club' da 19.95 euro e
'Barbie Divorziata' da 375.00 euro
- Ma perché 'Barbie Divorziata' costa 375.00 euro, mentre tutte le altre costano 19.95 euro?
- Perche 'Barbie Divorziata' comprende la macchina di Ken, la casa di Ken, la barca di Ken,
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