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sabato 6 febbraio 2016

MITI E LEGGENDE DI QUEI GIORNI....



Le credenze diffusesi nel tempo riguardo i miti sul ciclo mestruale, in realtà, sono solo affermazioni sbagliate, frutto della ignoranza di generazioni.                
Importante … ma durante il ciclo mestruale si può rimanere incinta?
Molte di voi si saranno sicuramente spesso poste il problema. Ebbene si è difficile ma non impossibile. Se si hanno cicli mestruali irregolari potrebbe essere molto più semplice: questo perché lo sperma può vivere all’interno dell’utero per vari giorni (fino a 3-5gg dopo il rapporto sessuale). Se per caso la donna ovula in anticipo, evento che può accadere,  lo sperma depositatosi in vagina durante il rapporto avvenuto durante le mestruazioni, potrebbe essere in grado di fecondare l’ovulo. Per questo, per stare sicuri, utilizzate sempre il preservativo (se non assumete la pillola) quando fate sesso durante le mestruazioni.
E’ vero che durante le mestruazioni non si fa l’igiene intima? Assolutamente no, anzi! E' necessario ricorrere più  frequentemente all’igiene per evitare che nell'ambiente vaginale si possano annidare i batteri.
E’ vero che durante il ciclo mestruale non si possano toccare o innaffiare piante? Assolutamente no.
Si possono lavare o tingere i capelli? Assolutamente si.
E ancora, è possibile fare sport?
Non ci sono controindicazioni, bisogna solo seguire qualche accorgimento.
Le donne che praticano normalmente attività fisica non riscontrano particolari problemi. Al contrario praticare sport prima e durante il ciclo rilascia in circolo endorfine,  sostanze prodotte dal cervello, che hanno effetti benefici sul dolore e l’umore.
Per gli sport a terra non ci sono particolari accorgimenti, è preferibile soltanto evitare le ore più calde della giornata.Chi pratica sport acquatici:  utilizzando assorbenti interni, immergetevi con gradualità evitate docce gelate (che potrebbero bloccare) o troppo calde (che potrebbero rendere il flusso abbondante e provocare così stanchezza e debolezza); piuttosto preferite docce tiepide. E’ importante precisare che il blocco è solo temporaneo ed è dovuto prevalentemente al contatto con l’acqua fredda che restringe i vasi sanguigni dell’utero e affluisce meno sangue.
E poi è vero che durante le mestruazioni non si possono avere rapporti?“
Sicuramente non c’è alcuna controindicazione medica.
Naturalmente la presenza del sangue può creare imbarazzo e mettere a disagio, ma questa è una questione puramente personale.
Molte donne si sentono in dovere di giustificarsi con il proprio partner, ma è importante ricordarsi che le mestruazioni non sono nemiche del sesso.
Dal punto di vista fisico non c’è alcun impedimento, dal petting al rapporto completo, ovviamente con qualche accortezza-salva-lenzuola. Il resto dipende da entrambi, se sono d’accordo oppure no in base alle proprie motivazioni.
Nonostante non ci siano prove scientifiche si è notato che le  donne che vivono insieme tendono a sincronizzare il loro ciclo!


      
A quante è capitato di sentire che durante “quei giorni” non bisogna lavare i capelli? E quante hanno avuto il “piacere” di ascoltare il racconto di quando …si sono seccati tutti i fiori perché quando li ho potati avevo il ciclo? Alcune si pensa che siano  state messe in circolo dalle donne stesse al fine di evitare l’enorme fatica che poteva comportare fare, per esempio, le conserve, infatti,  tra le tante storielle narrate, alla donna mestruata era (è) severamente vietato preparare conserve e toccare\mangiare pomodori.
Si dice che le donne con il ciclo non facciano lievitare il pane, la pizza e i dolci e che siano in grado di far impazzire la maionese. Infatti è controproducente per una donna aprire una tavola calda o una pasticceria se non dopo la menopausa.
Non si possono mangiare cibi fritti e carne. Severamente vietato cucinare pomodori, montare la panna, aiutare durante la preparazione dei distillati e contribuire alla salatura dei cibi.

Durante il ciclo non si devono lavare i capelli ma in generale bisognerebbe lavarsi meno, si  pensa infatti che il contatto con l’acqua faccia interrompere il ciclo. Vietato anche tingere i capelli.

Per quanto riguarda i  peli esistono due diverse filosofie: c’è chi dice che crescano di più, chi invece è convinta che crescano meno. Lo sguardo di una donna mestruata è in grado di rendere una donna sterile nel momento in cui le si guardi il grembo.
Le donne da sempre sono state associate alla stregoneria, bastava un non nulla per finire sopra un rogo con l’accusa di essere una strega. E ovviamente il sangue mestruale non poteva non essere uno degli elementi utilizzati per preparare qualche potente filtro. Si dice infatti che basti mettere una goccia di sangue mestruale nella bevanda dell’uomo che si ama e questo si innamorerà perdutamente.

Non deve toccare i neonati e non può toccare i bambini.
Non si deve fare la ceretta, in fase mestruale i peli crescono di più.
E’ impura, non può entrare in chiesa ortodossa perché è “sporca”.
Non deve avvicinarsi ai cani femmina e ai cavalli perché si imbizzarriscono.



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giovedì 24 dicembre 2015

DEPRESSIONE DI NATALE



La mamma isterica che scalpita da giorni in cucina tra tacchino arrosto e lasagne. L'odiata cena natalizia coi colleghi che incombe minacciosa. E quell'interminabile lista di regali che, già sapete, finirete a comprare la mattina della vigilia. Voi il 25 dicembre lo cancellereste dal calendario.
Stizzosi misantropi, come vi tacciano di essere in famiglia? No, vittime di quella che gli specialisti chiamano depressione di Natale. Un disturbo dell'umore che fa capolino a dicembre, quando si comincia a venire assorbiti dai preparativi per le feste, e che diventa insidioso tra Natale e Capodanno.

Succede a tanti, senza preferenze di sesso e di età, anche a chi di natura ha un carattere allegro e poco incline a farsi prendere da malumori. «Per il cosiddetto Christmas effect gli psicoterapeuti assistono a un aumento di circa il 20% delle richieste di aiuto», spiega Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di psichiatria dell'Azienda ospedaliera Fatebenefratelli-Oftalmico di Milano. Dai sintomi non si scappa: mal di testa, mancanza di appetito, sensi di colpa (perché non vi ritenete all'altezza di preparare un pranzo regale o di fare il regalo giusto), diminuzione della capacità di divertirsi, difficoltà di godere dell'affetto di chi si ha vicino, stanchezza perenne ma difficoltà a riposare.

Spesso è colpa del carico di obblighi, doveri e impegni cui si è tenuti: essere sempre presenti e sorridenti comporta un notevole stress.
Anche il cambiamento della routine, tra corse nei negozi in pausa pranzo e cene senza fine, può essere determinante, così come il pensiero che si sta spendendo troppo rispetto ai calcoli fatti a inizio del mese. E in questi tempi di crisi...

Altro problema è quando ci si rende conto che il calendario sta per segnare la fine dell'anno: si affacciano rimorsi e rimpianti per le aspettative non realizzate, in campo affettivo come in quello lavorativo.

E poi c' è la bestia nera: il parentame. «È normale avvertire una certa insofferenza quando si è costretti a passare ore a tavola con un nugolo di persone che per il resto dell'anno magari dimenticate di conoscere, è poco piacevole se questo stato d'animo vi rende insopportabili agli occhi di tutti e rischiate di passare per il bambino capriccioso bisognoso di attenzioni», spiega Mencacci.

Se si facesse una piccola statistica degli argomenti che i pazienti portano in psicoterapia le settimane che precedono le feste di natale risalterebbe in modo significativo la prevalenza di una miscellanea di emozioni che spaziano dalla depressione all’ansia. Sentimenti di malinconia, sensazione di abbandono e di solitudine, ansia, panico, disagio sociale, senso di inadeguatezza sono i principali vissuti che talune persone possono provare in previsione di e durante questo periodo. Chi vive stati d’animo depressivi e ansiosi non sempre ne riconosce il motivo e, spesso, non se ne capacita poiché, come vuole la logica, ci si aspetterebbe un adeguamento automatico all’atmosfera spensierata circostante. Non riconoscendone la motivazione, si fatica anche ad ammettere a sé stessi che possa esserci una correlazione tra il proprio disagio e la festività.

E’ così strano provare sentimenti negativi di fronte ad un evento gioioso, perché succede?

Nella cultura occidentale, il natale assume il significato della festa della famiglia poiché, secondo tradizione, ci si riunisce insieme ai propri congiunti ritrovando e fortificando il senso di unione ed affetto. Per le persone che si trovano ad affrontare una situazione particolarmente difficile come coloro che hanno subito una perdita dei legami familiari, per gli emarginati, per chi vive una separazione matrimoniale e chi una lontananza fisica o affettiva, oppure ancora per coloro che si trovano nella situazione di famiglia allargata in cui, talvolta, viene a mancare il senso di intimità e di raccoglimento, il vissuto di solitudine può rendere maggiormente evidente una condizione di disagio psichico.



Se di base è già presente una lieve depressione dovuta ad una particolare situazione che si sta vivendo, questa potrebbe diventare più acuta proprio nel momento in cui ci si trova a contatto con il natale, ricorrenza che ci viene trasmessa come la festa in cui devono obbligatoriamente trionfare la famiglia, gli affetti e l’unione.

Ciò ci fa rendere conto di quanto noi tendiamo a subire i significati proposti dalla cultura in cui siamo inseriti senza poterci permettere una nostra personale elaborazione.
Non è obbligatorio esibire o manifestare felicità e "spirito natalizio" se non ci sentiamo psicologicamente in linea con il contesto: evitare di dover fingere risulta un elemento stressante in meno e ci consente di prenderci più momenti in cui mettere noi stessi al centro, non le aspettative di felicità degli altri. In questi momenti è possibile dedicarci a quel che più ci fa rilassare o che maggiormente ci dà piacere, anche se non si tratta di "attività natalizie".

Se ci si sente tristi, depressi, preoccupati, è bene parlarne con qualcuno. Non ci stiamo riferendo specificatamente ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta: parlare con una persona cara o più amici, permette di sentirci innanzitutto meno soli e poi è più facile che dal confronto con altri emergano nuove prospettive e/o soluzioni.

Evitare l'inattività e "il vuoto": come spesso accade nelle vacanze estive, il problema delle feste natalizie è che più facilmente si rimane scoperti, senza qualcosa da fare o, per chi è in una situazione di solitudine, senza nessuno con cui passare il tempo. Diventa importante cercare di impegnarsi il tempo pensando già a che cosa poter fare durante i giorni in cui si sarà più da soli.

Evitare di sconvolgere troppo ritmi e abitudini: i cambi di orari e di alimentazione, molto comuni nelle feste, possono non aiutare la stabilità dell'umore e/o appesantire con mal di testa la fatica emotiva.

Rendere la crisi un'opportunità: vivere dei giorni molto tristi fa andare in crisi, ma la crisi può rappresentare anche l'occasione di una svolta, può essere un'opportunità. Forse si può riflettere su quali siano le cause del proprio dolore, come fare per affrontarlo e, se proprio se ne sente la necessità, è possibile ricorrere all'aiuto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta per affrontarne le cause e poter vivere meglio non solo il prossimo Natale, ma la vita da qui in avanti.






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mercoledì 23 febbraio 2011

Mia moglie cucina dei piatti che ...




Lei: Caro, voglio dirti una cosa.. che ne dici se andiamo a vivere insieme ?
Lui: Si, va bene ma... insieme a chi ?

Lui: Amore, per quest'anno ho una sorpresa: che ne diresti di una bella "vacanza intelligente" ?
Lei: Mmmmhh... cos'è, tu forse non vieni ?

Mia moglie cucina dei piatti che si sciolgono in bocca.
Ah, allora tua moglie sa cucinare molto bene...
No, li serve in tavola prendendoli direttamente dal congelatore!
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