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mercoledì 28 ottobre 2015

LA GRAFOLOGIA



Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei. È questo lo spirito che ha ispirato gli studi grafologici, studi che ormai sono almeno bicentenari. E nel tempo le scuole grafologiche si sono moltiplicate (quelle pricipali sono tre), così come sono sempre di più le aziende che per assumere il proprio personale preferiscono avere anche una valutazione della scrittura.
Perché se è vero che non si è ancora giunti a una valutazione univoca e «scientifica» della scrittura, sono molti a credere che i grafologi bravi ci azzecchino. Le basi delle tecniche grafologiche con particolare attenzione all'impostazione della «scuola italiana», quella fondata da Padre Girolamo Moretti, e fornisce al lettore le cognizioni di base per analizzare l'utilizzo dei margini, i calibri della scrittura e l'inclinazione. Insegna poi alcuni trucchetti utili a identificare i principali segni grafici che involontariamente finiamo per infilare nei nostri scarabocchi o nei nostri appunti.

La grafologia, dal greco graphos (scrittura) e logos (trattato), è l’arte di dedurre le caratteristiche della personalità di un individuo dal suo modo di scrivere. Oggi la grafologia si è evoluta nella “psicologia della scrittura“, che va considerata una disciplina scientifica poichè si fonda su leggi, enunciate su basi sperimentali, e utilizza un raffinato e complesso sistema grafometrico e statistico. La grafia, infatti, è oggi intesa fra le espressioni più indicative della personalità, al pari della voce, del portamento, del modo di atteggiare il viso, di gestire o di vestirsi.

La scrittura è un insieme di simboli in cui l’uomo proietta i suoi aspetti interiori più autentici. In sostanza, con il termine “proiezione” si indica l’operazione con cui un fatto neurologico o psicologico è spostato e localizzato all’esterno passando dal sistema nervoso centrale al periferico (dal cervello alla mano) e dal soggetto all’oggetto (in questo caso dall’uomo alla sua scrittura).

Chi scrive ascendente al rigo è un progressista, ama le innovazioni, è creativo e sa presentare persuasivamente le sue idee. È ottimista, idealista, ambizioso, intraprendente.

Chi scrive aderente al rigo ha una visione realistica delle cose, le accetta così come stanno, non tenta di migliorarle o di cambiarle. Sul lavoro è un valido collaboratore.

La scrittura discendente al rigo indica la tendenza a sottovalutarsi e a deprimersi, a far prevalere le idee degli altri sulle proprie, a lavorare in posizione dipendente.

Chi ha una scrittura grande tiene se stesso nella massima considerazione. È suscettibile, esige soddisfazioni per le offese reali o immaginarie. Tende ad imporre agli altri il proprio stile di vita e il proprio modo di pensare.

La scrittura piccola, invece, denota modestia, disciplina, serietà, sostanzialità negli affetti, attenzione intensa, capacità di osservare e memorizzare i particolari. Se è troppo piccola esprime un complesso di inferiorità.

Nella scrittura gli spazi tra le parole possono essere ampi o stretti.
La scrittura con larghi spazi tra le parole esprime un’ampia visione mentale. Appartiene a chi possiede senso critico, è obiettivo nelle valutazioni, lungimirante, non è impulsivo, non si entusiasma facilmente, ha un'inclinazione per le attività intellettuali e per le scienze.
La scrittura con spazi stretti tra le parole, invece, riflette leggerezza, imprudenza, impulsività, facili entusiasmi, cambiamenti d’umore repentini, scarsa attitudine al comando per insufficiente capacità di calcolare le conseguenze, inclinazione per l’arte.

La scrittura è detta “chiara” quando le singole lettere si leggono chiaramente, altrimenti è detta “oscura”.

La scrittura chiara è di chi pensa e agisce con chiarezza. È corretto nel rapporto con gli altri e apprende con facilità.

La scrittura oscura, invece, è di chi pensa e agisce in modo nebuloso, senza una precisa coscienza dei limiti, di chi si accontenta dell’approssimativo.

La scrittura calma indica pazienza, animo quieto, capacità educative, azione pacifica e serena.

La scrittura rapida, invece, indica vigore e velocità mentale, irrequietezza, talvolta indisciplina, impetuosità, vivacità, necessità di variare ambienti e incombenze.




La scrittura eretta esprime un atteggiamento piuttosto freddo di chi tiene sotto controllo i propri sentimenti e le proprie sensazioni.

La scrittura pendente indica calore affettivo, cordialità, talvolta poco coraggio; e inoltre, ricercatezza, eleganza, cura dell’aspetto personale.

La scrittura rovesciata è di chi è inibito nelle manifestazioni espansive e tende a isolarsi dall’ambiente; dà buone garanzie di stabilità affettiva e autodisciplina, ma ha difficoltà ad agire e a scegliere gli svaghi.


I tagli delle “t” alti indicano il bisogno di elevarsi al di sopra degli altri.

I tagli bassi esprimono democraticità, disponibilità a tenere conto delle esigenze altrui.

I tagli ascendenti esprimono aggressività.

I tagli declinati denotano pessimismo e tendenza ad avvilirsi.

I tagli grossi indicano sopravvalutazione delle proprie forze e attitudine al comando.

I tagli sottili sono di quelle persone che si esprimono in modo delicato e riguardoso.

I tagli lunghi esprimono focosità nel pensare e nell’agire, impazienza, insofferenza per gli ostacoli, eccesso di reattività.

I tagli corti sono di quelle persone che in situazioni di crisi tendono a paralizzarsi psicologicamente; si ha quindi blocco della memoria, incapacità di prendere decisioni ecc.

I tagli incorporati indicano temperamento pratico e sbrigativo.

I punti sulle “i” sono un segno particolarmente immediato e spontaneo, per questo rivelano con precisione alcuni tratti del carattere.

I punti perfettamente centrati sono segno di conformismo, meticolosità, scrupolo, forte autocontrollo.

I punti spostati in avanti indicano dinamicità, prontezza nelle decisioni.

I punti omessi rivelano trascuratezza, scarsa attenzione ai particolari, scarsa precisione.

I punti a forma di accento indicano capacità di attenzione pronta e intensa, senso di responsabilità, precisione nell’azione.

I punti a forma di cerchio sono di chi in generale aspira alla chiarezza. Le sue azioni e decisioni possono venire danneggiate dall’eccessiva cura dei particolari, che può rasentare la pignoleria.

- Chi preme sul foglio scrivendo, ha una grande energia e sicurezza di sé, e una forte voglia di emergere.
- Chi invece non preme scrivendo rivela insicurezza di sé, paura e quindi debolezza.

La dimensione delle lettere
- Chi scrive con lettere molto rotonde è una persona buona e leale.
- Chi scrive con lettere grandi è una persona abile nella vita di società.
- Chi scrive con lettere piccole è una persona che si esamina spesso dentro e ha problemi a farsi accettare dagli altri..

La direzione di scrittura
- Se la scrittura tende verso sinistra, la persona in questione è legata al passato e saldamente attaccata a bei ricordi.
- Chi scrive verso l'alto è una persona positiva, crede in quello che fa.
- Chi scrive verso il basso è un pessimista, ha paura di sbagliare.

I margini del foglio
- Chi scrive entro i margini è una persona ordinata e non ama i cambiamenti della vita.
- Chi non lascia margine a destra è una persona aperta a nuove esperienze che ama godersi la vita.
- Chi non lascia margine a sinistra, invece, è una persona legata al passato più che al futuro e alle nuove esperienze.

La firma va esaminata in rapporto al testo.
- Se firma e testo hanno lo stesso stile, la realtà intima e sociale saranno coerenti, la persona si propone agli altri così com'è
- Se firma e testo sono molto diversi, lo scrivente ha un bisogno di mascherarsi all'esterno e si stima poco.

Chi colloca la firma sulla destra del foglio è proiettato verso gli altri,
Chi firma a sinistra è sintomo di freno e riserve verso le relazioni.
La posizione centrale può indicare insicurezza, indecisione e desiderio di attenzione.






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sabato 1 agosto 2015

Per Cecil Firma Petizione: Salviamo i Leoni Africani


Il cretino della savana

Il bipede ridens a sinistra nella foto è un cretino. Si chiama Walter Palmer, fa il dentista in Minnesota e ha speso 55 mila dollari per arrivare a scattare questa immagine che lo immortala accanto alla sua preda: il leone simbolo dello Zimbabwe, da lui ucciso in un parco naturale con l’aiuto di due bracconieri. Una bravata che ha già provocato i primi sconquassi nell’ecosistema. L’altro leone dominante del parco sta infatti cominciando a sbranare i cuccioli non più protetti del defunto. 


Assedio al killer di Cecil: il dentista che ha ucciso il "re leone" costretto a chiudere lo studio

Se sarà riconosciuto colpevole di caccia illegale in un'area protetta, rischia l'estradizione e una durissima condanna. Ma Walter Palmer, il dentista americano che ha ammesso di aver partecipato all'uccisione di Cecil, leone simbolo dello Zimbabwe, sta già scontando una parte della sua pena: centinaia di manifestanti assediano il suo studio odontoiatrico esprimendo sdegno per la sua impresa, tanto che Palmer è stato costretto a sospendere la sua attività, consigliando ai pazienti di rivolgersi altrove. Dopo la nota in cui Palmer si dichiarava "rammaricato" per la morte di Cecil - un leone di 13 anni, star del parco di Hwange e parte di un progetto di ricerca dell'Università di Oxford - ma anche convinto che la sua battuta di caccia fosse legale, il dentista del Minnesota ha scritto ai suoi pazienti, secondo quanto riportato dall'emittente KMSP della Fox, per dire loro che al momento non gli è possibile continuare la sua attività lavorativa. "Capisco e rispetto - ha scritto - che non tutti condividono le stesse idee sulla caccia". Per uccidere Cecil, il primo luglio, il dentista avrebbe pagato 50mila dollari alle guide locali: il felino è stato attirato con un'esca fuori dai confini del parco (dove non avrebbe potuto essere cacciato) per essere prima ferito e poi ucciso con un colpo di fucile dopo 40 ore di agonia. L'animale è stato anche decapitato e scuoiato. Palmer non si è ancora mostrato in pubblico e non si sa ancora dove sia, mentre i due uomini che lo hanno aiutato nell'impresa sono comparsi ieri in tribunale a circa 700 chilometri dalla capitale Harare. Theo Bronkhorst, il cacciatore professionista, è stato rilasciato con una cauzione di mille dollari e - se condannato per non avere impedito una caccia illegale - rischia fino a 15 anni di carcere. Nessuna accusa per Honest Trymore Ndlovu, il proprietario del terreno su cui è stato attirato Cecil, che è stato rilasciato.


Un dentista del Minnesota è finito sulle pagine di tutti i giornali per aver ucciso Cecil, un leone assolutamente innocuo, e simbolo di un intero paese.

Ma da questa barbarie può nascere un’occasione unica per salvare i leoni di tutto il mondo.

Ricconi da Italia, Europa e Stati Uniti, pagano cifre assurde per andare in Africa e far fuori leoni e altri animali a rischio, e poi riportarsi le teste a casa come trofei.

Ma se agiamo sull’onda di questo scandalo, possiamo convincere Europa e Stati Uniti a proibire l’importazione di questi macabri trofei.

Molti politici sono già favorevoli a questa proposta, ma non la sentono come una priorità: per vincere serve una mobilitazione globale mai vista prima. Possiamo farcela: questa email raggiunge già l’1,4% degli utenti di internet del mondo. Basterebbe che ognuno di noi firmasse e convincesse anche solo un’altra persona a firmare per raggiungere quasi il 3%. Se poi ognuno convincesse altri 3 a firmare, arriveremo al 6%, e così via.

Firma ora la petizione e condividila su Facebook, Twitter, per e-mail… ovunque, prima che giornali e politici si dimentichino di Cecil:

https://secure.avaaz.org/it/save_africas_lions_loc/?bkBgnbb&v=62688

Cecil era il leone più famoso dello Zimbabwe, amato da tutti, famoso per la sua incredibile criniera nera e per essere amichevole con turisti e fotografi.

È stato ucciso in modo crudele, l’hanno braccato per oltre 40 ore, attirandolo fuori da una zona protetta. L’hanno ferito con una freccia e l’hanno lasciato agonizzare tutta la notte. Il giorno dopo, gli hanno dato il colpo di grazia e tolto il collare di monitoraggio. Poi l’hanno decapitato e scuoiato per prendersi i loro trofei di caccia da mostrare ai picnic con gli amici.

Ora ci sono almeno 12 cuccioli di Cecil che rischiano di essere uccisi da altri leoni, una cosa comune quando muore un maschio.

Il fatto è che lo Zimbabwe e gli altri paesi che permettono tali crimini non contrasteranno né regoleranno mai la caccia, perché ci guadagnano troppo. Ma basterebbe che Europa e Stati Uniti proibissero l’importazione di trofei di caccia da paesi che non hanno dimostrato di gestire in modo sostenibile la caccia per salvare tutti gli altri leoni del Pianeta.

È una misura addirittura banale, che ha già l’appoggio di diversi capi di stato europei, ma senza un’enorme mobilitazione globale non diventerà mai una priorità, e quando i media dimenticheranno Cecil avremo perso questa occasione.

Firma e chiedi ad amici e familiari di firmare a loro volta, per far diventare questa petizione virale e rendere la vittoria possibile:

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